giovedì 4 ottobre 2018

(Lc 10,13-16) Chi disprezza me, disprezza colui che mi ha mandato.


VANGELO DI VENERDì 5 OTTOBRE 2018
(Lc 10,13-16) Chi disprezza me, disprezza colui che mi ha mandato.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse: «Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, nel giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me, disprezza colui che mi ha mandato».
Parola del Signore .


LA MIA RIFLESSIONE
PREGHIERA
Vieni o Santo Spirito, a liberare il mio spirito verso di Te, fa che possiamo insieme camminare per un tratto almeno, perché io possa comprendere quello che tu vuoi che io comprenda, e riportare quello che Tu vuoi che io riporti.
Quando Gesù non era ancora venuto sulla terra c’era la legge e i profeti, ed alcuni pensavano che questo bastasse, tanto da non saper né voler riconoscere in Gesù il Messia tanto atteso. Fermi nelle loro posizioni, non accettano che Dio sia qualcosa di più e di diverso di quello che loro credono. Invece la fede non è mai una cosa immobile, come non è immobile Dio. Noi viviamo un Cristo vivo in mezzo a noi, ascoltiamo la voce del nostro Dio, secondo le parole dei profeti che Egli ha mandato e non seguiamo le perverse inclinazioni del nostro cuore. È proprio a partire da questo sincero riconoscimento del nostro facile allontanamento da Dio e dalle sue vie che possiamo guardare alle ingiustizie, all' odio che esplode con ferocia, alla corruzione dentro le pieghe dei vari strati sociali, ai poveri sempre più oppressi e ai ricchi che non smettono di voler esserlo sempre di più. Bisogna che ci facciamo carico di tutto questo, non tanto puntando il dito, ma lottando contro un sistema di corruzione e di omertà, che permette al violento e al delinquente di rimanere impunito. Gesù è venuto per portare la giustizia, per allontanare il sopruso, per parlarci d’amore, per insegnarci a vivere l’amore. Oggi riflettevo su don Pugliesi, su suor Maria Laura Mainetti, su tanti di quei Santi sacerdoti e suore che hanno camminato nella loro vita veramente dietro a Gesù, a costo della loro vita, a tanti bravi sacerdoti che conosco personalmente, come don Marco Schroot che si fanno carico della salvezza dei fratelli, andandoli a trovare, aiutandoli, e fanno della loro vita, una vita di missione vera. Amore e ascolto della parola di Dio, senza curarsi di chi disprezza, chi rifiuta , ma continuare ad amare il peccatore, offrendo la propria vita e perdonando come Gesù ha perdonato. In questo mondo dove i peccatori si ammucchiano, si abbracciano, si difendono l’un l’altro, ci provocano e ci trattano da scemi, cerchiamo a tutti i costi di non uscire dalla retta via; cerchiamo di pregare e di invocare l’aiuto di tutte le potenze celesti contro il male che si impadronisce di tante persone. Ricordiamo le parole di Gesù: "Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno", accettando di vivere nel peccato, non sanno fino a dove questo li porterà o credono forse di non poterne più uscire. Preghiamo perché Dio li perdoni e li salvi, perché le morti dei martiri siano per la salvezza per molti, come la morte di Gesù è stata possibilità di salvezza per tutti. Preghiamo per chi bestemmia e ripetiamo le parole che l’Angelo nella prima apparizione a Fatima "Mio Dio, credo, adoro, spero e Ti amo. Domando perdono, per quelli che non credono, non adorano, non sperano e non Ti amano." Nelle parole del Vangelo io leggo il dolore profondo di Gesù, e mi sento partecipe di questo dolore, ma senza dimenticare che per grazia oggi seguo e sono innamorata della parola di Dio, e che questa grazia forse ad altri che la ignorano, non è stata ancora concessa, per questo prego Dio di forzare la porta del loro cuore, come ha fatto con me, prendendoli per mano e convertendoli, per farli scendere dal destriero delle loro insensate sicurezze e tornare a camminare con i piedi per terra.
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Rev. D. Jordi SOTORRA i Garriga (Sabadell, Barcelona, Spagna)
Oggi, vediamo Gesù che rivolge il suo sguardo su quelle città della Galilea che erano state oggetto della sua preoccupazione dove Lui aveva predicato e realizzato le opere del Padre. In nessun posto come a Corazìn, Betsàida e Cafàrnao aveva predicato e fatto miracoli. La semina era stata abbondante, ma la raccolta non fu buona. Neanche Gesù poté convincerli! Che mistero, quello della libertà dell’uomo! Possiamo dire di “no” a Dio… Il messaggio evangelico non si impone con la forza, ma solo si offre, e io posso chiudermi ad esso; posso accettarlo o rifiutarlo. Il Signore rispetta completamente la mia libertà. Che responsabilità! Le espressioni di Gesù: «Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida!» (Lc 10,13) al termine della sua missione apostolica esprimono più sofferenza che condanna. La prossimità del Regno di Dio non fu per quelle città una chiamata alla penitenza e alla conversione. Gesù riconosce che a Sidone e a Tiro avrebbero sfruttato meglio tutta la grazia dispensata tra i Galilei. La delusione di Gesù è più grande quando si tratta di Cafàrnao. «Sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai!» (Lc 10,15). Qui Pietro aveva la sua casa e Gesù aveva fatto di questa città il centro della sua predicazione. Ancora una volta vediamo un sentimento di tristezza piuttosto che una minaccia in queste parole. Lo stesso potremmo dire di molte città e persone della nostra epoca. Credono di prosperare, mentre in realtà si stanno distruggendo. «Chi ascolta voi ascolta me» (Lc 10,16). Queste parole con cui si conclude il Vangelo sono una chiamata alla conversione e sono cariche di speranza. Se ascoltiamo la voce di Gesù siamo ancora in tempo. La conversione consiste nel fatto che l’amore superi progressivamente l’egoismo nella nostra vita, e questo è un lavoro in continuo divenire. San Massimo ci dirà: «Non c’è nulla di così gradevole e amato da Dio come il fatto che gli uomini si convertano a Lui pentendosi sinceramente».

