sabato 8 aprile 2017

(Mt 26,14- 27,66) La passione del Signore.


VANGELO DI DOMENICA 9 APRILE 2017
(Mt 26,14- 27,66) La passione del Signore.
+ Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Matteo
- Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?
In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnare Gesù.
- Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?
Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.
- Uno di voi mi tradirà
Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto».
- Questo è il mio corpo; questo è il mio sangue
Ora, mentre mangiavano, Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e, mentre lo dava ai discepoli, disse: «Prendete, mangiate: questo è il mio corpo». Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati. Io vi dico che d’ora in poi non berrò di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi, nel regno del Padre mio». Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.
- Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge
Allora Gesù disse loro: «Questa notte per tutti voi sarò motivo di scandalo. Sta scritto infatti: “Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge”. Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea».
Pietro gli disse: «Se tutti si scandalizzeranno di te, io non mi scandalizzerò mai». Gli disse Gesù: «In verità io ti dico: questa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». Pietro gli rispose: «Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò». Lo stesso dissero tutti i discepoli.
- Cominciò a provare tristezza e angoscia
Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: «Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare». E, presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e angoscia. E disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me». Andò un poco più avanti, cadde faccia a terra e pregava, dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi via da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!».
Poi venne dai discepoli e li trovò addormentati. E disse a Pietro: «Così, non siete stati capaci di vegliare con me una sola ora? Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». Si allontanò una seconda volta e pregò dicendo: «Padre mio, se questo calice non può passare via senza che io lo beva, si compia la tua volontà». Poi venne e li trovò di nuovo addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti. Li lasciò, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole. Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: «Dormite pure e riposatevi! Ecco, l’ora è vicina e il Figlio dell’uomo viene consegnato in mano ai peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».
- Misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono
Mentre ancora egli parlava, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una grande folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti e dagli anziani del popolo. Il traditore aveva dato loro un segno, dicendo: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!». Subito si avvicinò a Gesù e disse: «Salve, Rabbì!». E lo baciò. E Gesù gli disse: «Amico, per questo sei qui!». Allora si fecero avanti, misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono. Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù impugnò la spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote, staccandogli un orecchio. Allora Gesù gli disse: «Rimetti la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, di spada moriranno. O credi che io non possa pregare il Padre mio, che metterebbe subito a mia disposizione più di dodici legioni di angeli? Ma allora come si compirebbero le Scritture, secondo le quali così deve avvenire?». In quello stesso momento Gesù disse alla folla: «Come se fossi un ladro siete venuti a prendermi con spade e bastoni. Ogni giorno sedevo nel tempio a insegnare, e non mi avete arrestato. Ma tutto questo è avvenuto perché si compissero le Scritture dei profeti». Allora tutti i discepoli lo abbandonarono e fuggirono.
- Vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza
Quelli che avevano arrestato Gesù lo condussero dal sommo sacerdote Caifa, presso il quale si erano riuniti gli scribi e gli anziani. Pietro intanto lo aveva seguito, da lontano, fino al palazzo del sommo sacerdote; entrò e stava seduto fra i servi, per vedere come sarebbe andata a finire.
I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una falsa testimonianza contro Gesù, per metterlo a morte; ma non la trovarono, sebbene si fossero presentati molti falsi testimoni. Finalmente se ne presentarono due, che affermarono: «Costui ha dichiarato: “Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni”». Il sommo sacerdote si alzò e gli disse: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». Ma Gesù taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: «Ti scongiuro, per il Dio vivente, di dirci se sei tu il Cristo, il Figlio di Dio». «Tu l’hai detto – gli rispose Gesù –; anzi io vi dico: d’ora innanzi vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza e venire sulle nubi del cielo».
Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: «Ha bestemmiato! Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia; che ve ne pare?». E quelli risposero: «È reo di morte!». Allora gli sputarono in faccia e lo percossero; altri lo schiaffeggiarono, dicendo: «Fa’ il profeta per noi, Cristo! Chi è che ti ha colpito?».
- Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte
Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una giovane serva gli si avvicinò e disse: «Anche tu eri con Gesù, il Galileo!». Ma egli negò davanti a tutti dicendo: «Non capisco che cosa dici». Mentre usciva verso l’atrio, lo vide un’altra serva e disse ai presenti: «Costui era con Gesù, il Nazareno». Ma egli negò di nuovo, giurando: «Non conosco quell’uomo!». Dopo un poco, i presenti si avvicinarono e dissero a Pietro: «È vero, anche tu sei uno di loro: infatti il tuo accento ti tradisce!». Allora egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quell’uomo!». E subito un gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola di Gesù, che aveva detto: «Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». E, uscito fuori, pianse amaramente.
- Consegnarono Gesù al governatore Pilato
Venuto il mattino, tutti i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro Gesù per farlo morire. Poi lo misero in catene, lo condussero via e lo consegnarono al governatore Pilato.
Allora Giuda – colui che lo tradì –, vedendo che Gesù era stato condannato, preso dal rimorso, riportò le trenta monete d’argento ai capi dei sacerdoti e agli anziani, dicendo: «Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente». Ma quelli dissero: «A noi che importa? Pensaci tu!». Egli allora, gettate le monete d’argento nel tempio, si allontanò e andò a impiccarsi. I capi dei sacerdoti, raccolte le monete, dissero: «Non è lecito metterle nel tesoro, perché sono prezzo di sangue». Tenuto consiglio, comprarono con esse il “Campo del vasaio” per la sepoltura degli stranieri. Perciò quel campo fu chiamato “Campo di sangue” fino al giorno d’oggi. Allora si compì quanto era stato detto per mezzo del profeta Geremia: «E presero trenta monete d’argento, il prezzo di colui che a tal prezzo fu valutato dai figli d’Israele, e le diedero per il campo del vasaio, come mi aveva ordinato il Signore».
- Sei tu il re dei Giudei?
Gesù intanto comparve davanti al governatore, e il governatore lo interrogò dicendo: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Tu lo dici». E mentre i capi dei sacerdoti e gli anziani lo accusavano, non rispose nulla.
Allora Pilato gli disse: «Non senti quante testimonianze portano contro di te?». Ma non gli rispose neanche una parola, tanto che il governatore rimase assai stupito. A ogni festa, il governatore era solito rimettere in libertà per la folla un carcerato, a loro scelta. In quel momento avevano un carcerato famoso, di nome Barabba. Perciò, alla gente che si era radunata, Pilato disse: «Chi volete che io rimetta in libertà per voi: Barabba o Gesù, chiamato Cristo?». Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia.
Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: «Non avere a che fare con quel giusto, perché oggi, in sogno, sono stata molto turbata per causa sua». Ma i capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba e a far morire Gesù. Allora il governatore domandò loro: «Di questi due, chi volete che io rimetta in libertà per voi?». Quelli risposero: «Barabba!». Chiese loro Pilato: «Ma allora, che farò di Gesù, chiamato Cristo?». Tutti risposero: «Sia crocifisso!». Ed egli disse: «Ma che male ha fatto?». Essi allora gridavano più forte: «Sia crocifisso!».
Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava, prese dell’acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: «Non sono responsabile di questo sangue. Pensateci voi!». E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli». Allora rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.
- Salve, re dei Giudei!
Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la truppa. Lo spogliarono, gli fecero indossare un mantello scarlatto, intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra. Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano: «Salve, re dei Giudei!». Sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo deriso, lo spogliarono del mantello e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero via per crocifiggerlo.
- Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni
Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a portare la sua croce. Giunti al luogo detto Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», gli diedero da bere vino mescolato con fiele. Egli lo assaggiò, ma non ne volle bere. Dopo averlo crocifisso, si divisero le sue vesti, tirandole a sorte. Poi, seduti, gli facevano la guardia. Al di sopra del suo capo posero il motivo scritto della sua condanna: «Costui è Gesù, il re dei Giudei».
Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra.
- Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!
Quelli che passavano di lì lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Tu, che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso, se tu sei Figlio di Dio, e scendi dalla croce!». Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi e gli anziani, facendosi beffe di lui dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! È il re d’Israele; scenda ora dalla croce e crederemo in lui. Ha confidato in Dio; lo liberi lui, ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: “Sono Figlio di Dio”!». Anche i ladroni crocifissi con lui lo insultavano allo stesso modo.
- Elì, Elì, lemà sabactàni?
A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Costui chiama Elia». E subito uno di loro corse a prendere una spugna, la inzuppò di aceto, la fissò su una canna e gli dava da bere. Gli altri dicevano: «Lascia! Vediamo se viene Elia a salvarlo!». Ma Gesù di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito.
(Qui si genuflette e si fa una breve pausa)
Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono. Uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti. Il centurione, e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, alla vista del terremoto e di quello che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio di Dio!».
Vi erano là anche molte donne, che osservavano da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo. Tra queste c’erano Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedèo.
- Giuseppe prese il corpo di Gesù e lo depose nel suo sepolcro nuovo
Venuta la sera, giunse un uomo ricco, di Arimatèa, chiamato Giuseppe; anche lui era diventato discepolo di Gesù. Questi si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato allora ordinò che gli fosse consegnato. Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito e lo depose nel suo sepolcro nuovo, che si era fatto scavare nella roccia; rotolata poi una grande pietra all’entrata del sepolcro, se ne andò. Lì, sedute di fronte alla tomba, c’erano Maria di Màgdala e l’altra Maria.
- Avete le guardie: andate e assicurate la sorveglianza come meglio credete
Il giorno seguente, quello dopo la Parascève, si riunirono presso Pilato i capi dei sacerdoti e i farisei, dicendo: «Signore, ci siamo ricordati che quell’impostore, mentre era vivo, disse: “Dopo tre giorni risorgerò”. Ordina dunque che la tomba venga vigilata fino al terzo giorno, perché non arrivino i suoi discepoli, lo rubino e poi dicano al popolo: “È risorto dai morti”. Così quest’ultima impostura sarebbe peggiore della prima!». Pilato disse loro: «Avete le guardie: andate e assicurate la sorveglianza come meglio credete». Essi andarono e, per rendere sicura la tomba, sigillarono la pietra e vi lasciarono le guardie.
Parola del Signore.





