martedì 9 ottobre 2018

(Lc 11,1-4) Signore, insegnaci a pregare.


VANGELO DI MERCOLEDì 10 OTTOBRE 2018.

(Lc 11,1-4) Signore, insegnaci a pregare.
 

+ Dal Vangelo secondo Luca
Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdona a noi i nostri peccati, anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore, e non abbandonarci alla tentazione».
Parola del Signore


LA MIA RIFLESSIONE
 

PREGHIERA Aiutami o Spirito di Dio a sentire e a far comprendere il valore della preghiera, la meraviglia del dialogo che attraverso di Te, ci mette in comunione con Dio. 

A volte siamo confusi da mille parole, e ci rispondono mille silenzi …. Nessuno di noi è in grado di dire quale sia la preghiera, come si deve pregare, in tanti provano a spiegarlo, ma è una cosa talmente personale, talmente intima , che nessuno vi potrà mai spiegare cosa sentirete. Gesù ci indica una preghiera molto semplice se ci pensate bene, una preghiera che non è fatta di parole, ma di fatti, pensate che san Francesco si fermò alla parola PADRE per un’infinità di tempo. Con questo non vuole certo dirci di non pregare con altre preghiere né di non usare parole nostre, ma ci chiede di non parlare a vuoto come i pagani, come chi non crede in quello che dice. Dio ci è PADRE: credere questo vuol dire avere fede in Dio… fede = fiducia, capito bene? Dio può tutto, ci ama tutti ed è un PADRE GIUSTO. Pensate anche voi: che cosa è per me DIO PADRE NOSTRO….. questo Nostro vuole e deve legarci ai fratelli. Perché lo collochiamo nei cieli? Primo perché ce lo dice Gesù Cristo, poi perché il suo regno va oltre i confini della nostra terra, DIO HA CREATO L’UNIVERSO INTERO, spazio infinito che noi non capiremo mai fino a che siamo legati a questa terra. Santificare il suo nome, venerare Dio, adorare Dio, rendere grazie a Dio, a Lui tutto dobbiamo, dalla creazione alla salvezza ed aspettare glorificandolo che siamo accolti nel suo regno, noi creature di un Creatore che non mette limiti perché non ha limiti. Quindi la vita va oltre questa terra… dobbiamo crederci, e se chiediamo a Dio una fede viva, una fede pura, se abbandoniamo a lui la nostra anima… anche noi avremo questa certezza. Sia fatta la tua volontà… e qui la cosa comincia a diventare tosta. In genere la nostra preghiera invoca Dio di fare la nostra volontà…. non che non sia giusto pregare per essere aiutati, anzi, spesso quando la nostra preghiera è serena, convinta e fiduciosa, quello che chiediamo ci viene accordato. A volte però, questo può non succedere, e magari una persona che amiamo tanto, viene a mancare ugualmente, nonostante tutte le nostre preghiere… accorate e sincere… Vuol dire che Dio non ci ama? No certamente no, ma dobbiamo accettare che i disegni di Dio, possono non essere i nostri. Ci sarà un motivo, che noi ora non possiamo capire, anche questo in fondo fa parte del ciclo della vita terrena, e questo è affidare a Dio anche quello che non capiamo. Chiediamo il pane quotidiano… contribuiamo a far si che tutti abbiano il loro?Noi chiediamo per oggi, ma riceviamo in abbondanza, e se invece di pensare solo a noi ci preoccupassimo anche di aiutare gli altri? Noi potremmo essere la divina provvidenza di molte bocche, la medicina di molte malattie, ma spesso il nostro egoismo ci chiude gli occhi sulla fame degli altri. Chiediamo il pane e Dio ci da il pane… anche la sua parola è pane…ce ne cibiamo? Il suo corpo è pane, ce ne ricordiamo solo alla domenica? E come andiamo a ricevere il corpo di Gesù? - Rimetti a noi i nostri debiti -.. e fino qui ok, ma poi aggiunge Gesù: - come noi li rimettiamo ai nostri debitori…- non è che stiamo suggerendo a Dio come perdonarci, ma gli diciamo espressamente che ci deve giudicare in base a come noi ci comporteremo con gli altri, con il nostro prossimo, in base a quanto noi saremo capaci di perdonare. Io lessi una volta una frase che mi è rimasta stampata in testa… il perdono è un ponte sul quale dovrai passare anche tu… riflettiamo su quanto noi siamo veramente capaci di comprensione e perdono, su quanto siamo capaci di amare. E quando chiediamo di non essere tentati perché lo facciamo se ci sentiamo così forti? Perché di fronte alle tentazioni scopriamo tutta la nostra debolezza. Noi senza Dio non siamo nulla, né capaci di nulla, tutto quello che siamo lo dobbiamo a Dio, se siamo capaci di atti eroici, di grandi azioni e anche solo di piccoli sacrifici, è Dio che opera in noi. Ma sulla terra c’è anche il male, c’è anche il principe del male, che lo vogliamo credere o no, c’è e a volte, siamo più attaccati a questa bestia di quanto siamo attaccati a Dio. Basterebbe gridare salvami Signore mio, andare a confessarci, ma che scherziamo? Un sacerdote? Un peccatore come me? E perché devo andare a raccontare i fatti miei ad un prete… buoni quelli! Allora come pensare di essere ascoltati da Dio se siamo i primi a mettere dei limiti al suo amore misericordioso. Satana odia i sacerdoti più di ogni altra cosa, li tenta e li distrugge con il nostro aiuto, con le nostre chiacchiere vane, se parlassimo di meno e pregassimo di più per loro, vedremmo il potere salvifico della preghiera, frutto d’amore, legame tra Dio e noi. Proviamo ora a pregare con la fiducia di bambini e a proposito di bambini, scaldiamoci il cuore con questa canzone cantata proprio dai 
bambini. 

