venerdì 5 luglio 2013

(Mt 9,14-17) Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro?

VANGELO
 (Mt 9,14-17) Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro?
+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». 
E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno. Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano».

Parola del Signore


LA MIA RIFLESSIONE 
PREGHIERA 

Vieni o Santo Spirito e guidami in questa piccola stesura che mi accingo a fare, dammi la capacità di dire solo quello che Tu vuoi che io dica, e secondo i tuoi insegnamenti.

 Tutti i tempi sono uguali, le cose si ripetono ora come 2000 anni fa.
I discepoli di Giovanni cercavano di confrontarsi con quelli di Gesù ed erano pronti alla critica.
Evidentemente il digiuno non era fatto con amore, ma accettato come una pratica religiosa, come un' imposizione. Capiamo così che non deve essere un atto apparente, una formalità, perché altrimenti non ha senso. Cominciamo a digiunare dalle liti, dalla violenza, dall' attaccamento ai beni materiali, dalla prepotenza, dal sopruso, dalla voglia di apparire e di mettere sempre il proprio io davanti a tutto e a tutti. 
Scegliamo l'umiltà di chi non sa riconoscere da solo, neanche i propri peccati e inginocchiamoci riverenti davanti al Signore, che per amore nostro, ha sacrificato il suo Figlio, fino alla morte umiliante della croce, per la salvezza di tutti noi, che sicuramente non meritiamo tanto amore. 
Matteo ci parla di Gesù che nella regione dei Gaderèni, è interrogato dai discepoli di Giovanni, sul digiuno, che loro e i farisei rispettavano scrupolosamente e che invece i suoi discepoli non facevano.
Gesù tra le tante cose che vuole rinnovare per far capire bene i desideri del Padre, rinnova anche questa pratica del digiuno, togliendo da questa, la scorza dell' apparenza, e offrendo se stesso come olocausto, per farci capire che non c' è amore più grande di quello che Lui e il Padre hanno per noi.  Gesù con la sua risposta fa capire loro che i suoi discepoli, sono talmente legati a lui da essere come invitati a nozze alla presenza dello sposo, e che pertanto, non hanno motivo di digiunare, perché sono in simbiosi con lui, potranno farlo, se vorranno, quando resteranno da soli. 
Se lo vorrano!
Queste parole  di Gesù fanno eco a quelle del Papa nell'enciclica "Lumen Fidei" presentata proprio oggi  : "La fede non è una verità che si imponga con la violenza, non è verità che schiaccia il singolo. Il credente non è arrogante".
Cerchiamo di vivere le regole fondamentali della fede, preghiera, digiuno e carità, con vero cuore, offrendo ogni nostra azione al Signore, perché è la disposizione dei nostri cuori che farà la differenza tra noi e i farisei.

4 commenti:

  1. MY REFLECTION
    PRAYER

    Come Holy Spirit and guide me in this little drawing that I am going to do, give me the ability to say only what You want me to say, and according to your teachings.

    All times are equal, things repeat themselves now as 2000 years ago.The disciples of John were trying to compete with those of Jesus and were ready to criticize.
    Obviously the fast was not done with love, but accepted as a religious practice, as an imposition. We understand that such an act should not be apparent, a formality, because otherwise it does not make sense. We begin to fast from strife, from violence, attachment to material goods, the arrogance, the abuse of power, the desire to appear and to always put one's self in front of everything and everyone.We choose the humility of one who does not recognize alone, not even his own sins and reverently kneel before the Lord, who for our sakes, he sacrificed his Son, to the humiliating death of the cross for the salvation of us all, which is definitely not deserve so much love.
    Matthew speaks of Jesus in the region of Gaderèni, is questioned by the disciples of John, on fasting, they and the Pharisees scrupulously respected and that instead his disciples did not.
    Jesus among the many things he wants to renew to understand the desires of the Father, also renews the practice of fasting, taking away from this, zest of 'appearance, and offered himself as a sacrifice for us to understand that there' is love larger than that He and the Father have for us. Jesus with his response makes it clear to them that his disciples are so attached to him as to be invited to a wedding in the presence of the bridegroom, and who therefore have no reason to fast, because they are in harmony with him, it may do so if want, as they remain alone. If you will want to!
    Jesus' words echo those of the Pope's encyclical "Lumen Fidei" filed just today: "Faith is not a truth that is imposed by violence, it is not truth that crushes the individual. The believer is not arrogant."
    We try to live the basic rules of faith, prayer, fasting and charity, with true heart, offering all our actions to the Lord, because it is the disposition of our hearts that will make the difference between us and the Pharisees.

