venerdì 18 agosto 2017

(Mt 19,13-15) Non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli.

VANGELO DI SABATO 19 AGOSTO 2017
(Mt 19,13-15) Non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, furono portati a Gesù dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li rimproverarono.
Gesù però disse: «Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli».
E, dopo avere imposto loro le mani, andò via di là.
Parola del Signore



LA MIA RIFLESSIONE
PREGHIERA.
Vieni o Santo Spirito e guidaci, prendici per mano come bambini.
Questo brano mi parla personalmente.
Sono stata sempre convinta che i prescelti dal Signore, sono quelli che più sono attaccati dal demonio.
Gravidanze difficili, malattie infantili, incidenti, insomma sembra quasi che debbano lottare per poter vivere, e non poco.
Sono certa che il Signore li protegge e posa le sue mani sante su di loro, anche se non sembra possibile come il demonio, che chiamiamo destino, si accanisca così.
I bambini che oggi purtroppo non vengono più neanche battezzati... non sanno neanche com’è una chiesa... i bambini che vengono tenuti lontani da Dio, come se potessero venire contagiati!





Che tristezza tutto questo... e poi ci chiediamo perché il mondo è così cattivo!

giovedì 17 agosto 2017

(Mt 19,3-12) Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all’inizio però non fu così. 



VANGELO DI VENERDì 18 AGOSTO 2017
(Mt 19,3-12) Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all’inizio però non fu così.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?».
Egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina e disse: “Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne”? Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
Gli domandarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l’atto di ripudio e di ripudiarla?».
Rispose loro: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all’inizio però non fu così. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un’altra, commette adulterio».
Gli dissero i suoi discepoli: «Se questa è la situazione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi».
Egli rispose loro: «Non tutti capiscono questa parola, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono resi tali per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».
Parola del Signore 



LA MIA RIFLESSIONE
PREGHIERA
Vieni Signore mio, con il tuo Santo Spirito a parlarmi di quell’ Amore che ci lega oltre le nostre mancanze, vieni ed insegnaci a farlo parlare per primo al nostro cuore e alla nostra mente.
Non c’è legge che possa superare la legge dell’Amore di Dio, perché l’uomo non è superiore a Lui, e per quanto dica o faccia, alla fine della vita, la creatura tornerà dal suo Creatore e saremo giudicati per quanto saremo stati capaci di amore vero.
É chiaro che quando si parla di amore vero, non ci si riferisce a quello che si arrende davanti alle difficoltà, ma ad un amore che, come quello di Gesù non si ferma davanti al nostro peccato, non arretra davanti alla nostra ingratitudine.
Mosè non vede la terra promessa... leggendo la storia di quest’ uomo di Dio, vediamo che possiamo trovare tanti difetti, e probabilmente già da questo episodio narrato da Matteo, troviamo uno di questi peccati, accettare i compromessi per piacere agli uomini, non saper andare contro la durezza del loro cuore.
In questo brano del Vangelo poi, Gesù si spinge oltre, là dove solo l’amore per Dio può portare, parla infatti di coloro che scelgono di rinunciare a formarsi una famiglia per servire Dio.
Tante volte pensiamo di poter mantenere quello che promettiamo... ma senza l’ aiuto di Dio e con l’intromissione di satana, tutto diventa difficile.
Preghiamo sempre per non essere troppo sicuri di saper vincere le tentazioni, per non cedere ai compromessi con il peccato , per saper rinunciare al nostro orgoglio e perdonare le offese ed i tradimenti, come Dio li perdona a noi.

mercoledì 16 agosto 2017

(Mt 18,21-19,1) Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.

VANGELO
(Mt 18,21-19,1) Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello». Terminati questi discorsi, Gesù lasciò la Galilea e andò nella regione della Giudea, al di là del Giordano.
Parola del Signore

