giovedì 20 marzo 2014

(Mt 21,33-43.45) Costui è l’erede. Su, uccidiamolo!

VANGELO
 (Mt 21,33-43.45) Costui è l’erede. Su, uccidiamolo! 
+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo». E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:“La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo;questo è stato fatto dal Signore ed una meraviglia ai nostri occhi”?Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta.

 

Parola del Signore



LA MIA RIFLESSIONE
PREGHIERA
O Spirito di Dio, insegnami a stare in ascolto della tua parola, per comprendere l’ essenza del tuo messaggio e saperlo rendere attuale nella mia vita.

Ancora una parabola sulla vigna, ma questa volta, vediamo che il padrone della vigna, la lascia in mano ai contadini perché la coltivino. Ma questi non vogliono dare al Signore il raccolto, non vogliono riconoscerlo come padrone, né tanto meno riconoscere il Figlio come padrone, per  questo decidono di ucciderlo. Questo è quello che l’uomo fa quando diventa superbo e vuole fare a meno di Dio, vuole guidare la propria vita, senza riconoscerla come un dono, perdendo di vista che quella vigna è già sua, che non ha bisogno di uccidere e rubare niente, perché tutto quello che è del Padre ,è dei figli. 
Ma Gesù che è stato ucciso, è diventato la pietra su cui poggia la Chiesa, Questa chiesa che spesso noi non vediamo come la nostra casa, ma come un’ istituzione che ci è estranea, come un regno di pochi, questa Chiesa che alcuni credono di loro proprietà, e che altri non accettano… Quanta competizione, quanto cercare di mettersi in mostra, quanto guardare i propri interessi.  Che c’entra tutto questo con Gesù? Che ha a che fare con la mitezza ed il coraggio di Maria? Non è stando ai primi posti che si fa la volontà di Dio, ma anzi, Gesù ci diffida dal farlo, ci invita ad essere servitori per essere eredi del regno. Chi è stato chiamato a coltivare la vigna, lo fa nel nome di Dio, o lo fa nel suo interesse? Lavora su se stesso per poter portare frutti al regno di Dio, con la parola e l’esempio? Ognuno di noi dovrebbe farsi un esame di coscienza per scoprire come ci comportiamo, per capire se questo atteggiamento del tutto ci è dovuto ci appartiene, e fino a che punto vogliamo continuare a rifiutare di essere partecipi eredi con Cristo, del regno dei cieli. Cos’ altro deve fare Dio per farci comprendere quanto è grande il suo amore più che dare la vita del suo Figlio per la nostra redenzione?


3 commenti:

  1. MY REFLECTION
    PRAYER
    O Spirit of God, teach me to listen on your word, to understand the essence of your message and know how to make present in my life.
    A parable of the vineyard, but this time, we see that the owner of the vineyard, leaving it in the hands of peasants to cultivate it. But they do not want to give the Lord the harvest, do not want to acknowledge him as master, nor recognize the Son as the master, so they decide to kill him. This is what a man does when he becomes arrogant and wants to do without God wants to lead his life without recognizing it as a gift, losing sight of the vineyard that is already his, that does not need to kill and steal anything because all that is the Father, is the children.
    But Jesus was killed, he became the rock upon which the Church This church that often we do not see it as our home, but as an 'institution that is foreign to us, as a kingdom of a few, some believe that this Church of their property, and that others do not accept ... How much competition as trying to show off, as watching their own interests. There comes all this with Jesus? That has to do with the gentleness and courage of Mary? It is according to the first places that does the will of God, but rather, Jesus warned against it, invites us to be servants to be heirs of the kingdom.Who was called to cultivate the vineyard, he does so in the name of God, or does it in his interest? Work on himself in order to bear fruit in the kingdom of God, by word and by example? Each of us should make an examination of conscience to find out how we behave, to see if this attitude of all we have belongs to us, and to what extent we want to continue to refuse to be involved heirs with Christ, the kingdom of heaven. What else to do God to make us understand how great is his love more than giving the life of his Son for our redemption?

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  2. MI REFLEXIÓN
    ORACIÓN
    Oh Espíritu de Dios, enséñame a escuchar su palabra, para comprender la esencia de su mensaje y saben cómo hacer presente en mi vida.

