domenica 20 maggio 2018

(Mc 9,14-29) Credo, Signore; aiuta la mia incredulità.

VANGELO DI LUNEDI 21 MAGGIO 2018.

Giorno liturgico: Lunedì, VII settimana del Tempo Ordinario

Testo del Vangelo (Mc 9,14-29): In quel tempo, [Gesù, Pietro, Giacomo e Giovanni, scesero dal monte] e arrivando presso i discepoli, videro attorno a loro molta folla e alcuni scribi che discutevano con loro. E subito tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo. Ed egli li interrogò: «Di che cosa discutete con loro?». E dalla folla uno gli rispose: «Maestro, ho portato da te mio figlio, che ha uno spirito muto. Dovunque lo afferri, lo getta a terra ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti». Egli allora disse loro: «O generazione incredula! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me». E glielo portarono. Alla vista di Gesù, subito lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava schiumando. Gesù interrogò il padre: «Da quanto tempo gli accade questo?». Ed egli rispose: «Dall’infanzia; anzi, spesso lo ha buttato anche nel fuoco e nell’acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci». Gesù gli disse: «Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede». Il padre del fanciullo rispose subito ad alta voce: «Credo; aiuta la mia incredulità!». Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito impuro dicendogli: «Spirito muto e sordo, io ti ordino, esci da lui e non vi rientrare più». Gridando, e scuotendolo fortemente, uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: «È morto». Ma Gesù lo prese per mano, lo fece alzare ed egli stette in piedi. Entrato in casa, i suoi discepoli gli domandavano in privato: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli disse loro: «Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera».





 RIFLESSIONE DI LELLA

PREGHIERA: Vieni o Spirito di Dio ed aiutami ad unire la mia anima alla Tua, liberami da ogni pensiero che è mio e riempimi del tuo.Credo Signore in te,ma la mia è fede umana,imperfetta e non mi riempie di te, mi lascia spazi enormi in cui la mia umanità non riesce a raggiungerti,per questo ti prego : Credo, Signore; aiuta la mia incredulità.

- Con quale meraviglia ci si deve rivolgere al Signore? Riusciamo ad essere ancora meravigliati e stupefatti dalla sua potenza, o non ci crediamo più di tanto?
Questo è l’errore che fanno, in questo brano, i discepoli di Gesù, che pur operando nel suo nome, non riescono a scacciare il demone che infesta il ragazzo. Perché non riescono a guarire nel nome di Gesù? Quanto sono convinti di quello che stanno facendo? Spesso la nostra umanità prende il sopravvento sulla fede e tutto diventa più difficile. Lasciare l’uomo terreno e far posto a Cristo, non è evidentemente così semplice come sembra, perché bisogna imparare ad avere una gran fiducia. A Gesù non sembra strano che questo uomo che lo prega abbia dei dubbi, delle incertezze e che le metta ai suoi piedi, con le sue paure e la sua disperazione, gli dice: - credo, aiuta la mia incredulità - ed è questo che cambia la situazione, affidare la nostra incapacità a Dio. Scopriamo che la fede è un dono, ma non un diritto acquisito, che ha bisogno della nostra partecipazione attiva, per diventare condivisione, che dobbiamo per prima cosa riconoscere che senza Gesù nel cuore non possiamo niente. I discepoli di Gesù possono scacciare demoni, compiere miracoli, ma non perché sono loro, ma perché Gesù può agire attraverso loro, questo è importante da comprendere, sia per chi permette a Gesù di agire sia per chi assiste al miracolo. A volte i fedeli sono attirati dal personaggio e non da Gesù che opera e questo è sbagliato, facilmente si crea un falso rapporto, non dettato dalla vera fede in Cristo, perché è bene non dimenticare mai, come dice la prima lettura che tutto viene dal Signore. Quando invece dell’ umiltà di chi si riconosce un mezzo, è la superbia entra nel cuore dell’uomo, non sarà più possibile che il Signore operi in lui- Per questo si debbono riconoscere le persone e gli avvenimenti dai loro frutti, per poterli giudicare. L’amore per gli altri, per i sofferenti, deve essere alla base del legame perché questo è quello che spinge Gesù ad offrire tutto di se per noi, ecco perché la preghiera è così importante nella vita del Cristiano, perché è l’invocazione, la richiesta d’aiuto per tutti i fratelli bisognosi, amati tanto da Dio, ancor più di se stesso
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Comentario: Rev. D. Antoni CAROL i Hostench
(Sant Cugat del Vallès, Barcelona, Spagna)

Oggi, contempliamo –ancora una volta!- il Signore richiesto dalla gente («accorsero a salutarlo») e, allo stesso tempo, Lui, interessandosi per le persone, sensibile ai loro bisogni. In primo luogo, quando sospetta che qualcosa succede, si preoccupa per il problema.

