giovedì 22 giugno 2017

(Mt 11,25-30) Io sono mite e umile di cuore.

VANGELO
(Mt 11,25-30) Io sono mite e umile di cuore.


+ Dal Vangelo secondo Matteo


In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Parola del Signore  







LA MIA RIFLESSIONE
PREGHIERA
Aiutami o Santo Spirito, fa che le mie mani sulla tastiera servano il Signore, anche se ne sono indegna; fa che l’unica cosa che abbondi in me sia la vergogna di chi non sa neanche ringraziare come dovrebbe per le grazie che riceve.
Un grande mistico e teologo vissuto tra il 600 ed il 700 d.C. Isacco di Ninive (il Siro) mi è di ispirazione oggi, perchè tra le tante bellissime cose che ha scritto, c’è la descrizione
dell’ umiltà come ” il vestito di Dio”. Chiunque ne è ricoperto assomiglia in verità, tramite l'umiltà, a colui che è disceso dalla sua altezza, ha nascosto lo splendore della sua grandezza e ha velato la sua gloria, perché la creazione vedendolo non perisse....
Descrivere l’umiltà è sicuramente un compito difficile per noi che non sappiamo neanche riconoscerla, figuriamoci praticarla, eppure è utile che prendiamo confidenza con questa parola così sconosciuta.
Se dovessi poi parlare dell’umiltà di Dio, credo proprio che non sarei in grado di farlo, quindi mi limito a suggerire che si diventa umili quando si ricevono delle umiliazioni e si accettano senza proferir parola.
Non importa se abbiamo torto o ragione, l’ umile non cerca la ragione, sa di non poterla dimostrare con le parole e si affida al Signore.
Gesù non ha detto nulla quando veniva umiliato, ferito, accusato di colpe non commesse, come un agnello, mite, col capo piegato, accettava ogni oltraggio.
Se non si cercano onori, è molto più facile che questi vengano su di noi senza che ce ne rendiamo conto. Sono le piccole cose che fanno grandi gli uomini, mentre tutti cercano di fare cose grandi per essere visti.
Sono un po’ di giorni che è successo quel fatto dell’incendio a Londra alla Grenfell Tower , sono morte tante persone, ma quella che rimarrà nella mente e nel cuore di tutti, sarà Gloria Trevisan, per quelle parole dette al telefono che i genitori hanno avuto l’ ispirazione di registrare :-” Da qui non possiamo uscire, siamo bloccati”, spiegava Gloria. Il fumo stava per invadere l’appartamento. «Mamma, mi sono resa conto che sto morendo. Grazie per quello che hai fatto per me». Poi, l’addio: «Sto per andare in cielo, vi aiuterò da lì».
Gloria ha studiato, si è laureata, ma non verrà ricordata per queste cose, ma per questa piccola frase che vale più di tutta la sua vita spesa bene, perchè la sua fede la farà sopravvivere a questa morte ingiusta.

mercoledì 21 giugno 2017

(Mt 6,7-15) Voi dunque pregate così.

VANGELO
(Mt 6,7-15) Voi dunque pregate così.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».
Parola del Signore   




