domenica 16 marzo 2014

(Lc. 6,36-38) Perdonate e sarete perdonati

VANGELO 
(Lc 6,36-38) Perdonate e sarete perdonati. 
+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».

Parola del Signore
(Lc 6,36-38) Perdonate e sarete perdonati. ( Gesù-e-il-buon-ladrone)
(Lc 6,36-38) Perdonate e sarete perdonati. ( Gesù-e-il-buon-ladrone)

LA MIA RIFLESSIONE
PREGHIERA
Spirito del Signore,ti prego,donami la libertà dal mio io,e fa che io possa diventare come spugna per il mio Dio.


Dare per avere, ogni cosa ci verrà restituita ,dice Gesù, per come l'avremo concessa, nella stessa misura.
L'invito è a misurare con la stessa misura di Dio, ossia senza misura, all'infinito.C'è molto in queste poche righe, oserei dire che c'è tutto quello che ci dovrebbe interessare per vivere in comunione con Dio, proprio perchè è Gesù stesso che ci conduce passo passo nel cuore del mistero dell'amore assoluto. Dio è quello che ama senza misura,che perdona al minimo accenno,che prova per noi tanto di quell'amore da non saperne fare a meno.
Per capire questo bisogna entrare seriamente in contatto con Lui, non farci un'idea, ma vivere una realtà.Tutto quello che ci unisce a Dio, non può essere idealizzato e basta, perchè ci lascerebbe distanti dall'originale, in tutto, anche nella pratica.C'è un momento,prima della morte di Gesù sulla croce, che oggi mi balza continuamente davanti agli occhi, un momento che sembra non avere nulla in comune con il vangelo di oggi, ma come io spesso ripeto,questa mia riflessione, non vuole essere un'omelia, nè una spiegazione del brano evangelico, ma un esempio di come il Signore ci parla attraverso la scrittura, e di come comunica con noi attraverso le scritture.
Il momento in questione è quello in cui ci presenta i due ladroni che stavano in croce accanto a Gesù.Il primo rifiutò Gesù fino all'ultimo, lo scherniva e lo insultava: " Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!  "
L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male».Bastò questo a Gesù, bastò che il peccatore riconoscesse che lui era punito giustamente e che Gesù che era giusto,  veniva invece crocifisso senza colpa,per dire allo sventurato che la corsa della sua vita, cambiava direzione, che sarebbe stato accolto in paradiso. L'ultima occasione per il ladrone, l'ultima tentazione per Gesù, infatti le parole del primo ladrone ricordano quelle di satana nelle tentazioni,e Gesù non risponde alla tentazione,ma risponde al desiderio di giustizia per lui.A volte il nostro sentirci colpevoli ci fa schierare dalla parte sbagliata e ci fa rinunciare alla salvezza, ma con Dio tutto è molto più semplice di come noi lo giudichiamo,tutto è dono, tutto è grazia infinita.La liberazione nasce da un semplice riconoscimento di giustizia , il  Dio che si manifesta in Gesù non è il Dio che guarda i meriti, non abbiamo nessun merito, non è un Dio che guarda le virtù, non abbiamo molte virtù, ma è il Dio che guarda i bisogni e le necessità, un Padre che  concede la salvezza, non come un premio, ma come un regalo, così come fa Gesù.Oggi il Signore mi ha portato sotto alla croce e ve l'ho raccontato con semplicità, per farvi capire come ogni volta è diverso,metto il link della precedente riflessione sullo stesso brano: http://bricioledivangelo.blogspot.it/2013/02/lc-636-38-perdonate-e-sarete-perdonati.html

3 commenti:

  1. MY REFLECTION
    PRAYER
    Spirit of the Lord, I beg you, give me my freedom from me, and grant that I may become as a sponge for my God.
    Give to get, everything will be returned to us, Jesus says, for as we have granted to the same extent.
    The invitation is to be measured with the same measure of God, that is without measure, halo infinity.
    There is much in these few lines, I dare say that there is all that should be of interest to live in communion with God, precisely because it is Jesus himself who leads us step by step into the heart of the mystery of absolute love.
    God is the one who loves without measure, forgiving at the slightest hint that much of the evidence for us that love does not learn to do without.
    To understand this we must seriously get in touch with him, I get an idea, but a living reality.
    . Everything that unites us to God, and you just can not be idealized, because it would leave away from the original, in everything, even in practice.
    There was a time, before the death of Jesus on the cross, that today I jumped continually before his eyes, a time that seems to have nothing in common with the Gospel today, but as I often repeat, this reflection does not want to be a homily, nor an explanation of the Gospel, but an example of how the Lord speaks to us through your writing, and how to communicate with us through the scriptures.The moment in question is one in which we present the two thieves who were crucified next to Jesus at first refused Jesus until last, jeered and insulted him: "Are you not the Christ, save yourself and us!"
    The other rebuked him, saying, "Do you not fear God, you who are sentenced to the same punishment?
    We, rightly, for we are receiving what we deserve for our deeds, but this man has done nothing wrong. "This was enough for Jesus, it was enough that the sinner to acknowledge that he was justly punished, and that Jesus was righteous, blameless, however, was crucified, to say the unfortunate that the race of his life, changed direction, that would be welcomed in heaven.
    The last chance for the thief, the last temptation for Jesus, in fact, the first words of the thief, reminiscent of those in the temptations of Satan, and Jesus does not respond to temptation, but responds to the desire for justice for him.
    Sometimes it makes us feel guilty about our line up on the wrong side and makes us renounce salvation, but with God all things are much simpler as we judge, all is gift, everything is infinite grace.
    The release stems from a simple recognition of justice, God manifested in Jesus is not the God who looks at the merits, we do not have any merit, it is not a God who looks at the virtues, we do not have many virtues, but it is the God who looks at the needs and requirements, a Father who grants salvation, not as a reward, but as a gift, as does Jesus Today the Lord has brought me in to the cross and I would have told simply to let you know how every time it's different, I'll put the link to the previous reflection on the same track: http://bricioledivangelo.blogspot.it/.../lc-636-38...

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  2. MI REFLEXIÓN
    ORACIÓN
    Espíritu del Señor, te lo ruego, me doy mi libertad de mí, y reconozco que yo pueda llegar a ser como una esponja para mi Dios.
    Dar para recibir, todo va a ser devuelto a nosotros, dice Jesús, como hemos por supuesto, en la misma medida.
    La invitación es a ser medido con la misma medida de Dios, que no tiene medida, el infinito.Ci es mucho en estas pocas líneas, me atrevo a decir que no es todo lo que debería ser interesante para vivir en comunión con Dios, precisamente porque es el mismo Jesús que nos lleva paso a paso hasta el corazón del misterio de amor absoluto.
    Dios es el que ama sin medida, que perdona a la menor insinuación de que gran parte de la prueba para nosotros que el amor no se aprende a prescindir.
    Para entender esto hay que tener seriamente en contacto con él, tengo una idea, sino una realidad viviente.. Todo lo que nos une a Dios, y usted apenas no puede ser idealizado, porque dejaría fuera de la original, en todo, incluso en la práctica.
    Hubo un tiempo, antes de la muerte de Jesús en la cruz, para que hoy me saltó continuamente delante de sus ojos, un tiempo que parece no tener nada en común con el Evangelio de hoy, pero como suelo repetir, esta reflexión no quiere ser una homilía, ni una explicación del Evangelio, sino un ejemplo de cómo el Señor nos habla a través de su escritura, y cómo comunicarse con nosotros a través de las Escrituras.
    En el momento en cuestión es aquella en la que se presentan los dos ladrones que fueron crucificados junto a Jesús en un principio se negó a Jesús hasta el pasado mes, se burlaban y lo insultaban: "¿No eres tú el Cristo, sálvate a ti mismo ya nosotros!"
    El otro, le reprendió, diciendo: "¿No temes a Dios, tú que estás condenado a la misma pena?
    Nosotros, con razón, porque recibimos lo que merecemos por nuestros hechos, pero este hombre no ha hecho nada malo ". Esto fue suficiente para que Jesús, que era suficiente que el pecado, reconozca que fue castigado con justicia, y que Jesús era justo, era perfecto, sin embargo, fue crucificado, por decir lo lamentable que la carrera de su vida, cambió de dirección, que sería bien recibido en el cielo.
    La última oportunidad para el ladrón, la última tentación de Jesús, de hecho, las primeras palabras del ladrón, que recuerda a los de las tentaciones de Satanás, y Jesús no responde a la tentación, sino que responde al deseo de justicia para él.
    A veces nos hace sentir culpables por nuestra línea en el lado equivocado y nos hace renunciar salvación, pero con Dios todas las cosas son mucho más simples como juzgamos, todo es don, todo es gracia infinita.
    La liberación se debe a un simple reconocimiento de la justicia, Dios manifestado en Jesús no es el Dios que se ve en el fondo, no tenemos ningún mérito, no es un Dios que se ve en las virtudes, no tenemos muchas virtudes, pero es el Dios que mira a las necesidades y requerimientos, un Padre que otorga la salvación, no como una recompensa, sino como un don, como lo hace Jesús Hoy el Señor me ha traído a la cruz y yo le habría dicho simplemente para hacerle saber cómo cada vez es diferente, voy a poner el enlace a la reflexión anterior sobre la misma pista: http://bricioledivangelo.blogspot.it/.../lc-636-38...

