sabato 9 luglio 2011

I PECCATI CONTRO LO SPIRITO SANTO:LA PRESUNZIONE DI SALVARSI SENZA MERITO


Dalle sue piaghe 
siete stati guariti (1 Pt 2,25)

Davvero tu presumi di salvarti senza merito? 
Davanti a un regalo così grande – perché si tratta di regalo –, tu pretendi, tu esigi? Sei certo che Dio sia un Dio di infinita bontà e che non gli costi nulla a dare il perdono e il premio? Come puoi dire che non gli costa?

Da una parte della bilancia ci stanno i nostri peccati e dall’altra i meriti del Figlio suo che è morto in croce per noi. Dio è Amore, egli è il nostro Padre che non ci vuole servi ma figli, e figli che sanno amare, ad immagine del suo Figlio Gesù.
Dunque tu presumi di salvarti perché pensi di farcela con le tue forze senza aver bisogno di Gesù Cristo: così tu neghi lo Spirito Santo, luce vera che illumina ogni uomo: egli che afferma, per mezzo degli Apostoli, che solo Gesù è l’unico Salvatore del mondo.

Bestemmia imperdonabile contro lo Spirito Santo, afferma Gesù. Infatti “Dio è luce e in lui non ci sono tenebre. Se camminiamo nella luce il sangue di Gesù ci purifica da ogni peccato” (1 Gv 1,5-7).
Presumere di salvarsi senza fare nulla pensando e sperando di ottenere il perdono e il premio senza bisogno di chiedere scusa a nessuno è proprio il modo con il quale si nega l’amore con cui lo Spirito Santo ha accompagnato e sostenuto il Figlio della Vergine Maria, Gesù, nei momenti più terribili della sua passione e morte, quando Lui ha avuto il coraggio di implorare il suo Dio così: Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno.

Bestemmia imperdonabile contro lo Spirito Santo.
Questo peccato è gravissimo perché non viene riconosciuta la divinità di Gesù Cristo e dello Spirito Santo. Sappiamo infatti che i Giudei avevano accusato Gesù di cacciare i demoni nel nome di Belzebul, come suo alleato. La volontà del Padre è chiara: “Dio ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio diletto” (Col 1,13-15). Per cui il Regno è un dono che riceviamo.

Fiducia disordinata

Grave peccato, bestemmia imperdonabile contro lo Spirito Santo è anche la fiducia disordinata in sé stessi, nelle proprie convinzioni, considerando Dio come un bonaccione da poco, che non la pensa come gli uomini di Chiesa, ma alla maniera di quei poveri preti che uniscono in matrimonio religioso i gay affermando che davanti a Dio l’amore vale più di qualsiasi regola della Chiesa. Costoro negano l’assistenza dello Spirito di Gesù sulle Scritture e sulla Chiesa.

Sappiamo che Dio è buono e che egli stesso ha detto di voler salvare tutti gli uomini (cf 1 Tm 2,4). Per fare questo non ha bisogno di prendere in prestito le ipotesi o le congetture umane, i nostri suggerimenti o le nostre idee, egli è l’Amore, e pertanto la salvezza dovrà essere opera del Divino Amore.

La salvezza è gratuita per tutti, è dono, perché Gesù ha pagato per amore. Vengono accolti quelli che si convertono a Dio, pentiti dei loro peccati, e quelli che esercitano con amore le opere di misericordia.
Ma non è per i superbi, gli arroganti, gli orgogliosi, tutti quelli cioè che rifiutano l’Amore. Costoro troveranno la porta del Paradiso chiusa e sbarrata.
Questa è la bestemmia contro lo Spirito Santo, il quale continua a proclamare che Gesù Cristo è l’unico Salvatore del mondo.

Preghiamo con il Salmo 22

Rit.: Signore, guidami per il giusto cammino.

Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla; 
su pascoli erbosi mi fa riposare 
ad acque tranquille mi conduce. Rit.

Se dovessi camminare in una valle oscura, 
non temerei alcun male, perché tu sei con me. 
Il tuo bastone e il tuo vincastro 
mi danno sicurezza. Rit.

Davanti a me tu prepari una mensa 
sotto gli occhi dei miei nemici; 
cospargi di olio il mio capo. 
Il mio calice trabocca. Rit.

Felicità e grazia mi saranno compagne 
tutti i giorni della mia vita, 
e abiterò nella casa del Signore 
per lunghissimi anni. Rit.

