martedì 24 luglio 2018

(Mt 20,20-28) Il mio calice, lo berrete.

VANGELO DI MERCOLEDI 25 LUGLIO 2018.

Giorno liturgico: 25 Luglio: San Giacomo apostolo

Testo del Vangelo (Mt 20,20-28): In quel tempo, si avvicinò a Gesù la madre dei figli di Zebedeo con i suoi figli, e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli soggiunse: «Il mio calice lo berrete; però non sta a me concedere che vi sediate alla mia destra o alla mia sinistra, ma è per coloro per i quali è stato preparato dal Padre mio». Gli altri dieci, udito questo, si sdegnarono con i due fratelli; ma Gesù, chiamatili a sé, disse: «I capi delle nazioni, voi lo sapete, dominano su di esse e i grandi esercitano su di esse il potere. Non così dovrà essere tra voi; ma colui che vorrà diventare grande tra voi, si farà vostro servo, e colui che vorrà essere il primo tra voi, si farà vostro schiavo; appunto come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti».




RIFLESSIONE DI LELLA

PREGHIERA: Ti prego Spirito Santo, di entrare nel mio cuore, per fare posto alla persona nuova che Gesù vuole per me. Te lo chiedo per vivere in comunione con Cristo nostro Signore. Amen.

Giacomo e Giovanni seguirono Gesù, senza avere tentennamenti, gli furono vicini nel Getzemani, nella trasfigurazione e in molte occasioni importanti della sua vita, per questo forse, la mamma pensava che era giusto stessero al fianco di Gesù nel suo regno. Onore e gloria… noi uomini cerchiamo sempre questo; siamo uomini, e rimaniamo uomini, con i nostri difetti e i nostri miseri pregi, noi non capiamo mai, neanche quando la fede è forte, neanche quando abbiamo Gesù vicino al cuore, che il nostro ruolo non è apparire, ma servire. Vogliamo apparire, essere i primi, farci vedere migliori di quello che siamo, anche a volte solo per noi stessi, come se guardandoci allo specchio e vedendo la nostra anima così scarsa nella fede, non ci piacessimo e volessimo riempirla a tutti i costi con palliativi privi di contenuto. Bisogna che ci rendiamo finalmente conto che non siamo noi a stare vicino a Gesù, ma è Lui che ci resta vicino sempre. San Paolo nella prima lettura ci spiega come la vita dei discepoli sia legata alla grazia di Dio. Non è facile seguire Gesù quando siamo tribolati e impauriti, ma è proprio Gesù che ci sostiene con la sua grazia. Testimoniare la nostra fede in Cristo ci fa scontrare con il mondo, anche con quello che è dentro di noi, perché non saremo mai abbastanza perfetti né credibili come testimoni, ma nonostante le nostre crepe, siamo vasi che Cristo riempie di grazia. Non cerchiamo in noi quello che non c’è, ma permettiamo al Signore di operare in noi e con noi, colmandoci di Spirito Santo; non chiediamo di essere favoriti, ma di saper servire.
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Comentario: Fra. D. Antoni ORIOL i Tataret
(Vic, Barcelona, Spagna)

Oggi, nel frammento del Vangelo di San Matteo troviamo molteplici insegnamenti. Mi limiterò a sottolinearne uno, quello che tratta dell’assoluto dominio di Dio sulla storia: tanto quello di tutti gli uomini nel suo insieme (l’umanità), quanto quello di tutti e di ciascun gruppo umano (nel nostro caso, per esempio, il gruppo familiare degli Zebedei), così come quello di ogni persona individualmente. Perciò Gesù dice loro chiaramente: «Voi non sapete quello che chiedete» (Mt 20,22).

Si sederanno alla destra di Gesù Cristo quelli che vi sono stati destinati dal Padre: «però non sta a me concedere che vi sediate alla mia destra o alla mia sinistra, ma è per coloro per i quali è stato preparato dal Padre mio» (Mt 20,23). Con questa chiarezza, così come suona. Non a caso dice un proverbio: «Non si muove foglia che Dio non voglia». Ed è così perché Dio è Dio. Diciamolo pure all’inverso: se non fosse così, Dio non sarebbe Dio.