LA MIA RIFLESSIONE

La Passione di Gesù,vista dal mio cuore...abbracciami Gesù..

Mi è stato chiesto di parlare della Tua Passione Gesù...
Già alla parola "PASSIONE" ho avuto un sobbalzo. Tutto quello che noi raffiguriamo con questa parola, come esseri umani, è qualcosa che ci fa pensare ad un sentimento forte, irrefrenabile, intenso, più d’ogni ragionamento che ci potrebbe distogliere. Questo è il Tuo amore Gesù, il tuo modo meraviglioso, senza riserve, senza limiti, di amarci.
Per noi hai sacrificato la vita e non solo perché sei morto per noi, ma anche perché L' HAI SPESA per noi.
In ogni tuo passo, nell'andare da un posto all'altro, nello sfidare tutte le forze della natura, Tu ti sei rivelato per quello che sei, ed io ti sento in tutta la tua potenza, nella tua incommensurabile, con sapienza umana, forza e potenza.Amare chi ci ama a volte non è neanche facile, altrimenti non ci sarebbero tanti amori non corrisposti sulla terra, ma Tu vuoi di più, Tu fai di più...ed io ti voglio seguire per questa strada, perché solo seguendoti potrò vivere passo passo con te.
La tua via della croce, non è solo una strada ai cui margini dobbiamo metterci per guardare Te che soffri, ma dobbiamo capire che noi siamo quella croce. I suoi legni allargati ad abbracciare questi fratelli confusi e lontani, quei legni che sembrano poi innalzarsi verso il cielo, come il tuo sguardo in preghiera rivolto a Dio.
Amore infinito, vittima dell'amore che non è corrisposto, lacrime e sangue versati per noi...questo è il tuo calvario.
Uomini che governano il mondo, attaccati al potere e alla gloria terrena ti condannarono 2000 anni fa e ti condannano oggi a restare in silenzio, in favore della libertà di idee e religione; uomini che urlano e gridano vogliono Barabba libero al tuo posto, quel Barabba che si chiama divertimento, lusso, profanazione,
Cattiveria, egoismo, prevaricazione...sì Barabba al tuo posto Angelo Santo, mentre si ubriacano per festeggiare la morte della loro anima!
Parlare della tua passione, vuol dire essere con Te, e soffrire con Te per noi uomini, ma soprattutto vuol dire accettare di soffrire anche per chi ci odia, perché Tu li ami.Noi non siamo capaci di tanto AMORE, ma l'unico modo per ripagarti di tutte le sofferenze che ti causiamo, è quello di condividere con te il desiderio di salvezza del mondo. Quella croce che tu allarghi su di noi...io voglio abbracciarla con Te, voglio aiutarti Gesù, anche a portare una sola scheggia, ma fa che sia sempre fissa nella mia carne, per ricordarmi che io sono una peccatrice e che quella croce la porti anche per me.
Voglio salire con te sul Calvario e alzare gli occhi al Padre, voglio chiedere perdono per essere perdonata e salvata; allora sì che quella croce darà un senso anche alla mia vita. Saranno le tue braccia e sollevarmi con te verso il regno che Dio ha preparato per noi.
Potevo dire tanto di più sulla tua passione, sulla Pasqua, sul passaggio dalla schiavitù alla salvezza...ma se non passo dall'amore della croce, sono solo parole!!!!!!!!
Vorrei amarti come Tu mi ami Gesù, ma so che ti accontenti di questo mio misero amore, per questo consacro a Te la mia vita, come Tu hai consacrato (dedicato) la Tua per me.
Lella

