mercoledì 3 ottobre 2018

(Mt 11,25-30) Hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.

VANGELO DI GIOVEDì 4 OTTOBRE 2018
(Mt 11,25-30) Hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Parola del Signore


LA MIA RIFLESSIONE 
PREGHIERA 
Vieni Amore Eterno, che da sempre mi amasti e sempre mi amerai; vivi nel mio cuore scacciando da quello che è il tuo posto, tutto quello che è gramigna ai tuoi occhi.

Il vangelo è parola che nutre, non bisogna solo leggerlo, ma ruminarlo e digerirlo; farne nutrimento per l’anima e lasciare che la nostra parte di figli di Dio, viva in noi. Non occorre essere dotti e sapienti perché è lo spirito che sceglie e conduce i suoi piccoli. I piccoli di Dio sono secondo me tutti coloro che si affidano semplicemente per quello che sono, con i loro difetti, le loro paure, e la loro voglia di diventare come Dio vuole. Riconosciamoci indegni di tante grazie e vedremo quante ancora ne riceveremo. I piccoli che Dio ama, sono quelli che sanno di essere nulla senza di Lui e di ricevere tutto per grazia. Miti ed umili, senza pensare di dover fare le battaglie per affermare qualcosa, senza cercare di essere ammirati ,senza farci trascinare dall’ orgoglio e dalla superbia ogni volta... e per fare questo bisogna che ci AFFIDIAMO COMPLETAMENTE A DIO. Pensare di poter riuscire da soli è stoltezza, vi invito a rileggere San Paolo e la sua Lettera ai romani (7. 18-25) che dice:” Io so infatti che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene; c'è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio. Ora, se faccio quello che non voglio, non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me. Io trovo dunque in me questa legge: quando voglio fare il bene, il male è accanto a me. Infatti acconsento nel mio intimo alla legge di Dio, ma nelle mie membra vedo un'altra legge, che muove guerra alla legge della mia mente e mi rende schiavo della legge del peccato che è nelle mie membra. Sono uno sventurato! Chi mi libererà da questo corpo votato alla morte? Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore! Io dunque, con la mente, servo la legge di Dio, con la carne invece la legge del peccato. “ Ruminare e vivere il Vangelo significa far si che la Legge di Dio diventi la nostra regola di vita, ma non con l’ottusità di chi pensa di poterla anche insegnare, ma con l’umiltà di chi sa che non può riuscire a a viverla senza l’aiuto di Dio.
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Rev. D. Ignasi NAVARRI i Benet (La Seu d'Urgell, Lleida, Spagna)
Oggi, Gesù ci parla della missione apostolica. Anche se «designò altri settantadue e li inviò» (Lc 10,1), la proclamazione del Vangelo è un compito «che non può essere delegato a un gruppo di “specialisti”» (Giovanni Paolo IIº): tutti siamo chiamati a questo compito e tutti dobbiamo sentirci responsabili. Ognuno nella propria condizione e ruolo. Il giorno del battesimo ci venne detto: «Sei Sacerdote, Profeta e Re, per la vita eterna». Oggi, più che mai, la nostra società ha bisogno della testimonianza dei seguaci di Cristo. «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!» (Lc 10,2): è interessante questo senso positivo della missione, poiché il testo non dice «c’è molto da seminare e pochi gli operai». Oggi, forse, dovremmo parlare in questi termini, visto la poca conoscenza di Cristo e della sua Chiesa nella nostra società. Una visione di speranza nella missione, genera ottimismo e incentivo. Non lasciamoci abbattere dal pessimismo e dallo sconforto. In principio, la missione che ci aspetta è, allo stesso tempo, appassionante e difficile. L’annuncio della Verità e della Vita, la nostra missione, non può e non deve pretendere di imporre una adesione, bensì suscitare una libera adesione. Le idee si propongono, non si impongono, ci ricorda il Papa. «Non portate borsa, né sacca, né sandali...» (Lc 10,4): l’unica forza del missionario dev’essere Cristo. E, perché Lui colmi tutta la sua vita, è necessario che il missionario si svuoti totalmente di tutto ciò che non è Cristo. La povertà del Vangelo è il grande requisito e, allo stesso tempo, la testimonianza più credibile che l’apostolo può dare, visto che solamente questo distacco ci può rendere liberi. Il missionario annuncia la pace. È portatore di pace perché porta Cristo, il “Principe della Pace”. Per questo, «In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi.» (Lc 10,5-6). La nostra società, le nostre famiglie, il nostro io personale, hanno bisogno di Pace. La nostra missione è urgente e appassionante.