Una triste storia

“C’era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente. Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo.

Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando nell’inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura.

Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costì si può attraversare fino a noi. E quegli replicò: Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli.

Li ammonisca, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento. Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro. E lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno. Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi” (Luca 16).

Preghiera

O mio buon Signore Gesù, quando io penso a te e a tutto quello che tu hai fatto per me, come potrei pretendere di seguirti, e quindi di salvarmi, e allo stesso tempo di stare con le mani in mano, senza far nulla? Quale premio potrei attendere dal Padre tuo?

È da insipienti pensare di potermi sedere davanti a una tavola ben imbandita senza darmi da fare, senza sudare, senza avere i calli alle mani.
Ho visto che gli agricoltori arano con arte i loro campi e preparano con cura i semi da gettare nei solchi. E poi attendono con pazienza e fiducia le piogge di autunno e di primavera, per poter quindi tornare, a suo tempo, gioiosi alle loro case con un carico abbondante di spighe dorate.

Mi rendo conto che se presumo di salvarmi senza far nulla, commetto un grave affronto contro lo Spirito Santo. Per questo ti prego, caro Gesù, effondi su di me il tuo Santo Spirito perché faccia di me una creatura nuova, capace di lavorare con buona volontà nella vigna del Padre. Tu stesso mi hai insegnato che l’opera delle opere è questa: amare Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze, e amare il mio prossimo come me stesso. Allora la salvezza sarà un regalo insuperabile.

Chiedo pertanto il tuo amore e il tuo aiuto, o mio buon Gesù, perché io possa essere sempre attento alla voce dello Spirito che mi fa conoscere la volontà del Padre e mi dà la forza di attuarla nelle parole e nelle opere. Amen.

D. Timoteo Munari sdb

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IMMAGINI:
1 Pensare di salvarsi senza bisogno di chiedere perdono significa negare l’amore di Dio.
2 La presunzione e l’orgoglio accecano l’uomo anche davanti alla luce di Dio. Sono esse a deformare il nostro vero volto e ad impedirci di sentire il bisogno dell’amore divino.
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I PECCATI CONTRO LO SPIRITO SANTO: 
LA PRESUNZIONE 
DI SALVARSI SENZA MERITO / 2 


La presunzione ci porta in un vicolo cieco. La salvezza non è una questione di dare e avere: do ut des. Dò a Dio affinché Lui mi dia in cambio qualcosa. È un problema di peccatori da una parte e di misericordia e di amore dall’altra, perché Dio è amore. La salvezza è un dono dato a chi si pente e si impegna a cambiare vita.

Tutti gli uomini portano scritta nella loro coscienza la legge di Dio, osservando la quale possono salvarsi. I battezzati nell’acqua e nello Spirito Santo, hanno in più un sigillo indelebile impresso nel loro essere: l’amore del Padre e del Figlio incarnato e la comunione dello Spirito Santo.

La fede che abbiamo ricevuto come dono ci dice con chiarezza che Gesù Cristo ha subito passione e morte per salvarci dalla morte eterna. Sulla croce ci ha amati tutti con il suo grande cuore umano. La nostra salvezza gli è costata sangue, versato fino all’ultima goccia e un corpo inchiodato sulla croce.
Allora come posso pensare di salvarmi senza dire di cuore: Signore Gesù, abbi pietà di me peccatore. Proprio come ha detto il ladrone pentito.

Noi siamo il tempio del Dio vivente, come egli stesso ha detto: Abiterò in mezzo a voi e con voi camminerò e sarò il vostro Dio, e voi sarete il mio popolo. In possesso dunque di queste promesse, carissimi, purifichiamoci da ogni macchia della carne e dello spirito, portando a compimento la nostra santificazione nel timore di Dio (cf 2Cor 6,18;7.1).

Soltanto l’amore ci salva

Dio che ha creato l’uomo a sua immagine, e ha scolpito nel cuore umano l’amore, getta allo stesso uomo una sfida: la sfida dell’amore. Per tornare a Lui bisogna amare.
La salvezza è dono che viene dall’alto. Il Padre, solo per amore, ha offerto all’uomo la salvezza nella persona del Figlio suo Gesù, il quale solo per il suo grande amore per noi peccatori, ha scelto la follia della croce offrendo il suo sangue quale unico prezzo per la nostra salvezza, garante lo Spirito Santo.
Nessun battezzato può scappare da questo Sigillo d’amore, pena la morte eterna. Fatevi imitatori di Dio – grida a tutti San Paolo –.
Siate benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda, proprio come Dio è pronto a perdonare a voi in Cristo.