16 commenti:

  1. VERSIONE IN SPAGNOLO DI DOMENICA 9 APRILE 2017
    Día litúrgico: Domingo de Ramos (A)
    Texto del Evangelio (Mt 26,14—27,66): En aquel tiempo uno de los doce, llamado Judas Iscariote, fue a los sumos sacerdotes y les propuso: «¿Qué estáis dispuestos a darme si os lo entrego?». Ellos se ajustaron con él en treinta monedas. Y desde entonces andaba buscando ocasión propicia para entregarlo.
    El primer día de los ácimos se acercaron los discípulos a Jesús y le preguntaron: «¿Dónde quieres que te preparemos la cena de Pascua?». Él contestó: «Id a casa de Fulano y decidle: ‘El Maestro dice: mi momento está cerca; deseo celebrar la Pascua en tu casa con mis discípulos’». Los discípulos cumplieron las instrucciones de Jesús y prepararon la Pascua.
    Al atardecer se puso a la mesa con los doce. Mientras comían dijo: «Os aseguro que uno de vosotros me va a entregar». Ellos, consternados, se pusieron a preguntarle uno tras otro: «¿Soy yo acaso, Señor?». Él respondió: «El que ha mojado en la misma fuente que yo, ése me va a entregar. El Hijo del Hombre se va como está escrito de Él; pero, ¡ay del que va a entregar al Hijo del Hombre!, más le valdría no haber nacido». Entonces preguntó Judas, el que lo iba a entregar: «¿Soy yo acaso, Maestro?». Él respondió: «Así es».
    Durante la cena, Jesús cogió pan, pronunció la bendición, lo partió y lo dio a los discípulos diciendo: «Tomad, comed: esto es mi cuerpo». Y cogiendo un cáliz pronunció la acción de gracias y se lo pasó diciendo: «Bebed todos; porque ésta es mi sangre, sangre de la alianza derramada por todos para el perdón de los pecados. Y os digo que no beberé más del fruto de la vid hasta el día que beba con vosotros el vino nuevo en el reino de mi Padre».
    Cantaron el salmo y salieron para el monte de los Olivos. Entonces Jesús les dijo: «Esta noche vais a caer todos por mi causa, porque está escrito: ‘Heriré al pastor y se dispersarán las ovejas del rebaño’. Pero cuando resucite, iré antes que vosotros a Galilea». Pedro replicó: «Aunque todos caigan por tu causa, yo jamás caeré». Jesús le dijo: «Te aseguro que esta noche, antes que el gallo cante tres veces, me negarás». Pedro le replicó: «Aunque tenga que morir contigo, no te negaré». Y lo mismo decían los demás discípulos.
    Entonces Jesús fue con ellos a un huerto, llamado Getsemaní, y les dijo: «Sentaos aquí, mientras voy allá a orar». Y llevándose a Pedro y a los dos hijos de Zebedeo, empezó a entristecerse y a angustiarse. Entonces dijo: «Me muero de tristeza: quedaos aquí y velad conmigo». Y adelantándose un poco cayó rostro en tierra y oraba diciendo: «Padre mío, si es posible que pase y se aleje de mí ese cáliz. Pero no se haga lo que yo quiero, sino lo que tú quieres». Y se acercó a los discípulos y los encontró dormidos. Dijo a Pedro: «¿No habéis podido velar una hora conmigo? Velad y orad para no caer en la tentación, pues el espíritu es decidido, pero la carne es débil». De nuevo se apartó por segunda vez y oraba diciendo: «Padre mío, si este cáliz no puede pasar sin que yo lo beba, hágase tu voluntad». Y viniendo otra vez, los encontró dormidos, porque estaban muertos de sueño. Dejándolos de nuevo, por tercera vez oraba repitiendo las mismas palabras. Luego se acercó a sus discípulos y les dijo: «Ya podéis dormir y descansar. Mirad, está cerca la hora y el Hijo del Hombre va a ser entregado en manos de los pecadores. ¡Levantaos, vamos! Ya está cerca el que me entrega».
    ( segue)

