martedì 9 settembre 2014

(Lc 6,20-26) Beati i poveri. Guai a voi, ricchi.

VANGELO 

(Lc 6,20-26) Beati i poveri. Guai a voi, ricchi. 
+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: «Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi, che ora piangete, perché riderete. Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti. Ma guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione. Guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi, che ora ridete, perché sarete nel dolore e piangerete. Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».

Parola del Signore




LA MIA RIFLESSIONE
PREGHIERA
In questo tempo ho bisogno del tuo aiuto o Santo Spirito; ho bisogno dell' ordine che Dio mette in tutte le cose e di spazzare via dai miei sandali, le confusioni e le incertezze che il mondo mi attacca addosso.

Ho già fatto una decente riflessione su questo brano che vi ripropongo e vi invito a leggere  qui: http://bricioledivangelo.blogspot.it/2013/09/lc-620-26-beati-i-poveri-guai-voi-ricchi.html 
Adesso però voglio aggiungere una cosa che  mi sembra adeguata ed impellente in questo tempo.
Il mondo sembra impazzito, mentre tutto sembra uguale, si perdono posti di lavoro e la crisi finanziaria miete vittime più della fame.  Tutti sembrano volere la guerra,  mentre si alternano notizie di persone che perdono la loro vita perchè cristiane, martirizzate e trucidate in ogni luogo. Ieri la notizia delle missionarie italiane trucidate in Burundi e si teme l' inizio di un nuovo genocidio, come quello dei Tutsi del 1994. La gente soffre perchè perde le sue certezze, ma questo in parte, avviene perchè la nostra vita è basata su false certezze, su quello che pensiamo di aver costruito, sui beni che abbiamo accumolato, e la nostra fede è così scarsa che come gli apostoli tremiamo ed abbiamo paura della tempesta che agita le acque. Anche la barca della Chiesa viene sballottata da ogni parte, chi per le profezie, chi perchè non riesce ad accettare i cambiamenti, chi per chissà quali altri motivi, molti sono quelli che vivono anche nella chiesa questo periodo con apprensione, dubitando, mettendo tutto in discussione, e cercando il pelo nell' uovo ad ogni parola e gesto del Papa. Spesso dimentichiamo che è lo Spirito Santo che guida la Chiesa e che non possiamo ignorarlo, perchè questo atteggiamento contrista lo stesso Spirito Santo. Molti di voi hanno certamente sentito parlare del sogno di don Bosco, ma poichè sembra che non sia noto a tutti, ho deciso di pubblicarlo, così come l'ho trovato :