Di fronte a questo fatto che si sovrappone ineludibilmente ad ogni condizionamento umano, a noi uomini resta solo, all’inizio, l’accettazione e l’adorazione (perché Dio si è rivelato a noi come l’Assoluto); la fiducia e l’amore mentre camminiamo (perché Dio ci si è rivelato, al tempo stesso, come Padre); ed infine... infine, quello che è più grande e definitivo: sederci accanto a Gesù (alla Sua destra o alla Sua sinistra sono, in ultima istanza,, questioni secondarie).

L’incognita dell’elezione e della predestinazione divina si risolve solo, da parte nostra, con la fiducia. Pesa di più un milligrammo di fiducia depositata nel cuore di Dio che tutto il peso dell’universo pressionando sul nostro povero piatto della bilancia. Di fatto «San Giacomo visse poco tempo, giacché, fin dal principio, era mosso da un grande ardore: disprezzò tutte le cose umane ed ascese ad una cima così ineffabile che morì immediatamente» (San Giovanni Crisostomo).

6 commenti:

  1. VERSIONE IN INGLESE DI MERCOLEDI 25 LUGLIO 2018.

    Liturgical day: July 25th: Saint James, the Greater, apostle, patron of Spain

    Gospel text (Mt 20,20-28): The mother of James and John came to Jesus with her sons, and she knelt down to ask a favor. Jesus said to her, «What do you want?». And she answered, «Here you have my two sons. Grant that they may sit, one at your right and one at your left, when you are in your kingdom». Jesus said to the brothers, «You do not know what you are asking. Can you drink the cup that I am about to drink?». They answered, «We can». Jesus replied, «You will indeed drink my cup, but to sit at my right or at my left is not for me to grant. That will be for those for whom the Father has prepared it». The other ten heard all this and were angry with the two brothers. Then Jesus called them to him and said, «You know that the rulers of the nations act as tyrants, and the powerful oppress them. It shall not be so among you; whoever wants to be more important in your group shall make himself your servant. And if you want to be first, make yourself the servant of all. Be like the Son of Man who has come, not to be served but to serve and to give his life to redeem many».

    REFLECTION OF LELLA

    PRAYER: I pray the Holy Spirit to come into my heart, to make room for the new person that Jesus wants for me. I'm asking you to live in communion with Christ our Lord. Amen.

    James and John followed Jesus, without hesitation, the neighbors were in the Garden, in the Transfiguration and in many important occasions of his life, perhaps for this reason, the mom thought I was right they were side by side with Jesus in his kingdom. Honor and glory ... we men always try this, we are men, and men remain, with our faults and our poor qualities, we never understand, even when faith is strong, even when we have Jesus near the heart, that our role not appear, but to serve.We want to appear, be the first, let us see the best of what we are, even sometimes just for ourselves, as if, by looking in the mirror and seeing our soul so little faith, there piacessimo and wanted to fill it at all costs with palliative no content. We must finally realize that we understand that we are not to stay close to Jesus, but He is there always remains close. St. Paul in the first reading tells us how the lives of the disciples is linked to the grace of God is not easy to follow Jesus when we are troubled and afraid, but it is Jesus who sustains us with his grace.Witness to our faith in Christ makes us come to terms with the world, even with what is inside us, because we will never be perfect enough nor credible as witnesses, but in spite of our cracks, we are vessels that Christ fills with grace. We do not seek in us what is not there, but we allow the Lord to work in us and with us, filling us with the Holy Spirit, do not ask to be favorites, but to be able to serve.

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    1. Comment off : Brother. Antoni ORIOL i Tataret
      (Vic, Barcelona, Spain)

      Today, in the fragment of St. Matthew's Gospel we can find many teachings. I will however limit myself to underline just one, which refers to God's total control of events throughout time: whether of all men together (mankind), or of each and every human group (in our case, for instance, the family group of the Zebedees), or of any individual person. This is why Jesus clearly tells them: «You do not know what you are asking» (Mt 20:22).