LA MIA RIFLESSIONE PREGHIERA Vieni o Santo Spirito e guidami per capire le meravigliose parole di Gesù. Credo che sul Padre Nostro, la preghiera che Gesù ci ha insegnato, si sia detto e spiegato tutto; quindi non mi soffermerò ancora una volta a riflettere sulle parole della preghiera, ma cercherò di trovare il senso che ha questo discorso di Gesù, aiutata dalle indicazioni che la Chiesa ci da, unendo questa lettura alle altre di oggi. Perchè la preghiera sia efficace, non servono le parole, ma quanto ci lasciamo trasformare dalla preghiera stessa. Le parole possono essere anche belle, ma vane se non sono accompagnate da intenzioni sincere e dal desiderio di un vero colloquio, senza finzioni, con il nostro Dio. Nessun cammino porta lontano se gira intorno a se stesso; infatti a volte parliamo di amore, ma non riusciamo ad amare; parliamo di perdono, ma non proviamo neanche a perdonare. Nelle parole che Gesù ci insegna è scritta la nostra salvezza o la nostra condonna, perchè senza giri di parole ci dice : -Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.- Quindi non sprechiamo parole, ma cerchiamo di disporre prima tutto perchè le nostre parole possano essere prese sul serio da Dio. Il perdono che desideriamo per noi, dobbiamo desiderarlo anche per i fratelli, perchè, per quanto possiamo fare, è comunque un perdono al quale non avremmo diritto, ma che ci viene concesso per la grande misericordia del nostro Padre. Un bel fioretto sarebbe imparare a non giudicare e non condannare nessuno, ma dire una preghiera per chiedere perdono per coloro che sono lontani “secondo noi” dal cammino di conversione, tenendo presente che noi per primi, siamo ancora in cammino, e purtroppo, spesso giriamo a vuoto.

martedì 20 giugno 2017

(Mt 6,1-6.16-18) Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

VANGELO
(Mt 6,1-6.16-18) Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».
Parola del Signore






LA MIA RIFLESSIONE
PREGHIERA
Ti prego o Santo Spirito, di illuminarmi con la tua sapienza, di benedirmi con il Tuo amore e di non farmi mancare mai il tuo appoggio. Per Cristo nostro Signore.


L’ arte dell’apparire non è dei figli di Dio, ma piuttosto lo è quella del silenzio, del fare senza voler ricevere niente in cambio, quella del perdonare anche chi offende. Essere Cristiani, diventa sempre più faticoso, Gesù scava sempre più dentro di noi, per fare piazza pulita di quello che può deviare la nostra spiritualità, la nostra condotta, che deve essere veramente sincera per arrivare all’ essenza della fede.
Il vero credente non fa di tutto per sembrare buono, ma è buono… ed è buono perché ama il suo Dio ed il suo prossimo. Se noi viviamo in una famiglia unita e ci vogliamo bene, ci aiutiamo gli uni con gli altri; se vediamo che nostra Madre o nostro Padre sono preoccupati, addolorati per il comportamento dei nostri fratelli, cerchiamo di parlare con loro, di fargli capire dove sbagliano, non li cacciamo da casa e non chiediamo di chiuderli fuori; se a nostro fratello serve aiuto, non stiamo neanche ad aspettare che lo chieda, ma senza voler sembrare più in gamba, solo perché abbiamo di più, lo aiutiamo.
Purtroppo tanti nostri atteggiamenti sono sbagliati, perché mentre con una mano aiutiamo, con l’altra pretendiamo di avere riconoscimenti per il nostro gesto.
Come possiamo pensare di fare parte della stessa famiglia, di essere legati all’ amore di Dio, che ha dato la vita per noi e non ci chiede altro che amore.
Lui è stato martoriato, in silenzio, è morto su una croce di legno ruvida che graffiava il suo corpo piagato, e chi lo avrebbe mai sospettato che da duemila anni ancora nessuno riesca a dimenticare quel gesto.
La piccola Teresa Madre di Calcutta, per fare un esempio fra tanti, non cercava gli onori, anzi, era là tra i poveri, i lebbrosi e gli emarginati e cercava solo di alleviare le loro ferite, ma più di tutto, cercava di abbracciare i suoi ammalati, molti dei quali in fin di vita, per non farli sentire soli nel momento del trapasso.
Quello che lei iniziò a fare non aveva evidentemente lo scopo di farla apparire, anzi, gli unici che la avvicinavano erano proprio loro, gli ultimi del mondo, ma il Signore guardava la piccola madre, ed aveva in serbo per lei grandi cose e così, lei che non fece nulla per apparire, divenne nel mondo l’ immagine stessa della carità.
Fa o Signore, che possiamo somigliare sempre più alla piccola Madre Teresa, che sappiamo come lei riconoscerti nel fratello bisognoso, di un sorriso, di una parola, di un aiuto… fa che possiamo essere le tue mani ed il tuo cuore, belli, puri e mai vanitosi, perché tutto quello che ci viene da te viene direttamente dal cuore.

lunedì 19 giugno 2017

(Mt 5,43-48) Amate i vostri nemici.