6 commenti:

  1. VERSIONE IN FRANCESE DI GIOVEDì 4 OTTOBRE 2018

    Jour liturgique : Temps ordinaire - 14e Semaine: Dimanche (A) Texte de l'Évangile (Mt 11,25-30):
    En ce temps-là, Jésus prit la parole: «Père, Seigneur du ciel et de la terre, je proclame ta louange: ce que tu as caché aux sages et aux savants, tu l'as révélé aux tout-petits. Oui, Père, tu l'as voulu ainsi dans ta bonté. Tout m'a été confié par mon Père; personne ne connaît le Fils, sinon le Père, et personne ne connaît le Père, sinon le Fils, et celui à qui le Fils veut le révéler. »Venez à moi, vous tous qui peinez sous le poids du fardeau, et moi, je vous procurerai le repos. Prenez sur vous mon joug, devenez mes disciples, car je suis doux et humble de coeur, et vous trouverez le repos. Oui, mon joug est facile à porter, et mon fardeau, léger».


    REFLEXION DE LELLA

    PRIERE: Viens Amour Éternel, qui depuis toujours m'aimas et m'aimeras; tu vis dans mon coeur en chassant de ce qui est ta place tout ce qui est chiendent à tes yeux.

    - L'évangile est la Parole qui nourrit, il ne faut pas seulement le lire, mais le ruminer et le digérer, en faire une nourriture pour l'âme et laisser que notre part de fils de Dieu, vive en nous.
    Il ne faut pas être érudits et savants parce que c'est l'esprit qui choisit et mène ses petits. Les petits de Dieu sont selon moi toutes ceux qui se confient simplement, pour ce qu'ils sont avec leurs défauts, leurs peurs et leur envie de devenir comme Dieu le veut. Reconnaissons-nous indignes de tant de grâces et nous verrons combien nous en recevrons encore. Les petits que Dieu aime sont ceux qui savent être nulle sans Lui et de recevoir tout par grâce.
    Mythes et humbles, sans penser devoir faire les batailles pour affirmer quelque chose, sans chercher d'être admiré sans nous faire entraîner par la fierté et l'orgueil chaque fois... et pour faire cela il faut que NOUS NOUS CONFIONS COMPLÈTEMENT À DIEU. Penser pouvoir réussir tout seul est sottise, je vous invite à relire Saint Paul et sa Lettre aux Romains (7. 18-25) qui dit: " Frères, je sais que le bien n’habite pas en moi, je veux dire dans l’être de chair que je suis. En effet, ce qui est à ma portée, c’est d’avoir envie de faire le bien, mais pas de l’accomplir. Je ne réalise pas le bien que je voudrais, mais je fais le mal que je ne voudrais pas. Si je fais ce que je ne voudrais pas, alors ce n’est plus moi qui accomplis tout cela, c’est le péché, lui qui habite en moi.
    Moi qui voudrais faire le bien, je constate donc en moi cette loi: ce qui est à ma portée, c’est le mal. Au plus profond de moi-même, je prends plaisir à la loi de Dieu. Mais, dans tout mon corps, je découvre une autre loi, qui combat contre la loi que suit ma raison et me rend prisonnier de la loi du péché qui est dans mon corps. Quel homme malheureux je suis! Qui me délivrera de ce corps qui appartient à la mort? Et pourtant, il faut rendre grâce à Dieu par Jésus Christ notre Seigneur. Moi donc, avec l'esprit, serviteur la loi de Dieu, par contre avec la chair la loi du péché.
    Ruminer et vivre l'Évangile signifie faire que la Loi de Dieu devient notre règle de vie, mais pas avec la stupidité de celui qui pense pouvoir aussi l'enseigner, mais avec l'humilité de celui qui sait qu'il ne peut pas réussir à la vivre sans l'aide de Dieu.