 https://www.youtube.com/watch?v=mwUuHuofLao 


COMMENTO DI: Fr. Austin Chukwuemeka IHEKWEME (Ikenanzizi, Nigeria) 


Oggi, vediamo come uno dei discepoli dice a Gesù: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli» (Lc 11,1). Gesù risponde: «Quando pregate, dite: "Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdona a noi i nostri peccati, anche noi perdoniamo a ogni nostro debitore, e non abbandonarci alla tentazione» (Lc 11,2-4), che può essere sintetizzata in una frase: la corretta disposizione della preghiera cristiana è la disposizione di un bambino davanti a suo padre. Vediamo subito che la preghiera, secondo Gesù, è un atteggiamento “tra padre e figlio”. Vuole dire che è una questione familiare fondata su una relazione di familiarità e di amore. L’immagine di Dio come padre ci parla di una relazione fondata sull'affetto e l’intimità e non sul potere e l’autorità. Pregare come cristiani suppone mettersi in una situazione nella quale vediamo Dio come padre e gli parliamo come figli suoi: «Mi hai scritto: “Pregare è parlare con Dio. Ma, di che cosa?”. —Di che cosa? Di Lui, di te: gioie, tristezze, successi e insuccessi, nobili ambizioni, preoccupazioni quotidiane..., debolezze! E atti di ringraziamento e suppliche: e Amore e riparazione. In due parole: conoscerlo e conoscerti: “stare insieme”!» (San Josemaria). Quando i figli parlano con i loro genitori, badano una cosa: trasmettere in parole e linguaggio corporale quello che sentono nel cuore. Arriviamo ad essere migliori donne e uomini di preghiera quando il nostro atteggiamento verso Dio, diventa più intimo, come quello di un padre verso suo figlio. Di questo, ci ha lasciato esempio lo stesso Gesù. Lui è il cammino. E se ci rivolgiamo alla Madonna, maestra di preghiera, ci sarà molto più facile! Infatti, «la contemplazione di Cristo ha in Maria il suo modello insuperabile. Il volto del Figlio le appartiene in un modo speciale (...). Nessuno si è dedicato con l’assiduità di Maria alla contemplazione del volto di Cristo» (Giovanni Paolo II).