VANGELO
(Mt 5,43-48) Amate i vostri nemici.


+ Dal Vangelo secondo Matteo


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.
Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?
Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».


Parola del Signore:



LA MIA RIFLESSIONE
PREGHIERA
Vieni o Santo Spirito e ferisci il mio cuore con un raggio della Tua luce; fa che la Tua parola mi penetri fino in fondo e lì lasci un segno indelebile, perchè io non possa più mancare di ascoltarla , nè ferirti con il mio silenzio.
Silenzio - assenso!
Dire non odio, non faccio del male, purtroppo non basta fratelli e sorelle!
Ama il tuo nemico, è questo che ci chiede il Signore; ama chi ti perseguita, chi ti giudica, chi ti critica, chi parla male di te...
Ama e non chiedergli di cambiare, di essere diverso, ma ama anche chi non lo merita, perchè siamo amati senza merito alcuno e così dobbiamo imparare ad amare.
Avete mai notato che i genitori che hanno figli che li fanno dannare, difficili da educare, tentano il tutto per tutto per non vederli rovinare e chiedono aiuto anche alle istituzioni quando vedono che non riescono?
Ecco ... noi siamo le istituzioni di Dio, siamo quelli che devono aiutare ed essere aiutati quando il male incombe, siamo quelli che uniti in preghiera sconfiggono il male.
La santità è un cammino in cui le pietre d’inciampo servono per costruire; i nostri nemici sono coloro che più di tutti ci aiutano a salire i gradini della perfezione; si impara di più non ribellandosi che contestando continuamente.
Ecco perchè Gesù dice: Amateli, pregate per essi, perché sono i vostri più
grandi benefattori.
Gesù perdonami se non riesco sempre a perdonare, se non riesco sempre ad amare, e fa che la forza del tuo amore cambi il mio cuore di pietra!

domenica 18 giugno 2017

(Mt 5,38-42) Io vi dico di non opporvi al malvagio.

VANGELO
(Mt 5,38-42) Io vi dico di non opporvi al malvagio.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio” e “dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello.
E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due.
Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle».
Parola del Signore



LA MIA RIFLESSIONE
PREGHIERA
O Dio, fortezza di chi spera in te, ascolta benigno le nostre invocazioni, e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo senza il tuo aiuto; soccorrici con la tua grazia, e col tuo Spirito illuminaci.

Porgi l'altra guancia... non vendicarti, aiuta chi è in difficoltà, sopporta le ingiustizie con pazienza.... certo che poteva dire ancora Gesù. Certo che pretende veramente molto da noi! Eppure tutto ha una sua logica, solo che non è umana. Ma che potevamo aspettarci da chi ha per amore dato la sua vita per noi, da chi mette l' amore e l’ obbedienza a Dio, al primo posto.... ma che ne sa Lui?
Che ne sa di quando ti accusano di essere colpevole di un reato e non lo sei?
... Lo sa!
Che ne sa di quando ti fanno un torto, ti tradiscono?
... Lo sa!
Che ne sa di quando ti schiaffeggiano e ti umiliano davanti a tutti?
... Lo sa!
Che ne sa di quando ti senti solo e tutti gli amici ti abbandonano?
... lo sa!
Gesù non parla per sentito dire, ha provato tutto sulla sua pelle, si è umiliato, fatto uomo per portarci nel suo regno, che è quello dell'amore incondizionato, dove c' è amore vero, per tutti gli uomini, e non ci può essere altro.
Se negli uomini è insito il desiderio di prevalere, in Gesù quello di far prevalere e la cosa che deve essere prevalente è proprio l'amore. - Padre perdona loro, perché non sanno quello che fanno - è stata la sua ultima preghiera....
Come poter seguire Gesù senza accettare di fare quello che lui ha fatto, non ha senso, perché non riusciremmo a fare molta strada, anzi, rischieremmo di sbagliare completamente direzione, perché significherebbe mettere il proprio orgoglio davanti all’amore per Dio e per il prossimo.
Quanto è difficile seguire una strada che non capiamo, che non riusciamo a sentire nostra, ma questo succede perchè ancora non riusciamo a capire che il Signore non ci sta chiamando ad obbedire a lui come soldatini ad un capitano, ma a vivere una vita autonoma, a scegliere liberamente di non rispondere alle provocazioni dell'odio con altro odio, perchè noi non dobbiamo essere quello che gli altri vogliono che siamo, ma siamo chiamati ad essere santi come il Padre nostro è santo.