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    1. Abbé Ignasi NAVARRI i Benet
      (La Seu d'Urgell, Lleida, Espagne)

      Aujourd'hui, Jésus nous parle de la mission apostolique. Même «s'il en désigna encore soixante-douze, et il les envoya» (Lc 10,1), la proclamation de l'Évangile est une tâche «qui ne pourrait être déléguée qu'à quelques “spécialistes”» (Jean-Paul II): nous sommes tous appelés à cette tâche et nous devons tous nous sentir responsables de celle-ci. Chacun là où il se trouve, en son lieu et dans sa condition. Le jour du Baptême on nous a dit: «Tu es Prêtre, Prophète et Roi pour la vie éternelle». Aujourd'hui, plus que jamais, notre monde a besoin du témoignage des disciples du Christ.

      «La moisson est abondante, mais les ouvriers sont peu nombreux» (Lc 10,2): c'est intéressant ce sentiment positif de la mission, en effet le texte nous dit «il y a beaucoup à semer et peu d'ouvriers». Peut-être qu'aujourd'hui nous devrions parler en ces termes, étant donné la grande ignorance de Jesús-Christ et de son Église dans notre société. Un regard d'espérance sur cette mission engendre de l'optimisme et de l'illusion. Ne nous laissons pas abattre par le pessimisme et le désespoir.

      De fait, la mission qui nous attend est, à la fois, passionnante et difficile. Notre mission, l'annonce de la Vérité et de la Vie, ne peut pas et ne doit pas prétendre forcer l'adhésion, mais susciter une adhésion libre. Le Pape nous rappelle que les idées se proposent, elles ne s'imposent pas.

      «N'emportez ni argent, ni sac, ni sandales…» (Lc 10,4): la seule force du missionnaire doit être le Christ. Et pour qu'Il remplisse toute sa vie, il est nécessaire que l'évangéliste se libère totalement de ce qui n'est pas le Christ. La pauvreté évangélique est la grande condition requise et, est à la fois le témoignage le plus crédible que l'apôtre peut donner, mis à part le fait que la seule chose qui peut nous rendre libres c'est ce détachement total.

      Le missionnaire annonce la paix. Il est porteur de paix car il porte le Christ, le “Prince de la Paix”. C'est pour cela, que «dans toute maison où vous entrerez, dites d'abord: ‘Paix à cette maison’. S'il y a là un ami de la paix, votre paix ira reposer sur lui; sinon, elle reviendra sur vous» (Lc 10,5-6). Notre monde, nos familles, notre moi, a besoin de Paix. Notre mission est urgente et passionnante.

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  2. VERSIONE IN SPAGNOLO DI GIOVEDì 4 OTTOBRE 2018
    Día litúrgico: Domingo XIV (A) del tiempo ordinario
    Texto del Evangelio (Mt 11,25-30): En aquel tiempo, tomando Jesús la palabra, dijo: «Yo te bendigo, Padre, Señor del cielo y de la tierra, porque has ocultado estas cosas a sabios e inteligentes, y se las has revelado a pequeños. Sí, Padre, pues tal ha sido tu beneplácito. Todo me ha sido entregado por mi Padre, y nadie conoce bien al Hijo sino el Padre, ni al Padre le conoce bien nadie sino el Hijo, y aquel a quien el Hijo se lo quiera revelar.
    Venid a mí todos los que estáis fatigados y sobrecargados, y yo os daré descanso. Tomad sobre vosotros mi yugo, y aprended de mí, que soy manso y humilde de corazón; y hallaréis descanso para vuestras almas. Porque mi yugo es suave y mi carga ligera».
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    Mi reflejo
    ORACIÓN
    Ven Amor eterno, que siempre que me amabas y siempre me amas; vivir en el corazón de conducir lejos de lo que es su lugar, todo lo que es la hierba de Bermudas en sus ojos.
    El Evangelio es la palabra que nutre, no sólo tenemos que leerlo, pero rumiando y digerimos, hacemos comida para el alma y dejamos que nuestra parte de los hijos de Dios, que vive en nosotros.
    No hay necesidad de ser aprendido y sabia porque es el espíritu que elige y lleva a sus crías.
    Los hijos de Dios son en mi opinión los que se basan simplemente por lo que son, con sus defectos, sus miedos, y su deseo de ser como Dios quiere.
    Reconocemos a nosotros mismos indignos de tantas gracias y vamos a ver cuántos más recibiremos.
    Lo poco que Dios ama, son los que saben que no son nada sin él, recibirán todo por la gracia.
    Mitos y humilde, sin idea de tener que hacer las batallas que afirman algo, sin tratar de ser admirado, sin dejarse llevar por la soberbia y orgullo cada vez ... y para ello tiene que confiar a TOTALMENTE DIOS.
    Creen que pueden tener éxito en su propia necedad, invitamos a releer St. Paul y su Carta a los Romanos (7: 18-25), que dice:
    Porque yo sé que en mí, es decir, en mi carne, no mora el bien; Hay en mí el deseo de bien, pero no la capacidad de ponerlo en práctica; Porque no hago el bien que quiero, sino el mal que no quiero. Ahora bien, si hago lo que no lo hago, ya no soy yo quien hace aquello, sino el pecado que mora en mí. Me hallo en mí esto cuando quiero hacer mentiras correctas, el mal a la mano. Me deleito en mi corazón a la ley de Dios, pero veo otra ley en mis miembros, que se rebela contra la ley de mi mente, y me esclaviza a la ley del pecado que está en mis miembros. Soy un desgraciado! ¿Quién me librará de este cuerpo de muerte? Gracias a Dios, por Jesucristo nuestro Señor! Por lo tanto, con la mente sirvo a la ley de Dios, mas con la carne a la ley del pecado.
    Reflexionar y vivir el Evangelio significa para garantizar que la ley de Dios es nuestra regla de vida, pero no con la estupidez de los que piensa que también puede enseñar, pero con la humildad de quien sabe que no puede vivir sin ser capaz aa 'la ayuda de Dios.