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  2. (continua)
    Todavía estaba hablando, cuando apareció Judas, uno de los doce, acompañado de un tropel de gente, con espadas y palos, mandado por los sumos sacerdotes y los senadores del pueblo. El traidor les había dado esta contraseña: «Al que yo bese, ése es: detenedlo». Después se acercó a Jesús y le dijo: «¡Salve, Maestro!». Y lo besó. Pero Jesús le contestó: «Amigo, ¿a qué vienes?». Entonces se acercaron a Jesús y le echaron mano para detenerlo. Uno de los que estaban con Él agarró la espada, la desenvainó y de un tajo le cortó la oreja al criado del sumo sacerdote. Jesús le dijo: «Envaina la espada: quien usa espada, a espada morirá. ¿Piensas tú que no puedo acudir a mi Padre? El me mandaría en seguida más de doce legiones de ángeles. Pero entonces no se cumpliría la Escritura, que dice que esto tiene que pasar». Entonces dijo Jesús a la gente: «¿Habéis salido a prenderme con espadas y palos como a un bandido? A diario me sentaba en el templo a enseñar y, sin embargo, no me detuvisteis». Todo esto ocurrió para que se cumpliera lo que escribieron los profetas. En aquel momento todos los discípulos lo abandonaron y huyeron.
    Los que detuvieron a Jesús lo llevaron a casa de Caifás, el sumo sacerdote, donde se habían reunido los letrados y los senadores. Pedro lo seguía de lejos hasta el palacio del sumo sacerdote y, entrando dentro, se sentó con los criados para ver en qué paraba aquello. Los sumos sacerdotes y el consejo en pleno buscaban un falso testimonio contra Jesús para condenarlo a muerte y no lo encontraban, a pesar de los muchos falsos testigos que comparecían. Finalmente, comparecieron dos que declararon: «Éste ha dicho: ‘Puedo destruir el templo de Dios y reconstruirlo en tres días’».
    El sumo sacerdote se puso en pie y le dijo: «¿No tienes nada que responder? ¿Qué son estos cargos que levantan contra ti?». Pero Jesús callaba. Y el sumo sacerdote le dijo: «Te conjuro por Dios vivo a que nos digas si tú eres el Mesías, el Hijo de Dios». Jesús le respondió: «Tú lo has dicho. Más aún, yo os digo: desde ahora veréis que el Hijo del Hombre está sentado a la derecha del Todopoderoso y que viene sobre las nubes del cielo». Entonces el sumo sacerdote rasgó sus vestiduras diciendo: «Ha blasfemado. ¿Qué necesidad tenemos ya de testigos? Acabáis de oír la blasfemia. ¿Qué decidís?». Y ellos contestaron: «Es reo de muerte». Entonces le escupieron a la cara y lo abofetearon; otros; lo golpearon diciendo: «Haz de profeta, Mesías; dinos quién te ha pegado».
    Pedro estaba sentado fuera en el patio y se le acercó una criada y le dijo: «También tú andabas con Jesús el Galileo». Él lo negó delante de todos diciendo: «No sé qué quieres decir». Y al salir al portal lo vio otra y dijo a los que estaban allí: «Éste andaba con Jesús el Nazareno». Otra vez negó él con juramento: «No conozco a ese hombre». Poco después se acercaron los que estaban allí y dijeron: «Seguro; tú también eres de ellos, se te nota en el acento». Entonces él se puso a echar maldiciones y a jurar diciendo: «No conozco a ese hombre». Y en seguida cantó un gallo. Pedro se acordó de aquellas palabras de Jesús: «Antes de que cante el gallo me negarás tres veces». Y saliendo afuera, lloró amargamente.
    Al hacerse de día, todos los sumos sacerdotes y los senadores del pueblo se reunieron para preparar la condena a muerte de Jesús. Y atándolo lo llevaron y lo entregaron a Pilato, el gobernador.

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  3. Entonces el traidor sintió remordimiento y devolvió las treinta monedas de plata a los sumos sacerdotes y senadores diciendo: «He pecado, he entregado a la muerte a un inocente». Pero ellos dijeron: «¿A nosotros qué? ¡Allá tú!». Él, arrojando las monedas en el templo, se marchó; y fue y se ahorcó. Los sacerdotes, recogiendo las monedas dijeron: «No es lícito echarlas en el arca de las ofrendas porque son precio de sangre». Y, después de discutirlo, compraron con ellas el Campo del Alfarero para cementerio de forasteros. Por eso aquel campo se llama todavía "Campo de Sangre". Así se cumplió lo escrito por Jeremías el profeta: «Y tomaron las treinta monedas de plata, el precio de uno que fue tasado, según la tasa de los hijos de Israel, y pagaron con ellas el Campo del Alfarero, como me lo había ordenado el Señor».
    Jesús fue llevado ante el gobernador, y el gobernador le preguntó: «¿Eres tú el rey de los judíos?». Jesús respondió: «Tú lo dices». Y mientras lo acusaban los sumos sacerdotes y los senadores no contestaba nada. Entonces Pilato le preguntó: «¿No oyes cuántos cargos presentan contra ti?». Como no contestaba a ninguna pregunta, el gobernador estaba muy extrañado.
    Por la fiesta, el gobernador solía soltar un preso, el que la gente quisiera. Tenía entonces un preso famoso, llamado Barrabás. Cuando la gente acudió, dijo Pilato: «¿A quién queréis que os suelte, a Barrabás o a Jesús, a quien llaman el Mesías? Pues sabía que se lo habían entregado por envidia. Y mientras estaba sentado en el tribunal, su mujer le mandó a decir: «No te metas con ese justo porque esta noche he sufrido mucho soñando con Él».
    Pero los sumos sacerdotes y los senadores convencieron a la gente que pidieran el indulto de Barrabás y la muerte de Jesús. El gobernador preguntó: «¿A cuál de los dos queréis que os suelte?». Ellos dijeron: «A Barrabás». Pilato les preguntó: «¿Y qué hago con Jesús, llamado el Mesías?». Contestaron todos: «Que lo crucifiquen». Pilato insistió: «Pues, ¿qué mal ha hecho?». Pero ellos gritaban más fuerte: «¡Que lo crucifiquen!». Al ver Pilato que todo era inútil y que, al contrario, se estaba formando un tumulto, tomó agua y se lavó las manos en presencia del pueblo, diciendo: «Soy inocente de esta sangre. ¡Allá vosotros!». Y el pueblo entero contestó: «¡Su sangre caiga sobre nosotros y sobre nuestros hijos!». Entonces les soltó a Barrabás; y a Jesús, después de azotarlo, lo entregó para que lo crucificaran.
    Los soldados del gobernador se llevaron a Jesús al pretorio y reunieron alrededor de Él a toda la compañía: lo desnudaron y le pusieron un manto de color púrpura y, trenzando una corona de espinas se la ciñeron a la cabeza y le pusieron una caña en la mano derecha. Y, doblando ante Él la rodilla, se burlaban de él diciendo: «¡Salve, rey de los judíos!». Luego lo escupían, le quitaban la caña y le golpeaban con ella la cabeza. Y terminada la burla, le quitaron el manto, le pusieron su ropa y lo llevaron a crucificar.
    Al salir, encontraron a un hombre de Cirene, llamado Simón, y lo forzaron a que llevara la cruz. Cuando llegaron al lugar llamado Gólgota (que quiere decir "La Calavera"), le dieron a beber vino mezclado con hiel; él lo probó, pero no quiso beberlo. Después de crucificarlo, se repartieron su ropa echándola a suertes, y luego se sentaron a custodiarlo. Encima de la cabeza colocaron un letrero con la acusación: «Éste es Jesús, el rey de los judíos». Crucificaron con Él a dos bandidos, uno a la derecha y otro a la izquierda. Los que pasaban, lo injuriaban y decían meneando la cabeza: «Tú que, destruías el templo y lo reconstruías en tres días, sálvate a ti mismo; si eres Hijo de Dios, baja de la cruz». «Los sumos sacerdotes con los letrados y los senadores se burlaban también diciendo: «A otros ha salvado y Él no se puede salvar. ¿No es el Rey de Israel? Que baje ahora de la cruz y le creeremos. ¿No ha confiado en Dios? Si tanto lo quiere Dios, que lo libre ahora. ¿No decía que era Hijo de Dios?». Hasta los que estaban crucificados con él lo insultaban.