9 commenti:

  1. VERSIONE IN FRANCESE DI VENERDI 5 OTTOBRE 2018.

    Jour liturgique : Temps ordinaire - 26e Semaine: Vendredi

    Martyrologe 5 Octobre: Quatre-temps d’action de grâce et de demande
    Texte de l'Évangile (Lc 10,13-16): «Malheureuse es-tu, Corazine! Malheureuse es-tu, Bethsaïde! Car, si les miracles qui ont eu lieu chez vous avaient eu lieu à Tyr et à Sidon, il y a longtemps que les gens y auraient pris le vêtement de deuil, et se seraient assis dans la cendre en signe de pénitence. En tout cas, Tyr et Sidon seront traitées moins sévèrement que vous lors du Jugement. Et toi, Capharnaüm, seras-tu donc élevée jusqu'au ciel? Non, tu descendras jusqu'au séjour des morts! Celui qui vous écoute m'écoute; celui qui vous rejette me rejette; et celui qui me rejette celui qui m'a envoyé».

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    1. REFLEXION DE LELLA

      PRIERE: Viens O Saint Esprit, pour libérer mon esprit vers Toi, fait que nous pouvons marcher au moins ensemble pour un trait, pour que je puisse comprendre ce que tu veux que je comprenne, et reporter ce que veux que je reporte.

