sabato 27 agosto 2016

(Lc 14,1.7-14) Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato.



VANGELO DI DOMENICA 28 AGOSTO 2016


(Lc 14,1.7-14) Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato.
+ Dal Vangelo secondo Luca

Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo.
Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cèdigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».
Disse poi a colui che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».

Parola del Signore







LA MIA RIFLESSIONE
PREGHIERA

O Spirito di Dio, che con la tua luce distingui la verità dall’errore, aiutaci a discernere il vero. Dissipa le nostre illusioni e mostraci la realtà. Facci riconoscere il linguaggio autentico di Dio nel fondo dell’anima nostra e aiutaci a distinguerlo da ogni altra voce. Mostraci la Volontà divina in tutte le circostanze della nostra vita, in modo che possiamo prendere le giuste decisioni. Aiutaci a cogliere negli avvenimenti i segni di Dio, gli inviti che ci rivolge, gli insegnamenti che vuole inculcarci. Rendici atti a percepire i tuoi suggerimenti, per non perdere nessuna delle tue ispirazioni. Concedici quella perspicacia soprannaturale che ci faccia scoprire le esigenze della carità e comprendere tutto ciò che richiede un amore generoso. Ma soprattutto eleva il nostro sguardo, là dove egli si rende presente, ovunque la sua azione ci raggiunge e ci tocca. Per Cristo nostri Signore. Amen.

Quando ero più giovane, e mi ponevo ancora tante domande, mi chiedevo come fanno le suore e i preti a capire cosa si prova a vivere nel mondo… ossia, ho sempre pensato a loro come a qualcuno che vivesse fuori delle cose della vita.Ero forse un po’ illusa, un po’ confusa, ma pian piano ho capito che è Gesù che gli ha insegnato tutto, che c’insegna tutto; entra così nella nostra vita, alla nostra tavola, nelle nostre abitudini, ma quello che sa fare meglio è entrare nel nostro cuore.Io abito in un paese, paragonabile ad un quartiere di Roma come abitanti… alle funzioni della Domenica nelle prime file, i commercianti, i medici, i ricchi, le persone importanti della comunità, tutti impettiti e fieri, a far vedere come sono bravi… tanto che una persona umile quando entra si sente un po’ in soggezione, anche se magari non sente bene, ad andare a sedersi davanti.Tutti in mostra tutti vogliono stare vicino allo sposo, ma pochi durante la settimana, pensano di passare in chiesa e salutare 10 minuti il Signore o di farlo nel silenzio della propria casa, perché nessuno li vede.Ma Gesù c’è, è lì, nel nostro cuore e aspetta che noi gli dedichiamo un po’ del nostro prezioso tempo.Non è cercando di apparire che saremo notati da lui, forse gli uomini ci noteranno… ma quando non ci saremo più, nessuno si ricorderà di noi… non conterà se siamo stati notati dagli altri, ma solo quanto siamo stati vicini a Dio, anche con i nostri vestiti logori, la nostra anima sempre turbata, i nostri acciacchi spirituali, ma sempre lì a confrontarci con le pagine del Vangelo per vedere se siamo degni di essere amati dal Signore, se siamo obbedienti ai suoi insegnamenti.In questo brano si parla del sabato e del banchetto con Gesù, di un Gesù che viene nella casa di un fariseo, addirittura di uno dei capi dei farisei, e vide che tutti si accalcavano per prendere i posti migliori, e ci sprona a non fare come loro, a non cercare il loro consenso, a non dare sperando di ricevere in cambio, come fanno certi ricchi che mettono le loro offerte ben in vista per far vedere la loro generosità.Mettiamo invece i poveri, gli ultimi e i veri bisognosi davanti a tutti, aiutiamo chi ha bisogno di un sorriso, di un abbraccio, e non delle nostre critiche su come vive e come ragiona.
Pensando alla frase del vangelo:-chi si umilia sarà esaltato- e viceversa, e pensiamo a quanto poco importante è agli occhi del Signore il nostro apparire, e quanto invece lo sia essere presenti nei bisogni dei nostri fratelli, perché sono gli ultimi che sono più vicini al cuore del Signore, e se vogliamo imparare da Lui, se vogliamo seguirlo in quello che Lui ha fatto, dobbiamo cercare di essere tra gli ultimi, tra i poveri, i peccatori, gli ammalati nel corpo e nell’ anima, e considerarci veramente, nel più profondo del nostro cuore come i più piccoli e bisognosi della grazia di Dio, perché solo così saremo in grado di ricevere da
Lui. In un mondo dove conta chi arriva per primo, dove è più forte chi "vale" di più, dove solo chi produce ha diritto di essere, il Signore ci ricorda che i suoi preferiti sono gli ultimi, gli esclusi, gli operai dell'ultima ora! Madre Teresa ci ricorda che non importa quanto fai, ma quanto amore metti in ciò che fai! Beati gli umili, beati i miti, beati coloro che hanno il cuore grande!
Ci sentiamo migliori degli altri? Attenzione…è un bruttissimo segno !
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9 commenti:

  1. VERSIONE IN SPAGNOLO DI DOMENICA 28 AGOSTO 2016
    Día litúrgico: Domingo XXII (C) del tiempo ordinario
    Texto del Evangelio (Lc 14,1.7-14): Un sábado, habiendo ido a casa de uno de los jefes de los fariseos para comer, ellos le estaban observando. Notando cómo los invitados elegían los primeros puestos, les dijo una parábola: «Cuando seas convidado por alguien a una boda, no te pongas en el primer puesto, no sea que haya sido convidado por él otro más distinguido que tú, y viniendo el que os convidó a ti y a él, te diga: ‘Deja el sitio a éste’, y entonces vayas a ocupar avergonzado el último puesto. Al contrario, cuando seas convidado, vete a sentarte en el último puesto, de manera que, cuando venga el que te convidó, te diga: ‘Amigo, sube más arriba’. Y esto será un honor para ti delante de todos los que estén contigo a la mesa. Porque todo el que se ensalce, será humillado; y el que se humille, será ensalzado».
    Dijo también al que le había invitado: «Cuando des una comida o una cena, no llames a tus amigos, ni a tus hermanos, ni a tus parientes, ni a tus vecinos ricos; no sea que ellos te inviten a su vez, y tengas ya tu recompensa. Cuando des un banquete, llama a los pobres, a los lisiados, a los cojos, a los ciegos; y serás dichoso, porque no te pueden corresponder, pues se te recompensará en la resurrección de los justos».

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    1. MI REFLEXIÓN
      ORACIÓN

      Oh Espíritu de Dios, que por tu luz distinguir la verdad del error, nos ayudan a discernir la verdad. Disipa nuestras ilusiones y nos muestran la realidad. Debemos reconocer el lenguaje auténtico de Dios en lo más profundo de nuestra alma y nos ayudan a distinguir de cualquier otra partida. Nos muestran la voluntad de Dios en todas las circunstancias de nuestra vida, para que podamos tomar las decisiones correctas. Ayúdanos a comprender los signos de Dios en los acontecimientos, las invitaciones que nos habla, que deseaban enseñar las lecciones. Haznos tus sugerencias actúa de percibir, para no perder ninguna de sus inspiraciones. Concédenos que el discernimiento sobrenatural que nos hace descubrir las exigencias de la caridad y entender todo lo que se requiere de un amor generoso. Pero, sobre todo, eleva la mirada, en la que está presente allí donde su acción nos llega y nos toca. Por Cristo nuestro Señor. Amen.
      Cuando era más joven, y me pregunté muchas preguntas, me preguntaba cómo las monjas y los sacerdotes no entienden lo que es vivir en el mundo ... es decir, siempre he pensado en ellos como alguien que vivía de las cosas tal vez el vita.Ero un poco engañados, un poco confundido, pero poco a poco me di cuenta de que es Jesús quien le enseñó todo lo que nos enseña, por lo que entra en nuestras vidas, a nuestra mesa, en nuestros hábitos, pero lo que mejor sabe hacer es entrar en nuestros corazones.
      Yo vivo en un país, comparable a un distrito de Roma ... como habitantes funciones del domingo en las primeras filas, los comerciantes, los médicos, los ricos, las personas importantes de la comunidad, todos se pavonean y orgulloso, para demostrar lo buenos que son ... tanto es así que cuando entra una persona humilde se siente un poco de temor, aunque no se oye bien, para ir y sentarse en el frente.Todo el mundo en la feria todo el mundo quiere estar cerca del novio, pero pocos durante la semana, que piensan ir a la iglesia y decir adiós a 10 minutos o así que ver al Señor en el silencio de su propia casa, porque nadie vede.