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  4. Desde el mediodía hasta la media tarde vinieron tinieblas sobre toda aquella región. A media tarde, Jesús gritó: «Elí, Elí, lamá sabaktaní». Es decir: «Dios mío, Dios mío, ¿por qué me has abandonado?». Al oírlo algunos de los que estaban por allí dijeron: «A Elías llama éste». Uno de ellos fue corriendo; en seguida cogió una esponja empapada en vinagre y, sujetándola en una caña, le dio de beber. Los demás decían: «Déjalo, a ver si viene Elías a salvarlo». Jesús dio otro grito fuerte y exhaló el espíritu.
    Entonces el velo del templo se rasgó en dos de arriba abajo; la tierra tembló, las rocas se rajaron, las tumbas se abrieron y muchos cuerpos de santos que habían muerto resucitaron. Después que él resucitó salieron de las tumbas, entraron en la Ciudad Santa y se aparecieron a muchos. El centurión y sus hombres, que custodiaban a Jesús, al ver el terremoto y lo que pasaba dijeron aterrorizados: «Realmente éste era Hijo de Dios». Había allí muchas mujeres que miraban desde lejos, aquellas que habían seguido a Jesús desde Galilea para atenderlo; entre ellas, María Magdalena y María, la madre de Santiago y José, y la madre de los Zebedeos.
    Al anochecer llegó un hombre rico de Arimatea, llamado José, que era también discípulo de Jesús. Este acudió a Pilato a pedirle el cuerpo de Jesús. Y Pilato mandó que se lo entregaran. José, tomando el cuerpo de Jesús, lo envolvió en una sábana limpia; lo puso en el sepulcro nuevo que se había excavado en una roca, rodó una piedra grande a la entrada del sepulcro y se marchó. María Magdalena y la otra María se quedaron allí sentadas enfrente del sepulcro.

    A la mañana siguiente, pasado el día de la Preparación, acudieron en grupo los sumos sacerdotes y los fariseos a Pilato y le dijeron: «Señor, nos hemos acordado que aquel impostor estando en vida anunció: ‘A los tres días resucitaré’. Por eso da orden de que vigilen el sepulcro hasta el tercer día, no sea que vayan sus discípulos, se lleven el cuerpo y digan al pueblo: ‘Ha resucitado de entre los muertos’. La última impostura sería peor que la primera. Pilato contestó: «Ahí tenéis la guardia: id vosotros y asegurad la vigilancia como sabéis». Ellos fueron, sellaron la piedra y con la guardia aseguraron la vigilancia del sepulcro.

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    1. MI REFLEXIÓN

      La Pasión de Jesús, como se ve desde mi corazón. Abrázame Jesús.

      Me pidieron que hablar de Jesús .. Su Pasión
      Incluso la palabra "pasión" Tuve un sobresalto. Todo lo que somos imagen con esta palabra, como seres humanos, es algo que nos hace pensar en un sentimiento fuerte, irresistible, más intenso, que cualquier razonamiento que podría desviar. Esta es su amor a Jesús, a tu manera maravillosa, sin reservas, sin limitación alguna, al amor.
      Hemos sacrificado sus vidas y no sólo porque murió por nosotros, sino también porque el gasto para nosotros.
      En cada paso, al ir de un lugar a otro, a desafiar todas las fuerzas de la naturaleza, has revelado por lo que eres, y me voy a sentir todo su poder, en su sabiduría inconmensurable fuerza y poder.
      Ama a aquellos que nos aman a veces ni siquiera es fácil, de lo contrario no sería amor no correspondido tantos en la tierra, pero quiere más, hacer más y quiero seguir este camino, porque sólo seguir paso a paso que se puede vivir con usted .
      El camino de la cruz no es sólo un camino en cuyos bordes hay que llegar al verte sufrir, pero debemos entender que somos la cruz. Su madera se amplió para abarcar a estos hermanos confusa y distante, esos bosques que parecen elevarse hacia el cielo, como tus ojos en oración dirigida a Dios
      El amor infinito, víctima de amor que no se paga, las lágrimas y la sangre derramada por nosotros, este es su terrible experiencia.
      Los hombres que gobiernan el mundo, que se adjunta al poder y gloria terrenal te ha condenado hace 2000 años y hoy te condena a permanecer en silencio, a favor de la libertad de pensamiento y de religión, hombres gritando y gritando quiero Barrabás gratis para ti, que Barrabás diversión llamado, el lujo, la blasfemia,
      El mal, el egoísmo, el abuso ... sí Barrabás en su lugar de Santo Angelo, y emborracharse para celebrar la vida de sus almas!
      Hable acerca de su pasión, que es estar con ustedes y con ustedes sufren por nosotros los hombres y, especialmente, significa aceptar que sufrir por los que nos odian, porque ami.Noi ellos no son capaces de mucho amor, pero la única manera de pagar por todo el sufrimiento que causamos que es compartir con vosotros el deseo de salvar al mundo. La cruz que ampliar sobre nosotros ... Quiero abrazar con ustedes, quiero ayudar a Jesús a llevar un solo chip, pero que se fija siempre en mi carne, para recordarme que soy un pecador y que los puertos que se cruzan por mi.
      Quiero conseguir en el Calvario, y buscar al Padre, le pido perdón a ser perdonados y salvados, a continuación, asegúrese de que la cruz también dar un sentido a mi vida. Estará en los brazos y me levante con usted al reino de Dios ha preparado para nosotros.
      Podría decir mucho más acerca de su pasión, el día de Pascua, el paso de la esclavitud a la salvación, pero si usted no pasa el amor de la cruz, no son más que palabras!
      Yo te amo como me amas a Jesús, pero sé que este satisfecho con mi pobre amor, por lo consagro a Ti mi vida, como lo han consagrado (dedicado) Su mí.