      To sit at Jesus Christ's right is for those his Father has prepared it: «To sit at my right or at my left is not for me to grant. That will be for those for whom the Father has prepared it» (Mt 20:23). Just like that, in a clear-cut way. There is an English saying that goes «Man proposes and God disposes». And it is so, precisely because God is God. Or we could also say it the other way round: if it was not so, God would not be God.

      Before this fact, unquestionably overpowering any human determining factor, at the beginning, men are left with nothing else but acceptance and worship (because God has revealed himself to us as the Absolute); while marching on, with confidence and love (because God has revealed himself to us as a Father, too); and at the end..., that grand and definite end: to sit at Jesus' side (whether at his right or at his left, it does not matter at all).

      On our side, the enigma of divine election and predestination can only be solved with confidence. A milligram of confidence placed in God's heart is worth more than all the weight of the world put on our poor little scale pan. In fact, «St. James did not live long: this is because from the very beginning he was already burning with a great vehemence: he scorned all human things and climbed to such ineffable ceilings that he died immediately» (St. John Chrysostom).

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  2. VERSIONE IN SPAGNOLO DI MERCOLEDI 25 LUGLIO 2018.

    Día litúrgico: 25 de Julio: Santiago apóstol, patrón de España

    Texto del Evangelio (Mt 20,20-28): En aquel tiempo, se acercó a Jesús la madre de los hijos de Zebedeo con sus hijos, y se postró como para pedirle algo. Él le dijo: «¿Qué quieres?». Dícele ella: «Manda que estos dos hijos míos se sienten, uno a tu derecha y otro a tu izquierda, en tu Reino». Replicó Jesús: «No sabéis lo que pedís. ¿Podéis beber la copa que yo voy a beber?». Dícenle: «Sí, podemos». Díceles: «Mi copa, sí la beberéis; pero sentarse a mi derecha o mi izquierda no es cosa mía el concederlo, sino que es para quienes está preparado por mi Padre». Al oír esto los otros diez, se indignaron contra los dos hermanos. Mas Jesús los llamó y dijo: «Sabéis que los jefes de las naciones las dominan como señores absolutos, y los grandes las oprimen con su poder. No ha de ser así entre vosotros, sino que el que quiera llegar a ser grande entre vosotros, será vuestro servidor, y el que quiera ser el primero entre vosotros, será vuestro esclavo; de la misma manera que el Hijo del hombre no ha venido a ser servido, sino a servir y a dar su vida como rescate por muchos».

    REFLEXIÓN LELLA

    ORACIÓN: Le pido al Espíritu Santo que venga a mi corazón, para dar cabida a la nueva persona que Jesús quiere para mí. Te estoy pidiendo que vivir en comunión con Cristo, nuestro Señor. Amen.

    Santiago y Juan siguieron a Jesús, sin dudarlo, los vecinos estaban en el jardín, en la Transfiguración y en muchas ocasiones importantes de su vida, tal vez por esta razón, la madre pensó que yo estaba en lo cierto estaban al lado de Jesús en su reino. ... Nosotros, los hombres de honor y gloria siempre tratan de esto, somos hombres, y hombres, con nuestros defectos y nuestras cualidades malas, nunca entendemos, aun cuando la fe es fuerte, incluso cuando tenemos a Jesús cerca del corazón, que nuestro papel no aparece, sino para servir.Queremos que aparezca, sea el primero, vamos a ver lo mejor de lo que somos, aunque a veces sólo para nosotros mismos, como si, mirando en el espejo y ver nuestra alma tan poca fe, no piacessimo y quería llenar a toda costa con paliativos sin contenido. Finalmente, debemos darnos cuenta de que entendemos que no debemos permanecer cerca de Jesús, pero Él es siempre queda cerca. St. Paul en la primera lectura nos dice cómo la vida de los discípulos está vinculada a la gracia de Dios no es fácil de seguir a Jesús cuando estamos con problemas y miedo, pero es Jesús quien nos sostiene con su gracia.Testimonio de nuestra fe en Cristo nos hace llegar a un acuerdo con el mundo, a pesar de lo que está dentro de nosotros, porque nunca seremos lo suficientemente perfecto ni creíble como testigos, pero a pesar de nuestras grietas, que son los vasos que Cristo se llena de gracia. No buscamos en nosotros lo que no está ahí, pero permitimos que el Señor obre en nosotros y con nosotros, nos llena con el Espíritu Santo, no pedimos ser favoritos, pero, para ser capaz de servir.