Vi voglio raccontare un sogno. È vero che chi sogna non ragiona, tuttavia io, che a voi racconterei persino i miei peccati, se non avessi paura di farvi scappar tutti e far cadere la casa, ve lo racconto per vostra utilità spirituale.  Il sogno l'ho fatto sono alcuni giorni. Figuratevi di essere con me sulla spiaggia del mare, o meglio, sopra uno scoglio isolato e di non vedere altro spazio di terra, se non quello che vista sotto i piedi. In tutta quella vasta superficie delle acque si vede una moltitudine innumerevole di navi ordinate a battaglia, le prore delle quali sono terminate da un rostro di ferro acuto a mo' di strale, che ove è spinto ferisce e trapassa ogni cosa. Queste navi sono armate di cannoni, cariche di fucili, di altre armi di ogni genere, di materie incendiarie, e anche di libri, e si avanzano contro una nave molto più grossa e più alta di tutte loro, tentando di urtarla col rostro, di incendiarla o altrimenti di farle ogni guasto possibile. A quella maestosa nave arredata di tutto punto,  fanno scorta molte navicelle, che da lei ricevono i segnali di comando ed eseguiscono evoluzioni per difendersi dalle flotte avversarie. Il vento è loro contrario e il mare agitato sembra favorire i nemici. In mezzo all'immensa distesa del mare si elevano dalle onde due robuste colonne, altissime, poco distanti l'una dall'altra. Sovra di una vi è la statua della Vergine Immacolata, a' cui piedi pende un largo cartello con questa iscrizione: - Auxilium Christianorum; - sull'altra, che è molto più alta e grossa, sta un'Ostia di grandezza proporzionata alla colonna e sotto un altro cartello colle parole: Salus credentium. Il comandante supremo sulla gran nave, che è il Romano Pontefice, vedendo il furore dei nemici e il mal partito nel quale si trovano i suoi fedeli, pensa di convocare intorno a sè i piloti delle navi secondarie per tenerconsiglio e decidere sul da farsi. Tutti i piloti salgono e si adunano intorno al Papa. Tengono consesso, ma infuriando il vento sempre più e la tempesta, sono rimandati a governare le proprie navi. Fattasi un po' di bonaccia, il Papa raduna per la seconda volta intorno a sè i piloti, mentre la nave capitana segue il suo corso. Ma la burrasca ritorna spaventosa. Il Papa sta al timone e tutti i suoi sforzi sono diretti a portar la nave in mezzo a quelle due colonne, dalla sommità delle quali tutto intorno pendono molte áncore e grossi ganci attaccati a catene. Le navi nemiche si muovono tutte ad assalirla e tentano ogni modo per arrestarla e farla sommergere. Le une cogli scritti, coi libri, con materie incendiarie di cui sono ripiene e che cercano di gettarle a bordo; le altre coi cannoni, coi fucili e coi rostri: il combattimento si fa sempre più accanito. Le prore nemiche l'urtano violentemente, ma inutili riescono i loro sforzi e il loro impeto.  Invano ritentano la prova e sciupano ogni loro fatica e munizione: la gran nave procede sicura e franca nel suo cammino. Avviene talvolta che, percossa da formidabili colpi, riporta ne' suoi fianchi larga e profonda fessura, ma non appena è fatto il guasto spira un soffio dalle due colonne e le falle si richiudono e i fori si otturano. E scoppiano intanto i cannoni degli assalitori, si spezzano i fucili, ogni altra arma ed i rostri; si sconquassan molte navi e si sprofondano nel mare. Allora i nemici furibondi prendono a combattere ad armi corte; e colle mani, coi pugni, colle bestemmie e colle maledizioni.
 Quand' ecco che il Papa, colpito gravemente, cade. Subito coloro, che stanno insieme con lui, corrono ad aiutarlo e lo rialzano. Il Papa è colpito la seconda volta, cade di nuovo e muore. Un grido di vittoria e di gioia risuona tra i nemici; sulle loro navi si scorge un indicibile tripudio. Senonchè appena morto il Pontefice un altro Papa sottentra al suo posto. I Piloti radunati lo hanno eletto così subitamente, che la notizia della morte del Papa giunge colla notizia dell'elezione del successore. Gli avversarii incominciano a perdersi di coraggio. Il nuovo Papa sbaragliando e superando ogni ostacolo, guida la nave sino alle due colonne e giunto in mezzo ad esse, la lega con una catenella che pendeva dalla prora ad un'áncora della colonna su cui stava l'Ostia; e con un'altra catenella che pendeva a poppa la lega dalla parte opposta ad un'altra áncora appesa alla colonna su cui è collocata la Vergine Immacolata. Allora succede un gran rivolgimento. Tutte le navi che fino a quel punto avevano combattuto quella su cui sedeva il Papa, fuggono, si disperdono, si urtano e si fracassano a vicenda. Le une si affondano e cercano di affondare le altre. Alcune navicelle che hanno combattuto valorosamente col Papa vengono per le prime a legarsi a quelle colonne.Molte altre navi che, ritiratesi per timore della battaglia si trovano in gran lontananza, stanno prudentemente osservando, finchè dileguati nei gorghi del mare i rottami di tutte le navi disfatte, a gran lena vogano alla volta di quelle due colonne, ove arrivate si attaccano ai ganci pendenti dalle medesime, ed ivi rimangono tranquille e sicure, insieme colla nave principale su cui sta il Papa. Nel mare regna una gran calma.
D. Bosco a questo punto interrogò D. Rua: - Che cosa pensi tu di questo racconto?D. Rua rispose: - Mi pare che la nave del Papa sia la Chiesa, di cui esso è il Capo: le navi gli uomini, il mare questo mondo. Quei che difendono la grossa nave sono i buoni affezionati alla santa Sede, gli altri i suoi nemici, che con ogni sorta di armi tentano di annientarla. Le due colonne di salute mi sembra che siano la divozione a Maria SS. ed al SS. Sacramento dell'Eucarestia. D. Rua non parlò del Papa caduto e morto e D. Bosco tacque pure su di ciò. Solo soggiunse: - Dicesti bene. Bisogna soltanto correggere un'espressione. Le navi dei nemici sono le persecuzioni. Si preparano gravissimi travagli per la Chiesa. Quello che finora fu, è quasi nulla a petto di ciò che deve accadere. I suoi nemici sono raffigurati nelle navi che tentano di affondare, se loro riuscisse, la nave principale. Due soli mezzi restano per salvarsi fra tanto scompiglio! - Divozione a Maria SS. - frequenza alla Comunione, adoperando ogni modo e facendo del nostro meglio per praticarli e farli praticare dovunque e da tutti.Buona notte ! Le congetture che fecero i giovani intorno a questo sogno furono moltissime, specialmente riguardo ai Papa; ma Don Bosco non aggiunse altre spiegazioni. Intanto i chierici Boggero, Ruffino, Merlone e il signor Chiala Cesare descrissero questo sogno e ci rimangono i loro manoscritti. Due furono compilati il giorno dopo la narrazione di D. Bosco, e gli altri due trascorso maggior tempo: ma vanno perfettamente d'accordo e variano solamente per qualche circostanza, che l'uno omette e l'altro nota.
Memorie biografiche di San Giovanni Bosco, Vol. VII, Capitolo 18, pp. 169-172