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  5. Liturgical day: Palm Sunday (A)
    Gospel text (Mt 26,14—27,66): One of the Twelve, who was called Judas Iscariot, went off to the chief priests and said, «How much will you give me if I hand him over to you?». They promised to give him thirty pieces of silver, and from then on he kept looking for the best way to hand him over to them.
    On the first day of the Festival of the Unleavened Bread, the disciples came to Jesus and said to him, «Where do you want us to prepare the Passover meal for you?». Jesus answered, «Go into the city, to the house of a certain man, and tell him: ‘The Master says: My hour is near, and I will celebrate the Passover with my disciples in your house’». The disciples did as Jesus had ordered and prepared the Passover meal.
    When it was evening, Jesus sat at table with the Twelve. While they were eating, Jesus said, «Truly, I say to you: one of you will betray me». They were deeply distressed and asked him in turn, «You do not mean me, do you, Lord?». He answered, «He who will betray me is one of those who dips his bread in the dish with me. The Son of Man is going as the Scriptures say He will. But alas for that one who betrays the Son of Man; better for him not to have been born». Judas, who was betraying him, also asked, «You do not mean me, Master, do you?». Jesus replied, «You have said it».
    While they were eating, Jesus took bread, said a blessing and broke it, and gave it to his disciples saying, «Take and eat; this is my body». Then He took a cup and gave thanks, and passed it to them saying, «Drink this, all of you, for this is my blood, the blood of the Covenant, which is poured out for many for the forgiveness of sins. Yes, I say to you: I will not taste the fruit of the vine from now until the day I drink new wine with you in my Father's kingdom».
    After singing psalms of praise, they went out to the Mount of Olives. Then Jesus said to them, «You will falter tonight because of me, and all will fall. For the Scripture says: I will strike the shepherd and the sheep will be scattered. But after my resurrection I will go ahead of you to Galilee». Peter responded, «Even though all doubt you and fall, I will never fall». Jesus replied, «Truly, I say to you: this very night before the cock crows, you will deny me three times». Peter said, «Though I have to die with you, I will never deny you». And all the disciples said the same.
    Jesus came with them to a place called Gethsemane, and he said to his disciples, «Sit here while I go over to pray». He took Peter and the two sons of Zebedee along with him, and He began to be filled with anguish and distress. And He said to them, «My soul is filled with sorrow even to death. Remain here and stay awake with me». He went a little farther and fell to the ground, with his face touching the earth, and prayed, «Father, if it is possible, take this cup away from me. Yet not what I want, but what you want». He went back to his disciples and found them asleep, and He said to Peter, «Could you not stay awake with me for even an hour? Stay awake and pray, so that you may not slip into temptation. The spirit indeed is eager, but human nature is weak». He again went away and prayed, «Father, if this cup cannot be taken away from me without my drinking it, let your will be done». When He came back to his disciples, He again found them asleep, for they could not keep their eyes open. He left them and again went to pray the third time, saying the same words. Then He came back to his disciples and said to them, «You can sleep on now and take your rest! The hour has come and the Son of Man is now given over into the power of sinners. Get up, let us go. Look: the betrayer is here».
    Jesus was still speaking when Judas, one of the Twelve, arrived. With him was a crowd armed with swords and clubs, who had been sent by the chief priests and the Jewish authorities.
    (continua)

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  6. The traitor had arranged a signal for them: «The one I kiss, He is the man; arrest him». And he went directly to Jesus and said, «Good evening, Master», and he gave him a kiss. But Jesus said to him, «Friend, do what you came for». Then they laid hold of Jesus and arrested him. One of those who were with Jesus drew his sword and struck at the servant of the High Priest, cutting off his ear. So Jesus said to him, «Put your sword back into its place, for he who uses the sword will perish by the sword. Do you not know that I could call on my Father, and He would at once send me more than twelve legions of angels. If Scripture says that this has to be, should it not be fulfilled?». At that moment, Jesus said to the crowd, «Why do you come to arrest me with swords and clubs, as if I were a robber? Day after day I was seated among you teaching in the Temple, yet you did not arrest me. But all this has come about in fulfillment of what the Prophets said». Then all his disciples deserted him and fled.
    Those who had arrested Jesus brought him to the house of the High Priest Caiaphas, where the teachers of the Law and the Jewish authorities were assembled. Peter followed him at a distance as far as the courtyard of the High Priest; he entered and sat with the guards, waiting to see the end. The chief priests and the whole Supreme Council needed some false evidence against Jesus, so that they might put him to death. But they were unable to find any, even though false witnesses came forward. At last, two men came up and declared, «This man said: I am able to destroy the temple of God and rebuild it in three days».
    The High Priest then stood up and asked Jesus, «Have you no answer at all? What is this evidence against you?». But Jesus kept silent. So the High Priest said to him, «In the name of the living God, I command you to tell us: Are you the Messiah, the Son of God?». Jesus answered, «It is just as you say. I tell you more: from now on, you will see the Son of Man seated at the right hand of the Most Powerful God and coming on the clouds of heaven». Then the High Priest tore his clothes, saying, «He has blasphemed. What more evidence do we need? You have just heard these blasphemous words. What is your decision?». They answered, «He must die!». Then they began to spit on Jesus and slap him while others hit him with their fists, saying, «Messiah, prophesy! Who hit you?».
    Meanwhile, as Peter sat outside in the courtyard, a young servant-girl of the house said to him, «You also were with Jesus of Galilee». But he denied it before everyone, saying, «I do not know what you are talking about». And as Peter was going out to the gateway, another servant-girl saw him and told the bystanders, «This man was with Jesus of Nazareth». Peter denied it again with an oath, swearing, «I do not know that man». After a little while, those who were standing there approached Peter and said to him, «Of course you are one of the Galileans; your accent gives you away». Peter began justifying himself with curses and oaths protesting that he did not know the man. Just then a cock crowed. And Peter remembered the words of Jesus, «Before the cock crows, you will deny me three times». And he went away weeping bitterly.
    Early in the morning all the chief priests and the Jewish authorities met to look for ways of putting Jesus to death. They had him bound and led him away to be handed over to Pilate, the governor.(continua)