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    1. Comentario: Fray. D. Antoni ORIOL i Tataret
      (Vic, Barcelona, España)

      Hoy, en el fragmento del Evangelio de San Mateo encontramos múltiples enseñanzas. Me limitaré a subrayar una, la que se refiere al absoluto dominio de Dios sobre la historia: tanto la de todos los hombres en su conjunto (la humanidad), como la de todos y cada uno de los grupos humanos (en nuestro caso, por ejemplo, el grupo familiar de los Zebedeos), como la de cada persona individual. Por esto, Jesús les dice claramente: «No sabéis lo que pedís» (Mt 20,22).

      Se sentarán a la derecha de Jesucristo aquellos para quienes su Padre lo haya destinado: «Sentarse a mi derecha o mi izquierda no es cosa mía el concederlo, sino que es para quienes está preparado por mi Padre» (Mt 20,23). Así de claro, tal como suena. Precisamente decimos en español: «No se mueve la hoja en el árbol sin la voluntad del Señor». Y así es porque Dios es Dios. Digámoslo también a la inversa: si no fuera así, Dios no sería Dios.

      Ante este hecho, que se sobrepone ineludiblemente a todo condicionamiento humano, a los hombres sólo nos queda, en un principio, la aceptación y la adoración (porque Dios se nos ha revelado como el Absoluto); la confianza y el amor mientras caminamos (porque Dios se nos ha revelado, a la vez, como Padre); y al final... al final, lo más grande y definitivo: sentarnos junto a Jesús (a su derecha o a su izquierda, cuestión secundaria en último término).

      El enigma de la elección y la predestinación divinas sólo se resuelve, por nuestra parte, con la confianza. Vale más un miligramo de confianza depositada en el corazón de Dios que todo el peso del universo presionando sobre nuestro pobre platillo de la balanza. De hecho, «Santiago vivió poco tiempo, pues ya en un principio le movía un gran ardor: despreció todas las cosas humanas y ascendió a una cima tan inefable que murió inmediatamente» (San Juan Crisóstomo).

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  3. VERSIONE IN FRANCESE DI MERCOLEDI 25 LUGLIO 2018.

    Jour liturgique : 25 juillet: Saint Jacques (le majeur), Apôtre

    Texte de l'Évangile (Mt 20,20-28): Alors la mère de Jacques et de Jean, fils de Zébédée, s'approcha de Jésus avec ses fils et se prosterna pour lui faire une demande. Jésus lui dit: «Que veux-tu?». Elle répondit: «Voilà mes deux fils: ordonne qu'ils siègent, l'un à ta droite et l'autre à ta gauche, dans ton Royaume». Jésus répondit: «Vous ne savez pas ce que vous demandez. Pouvez-vous boire à la coupe que je vais boire?». Ils lui dirent: «Nous le pouvons». Il leur dit: «Ma coupe, vous y boirez; quant à siéger à ma droite et à ma gauche, il ne m'appartient pas de l'accorder; il y a ceux pour qui ces places sont préparées par mon Père». Les dix autres avaient entendu, et s'indignèrent contre les deux frères. Jésus les appela et leur dit: «Vous le savez: les chefs des nations païennes commandent en maîtres, et les grands font sentir leur pouvoir. Parmi vous, il ne doit pas en être ainsi: celui qui veut devenir grand sera votre serviteur; et celui qui veut être le premier sera votre esclave. Ainsi, le Fils de l'homme n'est pas venu pour être servi, mais pour servir et donner sa vie en rançon pour la multitude».

    REFLEXION DE LELLA

    PRIERE: Je te prie Esprit Saint, d'entrer dans mon coeur, pour faire place à la nouvelle personne que tu veut pour moi. Je te le demande pour vivre en communion avec le Christ notre Seigneur. Amen.