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    1. Rev. D. Ignasi NAVARRI i Benet
      (La Seu d'Urgell, Lleida, España)

      Hoy Jesús nos habla de la misión apostólica. Aunque «designó a otros setenta y dos, y los envió» (Lc 10,1), la proclamación del Evangelio es una tarea «que no podrá ser delegada a unos pocos “especialistas”» (San Juan Pablo II): todos estamos llamados a esta tarea y todos nos hemos de sentir responsables de ella. Cada uno desde su lugar y condición. El día del Bautismo se nos dijo: «Eres Sacerdote, Profeta y Rey para la vida eterna». Hoy, más que nunca, nuestro mundo necesita del testimonio de los seguidores de Cristo.
      «La mies es mucha, y los obreros pocos» (Lc 10,2): es interesante este sentido positivo de la misión, pues el texto no dice «hay mucho que sembrar y pocos obreros». Quizá hoy debiéramos hablar en estos términos, dado el gran desconocimiento de Jesucristo y de su Iglesia en nuestra sociedad. Una mirada esperanzada de la misión engendra optimismo e ilusión. No nos dejemos abatir por el pesimismo y por la desesperanza.
      De entrada, la misión que nos espera es, a la vez, apasionante y difícil. El anuncio de la Verdad y de la Vida, nuestra misión, no puede ni ha de pretender forzar la adhesión, sino suscitar una libre adhesión. Las ideas se proponen, no se imponen, nos recuerda el Papa.
      «No llevéis bolsa, ni alforja, ni sandalias...» (Lc 10,4): la única fuerza del misionero ha de ser Cristo. Y, para que Él llene toda su vida, es necesario que el evangelizador se vacíe totalmente de aquello que no es Cristo. La pobreza evangélica es el gran requisito y, a la vez, el testimonio más creíble que el apóstol puede dar, aparte de que sólo este desprendimiento nos puede hacer libres.
      El misionero anuncia la paz. Es portador de paz porque lleva a Cristo, el “Príncipe de la Paz”. Por esto, «en la casa en que entréis, decid primero: ‘Paz a esta casa’. Y si hubiere allí un hijo de paz, vuestra paz reposará sobre él; si no, se volverá a vosotros» (Lc 10,5-6). Nuestro mundo, nuestras familias, nuestro yo personal, tienen necesidad de Paz. Nuestra misión es urgente y apasionante.