LA MIA RIFLESSIONE
PREGHIERA
Vieni o Santo Spirito, guida la mia mano, perché io possa scrivere solo quello che per Te è giusto. La legge del perdono è una legge non scritta nel decalogo, ma decisamente pronunciata da Gesù, per chi cercava di fingere di ignorarla. La Bibbia non parla di altro, che dei continui fallimenti degli uomini, e nell’antica legge giudaica, il perdono non era certo contemplato e la giustizia degli uomini somigliava molto più una vendetta : occhio per occhio – dente per dente. Ma Gesù è molto chiaro, se non perdoneremo non saremo perdonati. Non si parla mai del grado dell’offesa, di quanto fosse giusta o meno, anzi visto che ci dice di seguirlo e lasciare la nostra mentalità terrena, l’unico termine di paragone è Lui. Morto ammazzato ingiustamente, con una crudeltà senza pari e fino all’ ultimo chiede perdono per gli uomini di tutti i tempi, a Dio Padre. Padre perdonaci, perché non sappiamo perdonare neanche la più piccola delle offese e perdona chi ci offende con il Tuo perdono che è perfetto. Facci dono della carità senza limiti, della misericordia che abbraccia tutti e dell’amore che non conosce ostacoli. Rendici Padre simili a Gesù Cristo, costi quel che costi, e non tenere conto delle nostre paure ed indecisioni, del nostro orgoglio e dell nostra cocciutaggine. Fa o Padre buono, che capiamo che il perdono è necessario e che dipende solo da noi.

martedì 15 agosto 2017

(Mt 18,15-20) Se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello.

VANGELO
(Mt 18,15-20) Se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello.


+ Dal Vangelo secondo Matteo


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».


Parola del Signore



LA MIA RIFLESSIONE
PREGHIERA
Vieni o Santo Spirito e donami la tua sapienza, non per mostrarla ma per essere la tua voce.
Uno dei più grandi problemi della società è quello della pace.
La prima cosa che serve per costruire la pace, è l’amore per i fratelli.
Se un fratello sbaglia, e non se ne avvede da solo, possiamo avvisarlo, con delicatezza, a tu per tu,e soltanto a lui,senza parlarne prima con nessuno.
Se ci scolterà e comprenderà subito il suo errore, ci ringrazierà; ma se non dovesse essere così, dobbiamo dargli il tempo di riflettere e non correre a sputtanarlo a destra e a manca.
Questo non sarebbe difficile se la nostra fosse veramente una correzione fraterna, ma troppo spesso non facciamo altro che puntare il dito e giudicare.
Anche la comunità in cui viviamo deve avere un codice di comportamento basato sull’amore, in comunione di preghiera... ma il più delle volte è tutto così falso, così sterile.
La preghiera e l'invocazione allo spirito Santo, rimettono tutto nelle mani del Creatore, risolvono dubbi e affidano al Signore ogni cosa.
Non lasciamo che l’orgoglio, il giudizio, l’ intemperanza vincano sulla fiducia in Dio, e ricordiamoci che se non sappiamo concedere il perdono, non ci verrà perdonato nulla.
Per essere eredi del regno, bisogna essere fratelli di Gesù e Lui ci dice molto chiaramente cosa dobbiamo fare; non facciamo finta di non capire!
Se serbiamo rancore nel cuore e con indifferenza andiamo a fare la comunione, stiamo facendo tutt’altro che quello che ci insegna il Signore, e purtroppo vuol dire che stiamo seguendo un altro maestro, satana.

lunedì 14 agosto 2017

(Lc 1,39-56) Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente: ha innalzato gli umili.

VANGELO
(Lc 1,39-56) Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente: ha innalzato gli umili.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre». Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
Parola del Signore 


LA MIA RIFLESSIONE 
PREGHIERA. 

Spirito di Dio, davanti a questa preghiera che è il cantico di gioia di Maria, non oso pregarti con parole, e mi pongo in silenzio all’ascolto, mentre il mio cuore trema. Mi sembra quasi di sentirla Maria... mentre finalmente può gridare la sua gioia,la sua meraviglia! Solo Elisabetta può capirla, perchè anche su di lei è scesa la grazia del Signore, anche lei che tutti dicevano sterile, è incinta perchè il Signore gli ha concesso la grazia. Prima di loro c’ era stata un’ altra donna che tanto aveva sperato nella grazia di Dio,ricordate? (1 Sam. 9-18) Anna, moglie di Elkana, che fa una preghiera meravigliosa chiedendo la grazia di un figlio dice: “ Se mi darai un figlio, ti prometto di consacrarlo per sempre al tuo servizio.” Maria e la Chiesa, Maria è la chiesa, è colei che lotta contro il male, è con la preghiera del rosario che noi chiediamo a Maria di sorreggerci in questa lotta contro il male. Papa Francesco dice che il rosario ha una dimensione “agonistica”, cioè di lotta, e spesso, pregando, sento che la speranza diventa talmente forte da poter essere chiamata certezza, e non perchè il Signore mi accontenta, ma perchè mi rende felicemente consapevole di obbedire alla sua volontà.

domenica 13 agosto 2017

(Mt 17,22-27) Lo uccideranno, ma risorgerà. I figli sono liberi dal tributo.