sabato 17 giugno 2017

(Gv 6,51-58) La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda

VANGELO


(Gv 6,51-58) La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Parola del Signore.  





LA MIA RIFLESSIONE
PREGHIERA.


Aiutami tu o Santo Spirito, a capire il tuo pensiero e farlo mio. Stamattina leggevo qualcosa sui miracoli Eucaristici ed ho scoperto una cosa che non sapevo riguardante un miracolo avvenuto alla piccola Imelda Lambertini nel lontano 1333 quando morì in estasi con un'espressione di gioia sul viso che rimase impressa ai presenti. Tutte le suore erano in fila per ricevere l’Eucarestia, mentre lei che la desiderava tanto, non poteva riceverla perché considerata troppo piccina, aveva infatti solo 13 anni. Ma proprio davanti a lei, a un tratto, apparse a mezz'aria una luminosissima particola. Il sacerdote capì che non si sarebbe potuto rifiutare: così prese l'ostia e comunicò la ragazzina. La Lambertini entrò immediatamente in estasi e così morì. Nel 1824 fu proclamata beata da Papa Leone XII, Papa Pio X nel 1910, in occasione dell'abbassamento dell'età dell'ammissione alle prime comunioni proclamò la beata Imelda Lambertini patrona delle prime comunioni. Questo miracolo che ho scelto di raccontare e tanti altri avvenuti, sono la prova che Cristo è vivo e vero nella santa Eucarestia e che il Suo desiderio è quello di essere in comunione con noi, di essere insieme a noi, e di far sì che la sua grazia diventi la nostra grazia, perché attraverso il suo corpo ci possiamo nutrire della grazia di essere figli amati di Dio. Cerchiamo di capire quanto è importante che noi proviamo lo stesso desiderio, che non facciamo la comunione con leggerezza, e che godiamo appieno di tanta grazia dettata dall’amore di Dio per noi.

venerdì 16 giugno 2017

(Mt 5,33-37) Io vi dico: non giurate affatto.

VANGELO
(Mt 5,33-37) Io vi dico: non giurate affatto.


+ Dal Vangelo secondo Matteo


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”; “No, no”; il di più viene dal Maligno».


Parola del Signore. 