4 commenti:

  1. REFLEXION DE LELLA.

    ET PRIERE : En ce temps j'ai besoin de ton aide O Saint Esprit; j'ai besoin de l'ordre que Dieu met en toutes choses et de balayer mes sandales, les confusions et les incertitudes ailleurs auquels le monde m'attache. J'ai déjà fait une réflexion décente sur ce passage que je vous propose de nouveau et je vous invite à lire ici:
    http://bricioledivangelo.blogspot.it/2013/09/lc-620-26-beati-i-poveri-guai-voi-ricchi.html
    Cependant maintenant je veux ajouter une chose qui me semble proportionnée et urgente en ces temps. Le monde semble affolé, pendant que tout semble égal, il se perdent despostes de travail et la crise financière moissonne plus de victimes de la faim.Tous semblent vouloir la guerre, pendant qu'ils alternent de nouvelles de personnes perdent leur vie parce qu'ils sont chrétiens partout ils sont martyrisaient et massacraient. Hier la notice des Italiens missionnaires massacrée en Burundi ou l'on craint le début d'un nouveau génocide comme celui des Toutsi en 1994. Les gens souffrent parce qu'il perdent les certitudes mais ceci en partie, arrive parce que notre vie est basée sur des fausses certitudes, sur ce que nous pensons avoir construit, sur les biens que nous avons accumulé, et notre foi est si insuffisante que comme les apôtres nous tremblons et nous avons peur de la tempête qui agite les eaux. Même la barque de l'Église est ballotté de tout cotés, les uns pour les prophéties, les autres parce qu'ils ne réussissent pas à accepter les changements, qui peut-être pour quel autres motifs, ils sont nombreux ceux qui vivent cette période dans l'église aussi avec appréhension, en doutant, en mettant tout en discussion, et en cherchant le poil dans l'oeuf à chaque parole et geste du Pape.
    Nous oublions souvent que c'est l'Esprit Saint qui guide l'Église et que nous ne pouvons pas l'ignorer, parce que cette attitude attriste ce même Esprit Saint. Nombreux de vous ont certainement entendu parler du rêve de don Bosco, mais comme il semble qu'il ne sois pas connu de tous, j'ai décidé de le publier, tel que je l'ai trouvé : Je veux vous raconter un rêve. C'est vrai que celui qui rêve ne raisonne pas, cependant moi, qui vous ai raconterais mes péchés, si je n'avais pas peur de vous faire échapper tous et faire tomber la maison, je vous le raconte pour votre utilité spirituelle.

