domenica 4 agosto 2013

VOCE DI SAN PIO :

-"Vi è qualche differenza fra la virtú dell’umiltà e dell’abbiezione, perché l’umiltà è la ricognizione della propria abbiezione; ora il grado sublime dell’umiltà è il non solamente riconoscere la propria abbiezione, ma amarla; questo dunque è ciò a che vi ho esortato." (Epist. III, p. 566).

1 commento:

  1. la virtù è la correzione di un vizio.
    E' questa correzione che ci fa sentire virtuosi,non il non avere vizi.
    Passiamo la vita a cercare di essere felici,dapprima coi sensi,come il bimbo che cerca il latte e le braccia della mamma;poi i sensi e l'intelletto si uniscono ,ma spesso i primi sono così forti da vincere senza farci ragionare.
    Poi si capisce che la felicità non è stare bene in mezzo alla perdizione di noi stessi,tra lazzi e vizi,ma una ricerca dentro noi stessi di quello che può darci serenità,anche nel dolore,e così scopriamo che la nostra coscienza esiste,è viva e vuole prepotentemente il suo ruolo di protagonista.
    E' il D.N.A. di Dio che affiora dentro di noi,e non ci rende moralisti bigotti,ma adulti responsabili di quello che può renderci felici.

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