LA MIA RIFLESSIONE
PREGHIERA
Vieni o Santo Spirito ed impregnami di umiltà, fammi conoscere la giustizia dei tuoi insegnamenti e fammela aderire al corpo come una seconda pelle. Fa che quest' alleanza che faccio con te, sia sincera e duratura, e che mai io venga meno all'aderire ai tuoi comandamenti. Proteggimi dalla voglia di agire come io voglio e imprimimi in me l'azione del Tuo Santo pensiero.
Il nostro parlare sia si, si; no, no. Ripetuto due volte perché al parlare corrisponda l'azione, che ad esso è legata.
Una delle più comuni accuse che si fa alle persone che frequentano le varie chiese, è proprio quella dell' incoerenza tra il dire ed il fare, ed è una critica che condivido in pieno, perché tutti parliamo bene, ma razzoliamo male.
Ogni giorno mi trovo a combattere con questa incoerenza che esce fuori in ogni occasione, noi spesso estrapoliamo dalla Bibbia quello che ci fa comodo ed omettiamo di ricordare quello che invece ci riesce poco e niente. " Il di più viene dal maligno " tremenda affermazione, ma da prendere molto sul serio. Non si deve neanche cercare di alterare la verità per convincere o per convincerci che quello che diciamo è giusto, ma semplicemente attenerci ai fatti e alla parola di Dio.Possiamo non essere perfetti e chiedere perdono e aiuto, questo ci renderà più umili e a Dio non dispiacerà correre in nostro soccorso; nella nostra incapacità potremo riconoscere che quello che ci riesce è grazia, ma se pensiamo di poter fare, poter essere, poter agire da soli , siamo già in errore, perchè non abbiamo nessuna capacità se non la volontà di chiedere aiuto all'Onnipotente.

giovedì 15 giugno 2017

(Mt 5,27-32) Chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio.

VANGELO
(Mt 5,27-32) Chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio.

+ Dal Vangelo secondo Matteo


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio».

Parola del Signore 


LA MIA RIFLESSIONE
PREGHIERA.
Aiutami o Santo Spirito di verità, a dire la Tua verità e non quella che mi è più comoda.
Tra le varie cose in cui siamo maestri c’è il giudizio, che sempre è lacerante... che sempre ferisce! Ma c’è un altro modo per dire le cose quando, per quanto ci costi, abbiamo il dovere di dirle?
Una madre non fa forse un urlo al figlio che sta per rovesciarsi addosso dell’acqua bollente? Lo spaventerà a tal punto che ne resterà scioccato e lo ricorderà ogni volta che si riavvicinerà alla pentola sul fuoco.
Oggi purtroppo per buonismo o per evitare discussioni oppure per lasciarsi la possibilità di dialogo, siamo spesso silenziosi; tacciamo su cose importanti che invece andrebbero urlate se volessimo veramente la salvezza dei nostri fratelli.
Credetemi, non voglio fare il solito discorso condito dal bigottismo più sfrenato, ma il silenzio non aiuta nessuno, né possiamo affidare tutto alla misericordia di Dio, perché tacere ci rende complici nel peccato medesimo. So benissimo quanto sia invitante il peccato, apposta si chiama "tentazione", ma quello che invece voglio ricordare con voi, è che si può vincere sul peccato e ci si può sentire ancora più appagati che nel commetterlo.
La pace che il Signore ci offre, vale molto più di tante inutili lotte con noi stessi; decidere per Dio significa vincere sul peccato, chiedere a Gesù di assisterci, e di perdonarci se non riusciamo ad essere migliori,ma di darci la forza di insistere, perché non possiamo sempre rimanere a metà, tra bene e male, tra Dio e mammona, tra cielo e terra. Non importa cosa abbiamo fatto fino ad oggi,è quello che decidiamo di fare ogni giorno che ci cambia la vita.
San Paolo uccideva i cristiani, ma divenne uno degli apostoli più grandi di Gesù; Sant'Agostino lottava per non lasciarsi andare all'amore di Dio.... poi scelse per Dio ed abbandonò la sua vita dissoluta.
Sono le scelte definitive che danno un senso alla vita, non il sopravvivere a noi stessi.

mercoledì 14 giugno 2017

(Mt 5,20-26) Chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio.

VANGELO DI GIOVEDì 15 GIUGNO 2017
(Mt 5,20-26) Chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna. Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!».
Parola del Signore.