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  2. SUITE:
    Le rêve je l'ai fait il y a quelques jour. Pensez être avec moi sur la plage au bord de la mer, sur un rocher isolé et de ne pas voir d'autre endroit de terre, sinon entièrement celui que je vois sous mes pieds. Sur toute cette surface vaste des eaux on voit une multitude innombrable de navires rangés pour la bataille, les proues desquelles sont terminées par un rostre de fer aigu en forme de flèche, qui est poussé blesse et transperce tout. Ces navires sont armés de canons, chargés de fusils, d'autres armes de tout genre, de matières incendiaires, et aussi de livres, et ils avancent contre un navire plus gros et plus haut qu'eux, en tentant de le heurter avec le rostre, de l'incendier ou sinon de le détraqué le plus possible. À ce navire majestueux de pied en cap, font escorte beaucoup de nacelles, qui reçoivent les signaux de commandement et suivent l'évolution pour se défendre des flottes adversaires. Le vent est leur contraire et la mer trouble les ennemis semblent favoriser. Au milieu de l'étendue immense de la mer s'élèvent des flots deux colonnes robustes, hautes, peu éloigné l'une de l'autre. Sur l'une il y a la statue de la Vierge Immaculée qui laisse pendre ses pieds ou il pend un panneau large avec cette inscription: Auxilium Christianorum - sur l'autre, qui est très haute et plus grosse, il reste une hostie de grandeur proportionnée à la colonne et dessous un autre panneau avec les mots: Salus credentium. Le commandant suprême sur le grand navire, qui est le Pontife Romain, en voyant la fureur des ennemis et le mal parti dans lequel se trouvent ses fidèles, pense convoquer autour de lui les pilotes des navires secondaires pour tenir conseil et décider que faire. Tous les pilotes montent et se rassemblent autour du Pape.
    Ils tiennent une réunion, mais en attendant que le vent et la tempête de plus en plus, sont renvoyés à contrôler leur navire. Faite un peu de calme, le pape se réunit pour la deuxième fois lui et les pilotes, alors que le navire continue son cours. Mais la tempête revient plus forte. Le Pape est à la barre et toutes ses énergies sont dirigées pour amener le navire au milieu de ces deux colonnes, dont les sommets de bloquer de nombreuses ancres et crochets fortement liées à des chaines.