Interviene uno dei protagonisti, cioè, il padre di un ragazzo che è posseduto da uno spirito maligno: «Maestro, ho portato da te mio figlio, che ha uno spirito muto. Dovunque lo afferri, lo getta a terra ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce» (Mc 9,17-18).

E’ terribile il male che può arrivare a fare il Diavolo!, una creatura senza carità. Signore, -dobbiamo pregare!-: «Liberaci dal male». Non si capisce come sia possibile che ai nostri giorni , delle persone dicano che il Diavolo non esiste o altre che gli rendono qualche forma di culto... E’ assurdo! Dobbiamo ricavare una lezione da tutto questo: non si può scherzare con il fuoco!

«Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti» (Mc 9,18). Quando Gesù sente queste parole, prova un dispiacere. Se ne addolora, soprattutto, per la mancanza di fede... Manca la fede perché devono `pregare di più´ «Questa specie di demoni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera» (Mc 9,29).

La preghiera è il dialogo “intimista” con Dio. Giovanni Paolo II ha affermato che «la preghiera implica sempre una specie di “ricettacolo” con Cristo in Dio. Solamente in simile`nascondiglio´agisce lo Spirito Santo. In un ambiente intimo di ricettacolo si pratica l’assiduità amichevole con Gesù; partendo dalla quale, prende origine lo sviluppo della fiducia in Lui, cioè, l’aumento della fede.

Questa fede, però, che muove montagne ed espulsa gli spiriti maligni («tutto è possibile per chi crede!») è soprattutto un dono di Dio. La nostra preghiera, in ogni caso, ci predispone a ricevere il dono. Questo dono, però, dobbiamo chiederlo con insistenza: «Credo; aiuta la mia incredulità!» (Mc 9,24). La risposta di Cristo non si farà supplicare!

9 commenti:

  1. VERSIONE IN INGLESE DI LUNEDI 21 MAGGIO 2018.
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    Liturgical day: Monday 7th in Ordinary Time

    Gospel text (Mc 9,14-29): When Jesus came to the place where they had left the disciples, they saw many peo­ple around and some teachers of the Law arguing with them. When the people saw Jesus, they were astonished and ran to greet him. He asked, «What are you arguing about with them?». A man answered him from the crowd, «Master, I brought my son to you for he has a dumb spirit. Whenever the spirit seizes him, it throws him down and he foams at the mouth, grinds his teeth and becomes stiff all over. I asked your disciples to drive the spirit out, but they could not». Jesus replied, «You faithless people. How long must I be with you? How long must I put up with you? Bring him to me». And they brought the boy to him. As soon as the spirit saw Jesus, it shook and convulsed the boy who fell on the ground and began rolling about, foaming at the mouth. Then Jesus asked the father, «How long has this been happening to him?». He replied, «From childhood. And it has often thrown him into the fire and into the water to destroy him. If you can do anything, have pity on us and help us». Jesus said to him, «Why do you say: ‘If you can?’ All things are possible for one who believes». Immediately the father of the boy cried out, «I do believe, but help the little faith I have». Jesus saw that the crowd was increasing rapidly, so he ordered the evil spirit, «Dumb and deaf spirit, I command you: Leave the boy and never enter him again». The evil spirit shook and convulsed the boy and with a terrible shriek came out. The boy lay like a corpse and people said, «He is dead». But Jesus took him by the hand and lifted him and the boy stood up. After Jesus had gone indoors, his disciples asked him privately, «Why couldn't we drive out the spirit?». And he answered, «Only prayer can drive out this kind, nothing else».

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    1. REFLECTION OF LELLA

      PRAYER: Come, Spirit of God, and help me to combine my soul Thy, deliver me from every thought that is mine, and fill me with your. Lord I believe in you, but my faith is human, imperfect and does not fill me with you, let me huge spaces in which my humanity is unable to reach you, for this I pray: Lord, I believe, help my unbelief.