    Jacques et Jean suivirent Jésus, sans avoir d'hésitations, ils lui furent prochent à Getzemani, dans la transfiguration et en beaucoup d'occasions importantes de sa vie, pour cela leur maman pensait peut-être, qu'il était juste qu'ils restent aux cotés de Jésus dans son royaume. Honneur et gloire...... nous hommes nous cherchons toujours ceci; nous sommes homme, et nous restons homme, avec nos défauts et nos valeurs misérables, nous ne comprenons jamais, même pas quand la foi est forte, ni quand nous avons Jésus près du coeur qui n'est pas là pour apparaître, mais pour servir. Nous voulons apparaître, être les premier, nous faire voir meilleurs que ce que nous sommes, parfois même seulement pour nous mêmes, comme si en nous regardant dans un miroir et en voyant notre âme si insuffisante dans la foi, nous ne nous plaisons pas et nous voulons la remplir à tout prix avec des palliatifs dépourvus de contenu. Il faut que nous nous rendons compte enfin que ce n'est pas nous qui sommes rester près de Jésus, mais lui qui est resté toujours près de nous. Saint Paul dans la première lecture nous explique comment la vie des disciples fus liée à la grâce de Dieu. Il n'est pas facile de suivre Jésus quand nous sommes effrayés et que nous avons souffert, mais c'est vraiment Jésus qui nous soutient avec sa grâce. Témoigner notre foi en Christ nous fait nous heurter avec le monde, avec ce qui est en nous aussi, parce que nous ne serons jamais assez parfaits ni crédibles comme témoin, mais malgré nos lézards, nous sommes vases que le Christ remplie de grâce. Ne cherchons pas en nous ce qui n'y est pas, mais permettons au Seigneur d'opérer en nous et avec nous en nous remplissant d'Esprit Saint; ne demandons pas d'être favorisé, mais de savoir servir.

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    1. Commentaire de l'Abbé Antoni ORIOL i Tataret
      (Vic, Barcelona, Espagne)

      Aujourd'hui, sur le texte du fragment de l'Évangile selon Saint Matthieu nous trouvons des enseignements multiples. Je vais me limiter à en souligner un, celui qui se réfère au pouvoir absolu de Dieu sur l'histoire: qu'il s'agisse de celle de l'ensemble de tous les hommes (l'humanité) et de tous et chacun des groups humaines (dans notre cas, par exemple, le group familier des Zébédées), ou de celle de chaque personne individuelle. C'est pour cela que Jésus leur dit clairement: «Vous ne savez pas ce que vous demandez» (Mt 20,22).

      Ils vont siéger à la droite de Jésus-Christ ceux pour qui ces places sont attribuées par le Père: «Quant à siéger à ma droit et à ma gauche, il ne m'appartient pas de l'accorder; il y a ceux pour qui ces places sont préparées par mon Père» (Mt 20,23). Aussi claire que ça, et tel que vous l’entendez. En fait, en espagnol nous disons: «La feuille de l'arbre ne tombe sans la volonté du Seigneur». Et c'est comme cela parce que Dieu est Dieu. On pourrait aussi dire au contraire: si ce ne fût pas comme ça, Dieu ne serait pas Dieu.

      Devant ce fait, qui se superpose inéluctablement à tout conditionnement humaine, il ne nous reste aux hommes, en principe, que l'acceptation et l'adoration (parce que Dieu s'est révélé comme l'Absolu); la confiance et l'amour lorsque nous marchons (parce que Dieu s'est révélé, à la fois, comme Père); et, après tout... ce qui est plus grand et définitive: siéger à côté de Jésus (que ce soit à droite ou à gauche, peut importe, en fin de compte).

      Nous ne pouvons pas résoudre l'énigme de l'élection et prédestination divines qu'avec la confiance de notre part. Un milligramme de confiance placé sur le cœur de Dieu vaut plus que tout le poids de l'univers déposé sur notre pauvre petit plateau de la balance. En fait, «Saint Jacques n'a pas survécu longtemps. Dès le début, il brûlait de ferveur, et dans son mépris extraordinaire des intérêts humains, il s'est élevé à un tel sommet qu'il fut aussitôt mis à mort» (Saint Jean Chrysostome).

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