12 commenti:

  1. VERSIONE IN INGLESE DI MERCOLEDì 10 OTTOBRE 2018
    Liturgic day: Tuesday 27th in Ordinary Time
    Gospel text (Lc 10,38-42): As Jesus and his disciples were on their way, He entered a village and a woman called Martha welcomed him to her house. She had a sister named Mary who sat down at the Lord's feet to listen to his words. Martha, meanwhile, was busy with all the serving and finally she said, «Lord, don't you care that my sister has left me to do all the serving?». But the Lord answered, «Martha, Martha, you worry and are troubled about many things, whereas only one thing is needed. Mary has chosen the better part, and it will not be taken away from her».

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    1. MY REFLECTION
      PRAYER
      Help me or the Spirit of God to hear and to understand the value of prayer, the wonder of the dialogue that through you, brings us into communion with God

      Sometimes we are confused by a thousand words, and they tell us a thousand silences ....
      None of us is able to say what is prayer, how to pray, many try to explain it, but it's so personal, so intimate, that no one will ever explain what I feel.
      Jesus shows us a very simple prayer if you think about it, a prayer that is not made of words, but of facts, think that St. Francis stopped at the word FATHER for an infinity of time. This certainly does not want to tell us not to pray with other prayers or not to use our own words, but asks us not empty talk, as the heathen as those who do not believe in what he says.
      God is our FATHER: believe it means to have faith in God ... faith = trust, understand?
      God can do everything, loves us all and is a FATHER'S RIGHT.
      Think also about you: what is for me GOD OUR FATHER ..... Our wants and needs this tie into the fratelli.Perché we place in heaven? First, because it tells us Jesus Christ, because then his kingdom beyond the boundaries of our land, GOD CREATED THE ENTIRE UNIVERSE, infinite space that we will never understand until we are tied to this land.
      Sanctify his name, worship God, worship God, give thanks to God, and to Him we have everything from creation to salvation and glorifying expect that we are welcomed into his kingdom, we creatures of a Creator who places no limits because it has no limits.
      So life goes beyond this land ... we have to believe it, and if we ask God a living faith, a pure faith, if we give him our soul ... we will have this certainty.
      Let your will be done ... and here it starts to get tough. Typically our prayer invokes God to do our will .... not that it is not right to pray for help, in fact, often when our prayer is serene, confident and trusting, we are given what we ask.
      Sometimes however, this may not happen, and maybe someone we love so much, it fails anyway, despite all our prayers ... heartfelt and sincere ... Does that mean God does not love us? No certainly not, but we must accept that the will of God, can not be ours.
      There is a reason that we can not understand now, even in this fund is part of the cycle of life on earth, and this is also entrust to God what we do not understand.
      We ask for our daily bread ... we help to ensure that everyone has them?
      We are asking for today, but we receive in abundance, and if instead of thinking only to us we were concerned also to help others? We could be the divine providence of many mouths, medicine for many diseases, but often our selfishness we close our eyes to the hunger of others.
      We ask God gives us the bread and the bread ... even his word is bread ... there cibiamo?
      (CONTINUA )

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    2. ( CONTINUA )
      His body bread, we remember only on Sunday? And as we go to receive the body of Jesus?
      - Forgive us our debts - .. and up here ok, but then Jesus adds: - as we forgive our debtors ... - it's not that we're suggesting to God as forgiving, but say explicitly that we must judge us based on how we behave with others, with our neighbor, based on what we will be able to forgive.
      I read once a phrase that stuck with me printed comment ... forgiveness is a bridge over which you will have to go too ... we reflect on what we are really capable of understanding and forgiveness, of what we are capable of loving.
      And when I ask you not to be tempted because we do if we feel so strong? Why in the face of temptations discover all our weakness.
      We are nothing without God, nor capable of anything, all that we owe to God, if we are capable of heroic deeds, of great deeds and even small sacrifices, it is God who works in us.
      But on earth there is also evil, there is also the prince of evil, which we want to believe or not, there is at times, we are more attached to this beast than we are attached to God
      Would be enough to save me scream my Lord, go to confession, but that joke? A priest? A sinner like me? And because I have to go tell my affairs to a priest ... good ones!
      Then think about how to be heard by God if we are the first to put limits to his merciful love.
      Satan hates priests more than anything else, try them and destroys them with our help, with our talk in vain, if we talked less and prayed more for them, we would see the saving power of prayer, the fruit of love, bonding between God and us.
      Now let us pray with confidence to children and about children, let us warm your heart with this song sung by their children.
      http://www.youtube.com/watch?v=mwUuHuofLao # t = 21

