domenica 10 aprile 2011

Vedendo le folle, ne sentì compassione. Mt 9,35-10,1.6-8

Vedendo le folle, ne sentì compassione. 5 dicembre 2010


Vangelo
Mt 9,35-10,1.6-8
Vedendo le folle, ne sentì compassione.
+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità.
Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».
Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
E li inviò ordinando loro: «Rivolgetevi alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

Parola del Signore 



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LA MIA RIFLESSIONE

PREGHIERA

Signore sei Tu il mio Pastore,non manco di nulla......Tu guidi la mia vita ed io provo a seguirti con amore,a volte cado mio pastore e tu sei sempre pronto per rialzarmi,concedimi ancora la luce del tuo spirito per illuminare la mia via e quella di chi leggerà...gratuitamente hai dato,gratuitamente vorrei restituire.amen.

Gesù conosceva la gente mano a mano che avanzava nel suo cammino,nelle sinagoghe,nel deserto,nelle città,nei villaggi…ed ovunque andava provava compassione per le persone,le vedeva così sbandate,come pecore senza pastore,perché vagavano ma non sapevano neanche loro a chi rivolgersi per reindirizzare la propria vita.Ecco perché la folla si accalca intorno a Gesù,perché lui porta con se qualcosa di nuovo,di diverso,lui solo ha parole di vita eterna.
La parola di Gesù è valida ancora oggi,e a noi cristiani,suoi discepoli ,affida il compito di vivere la sua parola e di portarla ai nostri fratelli,la stessa parola che aiuta a vivere una vita che ha un senso,una vita che ci introduce nel regno dei cieli.
Dove altro potremmo andare altrimenti,dietro a chi? Il mondo è pieno di sfavillanti lustrini,di tentazioni,di abbagli,ma tutto è fittizio,tutto è falso ed ingannevole,anche gli affetti non durano o si trasformano,difficilmente i legami superano le difficoltà,uno solo è l’amore eterno che ci cerca,il buon pastore che ci rincorre,che si incammina nel nostro deserto,nella nostra notte più nera e prendendoci per mano ci riporta all’ovile,alla casa del Padre.

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