VANGELO
(Mt 17,22-27) Lo uccideranno, ma risorgerà. I figli sono liberi dal tributo.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, mentre si trovavano insieme in Galilea, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno, ma il terzo giorno risorgerà». Ed essi furono molto rattristati. Quando furono giunti a Cafàrnao, quelli che riscuotevano la tassa per il tempio si avvicinarono a Pietro e gli dissero: «Il vostro maestro non paga la tassa?». Rispose: «Sì». Mentre entrava in casa, Gesù lo prevenne dicendo: «Che cosa ti pare, Simone? I re della terra da chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli estranei?». Rispose: «Dagli estranei». E Gesù replicò: «Quindi i figli sono liberi. Ma, per evitare di scandalizzarli, va’ al mare, getta l’amo e prendi il primo pesce che viene su, aprigli la bocca e vi troverai una moneta d’argento. Prendila e consegnala loro per me e per te».
Parola del Signore





LA MIA RIFLESSIONE
PREGHIERA
Grande e meraviglioso Dio, che ci doni il tuo Santo Spirito, ti prego, perdonaci se continuiamo ad essere così piccoli, se continuiamo a dire di avere fede e non riusciamo mai a cambiare veramente, se mettiamo davanti a Te tutto e tutti ed abbiamo bisogno di aver paura di averti perduto per tornare a cercarti. Ancora una volta le parole di Gesù sconvolgono i discepoli...il figlio dell’uomo dovrà morire, ucciso da altri uomini, ma risorgerà! Loro hanno visto Gesù resuscitare i morti, ma non hanno compreso bene il mistero, il velo che oscura la comprensione umana è su di loro . Spesso usiamo parole più grandi di noi...diciamo di credere,di avere fede, di essere convertiti...e poi,per trovare Gesù al centro del nostro cuore,dobbiamo scavare parecchio, soffocato com’è da tutto quello che viene prima di Lui. Per Dio non è così, solo il suo cuore è talmente grande da saperci tenere al centro del suo amore, solo Lui ha accettato un destino terribile che non meritava,che non gli apparteneva, perché in nessun modo aveva mai ceduto alle lusinghe del male. Gesù vuole pagare una tassa che non dovrebbe pagare, ma accetta di pagarla per rendere liberi i figli degli uomini , la sua persona non sarà sporcata dal peccato, nè sconfitta dalla morte. Il povero Pietro sempre più sballottato tra le sue idee e quello che Gesù gli dice, ha la possibilità di capire che cosa è la divina provvidenza, trovando la moneta nel pesce, riuscirà a comprenderlo? E noi siamo in grado di capire che Dio non ci abbandona? Alcune cose necessarie per la nostra vita non ci mancheranno mai, dipenderà molto da quello che consideriamo necessario... io ho una grande richiesta da fare a Gesù: Signore aumenta la mia fede!

sabato 12 agosto 2017

(Mt 14,22-33) Comandami di venire verso di te sulle acque.



VANGELO DI DOMENICA 13 AGOSTO 20117
(Mt 14,22-33) Comandami di venire verso di te sulle acque.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.
La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».
Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».
Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».