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    3. Fr. Austin Chukwuemeka IHEKWEME
      (Ikenanzizi, Nigeria)

      Today, we see how one of Jesus' disciples tells him: «Lord, teach us to pray, just as John taught his disciples» (Lk 11:1). Jesus' reply: «When you pray, say this: Father, hallowed be your name, may your kingdom come, give us each day the kind of bread we need, and forgive us our sins, for we also forgive all who do us wrong, and do not bring us to the test» (Lk 11:2-4), may be summarized in a single phrase: the best mental attitude for the Christian prayer is that of a child in front of his father.
      We can see right away that the prayer, according to Jesus, is something like a “father-son” kinship. That is, a family matter based on a relation of closeness and love. The image of God as a father speaks to us of a relationship based on affection and intimacy, not on power and authority.
      To pray as Christians means to position ourselves in a situation whereby we see God as our father and we speak to him as his sons: «You write: ‘To pray is to talk with God. But about what?’. About what? About Him, about yourself: joys, sorrows, successes and failures, noble ambitions, daily worries, weaknesses! And acts of thanksgiving and petitions: and Love and reparation. In a word: to get to know him and to get to know yourself: ‘to get acquainted!’» (St. Josemaria).
      When children speak with their parents they try to transmit, through their words and body language, what they feel in their heart. We become better praying men and women when our relation with God is more intimate, as that of a father with his son. Jesus himself left with us his own example. He is the Way.
      And, if you invoke the Virgin Mother of God, master of prayer, it will even be easier! In fact «the contemplation of Christ has in Mary its insurmountable model. The Son's face belongs to her in a very special way (...). Nobody has devoted himself with Mary's assiduity to the contemplation of Christ's face» (John Paul II).

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  2. VERSIONE IN SPAGNOLO DI MERCOLEDì 10 OTTOBRE 2018
    Día litúrgico: Martes XXVII del tiempo ordinario
    Texto del Evangelio (Lc 10,38-42): En aquel tiempo, Jesús entró en un pueblo; y una mujer, llamada Marta, le recibió en su casa. Tenía ella una hermana llamada María, que, sentada a los pies del Señor, escuchaba su Palabra, mientras Marta estaba atareada en muchos quehaceres. Acercándose, pues, dijo: «Señor, ¿no te importa que mi hermana me deje sola en el trabajo? Dile, pues, que me ayude». Le respondió el Señor: «Marta, Marta, te preocupas y te agitas por muchas cosas; y hay necesidad de pocas, o mejor, de una sola. María ha elegido la mejor parte, que no le será quitada».

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    1. MI REFLEXIÓN
      ORACIÓN
      Ayúdame o el Espíritu de Dios para conocer y entender el valor de la oración, la maravilla del diálogo que a través de ustedes, nos introduce en la comunión con Dios