      - With wonder which one must turn to the Lord? Can we still be surprised and amazed by his power, or we do not believe that much?
      This is the mistake that, in this passage, the disciples of Jesus, who while operating in his name, they could not drive out the demon that haunts the boy. Why can not heal in the name of Jesus? How are convinced that what they are doing? Often our humanity takes precedence over faith and everything becomes more difficult. Leave the man land and make way for Christ, is clearly not as simple as it sounds, because you have to learn to have a lot of confidence. Jesus does not seem strange that this man who begs him to have doubts, uncertainties, and that puts at his feet, with his fears and his despair, he says: - I believe, help my unbelief - and this is changing the situation, our inability to entrust to God. We discover that faith is a gift, but not a vested right, which needs our active participation, to become sharing, we must first recognize that without Jesus in our hearts we can do nothing. The disciples of Jesus can cast out devils, working miracles, but because they are, but because Jesus can act through them, it is important to understand, for those who allows Jesus to do for those who witness the miracle.
      Sometimes the faithful are attracted to the character and not by Jesus that work and this is wrong, it easily creates a false report, not dictated by true faith in Christ, for it is well never forget, as the first reading says that everything comes from Lord.
      When instead of the humility of one who recognizes a means, it is the pride enters into the heart of man, will no longer be possible that God works in him- For this you need to recognize the people and events by their fruits, to judge them.
      The love for others, for the suffering, must be the basis of the link because this is what drives Jesus to offer to all of us if that's why prayer is so important in the life of the Christian, because it is the invocation, the request for help to all the needy brothers and sisters, loved so much by God, even more than himself

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    2. Comment off: Fr. Antoni CAROL i Hostench
      (Sant Cugat del Vallès, Barcelona, Spain)

      Today, we see —once again!— the Lord being approached by people («and they ran to greet him») and, at the same time, we witness his solicitude towards those who need him, always sensible to their needs. In the first place, wondering what is going on, He asks the crowd; then, He gets involved with in the problem.

      A man from the crowd intervenes. He is the father of a boy that is seized by a dumb spirit: «Master, I brought my son to you for he has a dumb spirit. Whenever the spirit seizes him, it throws him down and he foams at the mouth, grinds his teeth and becomes stiff all over» (Mk 9:17-18).

      It is terrible what the Devil can do!, a creature without charity. —O Lord, we must pray!: «And deliver us from evil». It is hard to understand those who, today, still claim there is no Devil, or even worse, those who render him some type of cult... Nonsense, is not it? We should learn a lesson: it is just too risky to play with fire!

      «I asked your disciples to drive the spirit out, but they could not» (Mk 9:18). When Jesus heard these words, He became angry. Angry, mostly, for their lack of faith... Lacking faith because they had to pray more: «Only prayer can drive out this kind (of spirits), nothing else» (Mk 9:29).

      Prayer is an “intimist” dialogue with God. John Paul II affirms that «prayer brings always some kind of secluded retreat with Christ in God. The Holy Spirit only acts in such “secluded retreat”». And only in such an intimate atmosphere of retirement can we practice a friendly assiduity with Jesus, which, in turn, increases our confidence in Him, or what is the same, increases our faith.

      But this faith, that can move mountains and drives out the evil spirits («All things are possible for one who believes!») is, above all, a gift from God. Our prayer, in any case, prepare us to receive that gift. However, we have to beg for this gift: «I do believe, but help the little faith I have» (Mk 9:24). Christ's response will not take long!

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  2. VERSIONE IN SPAGNOLO DI LUNEDI 21 MAGGIO 2018.

    Día litúrgico: Lunes VII del tiempo ordinario

    Texto del Evangelio (Mc 9,14-29): En aquel tiempo, Jesús bajó de la montaña y, al llegar donde los discípulos, vio a mucha gente que les rodeaba y a unos escribas que discutían con ellos. Toda la gente, al verle, quedó sorprendida y corrieron a saludarle. Él les preguntó: «¿De qué discutís con ellos?». Uno de entre la gente le respondió: «Maestro, te he traído a mi hijo que tiene un espíritu mudo y, dondequiera que se apodera de él, le derriba, le hace echar espumarajos, rechinar de dientes y lo deja rígido. He dicho a tus discípulos que lo expulsaran, pero no han podido». Él les responde: «¡Oh generación incrédula! ¿Hasta cuándo estaré con vosotros? ¿Hasta cuándo habré de soportaros? ¡Traédmelo!». Y se lo trajeron. Apenas el espíritu vio a Jesús, agitó violentamente al muchacho y, cayendo en tierra, se revolcaba echando espumarajos. Entonces Él preguntó a su padre: «¿Cuánto tiempo hace que le viene sucediendo esto?». Le dijo: «Desde niño. Y muchas veces le ha arrojado al fuego y al agua para acabar con él; pero, si algo puedes, ayúdanos, compadécete de nosotros». Jesús le dijo: «¡Qué es eso de si puedes! ¡Todo es posible para quien cree!». Al instante, gritó el padre del muchacho: «¡Creo, ayuda a mi poca fe!». Viendo Jesús que se agolpaba la gente, increpó al espíritu inmundo, diciéndole: «Espíritu sordo y mudo, yo te lo mando: sal de él y no entres más en él». Y el espíritu salió dando gritos y agitándole con violencia. El muchacho quedó como muerto, hasta el punto de que muchos decían que había muerto. Pero Jesús, tomándole de la mano, le levantó y él se puso en pie. Cuando Jesús entró en casa, le preguntaban en privado sus discípulos: «¿Por qué nosotros no pudimos expulsarle?». Les dijo: «Esta clase con nada puede ser arrojada sino con la oración».