    RispondiElimina
  2. MI REFLEXIÓN
    ORACIÓN

    Ven, Espíritu Santo, y me guía en este pequeño dibujo que voy a hacer, me da la capacidad de decir sólo lo que Tú quieres que te diga, y de acuerdo con sus enseñanzas.

    Todas las horas son iguales, las cosas se repiten hoy como hace 2000 años.
    Los discípulos de Juan estaban tratando de competir con los de Jesús y estaban dispuestos a criticar.
    Es evidente que el ayuno no fue hecho con amor, pero aceptado como una práctica religiosa, como una imposición. Entendemos que este acto no debe ser evidente, una formalidad, porque de lo contrario no tiene sentido. Comenzamos a ayunar de conflictos, la violencia, del "apego a los bienes materiales, la arrogancia, el abuso de poder, el deseo de aparecer y poner siempre uno mismo delante de todo y todos.Elegimos la humildad de quien no reconoce solo, ni siquiera sus propios pecados y reverentemente de rodillas ante el Señor, que por nosotros, que sacrificó a su Hijo a la muerte humillante de la cruz por la salvación de todos nosotros, que no es sin duda merecen tanto amor.
    Mateo habla de Jesús en la región de Gaderèni, es cuestionada por los discípulos de Juan, en ayunos, y los fariseos escrupulosamente respetados y que en vez a sus discípulos no lo hicieron.Jesús entre las muchas cosas que quiere renovar a entender los deseos del Padre, también renueva la práctica del ayuno, tomar distancia de este, la ralladura de la "apariencia y se ofreció como un sacrificio para nosotros entender que hay es amor más grande que Él y el Padre tiene para nosotros. Jesús con su respuesta deja claro a ellos que sus discípulos están tan apegados a él como ser invitado a una boda en la presencia del esposo, y que por tanto no hay razón para ayunar, porque están en armonía con él, puede hacerlo si desear, ya que permanecen solos.Si usted quiere!
    Las palabras de Jesús se hacen eco de las de la encíclica "Fidei lumen" del Papa presentó hoy mismo: "La fe no es una verdad que se impone por la violencia, no es verdad que aplasta al individuo El creyente no es arrogante.".
    Tratamos de vivir las normas básicas de la fe, la oración, el ayuno y la caridad, con corazón sincero, ofreciendo todas nuestras acciones al Señor, porque es la disposición de nuestro corazón que hará la diferencia entre nosotros y los fariseos.

    RispondiElimina
  3. «Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno»

    Oggi, vediamo come con Gesù he iniziata una nuova era, una nuova dottrina, insegnata con autorità, e come tutte le cose nuove contrastavano con le pratiche e l’ambiente prevalente. Così, nelle pagine che precedono il Vangelo che stiamo considerando, vediamo Gesù che perdona i peccati del paralitico e guarisce la sua malattia, mentre gli scribi sono scioccati; Gesù che chiama Matteo, l’esattore delle tasse, e mangia con lui e altri pubblicani e peccatori, e i farisei “scandalizzati”; nel Vangelo di oggi sono i discepoli di Giovanni che vengono a Gesù perché non capiscono come mai Lui e i suoi discepoli non digiunano.