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  3. VERSIONE IN INGLESE DI GIOVEDì 4 OTTOBRE 2018
    Liturgical day: Sunday 14th (A) in Ordinary Time
    Gospel text (Mt 11,25-30): At that time, Jesus said, «Father, Lord of heaven and earth, I praise you, because you have hidden these things from the wise and learned and revealed them to simple people. Yes, Father, this is what pleased you. Everything has been entrusted to me by my Father. No one knows the Son except the Father, and no one knows the Father except the Son and those to whom the Son chooses to reveal him.
    Come to me, all you who work hard and who carry heavy burdens and I will refresh you. Take my yoke upon you and learn from me for I am gentle and humble of heart; and you will find rest. For my yoke is good and my burden is light».
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    MY REFLECTION
    PRAYER
    Come Eternal Love, who has always loved me and always loves me; Live in my heart by throwing away what is your place, all that is grams in your eyes.
    The gospel is a word that nourishes, you do not just have to read it, but to ruminate and digest it, to nourish it for the soul, and to let our part of God's children live in us.
    There is no need to be learned and learned because it is the spirit that chooses and leads his or her little ones.
    The little ones of God are, in my opinion, all those who simply rely on what they are, with their faults, their fears, and their desire to become as God wants.
    Let us be honest with so many thanks and we will see how many more we will receive it.
    The little ones God loves are those who know nothing to be without Him and receive everything by grace.
    The little ones of God are, in my opinion, all those who simply rely on what they are, with their faults, their fears, and their desire to become as God wants.
    Let us be honest with so many thanks and we will see how many more we will receive it.
    The little ones God loves are those who know nothing to be without Him and receive everything by grace.
    Myths and humblers, without thinking of having to do the battles to say something, without trying to be admired, without dragging us with pride and pride every time ... and to do this we need to be completely FULFILLED TO GOD.
    To think of being able to succeed alone is stupidity, I invite you to read Saint Paul and his Letter to the Romans (7. 18-25) who says:
    For I know that in me, that is, in my flesh, does not live the good; There is in me the desire for good, but not the ability to implement it; In fact, I do not do the good I want but the evil I do not want. Now, if I do what I do not want, I'm no longer doing it, but the sin that dwells in me. So I find in me this law: when I want to do good, evil is next to me. In fact, I consent to the law of God, but in my limbs I see another law that moves the law of my mind and makes me a slave to the law of sin in my limbs. I'm an unfortunate! Who will release me from this body voted for death? Let us thank God through Jesus Christ our Lord! So, with my mind, I serve the law of God, with the flesh instead the law of sin.
    Ruminating and living the Gospel means that the Law of God becomes our rule of life, but not with the dullness of those who think they can also teach it, but with the humility of those who know they can not live without it God's help.

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    1. Fr. Ignasi NAVARRI i Benet
      (La Seu d'Urgell, Lleida, Spain)

      Today, Jesus speaks to us of his apostolic mission. Though «He appointed seventy-two other disciples and sent them» (Lk 10:1), the Gospel's proclamation is a task that «cannot be delegated to a few “specialists”» (John Paul II): we have all been called and we all have got to feel responsible. Each one from his own place and condition. The day of our Baptism we were told: «You are Priest, Prophet and King and you will receive eternal life». Today, more than ever before, our world needs the testimony of the Christ's followers.
      «The harvest is rich, but the workers are few» (Lk 10:2): this positive interpretation of the mission is interesting. The text does not say, «there is a lot to sow and a few workers». Maybe today, we might have to speak like that, in view of the great ignorance of our society about Jesus Christ and his Church. A hopeful glance at the mission may engender optimism and illusion. Let us not be discouraged by pessimism or despair.
      To start with, the mission waiting for us is, at the same time, exciting and difficult. Our mission neither can nor must pretend to force adhesion to the announcement of the Truth and of Life, but simply to hint a free attachment. Our Pope reminds us that the ideas are to be proposed not imposed.
      «Set off without purse or bag or sandals...» (Lk 10:4): the only missionary's strength must be Christ. And, so that Christ may fill his life, the evangelizer must disembarrass of whatever is not Christ. Evangelic poverty is the great requisite and, at the same time, the most believable testimony the Apostle may offer while only this unselfishness can make us free.
      The missionary announces peace. He is a bearer of peace because Christ, is the “Prince of Peace”. This is why, «whatever house you enter, first bless them saying: ‘Peace to this house’. If a friend of peace lives there, the peace shall rest upon that person. But if not, the blessing will return to you» (Lk 10:5-6). Our world, our families, our personal ego, they all need Peace. This is why our mission is so urgent and exciting.

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