Tutti coloro che pensano che Dio non è così rigido e preciso come insegnano gli Apostoli e i loro successori, e quindi la Chiesa, devono ricredersi e ammettere, invece, che sono figli carissimi di Dio e che in loro è lo Spirito Santo che grida: Abbà, Padre (cf Ef 4-5) e che infonde l’amore, unico passaporto per la salvezza.

Questo Spirito del Padre e del Figlio ci sostiene e ci sollecita a testimoniare Gesù con tutte le nostre forze, rendendogli grazie perché ha fatto della sua Chiesa la guida sicura che ci permette di camminare nella luce. Seguiamolo dunque perché egli ama, consola, soccorre tutti, poveri e peccatori. La nostra sapienza e il nostro orgoglio e la nostra sicurezza crollano di fronte a lui.

Dal Salmo 79

Rit.: Volgiti a noi, Signore, per amore del tuo popolo.

Tu, pastore d’Israele, ascolta. Assiso sui Cherubini rifulgi, risveglia la tua potenza e vieni in nostro soccorso. Rit.

Dio degli eserciti, volgiti, guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna. Rit.

Proteggi il ceppo che la tua destra ha piantato, 
il germoglio che ti sei coltivato. Rit.

Rialzaci, Signore, nostro Dio, fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi. Rit.

Lasciamoci amare da Dio

L’Evangelista Marco ci invita a imitare l’esempio del cieco di Gerico (Mc 10, 46-52), il quale, al passaggio di Gesù Nazareno, si mise a gridare: “Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me! ”. La gente lo sgridava per farlo tacere, ma egli gridava ancor più forte: “Figlio di Davide, abbi pietà di me!”. 
Gli dicono: “Coraggio! Alzati, ti chiama!”. Gesù gli disse: “Che vuoi che io ti faccia? ”. E il cieco a lui: “Rabbunì, che io riabbia la vista!”. “Va’, la tua fede ti ha salvato”. Fu la risposta. 
Anche tu, grida forte: “Figlio di Davide, Gesù, fa’ che io veda!”. Getta via il mantello e tutto ciò che ti impedisce di credere. Salta in piedi dal tuo giaciglio e corri verso di lui senza pensarci due volte. Guarda intorno a te, tirati su le maniche e fa qualcosa.

L’Evangelista Matteo ti dice che cosa devi fare (Mt 25,31-46).
Non aver paura di sporcarti le mani e getta via dalla tua mente ogni pensiero razzista. 
In Africa ci sono milioni di bambini che muoiono di sete e di fame. Se tu non puoi andare laggiù ad aiutarli, ci sono associazioni umanitarie che stanno facendo l’impossibile per salvarli. Concorri anche tu.

Con un pizzico di umanità uno può accorgersi che nella sua scala o in quella vicina c’è una famiglia povera; un altro venendo a conoscenza di casi di usura può dare una buona mano interessando chi di dovere; un altro che ha qualche alloggio sfitto si mette in contatto con chi cerca casa senza fare l’esoso.

E ancora: qualcuno può studiare di incrementare i posti di lavoro per i disoccupati; altri hanno la possibilità di fare adozioni a distanza; non pochi già si esercitano a sfoltire il proprio guardaroba per vestire chi ha freddo; e, infine, altri recano sollievo agli anziani, e vanno a trovare chi è ammalato.
E così mille altre scintille d’amore per lasciarci amare dal Padre nostro.
Gesù allora dirà a questa gente di buona volontà: “Venite avanti benedetti del Padre mio. La salvezza è per voi. Perché avevo fame e sete, ero forestiero e nudo, malato e carcerato, e voi mi avete soccorso”.

Preghiera a Gesù

O Gesù, tu che sei la Luce illuminaci, tu che sei l’eterno Sacerdote, presentaci al Padre e mostraci il suo vero volto.
Liberaci dalla tentazione di crearci un “dio” a nostra immagine e somiglianza, attribuendo a lui modi di pensare e di giudicare alla moda del mondo.

Fa’ che non prevalga il nostro comodo, ma quello che tu ci insegni per mezzo della Chiesa. 
Amare Dio e il prossimo, nel rispetto della dignità della persona umana, contro ogni sorta inqualificabile di profitto.