Parola del Signore


LA MIA RIFLESSIONE
PREGHIERA
Vieni o Santo Spirito e porta la sapienza del Signore, per me che scrivo e per chi legge, perché nessuno resti confuso.
Questo brano del Vangelo è stato letto e spiegato in tutti i modi possibili... ma oggi voglio vedere Pietro che ha ripetuto più volte che ama Gesù, ha lasciato tutto per seguirlo.
Lui è quello che Gesù sceglie per guidare la sua Chiesa; non mette in dubbio la sua fede e si butta dalla barca per andare verso Gesù sulle acque.
Nessun altro si lancia, solo lui e per un po’ riesce anche a camminare sull’ acqua, ma poi che succede?
Il vento era forte e si mette paura... anche Pietro, rude e forte, Pietro che era sicuro di aver fatto tutto... comincia ad vere dei dubbi.
La fede non nasce da sola, abbiamo detto spesso che è un dono di Dio e che sta a noi mantenerla viva, conservarla, farla maturare.
Sicuramente non era la preghiera che mancava al povero pescatore, non era la voglia di seguire Gesù, ma forse uno dei suoi errori era quello di pensare di conoscere il mare , proprio perché era il suo elemento.
Ma questo Vangelo ci porta a riconsiderare in che modo ritrovare il Signore, perchè non è nella potenza delle acque, nè nell’ impegno di Pietro, ma proprio in quei dubbi che lo rendono tanto fragile da gridare :” Signore Salvami”
Si Pietro, il Signore è proprio lì, in questi tuoi dubbi, nel fatto che pensavi di stare al sicuro con la tua bella fede certa, nella tua solitudine di fronte al mare mosso.
La solitudine a volte, non è stare soli, ma non poter parlare con nessuno di quello che si ha nell’angolo recondito del cuore, è essersi trasformati da uomini fragili a personaggi che devono rendere conto del proprio modo di comportarsi; è avere il dovere di dare l’esempio.
Quante volte mi sono trovata in questa situazione, quanti dubbi, quanta voglia di scappare davanti a tutte quelle persone che pretendono da me una correttezza morale addirittura esasperante.
Ci si ritrova giudicati per tutto; basta una foto, una barzelletta, una frase per finire nel mirino di chi si è creato di te un’immagine che con niente si distorce.
Ricordo che una volta per aver messo su fb una scenetta di “ricomincio da 3” mi sono sentita dare della blasfema.
E chi non dubiterebbe in questa giungla di tentatori e tentazioni , chi non avrebbe voglia di mollare tutto e lasciarsi andare visto che non si riesce ad essere sempre coerenti, sempre perfetti?
Ma Dio è con noi, peccatori dubbiosi come Tommaso, come Pietro... come chiunque pensa di poter fare da solo...perché quando si ha paura di cadere , si cerca la mano di Dio che ci solleverà.

venerdì 11 agosto 2017

(Mt 17,14-20) Se avrete fede, nulla vi sarà impossibile.

VANGELO
(Mt 17,14-20) Se avrete fede, nulla vi sarà impossibile.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, si avvicinò a Gesù un uomo che gli si gettò in ginocchio e disse: «Signore, abbi pietà di mio figlio! È epilettico e soffre molto; cade spesso nel fuoco e sovente nell’acqua. L’ho portato dai tuoi discepoli, ma non sono riusciti a guarirlo». E Gesù rispose: «O generazione incredula e perversa! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo qui da me». Gesù lo minacciò e il demonio uscì da lui, e da quel momento il ragazzo fu guarito. Allora i discepoli si avvicinarono a Gesù, in disparte, e gli chiesero: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli rispose loro: «Per la vostra poca fede. In verità io vi dico: se avrete fede pari a un granello di senape, direte a questo monte: “Spòstati da qui a là”, ed esso si sposterà, e nulla vi sarà impossibile».
Parola del Signore.








LA MIA RIFLESSIONE PREGHIERA
Ti invoco Santo Spirito, che per potenza divina abbiamo ricevuto, di aiutarci a vivere in santità, per onorare Dio e Dio solo.
Una cosa che mi è subito evidente è come quest’uomo non si arrenda davanti alla prima non riuscita da parte dei discepoli di Gesù…ecco che va alla fonte, si rivolge a Gesù stesso, ed è esaudito. Se la nostra fede fosse così forte…se riuscissimo a non fermarci davanti a niente, se tutti gli ostacoli fra noi è Dio avessero come unico mediatore Gesù Cristo, se noi avessimo fede come un granello di senape…..Ma la nostra umanità è più forte della nostra fede, chiediamo, preghiamo, ci sforziamo di credere sempre di più, ma non raggiungiamo mai quella santità che ci rende veri discepoli di Gesù.I santi, questi sconosciuti, che operano miracoli in vita e dopo, perché riescono ad essere un tutt’uno con Cristo Gesù, sono ancora mille miglia lontani da noi. Leggiamo di loro, ma non riusciamo a penetrarne il segreto della fede, non riusciamo ad abbandonarci a Dio come loro hanno fatto, eppure altro non erano, e non sono, che uomini come noi, e dobbiamo aspirare a diventare anche noi Santi, non per la gloria degli uomini, ma perché nulla potrebbe essere più bello che riuscire ad essere così in comunione con Cristo. Eppure restiamo qui, ancorati alla nostra preghiera stanca e inconcludente, mentre il Signore ci mostra come la vera fede trasfigura. La domanda che cosa dobbiamo fare, non è quella giusta. Signore facci essere come Te, donaci la Tua fede, donaci la potenza del Tuo essere perché possiamo essere solo tuoi, possiamo farti vivere in noi, fa che tutto quello che c’è di così umano e terreno che c’impedisce di raggiungerti, sia spazzato via dal tuo Santo Spirito, e che abbracciati ed uniti a te possiamo farti operare attraverso di noi: Questa forse dovrebbe essere la nostra preghiera, e dovrebbe essere talmente forte e sincera da non tremare di fronte a nulla, da aver paura di non farcela, ma consapevole del “ Sia fatta la Tua volontà ” che ogni giorno diciamo senza neanche rendercene conto.

giovedì 10 agosto 2017

(Mt 16,24-28) Che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita? 