    Una parábola de la viña, pero esta vez, vemos que el dueño de la viña, dejando en manos de los campesinos a cultivarla. Pero ellos no quieren dar al Señor de la cosecha, no quieren reconocerlo como maestro, ni reconocer al Hijo como el maestro, por lo que deciden matarlo. Esto es lo que hace un hombre cuando se vuelve arrogante y quiere hacer sin Dios quiere llevar su vida sin reconocerla como un don, perdiendo de vista el viñedo que ya es suya, que no tiene por qué matar y robar nada porque todo lo que es el Padre, son los niños.Pero Jesús murió, se convirtió en la roca sobre la cual la Iglesia La iglesia que muchas veces no lo vemos como nuestro hogar, sino como una institución que es ajeno a nosotros, como un reino de unos pocos, algunos creen que esta Iglesia de su propiedad, y que los otros no aceptan ... ¿Cuánto competencia como tratando de mostrar, como ver sus propios intereses. Viene todo esto a Jesús? Eso tiene que ver con la mansedumbre y el coraje de María? Esto es de acuerdo a los primeros lugares que hace la voluntad de Dios, sino más bien, Jesús advirtió en contra de ella, nos invita a ser siervos a ser herederos del reino.
    ¿Quién fue llamada a cultivar la viña, lo hace en el nombre de Dios, o lo hace de su interés? El trabajo en sí mismo para dar fruto en el reino de Dios, con la palabra y con el ejemplo? Cada uno de nosotros debe hacer un examen de conciencia para ver cómo nos comportamos, para ver si esta actitud de todo lo que tenemos nos pertenece, y en qué medida queremos continuar negándose a ser herederos involucrados con Cristo, el reino de los cielos. ¿Qué otra cosa hacer Dios que nos haga comprender cuán grande es su amor más que dar la vida de su Hijo para nuestra redención?

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  3. REFLEXION DE LELLA.

    PRIERE : O Esprit de Dieu enseigne-moi à rester à l'écoute de ta Parole, pour comprendre l'essence de ton message et savoir le rendre actuel dans ma vie.

    - Encore une parabole sur la vigne mais cette fois, nous voyons que le patron du vignoble la laisse dans main des paysans parce qu'ils la cultivent. Mais ceux-ci ne veulent pas donner au Seigneur la récolte, ils ne veulent pas le reconnaître comme patron, ni au moins reconnaître le Fils comme patron, pour cela ils décident de le tuer. Ceci est ce que l'homme fait quand il devient hautain et veut faire pas moins que Dieu il veut guider sa propre vie, sans la reconnaître comme un Don, en perdant de vue que ce vignoble est déjà le sien, qu'il n'a pas besoin de tuer et de voler, parce que tout ce qui est au Père est aux fils. Mais Jésus qui a été tué, est devenue la pierre sur lequel s'appuie l'Église, cette église que nous ne voyons pas souvent comme notre maison, mais comme une institution qui est étrangère, comme un royaume de peu, cette Église que quelques-uns croient leur propriété, et que d'autres n'acceptent pas..... Combien de compétition, tout ce qui chercher de se mettre en vue, tout ce qui regarder leurs propres intérêts. Qu'ils entrent tout ceci avec Jésus? Qu'ils n'ont que faire avec la douceur et le courage de Marie? Ce n'est pas en restant aux premières places que se fait la volonté de Dieu, mais Jésus nous somme, de le faire, il nous invite à être serviteurs pour être héritiers du royaume. Celui qui a été appelé à cultiver le vignoble, le fait au nom de Dieu, ou le fait dans son intérêt ? Est-ce qu'il travaille sur lui même pour pouvoir porter les fruits du royaume de Dieu, avec la Parole et l'exemple? Chacun de nous devrais faire un examen de conscience pour découvrir comment nous nous conduisons, pour comprendre si cette attitude du "tout nous est due" nous appartient, et jusqu'à quel point nous voulons continuer à refuser d'être participants héritiers avec le Christ, du royaume des cieux. Que doit faire d'autre doit Dieu pour nous faire comprendre combien son amour est plus grand que donner la vie de son Fils pour notre rédemption?

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