      A veces estamos confundidos por más que mil palabras, y nos dicen más que mil silencios ....
      Ninguno de nosotros es capaz de decir lo que es la oración, cómo orar, muchos tratan de explicarlo, pero es tan personal, tan íntimo, que nadie va a explicar lo que siento.
      Jesús nos muestra una manera muy sencilla oración, si lo piensas bien, una oración que no está hecho de palabras, sino de hechos, creo que San Francisco se detuvo en la palabra padre por una infinidad de tiempo. Esto ciertamente no quiere decirnos que no rezar con otras oraciones o no usar nuestras propias palabras, pero nos pide que no palabras vacías, como los gentiles, que aquellos que no creen en lo que dice.
      Dios es nuestro Padre: creen que significa tener fe en Dios ... la fe = confianza, ¿entiendes?
      Dios lo puede todo, ama a todos nosotros y es el derecho de un padre.
      Piense también acerca de usted: ¿qué es para mí Dios nuestro Padre ..... Nuestros deseos y necesidades de esta eliminatoria en el fratelli.Perché ponemos en el cielo? En primer lugar, porque nos Jesucristo, dice, porque entonces su reino más allá de las fronteras de nuestra tierra, Dios creó el universo, el espacio infinito que nunca vamos a entender hasta que no estamos atados a esta tierra.
      Santificar su nombre, adorar a Dios, adorar a Dios, darle gracias a Dios, ya Él tenemos de todo, desde la creación hasta la salvación y glorificación de esperar que nos da la bienvenida a su reino, que criaturas de un Creador que no pone límites, ya que no tiene límites.
      Así que la vida va más allá de esta tierra ... tenemos que creer, y si le pedimos a Dios una fe viva, una fe pura, si le damos nuestra alma ... vamos a tener esta certeza.
      Que se haga tu voluntad ... y aquí empieza a ser difícil. Normalmente nuestra oración invoca a Dios que haga nuestra voluntad .... no es que no es correcto orar para pedir ayuda, de hecho, a menudo, cuando la oración es sereno, confiado y confiado, se nos da lo que pedimos.( SEGUE )

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    2. ( SEGUE ) A veces, sin embargo, esto no puede suceder, y tal vez alguien nos gusta tanto, se produce un error de todos modos, a pesar de todas nuestras oraciones ... sentida y sincera ... ¿Eso quiere decir que Dios no nos ama? No No es cierto, pero debemos aceptar que la voluntad de Dios, no puede ser la nuestra.
      Hay una razón por la que no podemos entender ahora, incluso en este fondo es parte del ciclo de la vida en la tierra, y esto también se encomienda a Dios lo que no entendemos.
      Le pedimos a nuestro pan de cada día ... nos ayudan a asegurar que todo el mundo los tiene?
      Estamos pidiendo hoy, pero recibimos en abundancia, y si en vez de pensar sólo a nosotros nos preocupaba también para ayudar a los demás? Podríamos ser la providencia divina de muchas bocas, medicina para muchas enfermedades, pero muchas veces nuestro egoísmo que cerrar los ojos ante el hambre de los demás.
      Le pedimos a Dios que nos da el pan y el pan ... incluso su palabra es pan ... no cibiamo?
      Su pan cuerpo, recordamos sólo el domingo? Y como vamos a recibir el cuerpo de Jesús?
      - Perdona nuestras deudas - .. y hasta aquí bien, pero entonces Jesús añade: - como también nosotros perdonamos a nuestros deudores ... - no es que estamos sugiriendo a Dios que perdona, pero dicen explícitamente que debemos juzgarnos basa en cómo nos comportamos con los demás, con nuestro vecino, sobre la base de lo que seremos capaces de perdonar.
      Una vez leí una frase que me quedó grabada comentario impresa ... el perdón es un puente por el que tendrá que ir demasiado ... reflexionamos sobre lo que somos realmente capaces de entender y perdón, de lo que somos capaces de amar.
      Y cuando le pido que no caer en la tentación porque nosotros si nos sentimos tan fuerte? ¿Por qué en la cara de las tentaciones descubrir toda nuestra debilidad.
      No somos nada sin Dios, ni es capaz de cualquier cosa, todo lo que debemos a Dios, si somos capaces de hazañas, de grandes hazañas e incluso pequeños sacrificios, porque Dios es quien obra en nosotros.
      Pero en la tierra también es malo, hay también el príncipe del mal, lo que queremos creer o no, no es, a veces, estamos más apegados a esta bestia que estamos apegados a Dios
      Sería suficiente para salvar a gritar mi Señor, vaya a la confesión, pero esa broma? Un sacerdote? Un pecador como yo? Y porque tengo que ir a decirle mis cosas a un sacerdote ... buenos!
      Después, piensa en cómo ser escuchado por Dios, si somos los primeros en poner límites a su amor misericordioso.
      Satanás odia a los sacerdotes más que cualquier otra cosa, probarlos y las destruye con nuestra ayuda, con nuestra conversación en vano, si hablamos menos y oramos más por ellos, veríamos el poder salvador de la oración, el fruto del amor, de unión entre Dios y nosotros.
      Ahora oremos con confianza a los niños y por los niños, vamos a calentar su corazón con esta canción interpretada por sus hijos.
      http://www.youtube.com/watch?v=mwUuHuofLao # t = 21