    Gesù, che non lascia nessuno senza risposta, dice: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà tolto, e allora digiuneranno» (Mt 9,15). Il digiuno era, ed è, una pratica penitenziale che contribuisce a “farci acquistare il dominio sui nostri istinti e la libertà di cuore” (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2043) e a implorare la misericordia divina. Ma in quei momenti, la misericordia e l’amore infinito di Dio era in mezzo a loro con la presenza di Gesù, il Verbo Incarnato. Come potevano digiunare? C’era solo un’atteggiamento possibile: la gioia, godere della presenza di Dio fatto uomo. Come avrebbero fatto a digiunare se Gesù aveva scoperto per loro un nuovo modo di relazionarsi con Dio, un nuovo spirito che ha rotto con tutti quei vecchi modi di fare?

    Oggi Gesù c’è: «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20), e non c’è perché è tornato al Padre, e così esclamiamo: “Vieni, Signore Gesù!”

    Siamo in tempi di attesa. Pertanto, dovremmo rinnovarci ogni giorno con il nuovo spirito di Gesù, lasciar andare le rutine, il digiuno di tutto ciò che ci impedisce di muoversi verso una piena identificazione con Cristo, verso la santità. “Giusto è il nostro pianto -il nostro digiuno- se ci brucia il desiderio di vederlo” (Sant’Agostino).

    Supplichiamo Santa Maria di concederci le grazie di cui abbiamo bisogno per sperimentare la gioia di sapere che siamo figli prediletti.

    RispondiElimina
  4. TRADUCTION DE LA REFLEXION DE LELLA EN FRANCAIS:


    PRIERE : "Viens ô Saint Esprit et guide-moi dans cette petite rédaction que je m'apprête à faire, donne-moi la capacité de dire seulement ce que Tu veux que je dise, et selon tes enseignements.

    - Tous les temps sont égaux, maintenant les choses se répètent comme il y a 2000 ans.
    Les disciples de Jean tâchaient de se mesurer avec ceux de Jésus et ils étaient prêts à la critique.
    Le jeûne n'était pas fait avec amour évidemment, mais accepté comme une pratique religieuse comme une imposition. Nous comprenons ainsi que cela ne doit pas être un acte apparent, une formalité, parce que cela n'a pas de sens autrement. Commençons par jeûner des disputes, de la violence, de l'attachement aux biens matériels, de l'arrogance, de l'injustice, de l'envie d'apparaître et se mettre toujours devant tout et tous.
    Choisissons l'humilité de celui qui ne sait pas reconnaître tout seul, les propres péchés et agenouillons-nous respectueux devant le Seigneur qui pour notre amour, a sacrifié son FILS, jusqu'à la mort humiliante de la croix, pour le salut de nous tous, qui ne méritons sûrement pas tant d'amour.
    Jésus entre tant de choses qu'il veut renouveler pour bien nous faire comprendre les désirs du Père, il renouvelle cette pratique du jeûne aussi, en enlevant de celle-ci, l'écorce de l'apparence, et en s'offrant lui même comme holocauste, pour nous faire comprendre qu'il y n'a pas amour plus grand que celui qu'ils ont pour nous. Jésus avec sa réponse leur fait comprendre que ses disciples lui sont tellement lié qu'ils sont comme des invités aux noces en la présence de l'époux, et que donc, ils n'ont pas de motif pour jeûner, parce qu'ils sont en symbiose avec lui, ils pourront le faire, si ils veulent, quand ils resteront seul.
    Mathieu nous parle de Jésus qui dans la région des Gaderèni, est interrogé par les disciples de Jean, sur le jeûne qu'ils respectaient scrupuleusement et que par contre ses disciples ne faisaient pas.
    S'ils e voudront !
    Ces Paroles de Jésus font écho à celles du Pape dans l'encyclique "Lumen Fidei" présenté aujourd'hui: "La foi n'est pas une vérité qui s'impose avec de la violence, elle n'est pas vérité qui écrase l'individu. . Le croyant n'est pas arrogant."

    Tâchons de vivre les règles fondamentales de la foi, prière, jeûne et charité, avec un vrai coeur, en offrant notre action au Seigneur, parce que c'est la disposition de nos coeurs qui fera la différence entre nous et les pharisiens.

    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.