      Quand Jésus n'était pas encore venu sur terre il y avait la loi et les prophètes, et quelques-uns pensaient que cela suffisait, tellement qu'il ne voulaient pas savoir ni reconnaître en Jésus le Messie très attendu. Arrêtaient dans leurs positions, ils n'acceptent pas que Dieu soit quelque chose de plus et de différent de ce qu'ils croient. Par contre la foi n'est jamais une chose immobile, comme Dieu n'est pas immobile. Nous vivons un Christ vivant au milieu de nous, nous écoutons la voix de notre Dieu, selon les Paroles des prophètes qu'il a envoyé et ne suivons pas les inclinaisons perverses de notre coeur. C'est vraiment à partir de cette sincère reconnaissance de notre facile éloignement de Dieu et de ses voies que nous pouvons regarder les injustices, la haine qui explose avec férocité la corruption dans les plis des différentes couches sociales, des pauvres opprimés de plus en plus et des riche qui n'arrêtent pas de vouloir l'être toujours plus. Il faut que nous nous chargeons de tout ceci, pas en pointant du doigt, mais en luttant contre un système de corruption et de loi du silence, qui permet au violent et au délinquant de rester impuni. Jésus est venu pour porter la justice, pour éloigner l'injustice, pour nous parler d'amour, pour nous enseigner à vivre l'amour. Aujourd'hui je réfléchissais sur le Père Pugliesi, sur soeur Maria Laura Mainetti, sur nombreux de ces Saints prêtres et soeurs qui ont vraiment marché derrière Jésus, au coût de leur vie, aux nombreux bons prêtres que je connais personnellement, comme le Père Marco, qui se charge du salut des frères, en allant les trouver, en les aidant, et ils font de leur vie une vraie vie de mission. Amour et écoute de la Parole de Dieu, sans se soucier de qui la méprise, qui la refuse, mais continuer à aimer le pécheur, en offrant sa propre vie et en pardonnant comme Jésus a pardonné. Dans ce monde où les pécheurs s'entassent, s'étreignent, se défendent l'un l'autre, ils nous provoquent et ils nous traitent de sot, nous cherchons à tout prix de ne pas sortir de la voie droite; nous cherchons de prier et d'invoquer l'aide de toutes les puissances célestes contres le mal qui s'empare de beaucoup de gens. Rappelons nous les mots de Jésus: "Père pardonne leur parce qu'ils ne savent pas ce qu'ils font", en acceptant de vivre dans le péché, ils ne savent pas jusqu'où cela les portera ou ils croient peut-être de ne plus pouvoir en sortir. Prions pour que Dieu les pardonne et les sauves, pour que la mort des martyrs soient pour le salut de nombreuse personne, comme la mort de Jésus a été la possibilité de salut pour tous. Prions pour celui qui blasphème et répétons les Paroles de l'Ange dans la première apparition de Fatima " Mon Dieu je croit, j'adore, je t'espère et je t'aime. Je demande pardon, pour ceux qui ne croient pas, n'adorent pas, n'espèrent pas et ne t'aiment pas." Dans les Paroles de l'Évangile je lis la douleur profonde de Jésus, et je me sens participante de cette douleur, mais sans oublier que par grâce aujourd'hui je suis de la Parole de Dieu, et que cette grâce peut-être aux autres qui l'ignorent, qui n'ont pas encore été accordée, pour cela je prie Dieu de forcer la porte de leur coeur, comme il a fait avec moi, en les prenant par la main et en les convertissant, pour les faire descendre du destrier de leurs sûretés insensées et revenir pour marcher les pieds sur terre.

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    2. Commentaire de l'Abbé Jordi SOTORRA i Garriga
      (Sabadell, Barcelona, Espagne)

      Aujourd'hui, nous voyons que Jésus tourne son attention vers les cités qui avaient fait l'objet de ses soucis, là où il avait prêché et réalisé les oeuvres du Père. A aucun endroit il n'avait autant prêché et fait de miracles comme à Corazine, Bethsaïde et Capharnaüm. La semence était abondante mais la récolte n'avait pas été bonne. Même Jésus lui-même n'avait pu les convaincre! Quel mystère que celui de la liberté humaine! Nous pouvons dire “non” à Dieu… le message évangélique ne s'impose pas par la force, il s'offre à nous uniquement et je peux fermer mon coeur, l'accepter ou le refuser. Le Seigneur respecte totalement ma liberté. Quelle responsabilité que la mienne!

      Les paroles de Jésus: «Malheureuse es-tu, Corazine! Malheureuse es-tu, Bethsaïde!» (Lc 10,13) lors de la fin de sa mission apostolique, expriment davantage la souffrance que la damnation. La proximité du Royaume de Dieu n'a pas provoqué dans ces villes un appel à la conversion et à la pénitence. Jésus reconnaît qu'à Sidon et à Tyr ils auraient mieux profité de toutes les grâces dispensées aux galiléens.

      La déception de Jésus est encore plus grande s'agissant de Capharnaüm. «Et toi, Capharnaüm, seras-tu donc élevée jusqu'au ciel? Non, tu descendras jusqu'au séjour des morts!» (Lc 10,15). C'est là où Pierre a sa maison et Jésus avait fait de cette ville le centre de sa prédication. Une fois de plus nous ressentons davantage un sentiment de tristesse qu'une menace dans ces paroles. Nous pouvons dire la même chose de certaines de nos villes et personnes de notre époque. Ils croient prospérer, quand en réalité ils s'enfoncent.