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    1. REFLEXIÓN LELLA

      ORACIÓN: Ven, Espíritu de Dios, y me ayudan a combinar mi alma Thy, líbrame de todo pensamiento que es la mía, y me llene con su. Señor, yo creo en ti, pero mi fe es humana, imperfecta y no me llene de ti, déjame enormes espacios en los que mi humanidad es incapaz de llegar a ti, por esto pido en oración: Señor, creo, ayuda mi incredulidad.

      - Con asombro que uno debe volverse al Señor? ¿Podemos seguir siendo sorprendido y asombrado por su poder, o no creemos que mucho?
      Este es el error que, en este pasaje, los discípulos de Jesús, que al operar en su nombre, no pudieron expulsar al demonio que atormenta al niño. ¿Por qué no puede sanar en el nombre de Jesús? ¿Cómo están convencidos de que lo que están haciendo? A menudo, nuestra humanidad tiene prioridad sobre la fe y todo se vuelve más difícil. Deja que el hombre de la tierra y dar paso a Cristo, no es claramente tan simple como parece, porque hay que aprender a tener mucha confianza. Jesús no parece extraño que este hombre que le suplica a tener dudas, incertidumbres, y que pone a sus pies, con sus miedos y su desesperación, él dice: - Creo, ayuda mi incredulidad - y esto está cambiando la situación, nuestra incapacidad para confiar a Dios. Descubrimos que la fe es un don, pero no un derecho adquirido, que necesita de nuestra participación activa, para convertirse en el compartir, en primer lugar debemos reconocer que sin Jesús en nuestros corazones no podemos hacer nada. Los discípulos de Jesús pueden echar fuera demonios, que hacen señales, sino porque son, sino porque Jesús puede actuar a través de ellos, es importante entender, para los que permite a Jesús para hacer por aquellos que son testigos del milagro. A veces, los fieles se sienten atraídos por el carácter y no por Jesús de que el trabajo y esto es un error, fácilmente se crea un informe falso, no dictada por la verdadera fe en Cristo, pues es bien nunca olvidar, como dice la primera lectura que todo viene de Señor. Cuando en lugar de la humildad de quien se reconoce como un medio, es el orgullo entra en el corazón del hombre, ya no será posible que Dios obra en él- Para ello, tiene que reconocer a las personas y eventos que por sus frutos, para juzgarlos. El amor por los demás, por el sufrimiento, debe ser la base de la relación, porque esto es lo que impulsa a Jesús a ofrecer a todos nosotros si es por eso la oración es tan importante en la vida del cristiano, ya que es la invocación, la petición de ayuda a todos los hermanos y hermanas necesitados, amó tanto por Dios, incluso más que el propio.

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    2. Comentario: Rev. D. Antoni CAROL i Hostench
      (Sant Cugat del Vallès, Barcelona, España)

      Hoy contemplamos —¡una vez más!— al Señor solicitado por la gente («corrieron a saludarle») y, a la vez, Él solícito de la gente, sensible a sus necesidades. En primer lugar, cuando sospecha que alguna cosa pasa, se interesa por el problema.

      Interviene uno de los protagonistas, esto es, el padre de un chico que está poseído por un espíritu maligno: «Maestro, te he traído a mi hijo que tiene un espíritu mudo y, dondequiera que se apodera de él, le derriba, le hace echar espumarajos, rechinar de dientes y lo deja rígido» (Mc 9,17-18).

      ¡Es terrible el mal que puede llegar a hacer el Diablo!, una criatura sin caridad. —Señor, ¡hemos de rezar!: «Líbranos del mal». No se entiende cómo puede haber hoy día voces que dicen que no existe el Diablo, u otros que le rinden algún tipo de culto... ¡Es absurdo! Nosotros hemos de sacar una lección de todo ello: ¡no se puede jugar con fuego!