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    3. Fr. Austin Chukwuemeka IHEKWEME
      (Ikenanzizi, Nigeria)

      Hoy vemos cómo uno de los discípulos le dice a Jesús: «Señor, enséñanos a orar, como enseñó Juan a sus discípulos» (Lc 11,1). La respuesta de Jesús: «Cuando oréis, decid: Padre, santificado sea tu Nombre, venga tu Reino, danos cada día nuestro pan cotidiano, y perdónanos nuestros pecados porque también nosotros perdonamos a todo el que nos debe, y no nos dejes caer en tentación» (Lc 11,2-4), puede ser resumida con una frase: la correcta disposición para la oración cristiana es la disposición de un niño delante de su padre.
      Vemos enseguida que la oración, según Jesús, es un trato del tipo “padre-hijo”. Es decir, es un asunto familiar basado en una relación de familiaridad y amor. La imagen de Dios como padre nos habla de una relación basada en el afecto y en la intimidad, y no de poder y autoridad.
      Rezar como cristianos supone ponernos en una situación donde vemos a Dios como padre y le hablamos como sus hijos: «Me has escrito: ‘Orar es hablar con Dios. Pero, ¿de qué?’. —¿De qué? De Él, de ti: alegrías, tristezas, éxitos y fracasos, ambiciones nobles, preocupaciones diarias..., ¡flaquezas!: y hacimientos de gracias y peticiones: y Amor y desagravio. En dos palabras: conocerle y conocerte: ¡tratarse!’» (San Josemaría).
      Cuando los hijos hablan con sus padres se fijan en una cosa: transmitir en palabras y lenguaje corporal lo que sienten en el corazón. Llegamos a ser mejores mujeres y hombres de oración cuando nuestro trato con Dios se hace más íntimo, como el de un padre con su hijo. De eso nos dejó ejemplo Jesús mismo. Él es el camino.
      Y, si acudes a la Virgen, maestra de oración, ¡qué fácil te será! De hecho, «la contemplación de Cristo tiene en María su modelo insuperable. El rostro del Hijo le pertenece de un modo especial (...). Nadie se ha dedicado con la asiduidad de María a la contemplación del rostro de Cristo» (Juan Pablo II).

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  3. VERSIONE IN FRANCESE DI MERCOLEDI 10 OTTOBRE 2018.
    Jour liturgique : Temps ordinaire - 27e Semaine: Mercredi

    Martyrologe 11 Octobre: Sainte Soledad Torres Acosta, religieuse
    Texte de l'Évangile (Lc 11,1-4): Un jour, quelque part, Jésus était en prière. Quand il eut terminé, un de ses disciples lui demanda: «Seigneur, apprends-nous à prier, comme Jean Baptiste l'a appris à ses disciples». Il leur répondit: «Quand vous priez, dites: ‘Père, que ton nom soit sanctifié, que ton règne vienne. Donne-nous le pain dont nous avons besoin pour chaque jour. Pardonne-nous nos péchés, car nous-mêmes nous pardonnons à tous ceux qui ont des torts envers nous. Et ne nous soumets pas à la tentation’».

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    1. REFLEXION DE LELLA

      PRIERE: O Esprit de Dieu aide-moi à entendre et à comprendre la valeur de la prière, la merveille du dialogue à travers toi, nous met en communion avec Dieu.