      «Celui qui vous écoute m'écoute» (Lc 10,16). Ces paroles qui concluent l'Évangile sont un appel à la conversion et elles sont porteuses d'espérance. Si nous écoutons la voix de Jésus nous avons encore le temps. La conversion consiste en ce que l'amour surpasse dans notre vie progressivement l'égoïsme, ce qui est un travail qui ne s'achève jamais. Saint Maxime dira: «Il n'y a rien d'aussi agréable et aimé par Dieu que de voir que les hommes se convertissent à Lui avec un sincère repentir».

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  2. VERSIONE IN SPAGNOLO DI VENERDI 5 OTTOBRE 2018.

    Día litúrgico: Viernes XXVI del tiempo ordinario

    Santoral 5 de Octubre: Témporas de acción de gracias y de petición
    Texto del Evangelio (Lc 10,13-16): En aquel tiempo, Jesús dijo: «¡Ay de ti, Corazín! ¡Ay de ti, Betsaida! Porque si en Tiro y en Sidón se hubieran hecho los milagros que se han hecho en vosotras, tiempo ha que, sentados con sayal y ceniza, se habrían convertido. Por eso, en el Juicio habrá menos rigor para Tiro y Sidón que para vosotras. Y tú, Cafarnaúm, ¿hasta el cielo te vas a encumbrar? ¡Hasta el Hades te hundirás! Quien a vosotros os escucha, a mí me escucha; y quien a vosotros os rechaza, a mí me rechaza; y quien me rechaza a mí, rechaza al que me ha enviado».

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    1. REFLEXIÓN LELLA

      ORACIÓN: Ven Espíritu Santo, para liberar mi espíritu hacia usted, usted hace que podamos caminar juntos por un tiempo al menos, por lo que puedo entender lo que usted quiere que yo entiendo, y traer de vuelta lo que Tú quieres que yo prórrogas.

      Cuando Jesús todavía no había venido a la tierra no era la ley y los profetas, y algunos pensaron que esto era suficiente, así que no sé ni quiere reconocer a Jesús como el Mesías esperado.
      Firmes en sus posiciones, no aceptan que Dios es algo más y diferente a lo que ellos creen.
      En cambio, la fe nunca es una cosa todavía, ya que sigue siendo Dios.
      Vivimos en un Cristo vivo en medio de nosotros, escuchamos la voz de nuestro Dios, según las palabras de los profetas que Él ha enviado, y no seguimos las inclinaciones perversas de nuestro corazón.
      Es precisamente a partir de este reconocimiento sincero de nuestro fácil la separación de Dios y sus caminos que podemos mirar a las injusticias, todos "Odio que explota con ferocidad, la corrupción dentro de los pliegues de los distintos estratos sociales, los pobres cada vez más oprimidos y los ricos que nunca dejar de querer ser más y más.
      Es necesario que nos hacemos cargo de todo esto, no tanto por señalar con el dedo, pero luchando contra un sistema de corrupción y conspiración de silencio, permitiendo que los violentos y los criminales quedan impunes.
      Jesús vino a traer la justicia, para evitar el abuso, para hablar de amor, para enseñarnos cómo vivir el amor.
      Hoy pensé en Don Pugliese, de Sor Maria Laura Mainetti, en muchos de esos santos sacerdotes y monjas que han caminado en sus vidas realmente detrás de Jesús, a costa de sus vidas; tantos buenos sacerdotes que conozco personalmente, como Don Marco, que son responsables por la salvación de sus hermanos, visitándolos, ayudándoles, y hacen de su vida una vida de verdadera misión.
      El amor y la escucha de la palabra de Dios, no importa que desprecia a los que se niegan, pero siguen amar al pecador, ofreciendo su propia vida y perdonar como Jesús perdonó. En este mundo en el que los pecadores están llenas de gente, abrazar, sostener el uno con el otro, provocarnos y tratarnos como idiotas, intentamos por todos los medios de no ir por mal camino; oremos e invocamos la ayuda de todos los poderes celestiales contra el mal que se apodera de muchas personas. Recordemos las palabras de Jesús: "Padre, perdónalos porque no saben lo que hacen", comprometiéndose a vivir en el pecado, no sé a dónde nos llevará a creer o tal vez no poder salir.
      Oramos para que Dios perdone a ellos y salvarlos, porque la muerte de los mártires son la salvación para muchos, como la muerte de Jesús fue la posibilidad de salvación para todos. Oramos por aquellos que maldicen y repetimos las palabras que el ángel de la primera aparición en Fátima: "Dios mío, yo creo, adoro, espero y te amo. ¿Cómo dice, para aquellos que no creen, no adoran, no esperan y no te aman." En las palabras del Evangelio que leí el profundo dolor de Jesús, y yo soy un participante de este dolor, pero sin olvidar que la gracia hoy para seguir y me encanta la palabra de Dios, y que tal vez esta gracia a otros que no lo saben, no lo fue pendiente de concesión, para este ruego a Dios para forzar la puerta de sus corazones, como lo hizo conmigo, tomándolos de la mano y convertirlos a bajarlos desde el corcel de sus insensatas de Valores y volver a caminar con mis pies en el suelo.