      «He dicho a tus discípulos que lo expulsaran, pero no han podido» (Mc 9,18). Cuando escucha estas palabras, Jesús recibe un disgusto. Se disgusta, sobre todo, por la falta de fe... Y les falta fe porque han de rezar más: «Esta clase con nada puede ser arrojada sino con la oración» (Mc 9,29).

      La oración es el diálogo “intimista” con Dios. San Juan Pablo II ha afirmado que «la oración comporta siempre una especie de escondimiento con Cristo en Dios. Sólo en semejante “escondimiento” actúa el Espíritu Santo». En un ambiente íntimo de escondimiento se practica la asiduidad amistosa con Jesús, a partir de la cual se genera el incremento de confianza en Él, es decir, el aumento de la fe.

      Pero esta fe, que mueve montañas y expulsa espíritus malignos («¡Todo es posible para quien cree!») es, sobre todo, un don de Dios. Nuestra oración, en todo caso, nos pone en disposición para recibir el don. Pero este don hemos de suplicarlo: «¡Creo, ayuda a mi poca fe!» (Mc 9,24). ¡La respuesta de Cristo no se hará “rogar”!

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  3. VERSIONE IN FRANCESE DI LUNEDI 21 MAGGIO 2018.

    Jour liturgique : Temps ordinaire - 7e Semaine: Lundi

    Texte de l'Évangile (Mc 9,14-29): En rejoignant les autres disciples, ils virent une grande foule qui les entourait, et des scribes qui discutaient avec eux. Aussitôt qu'elle vit Jésus, toute la foule fut stupéfaite, et les gens accouraient pour le saluer. Il leur demanda: «De quoi discutez-vous avec eux?». Un homme dans la foule lui répondit: «Maître, je t'ai amené mon fils, il est possédé par un esprit qui le rend muet; cet esprit s'empare de lui n'importe où, il le jette par terre, l'enfant écume, grince des dents et devient tout raide. J'ai demandé à tes disciples d'expulser cet esprit, mais ils n'ont pas réussi». Jésus leur dit: «Génération incroyante, combien de temps devrai-je rester auprès de vous? Combien de temps devrai-je vous supporter? Amenez-le auprès de moi». On l'amena auprès de lui. Dès qu'il vit Jésus, l'esprit secoua violemment l'enfant; celui-ci tomba, il se roulait par terre en écumant. Jésus interrogea le père: «Combien y a-t-il de temps que cela lui arrive?». Il répondit: «Depuis sa petite enfance. Et souvent il l'a même jeté dans le feu ou dans l'eau pour le faire périr. Mais si tu y peux quelque chose, viens à notre secours, par pitié pour nous!». Jésus reprit: «Pourquoi dire: ‘Si tu peux’? Tout est possible en faveur de celui qui croit». Aussitôt le père de l'enfant s'écria: «Je crois! Viens au secours de mon incroyance!». Jésus, voyant que la foule s'attroupait, interpella vivement l'esprit mauvais: «Esprit qui rends muet et sourd, je te l'ordonne, sors de cet enfant et n'y rentre plus jamais!». L'esprit poussa des cris, secoua violemment l'enfant et sortit. L'enfant devint comme un cadavre, de sorte que tout le monde disait: «Il est mort». Mais Jésus, lui saisissant la main, le releva, et il se mit debout. Quand Jésus fut rentré à la maison, seul avec ses disciples, ils l'interrogeaient en particulier: «Pourquoi est-ce que nous, nous n'avons pas pu l'expulser?». Jésus leur répondit: «Rien ne peut faire sortir cette espèce-là, sauf la prière».

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    1. REFLEXION DE LELLA

      PRIERE: Viens O Esprit de Dieu et aide-moi à unir mon âme à la Tienne, libère-moi de chaque pensée qui est mienne et remplis-moi des tiennes. Je crois en toi Seigneur, mais ma foi est humaine, imparfaite et elle ne me remplie pas de toi me laisse elle laisse une place énorme dans laquelle mon humanité ne réussit pas à t'atteindre, pour cela je te prie: Je crois, Seigneur; aide mon incrédulité.