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    2. (continua)
      Ma Jesús está allí, está allí, en nuestros corazones y espera que nosotros dedicamos un poco de nuestro precioso tempo.Non está tratando de parecer que será observado por él, tal vez la gente se dará cuenta de nosotros ... pero cuando nos hayamos ido, nadie se acuerda de nosotros ... no se hará válida si hemos notado por los demás, pero sólo porque estábamos cerca de Dios, incluso con la ropa usados, nuestra alma atormentada siempre, nuestras dolencias espirituales, pero siempre está ahí para hacer frente a las páginas del Evangelio, para ver si somos dignos de ser amado por el Señor, si somos obedientes a sus enseñanzas.
      En este pasaje habla del sábado y la fiesta con Jesús, un Jesús que entra en la casa de un fariseo, incluso uno de los líderes de los fariseos, y vio que todos thronging para obtener los mejores asientos, y nos anima a hacer como ellos, no para pedir su consentimiento, no dar la esperanza de recibir a cambio, ya que algunas personas ricas que ponen sus ofertas a la vista para ver su generosità.Mettiamo lugar los pobres, los menos, y los verdaderamente necesitados frente a todo, ayudamos a las personas que necesitan una sonrisa, un abrazo, y no nuestra crítica sobre cómo vive y cómo piensa.
      Pensando en la frase del Evangelio: - el que se humilla será enaltecido - y viceversa, y lo poco que pensamos que es importante a los ojos de nuestro Señor aparece, y lo mucho que es estar presente en las necesidades de nuestros hermanos, porque son los últimos que se más cerca del corazón del Señor, y si queremos aprender de Él, si lo seguimos en lo que él hizo, nosotros debemos tratar de ser uno de los últimos, entre los pobres, los pecadores, los enfermos de cuerpo y alma, y consideramos en realidad, en lo más profundo de nuestros corazones como pequeños y necesitados de la gracia de Dios, porque sólo entonces podremos recibir de él.
      En un mundo donde lo que cuenta es quién llega primero, que es más fuerte de lo que es "digno" más, donde sólo el productor tiene derecho a ser, el Señor nos recuerda que sus favoritos son los últimos, los excluidos, los trabajadores de la última Ahora! Madre Teresa nos recuerda que no importa lo mucho que hacer, pero cuánto amor que pones en lo que haces! Bienaventurados los mansos, bienaventurados los mansos, bienaventurados los que tienen un corazón grande!
      Nos sentimos mejor que otros? Ten cuidado ... es una muy mala señal

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  2. VERSIONS IN FRANCESE DI DOMENICA 28 AUGUSTO 2016

    Jour liturgique : Temps ordinaire - 22e Semaine: Dimanche (C) Texte de l'Évangile (Lc 14,1.7-14): Un jour de sabbat, Jésus était entré chez un chef des pharisiens pour y prendre son repas, et on l'observait. Remarquant que les invités choisissaient les premières places, il leur dit cette parabole: «Quand tu es invité à des noces, ne va pas te mettre à la première place, car on peut avoir invité quelqu'un de plus important que toi. Alors, celui qui vous a invités, toi et lui, viendrait te dire: ‘Cède-lui ta place’, et tu irais, plein de honte, prendre la dernière place. Au contraire, quand tu es invité, va te mettre à la dernière place. Alors, quand viendra celui qui t'a invité, il te dira: ‘Mon ami, avance plus haut’, et ce sera pour toi un honneur aux yeux de tous ceux qui sont à table avec toi. Qui s'élève sera abaissé; qui s'abaisse sera élevé» Jésus disait aussi à celui qui l'avait invité: «Quand tu donnes un déjeuner ou un dîner, n'invite pas tes amis, ni tes frères, ni tes parents, ni de riches voisins; sinon, eux aussi t'inviteraient en retour, et la politesse te serait rendue. Au contraire, quand tu donnes un festin, invite des pauvres, des estropiés, des boiteux, des aveugles; et tu seras heureux, parce qu'ils n'ont rien à te rendre: cela te sera rendu à la résurrection des justes».

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    1. REFLEXION de Lella

      PRIERE : "O Esprit de Dieu, qui par ta lumière distingue la vérité de l'erreur, aide nous à discerner la vérité. Dissipe nos illusions et montre nous la réalité. Fait nous reconnaître la langue authentique de Dieu dans les profondeurs de notre âme et aide nous à la distinguer de toute autre position. Montre-nous la volonté de Dieu dans toutes les circonstances de nos vies, afin que nous puissions prendre les bonnes décisions. Aide-nous à cueillir dans les événements les signes de Dieu, les invitations qu'il nous fait les enseignements qu'il veut nous inculquer. Rends-nous aptes à percevoir tes suggestions pour ne perdre aucune de tes inspirations. Accorde-nous cette perspicacité surnaturelle qui nous fait découvrir les exigences de la charité et comprendre tout ce que demande un amour généreux. Mais surtout élève notre regard, là où il se rend présent, partout son action nous atteint et nous touche. par Christ notre Seigneur. Amen."