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    2. Comentario: Fray D. Jordi SOTORRA i Garriga
      (Sabadell, Barcelona, España)

      Hoy vemos a Jesús dirigir su mirada hacia aquellas ciudades de Galilea que habían sido objeto de su preocupación y en las que Él había predicado y realizado las obras del Padre. En ningún lugar como Corazín, Betsaida y Cafarnaúm había predicado y hecho milagros. La siembra había sido abundante, pero la cosecha no fue buena. ¡Ni Jesús pudo convencerles...! ¡Qué misterio, el de la libertad humana! Podemos decir “no” a Dios... El mensaje evangélico no se impone por la fuerza, tan sólo se ofrece y yo puedo cerrarme a él; puedo aceptarlo o rechazarlo. El Señor respeta totalmente mi libertad. ¡Qué responsabilidad para mí!

      Las expresiones de Jesús: «¡Ay de ti, Corazín! ¡Ay de ti, Betsaida!» (Lc 10,13) al acabar su misión apostólica expresan más sufrimiento que condena. La proximidad del Reino de Dios no fue para aquellas ciudades una llamada a la penitencia y al cambio. Jesús reconoce que en Sidón y en Tiro habrían aprovechado mejor toda la gracia dispensada a los galileos.

      La decepción de Jesús es mayor cuando se trata de Cafarnaúm. «¿Hasta el cielo te vas a encumbrar? ¡Hasta el Hades te hundirás!» (Lc 10,15). Aquí Pedro tenía su casa y Jesús había hecho de esta ciudad el centro de su predicación. Una vez más vemos más un sentimiento de tristeza que una amenaza en estas palabras. Lo mismo podríamos decir de muchas ciudades y personas de nuestra época. Creen que prosperan, cuando en realidad se están hundiendo.

      «Quien a vosotros os escucha, a mí me escucha» (Lc 10,16). Estas palabras con las que concluye el Evangelio son una llamada a la conversión y traen esperanza. Si escuchamos la voz de Jesús aún estamos a tiempo. La conversión consiste en que el amor supere progresivamente al egoísmo en nuestra vida, lo cual es un trabajo siempre inacabado. San Máximo nos dirá: «No hay nada tan agradable y amado por Dios como el hecho de que los hombres se conviertan a Él con sincero arrepentimiento».

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  3. VERSIONE IN INGLESE DI VENERDI 5 OTTOBRE 2018

    Liturgical day: Friday 26th in Ordinary Time

    Saints
    Gospel text (Lc 10,13-16): Jesus said, «Alas for you Chorazin! Alas for you Bethsaida! So many miracles have been worked in you! If the same miracles had been performed in Tyre and Sidon, they would already be sitting in ashes and wearing the sackcloth of repentance. Surely for Tyre and Sidon it will be better than for you on the Judgment Day. And what of you, city of Capernaum? Will you be lifted up to heaven? You will be thrown down to the place of the dead. Whoever listens to you listens to me, and whoever rejects you rejects me; and he who rejects me, rejects the one who sent me».

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    1. REFLECTION OF LELLA

      PRAYER: Come Holy Spirit, to free my spirit towards you, you do that we can walk together for a while at least, so I can understand what you want me to understand, and bring back what You want me to carry-overs.