      - Avec quel merveille l'on doit se tourner vers le Seigneur? Nous réussissons à être encore étonné et stupéfié par sa puissance, ou est-ce que nous ne croyons pas tant?
      Ceci est la faute que font les disciples de Jésus, dans ce passage, même en opérant en son nom, ils ne réussissent pas à chasser le démon qui infeste l'enfant. Pourquoi n'arrive t-ils pas à guérir au nom de Jésus ? Combien sont convaincus de ce qu'ils sont en train de faire? Notre humanité prend souvent le dessus sur la foi et tout devient plus difficile. Laisser l'homme terrestre faire place à Christ, ce n'est évidemment pas si simple qu'il nous semble, parce qu'il faut apprendre à avoir une grande confiance. Pour Jésus cela ne semble pas étrange que cet homme qui le prie aie des doutes, des incertitudes et qu'il les met à ses pieds, avec ses peurs et son désespoir, il lui dit:- je crois, aide mon incrédulité - et c'est ce qui change la situation confier notre incapacité à Dieu. Nous découvrons que la foi est un don mais pas un droit acquis, qu'elle a besoin de notre participation active, pour devenir copartage, que nous devons en premier reconnaître que sans Jésus dans notre coeur nous ne pouvons rien. Les disciples de Jésus peuvent chasser les démons, et accomplir des miracles, mais pas parce qu'ils sont eux, mais parce que Jésus peut agir à travers eux, ceci est important à comprendre, soit par celui qui permet à Jésus d'agir soit par celui qui assiste au miracle. Parfois les fidèles sont attirés par le personnage et pas de Jésus qui oeuvre et cela s'est se trompé, nous créons facilement un faux rapport, non dicté pas par la vraie foi en Christ, parce qu'il est bien de ne jamais oublier, comme le dit la première lecture "tout vient du Seigneur". Quand au lieu de l'humilité de celui qui se reconnaît à moitié, c'est l'orgueil qui entre dans le coeur de l'homme, cela ne sera pas plus possible que le Seigneur opères en lui. Pour cela il devra reconnaître les gens et les événements de leurs fruits, pour pouvoir les juger. L'amour pour les autres, pour les souffrants, doit être à la base du lien parce que ceci est ce qui pousse Jésus à offrir tout de lui pour nous, voilà pourquoi la prière est si importante dans la vie du Chrétien, parce que c'est l'invocation, la demande d'aide pour tous les frères besogneux, tellement aimé de Dieu, encore plus de lui même.

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    2. Commentaire de l'Abbé Antoni CAROL i Hostench
      (Sant Cugat del Vallès, Barcelona, Espagne)

      Aujourd'hui, nous contemplons —encore!— le Seigneur sollicité par les gens («ils accouraient pour le saluer») et, en même temps, plein de sollicitude à leur égard. Dès qu'il sent qu'il se passe quelque chose, il s'y intéresse.

      L'un des personnages intervient. C'est le père d'un garçon possédé par un esprit mauvais. «Maître, je t'ai amené mon fils, il est possédé par un esprit qui le rend muet; cet esprit s'empare de lui n'importe où, il le jette par terre, l'enfant écume, grince des dents et devient tout raide» (Mc 9,17-18).

      Qu'il est terrible le mal que parvient à faire le Diable, cette créature dépourvue de toute charité! —Seigneur, il nous faut prier: «Délivre nous du mal»! Comment peut-il y avoir de nos jours des voix qui disent que le Diable n'existe pas, ou des gens qui lui rendent une sorte de culte! C'est absurde! Voici la leçon à tirer de tout cela: il ne faut pas jouer avec le feu.

      «J'ai demandé à tes disciples d'expulser cet esprit, mais ils n'ont pas réussi» (Mc 9,18). Jésus est triste quand il entend ces mots. Attristé, surtout, par le manque de foi…. Et la foi leur manque parce qu'ils doivent prier davantage: «Rien ne peut faire sortir cette espèce-là, sauf la prière» (Mc 9,29).

      La prière est un dialogue intime avec Dieu. Jean-Paul II a dit que «la prière implique toujours d'aller se cacher avec le Christ en Dieu. Ce n'est qu’en semblable intimité qu'agit le Saint-Esprit». Dans cette cachette intime, l'on pratique cette amicale fréquentation de Jésus, qui accroît notre confiance en Lui, c'est-à-dire notre foi.

      Mais cette foi, qui remue les montagnes et expulse les esprits mauvais («Tout est possible en faveur de celui qui croit»), est surtout un don de Dieu. Notre oraison, en tout cas, nous met en disposition de recevoir ce don. Mais nous devons l'implorer: «Je crois! Viens au secours de mon incroyance!» (Mc 9,24). Le Christ, Lui, ne se fera pas prier!

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