Aiutaci a vivere il vero spirito di famiglia, con amore e sacrificio e fedeltà, così come tu ci ami.
Le nostre feste si svolgano nel segno della gioia e dell’interesse fattivo verso i bisognosi come hanno sempre fatto le famiglie cristiane, per esempio, quella della santa donna Teresa di Calcutta.

Tu ci insegni che non possiamo pensare di salvarci senza vivere con coraggio lo spirito delle Beatitudini, e cioè rinnegare noi stessi e prendere la croce ogni giorno e seguirti.
Tutto ciò ci porterà all’abbraccio del Padre.

O Gesù di infinita bontà, che nella croce hai liberato l’uomo da qualsiasi schiavitù, donaci di vivere sempre in rendimento di grazie e di manifestare al mondo la gioia della salvezza.


D. Timoteo Munari sdb
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IMMAGINI:
1 L’offuscamento del senso di Dio provoca nell’uomo contemporaneo smarrimento e tristezza.

I PECCATI CONTRO LO SPIRITO SANTO: IMPENITENZA FINALE

I PECCATI CONTRO LO SPIRITO SANTO: 
IMPENITENZA FINALE 


In che consiste l’impenitenza finale?

Una vita in peccato mortale. Trascorsa senza rimorsi, né pentimenti, conduce all’impenitenza finale. Uno rischia di trovarsi in punto di morte senza sapere che fare, né che cosa dire, né se ci sarà un dopo. Questo succede a chi non pensa mai alla morte.

Però è anche vero che Colui che ci ha creato, ama le sue creature e vuole che tutte si salvino e per ottenere ciò ha mandato il suo Figlio in terra per riscattare i peccatori. Ed è verissimo che Colui che ci ha creato senza il nostro permesso, non ci salva senza il nostro libero consenso.

Morire da impenitenti è peccato imperdonabile contro lo Spirito Santo. Perché? Questo Santo Spirito, che procede dal Padre e dal Figlio, comunica e dona a tutte le creature l’Amore del Padre e i meriti del Sangue prezioso del Figlio, per convincere tutti a chiedere perdono di cuore dei loro peccati.
Il peccato è un gran male, ma è cosa assai peggiore il non dargli importanza e l’ostinarsi in esso. Noi siamo a volte precisi in tutto, mentre non badiamo tanto alle nostre relazioni con Dio, considerato un estraneo a questo mondo di uomini, e persino un intruso.

Non dire che sei diventato ateo per certe circostanze o per scandali subiti, o per la tua convinzione ben ragionata e sperimentata. Dio è al di sopra di tutti, ed è più vicino a te che non tu a te stesso: Egli ti ama e non ti tradisce. Hai sperimentato il vero amore? Hai amato i poveri, gli oppressi, i bambini che muoiono di Aids? Qui troverai Dio, infallibilmente.

Tu invano cerchi l’amore perché lo cerchi là dove non lo troverai mai. Come puoi accontentarti dello squallore? Dio è amore, Dio è l’amore, e l’amore non è pago se non distribuisce amore in abbondanza e gratuitamente.
Per questo egli non ti lascerà mai in pace fino a quando tu non ritornerai nella sua casa. Il suo Santo Spirito si muove come una brezza dolcissima e a volte anche come un uragano, per svegliarti dal sonno del peccato e per attirarti a sé.

E oltre quanto detto, per non arrivare impreparati alla morte è bene chiedere ogni giorno perdono a Dio, senza dimenticarci del sacramento della riconciliazione. Nulla di meglio per vivere sereni e felici.
È infatti inutile che uno si metta a combattere contro Dio e a ignorarlo, il suo Amore sconfigge ogni nemico. Egli è più forte di ogni cattiveria e sa convertire i cuori più induriti. Beata quella creatura che avrà la visita di un prete negli ultimi istanti della sua vita.
È vero, e lo constatiamo sulla nostra pelle, che Dio può perdere tante battaglie, ma egli non perde la guerra, le porte dell’inferno non prevarranno.

Preghiamo con il Salmo 144

Rit.: Apri la tua mano e sazia la fame di ogni vivente.

Paziente e misericordioso è il Signore, 
lento all’ira e ricco di grazia. 
Buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature. Rit.