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  7. When Judas, the traitor, realized that Jesus had been condemned, he was filled with remorse and returned the thirty pieces of silver to the chief priests and the elders, saying, «I have sinned by betraying an innocent man to death». They answered, «What does it matter to us? That is your concern». So, throwing the money into the Temple, he went away and hanged himself. The priests picked up the money, and said, «This money cannot be put into the Temple treasury, for this is the price of blood». So they met together and decided to buy the “Potter's Field” with the money and make it a cemetery for foreigners. This is why that place has been called Field of Blood to this day. So what the prophet Jeremiah said was fulfilled: «They took the thirty pieces of silver, the price the sons of Israel set on him. And they gave them for the Potter's Field, as the Lord commanded me».
    Jesus stood before the governor who questioned him, «Are you the King of the Jews?». Jesus answered, «You say so». The chief priests and the Elders accused him, but he made no answer. Pilate said to him, «Do you hear all the charges they bring against you?». But he did not answer even a single question, so that the governor wondered.
    It was customary for the governor to release any prisoner the people asked for on the occasion of the Passover. Now there was a well-known prisoner called Barabbas. As the people had gathered, Pilate asked them, «Whom do you want me to set free: Barabbas, or Jesus called the Messiah?». For he realized that Jesus had been handed over to him out of envy. As Pilate was sitting in court, his wife sent him this message, «Have nothing to do with that holy man. Because of him I had a dream last night that disturbed me greatly».
    But the chief priests and the Elders stirred the crowds to ask for the release of Barabbas and the death of Jesus. When the governor asked them again, «Which of the two do you want me to set free?» they answered, «Barabbas». Pilate said to them, «And what shall I do with Jesus called the Messiah?». All answered, «Crucify him!». Pilate insisted, «What evil has He done?». But they shouted louder, «Crucify him!». Pilate realized that he was getting nowhere and that instead there could be a riot. He then asked for water and washed his hands before the people, saying, «I am not responsible for his blood. It is your doing». And all the people answered, «Let his blood be upon us and upon our children». Then Pilate set Barabbas free, but had Jesus scourged, and handed him over to be crucified.
    The Roman soldiers took Jesus into the palace of the governor and the whole troop gathered around him. They stripped him and dressed him in a purple military cloak. Then, twisting a crown of thorns, they forced it onto his head, and placed a reed in his right hand. They knelt before Jesus and mocked him, saying, «Long life to the King of the Jews!». They spat on him, took the reed from his hand and struck him on the head with it. When they had finished mocking him, they pulled off the purple cloak and dressed him in his own clothes again, and led him out to be crucified.(continua)

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  8. On the way they met a man from Cyrene called Simon, and forced him to carry the cross of Jesus. When they reached the place called Golgotha (or Calvary) which means the Skull, they offered him wine mixed with gall. Jesus tasted it but would not take it. There they crucified him and divided his clothes among themselves, casting lots to decide what each should take. Then they sat down to guard him. The statement of his offense was displayed above his head and it read, «This is Jesus, the King of the Jews». They also crucified two bandits with him, one on his right and one on his left. People passing by shook their heads and insulted him, saying, «Aha! So you will destroy the Temple and build it up again in three days. Now save yourself and come down from the cross, if you are Son of God». In the same way the chief priests, the Elders and the teachers of the Law mocked him. They said, «The man who saved others cannot save himself. Let the King of Israel now come down from his cross and we will believe in him. He trusted in God; let God rescue him if God wants to, since He himself said: I am the Son of God». Even the robbers who were crucified with him insulted him.
    From midday darkness fell over the whole land until mid-afternoon. At about three o'clock, Jesus cried out in a loud voice, «Eloi, Eloi, lamma Sabbacthani?», which means: «My God, my God, why have you forsaken me?». As soon as they heard this, some of the bystanders said, «He is calling for Elijah». And one of them went quickly, took a sponge and soaked it in vinegar and, putting it on a reed, gave him to drink. Others said, «Leave him alone, let us see whether Elijah comes to his rescue». Then Jesus cried out again in a loud voice and gave up his spirit.
    Just then the curtain of the Temple sanctuary was torn in two from top to bottom, the earth quaked, rocks were split, tombs were opened, and several holy people who had died were raised to life. They came out of the tombs after the resurrection of Jesus, entered the Holy City and appeared to many. The captain and the soldiers who guarded Jesus were greatly terrified when they saw the earthquake and all that had happened, and said, «Truly, this man was a Son of God». There were also some women there who watched from a distance; they had followed Jesus from Galilee and saw to his needs. Among them were Mary Magdalene, Mary the mother of James and Joseph, and the mother of Zebedee's sons.
    It was now evening and there arrived a wealthy man from Arimathea, named Joseph, who was also a disciple of Jesus. He went to Pilate and asked for the body of Jesus, and the governor ordered that the body be given him. So Joseph took the body of Jesus, wrapped it in a clean linen sheet and laid it in his own new tomb which had been cut out of the rock. Then he rolled a huge stone across the entrance of the tomb and left. Mary Magdalene and the other Mary remained sitting there in front of the tomb.
    On the following day (the day after the Preparation for the Passover), the chief priests and the Pharisees went to Pilate and said to him, «Sir, we remember that when that impostor was still alive, He said: I will rise after three days. Therefore, have his tomb secured until the third day, lest his disciples come and steal the body and say to the people: He was raised from the dead. This would be a worse lie than the first». Pilate answered them, «You have soldiers, go and take all the necessary precautions». So they went to the tomb and secured it, sealing the stone and placing it under guard.

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    1. MY REFLECTION
      The Passion of Jesus, as seen from my heart. Hold me Jesus!.
      I was asked to talk about Jesus .. Your Passion
      Even the word "PASSION" I had a jolt. All that we picture with this word, as human beings, is something that makes us think of a strong feeling, irresistible, intense, more than any reasoning that there could divert. This is your love Jesus, your wonderful way, without reservation, without limitation, to love.
      We have sacrificed their lives and not just because you died for us, but also because YOU THE EXPENDITURE for us.
      In every step, in going from one place to another, to challenge all the forces of nature, You've revealed for what you are, and I will feel all your power, in your immeasurable wisdom, strength and power.
      Love those who love us sometimes it is not even easy, otherwise there would be so many unrequited love on earth, but you want more, you make more and I want to follow this path, because only follow you step by step I can live with you .
      Your way of the cross is not just a road at whose edges we need to get you to watch you suffer, but we must understand that we are the cross. Its wood widened to embrace these brothers confused and distant, then those woods that seem to rise to the sky, like your eyes in prayer addressed to God
      Infinite love, victim of love that is not paid, tears and blood spilled for us, this is your ordeal.
      Men who rule the world, attached to power and earthly glory condemned you 2000 years ago and today condemn you to remain silent, in favor of freedom of thought and religion, men screaming and shouting want Barabbas free for you, that Barabbas called fun, luxury, profanity,
      Evil, selfishness, abuse ... yes Barabbas in your place Santo Angelo, and get drunk to celebrate the life of their souls!
      Talk about your passion, it is to be with you, and suffer with you for us men, and especially means accepting to suffer for those who hate us, because you ami.Noi them are not capable of much LOVE, but the only way to repay you for all the suffering we cause you is to share with you the desire to save the world. The cross that you broaden about us ... I want to embrace it with you, I want to help Jesus, to bring a single chip, but let it be always fixed in my flesh, to remind me that I am a sinner and that the ports that cross for me.
      I want to get it on Calvary, and look up to the Father, I ask forgiveness to be forgiven and saved, then ensure that the cross also give a sense to my life. Will be in your arms and lift me with you to the kingdom God has prepared for us.
      I could say much more about your passion, on Easter, the transition from slavery to salvation, but if you do not pass the love of the cross, they are just words!!!
      I would love you as you love me Jesus, but I know you satisfied with this my poor love, so consecrate to Thee my life, as you have consecrated (dedicated) Your for me.
      Lella