      - Quand j'étais plus jeune, et je me posais encore beaucoup de questions, je me demandais comment les soeurs et les prêtres font pour comprendre ce qui essaie de vivre dans le monde..... ou, j'ai toujours pensé à eux comme à quelqu'un qui a vivait en dehors des choses de la vie. J'étais peut-être un peu abusée, un peu confuse, mais petit à petit j'ai compris qui est Jésus qui lui a tout enseigné, qui nous enseigne tout; il entre ainsi dans notre vie, à notre table, dans nos habitudes mais ce qu'il sait faire le mieux c'est d'entrer dans notre coeur. J'habite dans un pays, comparable à un quartier de Rome comme habitants... aux fonctions du Dimanche dans les premieres file, les commerçants, les médecins, les riches, les gens importants de la communauté, tous plastronnants et fiers, pour faire voir comment ils sont bons..... tellement qu'une personne humble quand elle entre se sent un peu en sujétion, même si elle n'entend pas peut-être assez bien, pour aller s'asseoir devant. Tous en exposition, tous veulent rester près de l'époux mais peu pendant la semaine, pensent à passer à l'église et saluer 10 minutes le Seigneur ou de le faire dans le silence de notre propre maison, parce que personne ne les voit. Mais Jésus y est, il est là, dans notre coeur et il attend que nous lui dédions un peu de notre temps précieux. Ce n'est pas en cherchant d'apparaître que nous serons remarqués par lui, les hommes nous remarqueront peut-être..... mais quand nous n'y serons plus, personne ne se rappellera de nous.... nous ne compterons pas si nous avons été remarqués par les autres, mais seulement si nous avons été près de Dieu, même avec nos vêtements usés, notre âme toujours troublée, nos infirmités spirituelles, mais toujours là à nous confronter avec les pages de l'Évangile pour voir si nous sommes dignes d'être aimé du Seigneur, si nous sommes obéissant à ses enseignements. Dans ce passage il se dit du sabbat et du banquet avec Jésus, d'un Jésus qui vient dans la maison d'un pharisien, d'un des chefs des pharisiens, et il vit que tous se pressaient pour prendre les meilleures places, et là il nous encourage à ne pas faire comme eux, à ne pas chercher leur consentement, à ne pas donner en espérant recevoir en échange, comme certains riche font quand ils mettent leurs offres bien en vue pour faire voir leur générosité. Mettons par contre les pauvres, les derniers et les vrais indigents devant tous le monde, aidons celui qui a besoin d'un sourire, d'une embrassade, et pas de nos critiques sur la manière qu'ils vivent et comment ils raisonnent.

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    2. SUITE : En pensant à la phrase de l'évangile qui dit "qui s'humilie sera exalté" et vice versa, et nous pensons combien il est peu important aux yeux du Seigneur nôtre apparaître, et par contre combien est important notre présence dans les besoins de nos frères, parce que ce sont les derniers qui sont plus près du coeur du Seigneur, et si nous voulons apprendre de Lui, si nous voulons le suivre en ce qu'il a fait, nous devons chercher a être parmi les derniers, parmi les pauvres, les pécheurs, les malades dans le corps et dans l'âme, et nous considérer vraiment, dans le plus profond de notre coeur comme les plus petits et indigents de la grâce de Dieu, parce que seulement comme ça nous serons apte à recevoir de Lui. Dans un monde où cela compte qui arrive en premier, où est plus fort qui "vaut" plus, où seulement qui produit a le droit d'être, le Seigneur nous rappelles que ses préférés sont les derniers, les exclut les ouvriers de la dernière heure! Mère Thérésa nous rappelle que peu importe ce que tu fais, mais combien d'amour tu mets en ce que tu fais! Bienheureux les humbles, bienheureux les mythes, bienheureux ceux qui ont le grand coeur! Nous nous sentons meilleurs que les autres? Attention ceci est un mauvais signe.