Il Signore sostiene quelli che vacillano 
e rialza chiunque è caduto. 
Gli occhi di tutti sono rivolti a te in attesa 
tu provvedi loro il cibo a suo tempo. Rit.

Giusto è il Signore in tutte le sue vie, 
santo in tutte le sue opere. 
Il Signore è vicino a quanti lo invocano, 
a quanti lo cercano con cuore sincero. Rit.

La salvezza all’ultimo momento

Un giorno una nonna venne a dirmi:

Mio marito è molto anziano e gravemente ammalato. Da tanti anni non frequenta i sacramenti, anzi ha rotto completamente ogni relazione con la Chiesa, con i preti e con Dio. Venga a trovarlo, e gli dica che è venuto il suo nipotino a dirle: Vieni a trovare mio nonno.

Così mi presentai a lui e fui accolto bene.
Fino ai quarant’anni aveva trascorso la sua vita da buon cristiano come tanti altri. Da allora agli ottanta, aveva rotto decisamente con la Chiesa e con Dio, e aveva sempre proclamato agli amici che voleva morire da miscredente.

Ma in quel mattino il Signore lo attendeva al varco, e del resto, nel suo intimo egli non sognava altro. Infatti dopo aver parlato della sua salute e altro ancora, improvvisamente, senza preamboli, gli ho chiesto: Vuole confessarsi? Un sì deciso fu la risposta, e il suo volto si è illuminato.

Fatta la confessione, gli ho chiesto: Vuole ricevere Gesù? Sì! Rispose. Tutto come se nulla fosse, come se quei quarant’anni passati lontano dalla fede non fossero mai esistiti.
Nel saluto cordiale che ci siamo dati, egli non ha potuto frenare il suo vecchio orgoglio dicendomi: Non dica nulla a mia moglie di questo affare.

Preghiera

* Padre buono, ricordati del tuo grande progetto di salvare tutti, abbi pietà di coloro che arrivano al termine della loro vita senza il visto d’ingresso nella tua casa. Abbi pietà di loro e salvali.

* Caro Papà: pensa all’infinito tuo amore per gli uomini. Alcuni non sono interessati alle ultimissime cose della vita, altri hanno persino deciso di morire in continua inimicizia con te. Abbi pietà di loro e salvali.

* O buon Padre, considera quanto ha patito in croce per i peccatori, il tuo diletto Figlio e accogli le preghiere e le sofferenze che le anime pie innalzano a te per queste tue creature. Abbi pietà di loro e salvali.

* O Padre santo, noi ti scongiuriamo: sconfiggi con il dolcissimo tuo amore l’orgoglio dei peccatori impenitenti, squarcia le tenebre dell’ignoranza che avvolgono queste tue creature, perché fosse anche l’ultimo secondo di vita, ti cerchino e dicano: O Dio, abbi pietà di me peccatore. Abbi pietà di loro e salvali.

* Caro Gesù, che ti sei incarnato per i peccatori, ti preghiamo di salvare, per l’intercessione di Maria, tua Madre, tutti coloro che non vogliono e non si preparano a morire nella tua grazia: Essi non sanno quello che fanno. Abbi pietà di loro e salvali.

* O buon Gesù, tu sai che molti battezzati, giovani e non giovani, vivono in modo spensierato, senza riflettere che la morte li può sorprendere improvvisamente. Abbi pietà di loro e salvali.

* O Cuore di Gesù, ricordati di coloro, e sono i più, che ancora non ti conoscono. Tu sei morto anche per loro: ti preghiamo di mettere nel loro animo la volontà di compiere il bene e non il male, e di riconoscersi sempre bisognosi della misericordia di Dio, per morire bene. 
Abbi pietà di loro e salvali.

* O Spirito Santo, dono nascosto e così vivace, non perdere tempo e fa’ che ogni cuore umano si interroghi sulle cose ultime: fa’ che tutti ritornino alla casa del Padre, con un profondo desiderio del suo abbraccio misericordioso. Abbi pietà di loro e salvali.

* O Spirito d’Amore, che rinnovi la faccia della terra, metti nel cuore dei tuoi fedeli un grande amore e una profonda compassione delle cinque piaghe del Signore nostro Gesù Cristo che è morto per noi, perché negli ultimi istanti di vita bramino di contemplarlo. Abbi pietà di loro e salvali.