      Parfois nous sommes confondus par mille mots, et mille silences nous répondent. Aucun de nous n'est apte à dire quel est la prière, comment doit-on prier, nombreux essaient de l'expliquer, mais c'est une chose tellement personnelle, tellement intime, que personne ne pourra jamais nous l'expliquer ce que nous éprouverons". Jésus nous indique une prière très simple si vous y pensez bien, une prière qui n'est pas faite de paroles, mais de faits, pensez que Saint François s'arrêta sur le mot PÈRE pour une infinité de temps. Avec ceci il ne veut certainement pas nous dire de ne pas prier avec d'autres prières ni de ne pas utiliser nos mots, mais il nous demande de ne pas parler dans le vide comme les païens, comme celui qui ne croit pas en ce qu'il dit. Dieu est PÈRE: croire ceci veut dire avoir foi en Dieu foi = confiance, bien entendu?
      Dieu peut tout, il nous aime tous et c'est un PÈRE JUSTE. Pensez aussi: qui est pour moi DIEU NOTRE PÈRE...... Notre cela veut et doit nous lier aux frères. Pourquoi nous le plaçons dans les cieux? Dabord parce que Jésus Christ nous le dit, puis parce que son royaume va au-delà des frontières de notre terre, DIEU A CRÉÉ L'UNIVERS ENTIER, espace infinie que nous ne comprendrons jamais jusqu'à ce que nous soyons liés à cette terre. Sanctifier son nom, vénérer Dieu, adorer Dieu, rendre grâce à DIEU, à Lui nous devons tout, de la création au salut et attendre en le glorifiant que nous soyons accueillis dans son royaume, nous créatures d'un Créateur qui ne met pas de limites parce qu'il n'a pas de limites.
      La vie va ensuite au-delà de cette terre. nous devons y croire, et si nous demandons à Dieu une foi vive, une foi pure, si nous abandonnons à lui notre âme nous aussi nous aurons cette certitude. Que ta volonté soit faite ... et là ça commence à être difficile. Typiquement, notre prière invoque Dieu pour faire sa volonté .... ce n'est pas qu'il soit faux de prier pour demander l'aide, en effet, souvent lorsque notre prière est sereine convaincante, et confiante, il nous donne ce que nous demandons. Parfois cependant, cela peut ne pas arriver, et peut-être une personne que nous aimons beaucoup vient nous manquer également, malgré toutes nos prières affligez et sincères Cela veut dire que Dieu ne nous aime pas? Non certainement pas, mais nous devons accepter que les dessins de Dieu peuvent ne pas être les nôtres. Il y aura un motif que maintenant nous ne pouvons pas comprendre, cela fait aussi partie du cycle de la vie terrestre au fond, et ceci c'est confier aussi à Dieu ce que nous ne comprenons pas. Demandons le pain quotidien, contribuons à faire que tous aient le leurs? Nous nous demandons pour aujourd'hui, mais nous recevons en abondance, et si au lieu de penser seulement à nous nous nous préoccupions d'aider les autres aussi? Nous pourrions être la providence divine de beaucoup de bouches, le médicament de beaucoup de maladies, mais notre égoïsme nous ferme souvent les yeux sur la faim des autres. Nous demandons le pain et Dieu nous donne du pain.... sa Parole aussi est pain nous nous en nourrissons. Son corps est pain, et nous nous en rappelons seulement le dimanche? Et comment allons nous recevoir le corps de Jésus?