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  3. VERSIONE IN INGLESE DI DOMENICA 28 AGOSTO 2016
    Liturgical day: Sunday 22nd (C) in Ordinary Time
    Gospel text (Lc 14,1.7-14): One Sabbath Jesus had gone to eat a meal in the house of a leading Pharisee, and He was carefully watched. Jesus then told a parable to the guests, for He had noticed how they tried to take the places of honor. And He said, «When you are invited to a wedding party, do not choose the best seat. It may happen that someone more important than you has been invited, and your host, who invited both of you, will come and say to you: ‘Please give this person your place’. What shame is yours when you take the lowest seat! Whenever you are invited, go rather to the lowest seat, so that your host may come and say to you: ‘Friend, you must come up higher’. And this will be a great honor for you in the presence of all the other guests. For whoever makes himself out to be great will be humbled, and whoever humbles himself will be raised».
    Jesus also addressed the man who had invited him and said, «When you give a lunch or a dinner, don't invite your friends, or your brothers and relatives and wealthy neighbors. For surely they will also invite you in return and you will be repaid. When you give a feast, invite instead the poor, the crippled, the lame and the blind. Fortunate are you then, because they can't repay you; you will be repaid at the Resurrection of the upright».

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    1. MY REFLECTION
      PRAYER

      O Spirit of God, who by thy light distinguish truth from error, help us to discern the truth. Dispels our illusions and show us the reality. Let us recognize the authentic language of God in the depths of our soul and help us to distinguish it from any other heading. Show us God's will in all the circumstances of our lives, so that we can make the right decisions. Help us to grasp the signs of God in the events, the invitations that speaks to us, who wished to teach the lessons. Make us your suggestions acts to perceive, not to miss any of your inspirations. Grant us that supernatural insight that makes us discover the demands of charity and understand everything that requires a generous love. But above all, elevates our gaze, where he is present wherever his action reaches us and touches us. Through Christ our Lord. Amen.
      When I was younger, and I asked myself many questions still, I wondered how the nuns and priests do not understand what it is like to live in the world ... that is, I always thought of them as someone who lived off of things perhaps the vita.Ero a little deluded, a little confused, but gradually I realized that it is Jesus who taught him everything, that teaches us all; thus enters into our lives, to our table, in our habits, but what it does best is to enter into our hearts.
      I live in a country, comparable to a district of Rome ... as inhabitants functions of Sunday in the front rows, traders, doctors, the rich, the important people of the community, all strutting and proud, to show how good they are ... so much so that when he enters a humble person feels a bit 'in awe, even if he does not hear well, to go and sit in front.
      Everyone in the show everyone wants to stay close to the groom, but few during the week, they think to go to church and say goodbye to 10 minutes or so to do the Lord in the silence of your own home, because no one vede.Ma Jesus is there, is there, in our hearts and expects us to dedicate a bit 'of our precious tempo.Non is trying to appear that we will be noticed by him, maybe people will notice us ... but when we are gone, no one will remember us ... it will not count if we have been noticed by others, but only because we were close to God, even with our clothes worn, our troubled soul always, our spiritual ailments, but always there to confront the pages of the Gospel to see if we are worthy to be loved by the Lord, if we are obedient to His teachings.In this passage speaks of the Sabbath and feast with Jesus, a Jesus who comes into the house of a Pharisee, even one of the leaders of the Pharisees, and saw that all thronging to get the best seats, and encourages us to do like them, not to seek their consent, not to give hope to receive in return, as some rich people who put their bids in full view to see their generosità.(CONTINUA)

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    2. (CONTINUA) Put us instead the poor, the least and the truly needy in front of all, we help those in need of a smile, a hug, and not our criticism on how he lives and how he thinks.
      Thinking about the phrase of the Gospel: - he who humbles himself will be exalted - and vice versa, and how little we think is important in the eyes of our Lord appear, and how much it is to be present in the needs of our brothers, because they are the last ones who are closer to the heart of the Lord, and if we want to learn from Him, if we follow him in what he did, we must try to be among the last, among the poor, the sinners, the sick in body and soul, and consider really, in the deepest of our hearts as smaller and in need of God's grace, because only then will we be able to receive from Him.
      In a world where what counts is who gets there first, which is stronger than who is "worth" more, where only the producer has the right to be, the Lord reminds us that his favorites are the last, the excluded, the workers of the last now! Mother Teresa reminds us that no matter how much you make, but how much love you put in what you do! Blessed are the meek, blessed are the meek, blessed are those who have a big heart!
      We feel better than others? Beware ... it's a very bad sign

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