* O Spirito consolatore e nostro grande avvocato, non abbandonare quelli che vogliono morire impenitenti. Illumina la loro mente, infondi l’amore nei loro cuori, caccia il nemico e abbatti il loro orgoglio. Perché pentiti diano onore, gloria e ringraziamento al Padre nostro, con te e col Cristo, per tutti i secoli. Abbi pietà di loro e salvali.

D. Timoteo Munari sdb

http://www.donbosco-torino.it/ita/Kairos/Celebrazioni/06-07/010-Peccati_contro_Spirito_Santo.html

I PECCATI CHE GRIDANO VENDETTA AL COSPETTO DI DIO: OMICIDIO VOLONTARIO

I PECCATI CHE GRIDANO VENDETTA AL COSPETTO DI DIO: 
OMICIDIO VOLONTARIO 


Non uccidere!

Non uccidere è il comandamento di Dio, ed è precisamente il quinto, come si legge nel 
libro dell’Esodo (20,13). Questo vale per coloro che credono nel Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, quindi per noi cristiani.
Lo stesso comando però è stato profondamente inciso dal Creatore nella mente e nel cuore di ogni creatura umana di tutti i tempi e di tutti i luoghi.
Il titolo di questo articolo, “omicidio volontario”, vuole fermare la nostra attenzione non tanto sull’omicidio in generale, quanto sulla sua volontarietà, come espressione di un vero atto libero, un atto di piena avvertenza e di deliberato consenso.

La vita umana non è opera del caso, come del resto non è opera del caso tutto ciò che ci circonda. Tutto è stato da Dio messo nelle mani dell’uomo ma non la vita del nostro simile. La vita dell’uomo appartiene a Dio, dal suo concepimento fino alla morte naturale.
È Dio che ha creato l’uomo! A sua immagine e somiglianza Egli lo ha creato!

Per questo la vita umana è sacra e appartiene a Dio in assoluto, dall’alba della vita al suo tramonto. Nessuno e in nessun caso uno può rivendicare a se stesso la proprietà di una vita umana. Nessuno al mondo ha il diritto di distruggere una vita umana. Tanto è vero che nostro Signore Gesù Cristo, parlando di questo comandamento, lo ha confermato senza fronzoli: non uccidere e chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Poi ha incluso d’autorità, in questo comandamento, anche le offese, come: stupido, pazzo.

Commettono “omicidio volontario” anche coloro che procurano volontariamente l’aborto, l’eutanasia e quanti fanno esperimenti di ricerca scientifica sugli embrioni. Si tratta sempre di interruzione violenta della vita umana, sacra a Dio. Su tutto ciò il Papa e i Vescovi non finiscono di parlarne e in tutti i toni.

Il perdono di Dio

All’alba della storia umana ecco il primo terribile avvenimento: Caino uccide suo fratello Abele. Spuntano i primi fiori e un’improvvisa tempesta recide il più bello. Il peccato originale ha già affondato le sue radici nefaste, quali la cupidigia, l’invidia, la gelosia, la collera, in uno dei primi due nati: una catena che non finirà mai, e che arrecherà un dolore acutissimo al cuore di Dio nostro Padre.

Il fratello nemico del fratello, è la negazione assoluta dell’amore, la negazione di Dio, la pretesa di non dipendere da lui e anzi di prendere il suo posto, e per questo il sangue ingiustamente sparso continua a gridare vendetta al suo cospetto.

“Che hai fatto?”, dice Dio a Caino, “la voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo. Ora sii maledetto, lungi da quel suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello”. Riprese Caino: “Chiunque mi incontrerà mi potrà uccidere”. Il Signore gli disse: “Chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte” (Gn 4).
Questa è dunque la volontà di Dio: Non uccidete Caino!

E allora questi peccatori potranno salvarsi? Certamente sì, perché nulla è impossibile a Dio. Gesù, incarnandosi, ha proclamato: “Io sono venuto per i peccatori, sono venuto per salvarli”. Come si possono salvare?

Dio è amore, misericordia, compassione e perdono. Per salvarsi bisogna entrare nella sfera dell’amore, è necessario riconoscere di avere sbagliato, è bello soprattutto rivolgersi a Dio e dire di cuore: Padre, abbi pietà di me peccatore. Non temere di convertirti, né per il tuo orgoglio, né per quello che dirà la gente.