VANGELO
(Mt 16,24-28) Che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita? Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni. In verità io vi dico: vi sono alcuni tra i presenti che non moriranno, prima di aver visto venire il Figlio dell’uomo con il suo regno».
Parola del Signore


LA MIA RIFLESSIONE
PREGHIERA

Vieni o mio Signore, aiutami, con il tuo Santo Spirito infuocami, con il tuo amore guariscimi, con la tua sapienza illuminami e fa che io possa essere per i miei fratelli una lucina... piccolissima lucina che cammina verso Te anima della mia anima. Ti amo!
Andare dietro a Gesù , rinunciare a se stessi, prendere la propria croce... meglio non pensare a cosa significa e a quanto ci costa , anche perché ci confonderemmo pensando che Dio ci chiede grandi cose. Invece quello che dobbiamo cercare di fare, è imparare ad essere fedeli nel nostro piccolo. Resistere alle tentazioni è già un punto di partenza; occuparci di chi soffre, di chi è solo, aiutare, servire! Non dobbiamo cercare la perfezione, né in noi né negli altri, ma mettiamoci in testa che nessuno può essere delegato a fare quello che noi dobbiamo fare, e che non c’ è niente che ci può fermare se siamo pieni di Spirito Santo. Non salveremo mai il mondo, non libereremo l’Africa dalla fame, ma con qualche amica e poco per volta, potremo aiutare dei bambini ad avere una speranza che nessun altro può dargli, perchè ad ognuno di noi è affidato un piccolo della terra. Tutto quello che faremo con e per il Signore, sarà, non solo ben fatto, ma anche ben retribuito. Gesù stesso, fornirà i mezzi per far fronte a tutto ciò, la cosa importante è non arrendersi mai, non farsi distrarre dal mondo e sedurre, o spaventare da chi ci sta intorno, che è contro Dio, ma che è anche nostro fratello, ed è pregando per lui che forse, salveremo la sua e la nostra anima.

mercoledì 9 agosto 2017

(Gv 12,24-26) Se il chicco di grano muore, produce molto frutto.

VANGELO
(Gv 12,24-26) Se il chicco di grano muore, produce molto frutto.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà».
Parola del Signore




LA MIA RIFLESSIONE
PREGHIERA Vieni o Santo Spirito e porta in me la luce, fa che io sappia vedere,sappia ascoltare e sopra ogni cosa, sappia vivere la Tua parola.
Questo brano del Vangelo è sicuramente uno dei più suggestivi, io lo amo da quando ho cominciato a sentirmi seme. Tutto è molto semplice quando il Signore ci fa sentire la sua presenza, quando, come dico io, ci porta in braccio. All’inizio di ogni conversione è un po’ così, ci si sente come gli innamorati, ed il Signore ci insegna come è bello vivere accanto a Lui. Ma c’è sempre un momento in cui ci mette alla prova, ci lascia da soli e vuole vedere come camminiamo. Sconcerto, solitudine, paura...ci sembra di aver perso tutto, di non saper camminare, di non saper più comportarci come prima, quando Lui era con noi. La nostra fede viene messa alla prova, riceviamo scossoni da ogni parte, ed abbiamo la sensazione di sentirci soli, inutili, quasi orfani , vuoti...proprio come un chicco di grano che è caduto lontano dalla spiga. É a questo punto che invece accade il miracolo, quel chicco torna a generarsi, trovando in se stesso la vita ; e così noi, impariamo a risollevarci, a cercare di tornare a quelle sensazioni di gioia e di pace che ci dava l’abbraccio con Gesù. Lo sposo è stato incontrato, ora dobbiamo dimostrare la nostra fedeltà, e poichè sappiamo per certo che Lui è un Dio fedele, impareremo ad aver fede in lui. Tutto quello che Dio ha fatto è per noi, è morto per amore nostro e noi per amore suo, dobbiamo imparare a far morire i nostri egoismi, i vizi, e al loro posto far germogliare le virtù perché prendano definitivamente il loro posto.