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    2. SUITE

      Pardonne-nous nos offenses.. jusqu''ici ok, mais ensuite Jésus ajoute: comme nous pardonnons à ceux qui nous ont offensé n'est ce pas que nous sommes en train de suggérer à Dieu comment nous pardonner, mais nous lui disons exprès qu'il doit nous juger de la façon que nous nous conduirons avec les autres, avec notre prochain, de la façon dont nous serons capables de pardonner. Une fois j'ai lus une phrase qui m'est restée imprimé en tête "le pardon est un pont sur lequel tu devras passer toi aussi" réfléchissons à combien de nous sont vraiment capables de compréhension et de pardon, combien sommes nous capables d'aimer. Et quand nous demandons à Dieu de ne pas être tenté pourquoi nous le faisons si nous nous sentons si forts? Parce que devant les tentations nous découvrons toute notre faiblesse. Sans Dieu nous ne sommes rien, ni capables de rien, tout ce que nous sommes nous le devons à Dieu, si nous sommes capables d'actes héroïques, de grandes actions ou seulement de petits sacrifices, c'est Dieu qui opère en nous. Mais sur la terre il y a aussi le mal, il y a aussi le prince du mal qui nous voulons le croire ou non, il y est et nous sommes parfois plus attachés à cette bête que tout ce que nous sommes attachés à Dieu. Il suffirait de crier sauve-moi Seigneur, puis aller nous confesser, mais vous plaisantez? Un prêtre? Un pécheur comme moi? Et parce que je dois aller raconter mes faits à un prêtre........ bon lequel! Alors comment penser être écouté par Dieu si nous sommes les premier à mettre des limites à son amour miséricordieux. Satan hait les prêtres plus que toute autre chose, il les tente et il les détruit avec notre aide, avec nos bavardages vains, si nous parlions moins et nous prions davantage pour eux, nous verrions le pouvoir salvateur de la prière, fruit d'amour, lien entre Dieu et nous. Maintenant essayons de prier avec la confiance de l'enfants et à propos d'enfants, réchauffons-nous le coeur avec cette chanson chantée vraiment par des enfants.
      http://www.youtube.com/watch?v=mwUuHuofLao#t=21

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    3. Commentaire de l'Abbé Abbé Austin Chukwuemeka IHEKWEME
      (Ikenanzizi, Nigeria)

      Aujourd'hui, nous voyons l'un des disciples dire à Jésus: «Seigneur, apprends-nous à prier, comme Jean Baptiste l'a appris à ses disciples» (Lc 11,1). La réponse de Jésus —«Quand vous priez, dites: ‘Père, que ton nom soit sanctifié, que ton règne vienne. Donne-nous le pain dont nous avons besoin pour chaque jour. Pardonne-nous nos péchés, car nous-mêmes nous pardonnons à tous ceux qui ont des torts envers nous. Et ne nous soumets pas à la tentation’» (Lc 11,2-4)— peut être résumée en une phrase: la bonne attitude pour l'oraison chrétienne est celle de l'enfant devant son père. Nous saisissons aussitôt que la prière, selon Jésus, est une fréquentation du type "père-fils". C'est une affaire de famille basée sur une relation de familiarité et d'amour. L'image de Dieu comme père nous parle d’une relation affectueuse, intime, non d'une relation de pouvoir et d'autorité. Prier en chrétiens suppose de nous mettre en situation de voir Dieu comme un père et de lui parler comme ses enfants. «Tu m'as écrit: ‘Prier, c'est parler avec Dieu. Mais de quoi?’. —De quoi? De Lui, de toi: joies, tristesses, succès et échecs, nobles ambitions, préoccupations quotidiennes…, faiblesses! Et actions de grâce et demandes. Et Amour et réparation. En deux mots: Le connaître et te connaître: se fréquenter!» (Saint Josemaría). Quand les enfants parlent avec leurs parents, ils cherchent à transmettre par des mots et par le langage corporel ce qu'ils ressentent dans leur cœur. Nous devenons de meilleurs hommes et femmes d'oraison quand notre rapport avec Dieu se fait plus intime, comme celui d'un père avec son enfant. Jésus Lui-même nous a donné l'exemple. C'est Lui le chemin. Et si tu accours à la Vierge Marie, maîtresse de prière, que ce sera facile! De fait, «la contemplation du Christ possède en Marie son modèle insurpassable. Le visage du Fils lui appartient d'une manière spéciale (…). Nul ne s'est dédié avec l'assiduité de Marie à la contemplation du visage du Christ» (Jean-Paul II).

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