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  3. SUITE :
    Les navires ennemis bougent tous agressé et essai par tous les moyens de l'arrêter et de le laisser couler. Chacun dans leurs écrits, avec des livres, avec des matériaux incendiaires dont ils sont bourrés et en essayant de les jeter à bord; l'autre avec des armes, avec des fusils: la bataille est féroce. Les arcs de l'ennemi se heurtent violemment, mais inutile de gérer leurs efforts et leur dynamisme. En vain ils réessayent le test et perdent tout leur dur labeur et munitions: le grand navire va en toute sécurité, franc sur son chemin. Il arrive parfois que, frappé par des coups formidables, sur ses cotés des fissures large et profonde, mais dès que la faute est commise une douce brise souffle des deux colonnes et les trous se referment. Et entre temps les canons des assaillants ils éclatent les fusils se cassent, comme toute les autres armes et le rostres; ils concassent beaucoup de navires et ils s'affalent dans la mer. Ensuite, les ennemis furieux prennent une lutte sur le terrain; avec les mains, les poings, et maudit malédictions. Soudain, le pape, durement touché, tombe. Or, ceux qui sont avec lui, pour l'aider à exécuter et ressusciter. Le Pape est frappé une seconde fois, il tombe à nouveau et meurt. Un cri de victoire et de joie retentit parmi les ennemis; de leurs navires une moquerie indicible se pose. Sauf que quand vient de mourir, le Pontife un autre prend sa place. Les pilotes rassemblés l'ont élu si soudainement, que les nouvelles de la mort du pape arrive avec les nouvelles de l'élection de son successeur. Les adversaires commencent à perdre courage. Le nouveau pape va battre et surmonter tous les obstacles, guide le navire jusqu'au deux colonnes et venir au milieu d'elles, l'alliage avec une chaîne pendante de la proue à une ancre de la colonne sur laquelle il était l'hôte; et avec une autre chaîne qui pendait à l'arrière de la ligue à l'extrémité opposée à une ancre accroché à la colonne sur laquelle se trouve la Vierge Immaculée. Alors qu'est-ce qui se passe c'est un grand bouleversement. Tous les navires qui jusque-là avaient combattu l'un sur lequel était assis le pape, fuient, se dispersent, se heurtent et se casse l'un contre l'autre. Chacun coule et essaye de couler l'autre.
    Certains navires qui ont combattu vaillamment avec le pape sont les premiers à se lier à ces colonnes. Beaucoup d'autres navires, retiré par crainte de la bataille se trouvent à grande distance, sont prudemment observer, jusqu'à ce que fondu dans les tourbillons de la ferraille de la mer tous les navires défaillent, en grande vogue de la vigueur de ces deux colonnes à la fois, si vous vous en tenez à arriver crochets suspendus, et vous restez calme et sûr, coller ensemble le navire principal sur lequel est le Pape. Dans la mer il règne un grand calme.

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  4. SUITE :
    Don Bosco interroge sur ce point Don Rua: - Que pensez-vous de cette histoire? D. Rua répondit: - Il me semble que le navire du Pape est l'Église, dont il est la tête: les navires hommes, la mer de ce monde. Ceux qui défendent le grand navire sont bien fidèles au Saint-Siège, les autres ses ennemis, qui, avec toutes sortes d'armes, essaient de le détruire. Les deux piliers de la santé semble être la dévotion à Marie. et le très Saint. Sacrement de l'Eucharistie. D. Rua ne parle pas du pape qui est tombé et qui est mort et D. Bosco était muet sur cela. Il ajouta: - Vous avez bien dit. Vous avez juste besoin de corriger une expression. Les navires des ennemis sont les persécutions. Ils préparent des difficultés très graves pour l'Église. Ce qui était jusqu'à présent, presque rien dans ce qui doit arriver. Ses ennemis sont représentés dans les navires qu'ils tentent de couler, si elles réussissent, le navire principal. Seuls deux moyens doivent être enregistrés à partir d'un tel remue-ménage! - La dévotion à Marie. - Communion fréquemment en utilisant tous les moyens de faire de notre mieux pour les pratiquer et les amener à exercer par tous et toute .Bonne nuit de spéculation qu'on fait les jeunes autour de ce rêve étaient nombreux, en particulier en ce qui concerne le Pape;! mais Don Bosco n'a pas ajouté d'autres explication .
    Pendant ce temps les clercs Boggero, Ruffino, Merlone et M. Chiala César décrit ce rêve et on se retrouve avec leurs manuscrits. Deux ont été compilés dans la journée après la narration de Don Bosco, et les deux autres ont passé plus de temps, mais devrait être parfaitement d'accord et ne diffèrent que par quelque circonstance, que l'un échoue, et l'autre note.
    Mémoires biographiques de saint Jean Bosco, Vol. VII, chapitre 18, pp. 169-172

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