È Gesù che bussa al tuo cuore e ti viene incontro e ti butta le braccia al collo. Tu stringiti, in pianto, al suo petto squarciato, e digli: Signore Gesù, abbi pietà di me. Se è possibile riconciliati con la Chiesa per testimoniare a tutti la tua adesione a Cristo.

Preghiamo con il Salmo 112

Rit.: Lo sguardo del Signore è sopra il povero.

Lodate, servi del Signore, 
lodate il nome del Signore. 
Sia benedetto il nome del Signore, 
ora a sempre. Rit.

Su tutti i popoli eccelso è il Signore, 
più alta dei cieli è la sua gloria. 
Chi è pari al Signore nostro Dio 
che siede nell’alto e si china 
a guardare nei cieli e sulla terra? Rit.

Solleva l’indigente dalla polvere, 
dall’immondizia rialza il povero, 
per farlo sedere tra i principi, 
tra i principi del suo popolo. Rit.

Il martirio di Monsignor Romero

Mons. Romero, arcivescovo e pastore, fu assassinato, il 24 marzo di venticinque anni fa, sull’altare, mentre celebrava l’Eucaristia, diventando vittima offerta assieme al Signore. Proprio il giorno prima, aveva lanciato un appello per fermare la repressione: «Fratelli siete, come potete uccidere i vostri fratelli? Ogni ordine umano per uccidere deve essere subordinato alla legge di Dio che dice: non uccidere. Nessun soldato è obbligato a ubbidire a un ordine contrario alla legge di Dio. Nessuno deve ubbidire a una legge immorale.

È ormai tempo di ubbidire alle vostre proprie coscienze piuttosto che a ordini di peccato. La Chiesa non può rimanere in silenzio davanti a tale abominio... Nel nome di Dio, nel nome del popolo che soffre e di cui il grido, ogni giorno, si alza alto verso il cielo, vi imploro, vi prego, vi comando: fermate la repressione». L’indomani fu assassinato, dando ai suoi fedeli con la sua morte più forza per «ubbidire alla loro coscienza che a ordini di peccato». Ed è stato assassinato il 24 marzo, vigilia della festa dell’Annunciazione, giorno in cui la Chiesa celebra la memoria della rivelazione dell’amore di Dio, nel mistero dell’Incarnazione del Verbo Eterno, fatto uomo, per «annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione, ai ciechi la vista e per rimettere la libertà agli oppressi» (Lc 4,18).

Preghiamo

O Padre buono, nostro Dio e nostro Creatore, ci rivolgiamo a te per ottenere misericordia in favore di coloro che deliberatamente uccidono una tua creatura umana. Abbi pietà di loro.
Purtroppo la superba pretesa di mettersi al tuo posto, negando il tuo amore, li ha spinti a soffocare ogni compassione verso il proprio simile. Ti preghiamo, perdonali.

Grazie, Padre, perché vuoi salvare tutti i peccatori.

Caro Gesù, Figlio di Dio, tu, liberamente e con grande amore, hai inchiodato sulla croce il tuo bellissimo corpo ricoperto dell’obbrobrio dei nostri peccati. Abbi pietà di quelli che uccidono i loro fratelli.
Mostra a loro, o Figlio della dolcissima Vergine Maria, le tue piaghe, tocca il loro cuore e stringili a te, perché non abbiano timore di pentirsi.

O buon Gesù, il tuo sangue prezioso ottenga dal Padre la salvezza di tutti i peccatori.

O Spirito Santo, Amore del Padre e del Figlio, noi ti preghiamo, con suppliche e lacrime, per tutti quelli che organizzano ed eseguono stragi di persone umane. Ti chiediamo misericordia.

Entra nella mente e nel cuore di coloro che rubano o stuprano e poi sono pronti a uccidere.
Allontana da noi il nemico antico, donaci la pace e, per la gloria del Padre nostro e converti tutti i peccatori.

D. Timoteo Munari sdb



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IMMAGINI:
1 La Bibbia ci insegna che l’inizio della convivenza umana è già segnata dal peccato e dall’odio. Una frattura che si annida all’interno della stessa famiglia e che dilagherà fra tutti i popoli.
2 La vita appartiene a Dio e Lui solo ha il potere di toglierla. Per questo l’uomo deve essere sempre rispettoso verso la vita impegnandosi a proteggerla e a sostenerla sempre.


http://www.donbosco-torino.it/ita/Kairos/Celebrazioni/06-07/011-Peccati_gridano_vendetta.html