      When Jesus had not yet come to earth there was the law and the prophets, and some thought that this was enough, so do not know nor want to recognize Jesus as the long-awaited Messiah.
      Firm in their positions, do not accept that God is something more and different than what they believe.
      Instead, faith is never a thing still, as it is still God.
      We live in a living Christ in our midst, we hear the voice of our God, in the words of the prophets He has sent, and we do not follow the perverse inclinations of our hearts.
      It is precisely from this sincere recognition of our easy separation from God and His ways that we can look to the injustices, all 'hate that explodes with ferocity, corruption within the folds of the various social strata, the poor increasingly oppressed and the rich who never stop wanting to be more and more.
      It is necessary that we take charge of all this, not so much by pointing the finger, but struggling against a system of corruption and conspiracy of silence, allowing the violent and the criminal go unpunished.
      Jesus came to bring justice, to avert the abuse, to talk about love, to teach us how to live the love.
      Today I thought about Don Pugliese, of Sister Maria Laura Mainetti, on many of those holy priests and nuns who have walked in their lives really behind Jesus, at the cost of their lives; so many good priests I know personally, like Don Marco, who are responsible for the salvation of his brothers, visiting them, helping them, and make their lives a life of true mission.
      Love and listening to the word of God, no matter who despises those who refuse, but continue to love the sinner, offering his own life and forgiving as Jesus forgave. In this world where sinners are crowded, embrace, uphold the one with the other, provoke us and treat us as idiots, we try at all costs not to go astray; let us pray and invoke the help of all the heavenly powers against the evil that takes hold of many people. We remember the words of Jesus: "Father, forgive them for they know not what they do", agreeing to live in sin, do not know where this will lead them to believe or perhaps not being able to get out.
      We pray that God forgive them and save them, because the deaths of the martyrs are the salvation for many, such as the death of Jesus was the possibility of salvation for all. We pray for those who curse and repeat the words that the angel in the first apparition at Fatima, "My God, I believe, I adore, I hope and I love You. Beg your pardon, for those who do not believe, do not adore, do not hope and do not love You." In the words of the Gospel I read the deep pain of Jesus, and I am a participant of this pain, but without forgetting that grace today to follow and I love the word of God, and that perhaps this grace to others who do not know, it was not yet granted, for this I pray God to force the door of their hearts, as it did with me, taking them by the hand and converting them to get them down from the steed of their senseless securities and go back to walking with my feet on the ground.

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    2. Comment Brother Jordi SOTORRA i Garriga
      (Sabadell, Barcelona, Spain)

      Today, we contemplate Jesus addressing his speech to some towns of Galilee where He had preached and carried out the works by his Father, and that had been the cause of his preoccupation. Nowhere had He preached and made miracles as He did in Chorazin, Bethsaida and Capernaum. The sowing had been plentiful, but the harvest had been meager. Not even Jesus could persuade them...! What a mystery human freedom is! We can say “no” to God... The evangelic message is not imposed upon us by force: it is offered to me but I can refuse it; I can accept it or reject it. Our Lord's respect for my freedom is total. What a responsibility for me!

      Jesus' language: «Alas for you Chorazin! Alas for you Bethsaida!» (Lk 10:13) when his apostolic mission was over, is more indicative of suffering than of condemnation. The nearness of the Kingdom of God was not a call for penance and conversion for those towns. Jesus recognizes that Tyre and Sidon would have taken more advantage of all the grace granted to the Galilees.

      But Jesus' frustration is even bigger when He refers to Capernaum. «Will you be lifted up to heaven? You will be thrown down to the place of the dead» (Lk 10:15). It was there where Peter had his home and Jesus had centered his preaching. Once again, we can detect in these words a feeling of sadness rather than a threat. We could, just as well, say the same out of many cities and persons of our time. They believe they are being lifted, but in fact, they are being thrown down.

      «Whoever listens to you listens to me» (Lk 10:16). These words ending today's Gospel are a call to conversion and are bearers of hope. If we listen to Jesus' voice, we still have time. Conversion happens when love banishes selfishness from our life, which is a permanent unfinished task. St. Maximus will tell us: «Nothing is more pleasant and loved by God, than men convert to him with sincere contrition».

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