LA MIA RIFLESSIONE
PREGHIERA
Ti prego Spirito Santo, di non mancarmi mai, mentre cerco di scrivere questa mia riflessione alla tua parola, perché voglio esserti fedele e togliere da me tutto quello che non è tuo. Te lo chiedo per nostro Signore Gesù Cristo. La pace, occasione di crearla, occasione per imparare a viverla. Il mondo fuori grida le sue battaglie, alza la voce sui deboli e usa la prepotenza per affermare le sue ragioni. È così difficile vivere la pace! Basta accendere la tv e la violenza varca la porta, riempie la casa ed ho voglia di piangere! Tutti arrabbiati, tutti nervosi, pronti a saltarci addosso per nulla, pronti a reagire per non farci schiacciare... E ci definiamo Cristiani... Ma come? Ma quando ? Presi a vivere di corsa, ad afferrare tutto quello che capita, a non voler rinunciare a nulla... Tutto è così fallace in questo mondo, ma noi siamo presi a viverlo da non saper vedere altro. Ecco che allora le parole di Gesù fanno male, suonano forte nel mio cuore e mi fanno capire che per seguire Gesù, non è questa certo la strada... Convertirci, ricominciare nonostante i nostri fallimenti e cercare di capire che l' unica vera via è quella dell' amore, non ce ne sono altre. Forse non abbiamo ancora capito quale dono ci fa Gesù, con quanto amore ci guarda, ci implora di amare e di amarlo. Stamattina riflettevo con un sacerdote, di quanto mi dia fastidio vedere che tutti si rivolgono agli altri con superiorità, che tutti si innalzano sugli altari ed ogni volta cercano di insegnare ad un altro come deve vivere, come pregare, come fare questo, come fare quello! Siamo prigionieri delle parole, dei preconcetti e della nostra superbia; tutti ci sentiamo così giusti da poter dire agli altri come agire, ma non è altro che la nostra superbia che parla, ecco perché poi non sappiamo accettare un consiglio e diventiamo permalosi, non riusciamo ad ascoltare neanche i consigli di Dio, pensando che ci vuole obbligare ad essere diversi da quello che siamo, e non che ci guida per il nostro bene! Ti prego Signore perdonaci, liberaci da tutte le nostre catene, insegnaci a vivere la gioia dell' amore, Tu che ti sei speso tutto per noi, insegnaci a donarci perché nello scoprire l'amore , possiamo imparare a seguirti davvero!

martedì 13 giugno 2017

(Mt 5,17-19) Non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.


VANGELO

(Mt 5,17-19) Non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.

In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.

Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

Parola del Signore.





LA MIA RIFLESSIONE

PREGHIERA

Vieni o Santo Spirito, e parlami come Gesù mi parlerebbe oggi, parlami che io possa capire, che sappia spiegare, ma più di tutto, perché possa vivere questa parola.

Gesù dice delle cose in questo brano, molto importanti, ci annuncia che è venuto con parole nuove, ma non per abolire la legge di Dio proclamata da Mosè e dai profeti, ma per portarla a compimento. Infatti, quello che porta Gesù,non è contro Dio, ma è l’ amore di Dio, che s’ incarna e si fa olocausto fino alla morte in croce, per la nostra salvezza. Tutto è compiuto, dice Gesù, ora tocca a noi discepoli proseguire verso Dio Padre, dove Lui ci prepara il posto,ma per farlo dobbiamo seguire i suoi insegnamenti, ed elevare lo spirito al disopra della carne.

Quanti Santi prima di noi l’ hanno fatto, sono riusciti ad entrare talmente in comunione con Gesù Spirito da riuscire ad avere anche nel corpo i segni della passione di Cristo.

Certo sarebbe bello diventare Santi…. Poter aiutare il Signore con grande carisma, tanto da sapere riportare le pecorelle smarrite all’ ovile, ma intanto accontentiamoci di entrare noi stessi in quest’ ovile che è la casa del Padre, cerchiamo di vivere amando Dio ed il nostro prossimo.

Una cosa che in questi giorni mi colpisce molto, è come ci si senta ricordare da queste pagine di vangelo che scorriamo, che il Signore chiama ognuno di noi a muoverci, a fare, a camminare, prima dentro di noi, poi verso di lui e verso i fratelli.

Fare comunione!