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  3. REFLEXION DE LELLA.

    PRIERE : Esprit du Seigneur je te prie, donne-moi la liberté de mon moi, et fait que je puisse devenir comme une éponge pour mon Dieu.

    - Donner pour avoir, tout vous sera rendu, dit Jésus, comme nous, nous l'aurons accordé dans la même mesure.

    L'invitation est de mesurer avec la même mesure que Dieu, ou sans mesure, à l'infini. Il y a beaucoup en ce peu de lignes, j'oserais même dire qu'il y a tout ce qui devrait nous intéresser pour vivre en communion avec Dieu, vraiment parce que c'est Jésus lui même qui nous mène pas à pas dans le coeur du mystère de l'amour absolu. Dieu est celui qui aime sans mesure, qui pardonne au moindre signe qui éprouve pour nous tellement de cet amour à ne pas savoir en faire moins. Pour comprendre ceci il faut entrer sérieusement en contact avec Lui, ne pas nous en faire une idée, mais vivre une réalité. Tout ce qui nous unit à Dieu ne peut pas être idéalisé et c'est tout, parce que cela nous laisserait nous éloignés de l'original, en tout, dans la pratique aussi. Il y a un moment, avant la mort de Jésus sur la croix qui aujourd'hui me saute continuellement devant les yeux, un moment qui semble ne rien avoir en commun avec l'évangile d'aujourd'hui, mais comme je le répète souvent, ma réflexion ne veut pas être une homélie, ni une explication du passage évangélique mais un exemple de la manière que le Seigneur nous parle à travers l'écriture, et comment il communique avec nous à travers les écritures.

    Le moment en question est celui dans lequel on nous présente les deux voleurs qui étaient en croix à côté de Jésus. Le premier refusa Jésus jusqu'au dernier moment, il le raillait et l'insultait: " Tu n'es pas Le Christ ? Sauve toi toi même et nous avec! "
    L'autre par contre le réprimandait en disant: "Tu n'a aucune peur de Dieu, toi qui es condamné à la même peine? Nous, ce n'est pas sans raison, parce que nous recevons ce que nous avons mérité pour nos actions; lui par contre il n'a pas fait de mal." Cela suffit à Jésus, il suffit que le pécheur reconnût que lui était puni non sans raison et que Jésus qui était juste, serait par contre crucifié sans faute, pour dire au malheureux que sa course changeait de direction, qu'il aurait été accueilli en paradis. La dernière occasion pour le voleur, la dernière tentation pour Jésus, en effet les paroles du premier voleur rappellent celles de satan dans les tentations, et Jésus ne répond pas à la tentation, mais il répond au désir de justice pour lui. Parfois nôtre sentiment de nous sentir coupables nous fait ranger de la part incorrecte et nous fait renoncer au salut, mais avec Dieu tout est beaucoup plus simple que la façon dont nous le jugeons, tout est cadeau, tout est grâce infinie. La libération naît d'une simple reconnaissance de justice, le Dieu qui se révèle en Jésus n'est pas le Dieu qui regarde les mérites, nous n'avons aucun mérite, ce n'est pas un Dieu qui regarde les vertus, nous n'avons pas tant de vertus, mais c'est le Dieu qui regarde les besoins et les nécessités, un Père qui accorde le salut, pas comme un prix, mais comme un Don, comme Jésus fait. Aujourd'hui le Seigneur m'a porté sous la croix et je vous l'ai raconté avec de la simplicité, pour vous faire comprendre comment chaque fois c'est différent...( je mets le lien de la réflexion précédente sur le même passage: http://bricioledivangelo.blogspot.it/2013/02/lc-636-38-perdonate-e-sarete-perdonati.html

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