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  9. VERSIONE IN FRANCESE DEL VANGELO DI DOMENICA 9 APRILE 2017

    Jour lViturgique : Temps du Carême - Dimanche des Rameaux et de la Passion (A) Texte de l'Évangile (Mt 26,14—27,66):
    Alors, l'un des Douze, nommé Judas Iscariote, alla trouver les chefs des prêtres et leur dit: «Que voulez-vous me donner, si je vous le livre?». Ils lui proposèrent trente pièces d'argent. Dès lors, Judas cherchait une occasion favorable pour le livrer. Le premier jour de la fête des pains sans levain, les disciples vinrent dire à Jésus: «Où veux-tu que nous fassions les préparatifs de ton repas pascal?». Il leur dit: «Allez à la ville, chez un tel, et dites-lui: ‘Le Maître te fait dire: Mon temps est proche; c'est chez toi que je veux célébrer la Pâque avec mes disciples’». Les disciples firent ce que Jésus leur avait prescrit et ils préparèrent la Pâque. Le soir venu, Jésus se trouvait à table avec les Douze. Pendant le repas, il leur déclara: «Amen, je vous le dis: l'un de vous va me livrer». Profondément attristés, ils se mirent à lui demander, l'un après l'autre: «Serait-ce moi, Seigneur?». Il leur répondit: «Celui qui vient de se servir en même temps que moi, celui-là va me livrer. Le Fils de l'homme s'en va, comme il est écrit à son sujet; mais malheureux l'homme par qui le Fils de l'homme est livré! Il vaudrait mieux que cet homme-là ne soit pas né!». Judas, celui qui le livrait, prit la parole: «Rabbi, serait-ce moi?». Jésus lui répond: «C'est toi qui l'as dit!». Pendant le repas, Jésus prit du pain, prononça la bénédiction, le rompit et le donna à ses disciples, en disant: «Prenez, mangez: ceci est mon corps». Puis, prenant une coupe et rendant grâce, il la leur donna, en disant: «Buvez-en tous, car ceci est mon sang, le sang de l'Alliance, répandu pour la multitude en rémission des péchés. Je vous le dis: désormais je ne boirai plus de ce fruit de la vigne, jusqu'au jour où je boirai un vin nouveau avec vous dans le royaume de mon Père». Après avoir chanté les psaumes, ils partirent pour le mont des Oliviers. Alors Jésus leur dit: «Cette nuit, je serai pour vous tous une occasion de chute; car il est écrit: Je frapperai le berger, et les brebis du troupeau seront dispersées. Mais après que je serai ressuscité, je vous précéderai en Galilée». Pierre lui dit: «Si tous viennent à tomber à cause de toi, moi, je ne tomberai jamais». Jésus reprit: «Amen, je te le dis: cette nuit même, avant que le coq chante, tu m'auras renié trois fois». Pierre lui dit: «Même si je dois mourir avec toi, je ne te renierai pas». Et tous les disciples en dirent autant. Alors Jésus parvient avec eux à un domaine appelé Gethsémani et leur dit: «Restez ici, pendant que je m'en vais là-bas pour prier». Il emmena Pierre, ainsi que Jacques et Jean, les deux fils de Zébédée, et il commença à ressentir tristesse et angoisse. Il leur dit alors: «Mon âme est triste à en mourir.

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    Demeurez ici et veillez avec moi». Il s'écarta un peu et tomba la face contre terre, en faisant cette prière: «Mon Père, s'il est poss ible, que cette coupe passe loin de moi! Cependant, non pas comme je veux, mais comme tu veux». Puis il revient vers ses disciples et les trouve endormis; il dit à Pierre: «Ainsi, vous n'avez pas eu la force de veiller une heure avec moi? Veillez et priez, pour ne pas entrer en tentation; l'esprit est ardent, mais la chair est faible». Il retourna prier une deuxième fois: «Mon Père, si cette coupe ne peut passer sans que je la boive, que ta volonté soit faite!». Revenu près des disciples, il les trouva endormis, car leurs yeux étaient lourds de sommeil. Il les laissa et retourna prier pour la troisième fois, répétant les mêmes paroles. Alors il revient vers les disciples et leur dit: «Désormais, vous pouvez dormir et vous reposer! La voici toute proche, l'heure où le Fils de l'homme est livré aux mains des pécheurs! Levez-vous! Allons! Le voici tout proche, celui qui me livre». Jésus parlait encore, lorsque Judas, l'un des Douze, arriva, avec une grande foule armée d'épées et de bâtons, envoyée par les chefs des prêtres et les anciens du peuple. Le traître leur avait donné un signe: «Celui que j'embrasserai, c'est lui: arrêtez-le». Aussitôt, s'approchant de Jésus, il lui dit: «Salut, Rabbi!», et il l'embrassa. Jésus lui dit: «Mon ami, fais ta besogne». Alors ils s'avancèrent, mirent la main sur Jésus et l'arrêtèrent. Un de ceux qui étaient avec Jésus, portant la main à son épée, la tira, frappa le serviteur du grand prêtre et lui trancha l'oreille. Jésus lui dit: «Rentre ton épée, car tous ceux qui prennent l'épée périront par l'épée. Crois-tu que je ne puisse pas faire appel à mon Père, qui mettrait aussitôt à ma disposition plus de douze légions d'anges? Mais alors, comment s'accompliraient les Écritures? D'après elles, c'est ainsi que tout doit se passer». A ce moment-là, Jésus dit aux foules: «Suis-je donc un bandit, pour que vous soyez venus m'arrêter avec des épées et des bâtons? Chaque jour, j'étais assis dans le Temple où j'enseignais, et vous ne m'avez pas arrêté. Mais tout cela est arrivé pour que s'accomplissent les écrits des prophètes». Alors les disciples l'abandonnèrent tous et s'enfuirent. Ceux qui avaient arrêté Jésus l'amenèrent devant Caïphe, le grand prêtre, chez qui s'étaient réunis les scribes et les anciens. Quant à Pierre, il le suivait de loin, jusqu'au palais du grand prêtre; il entra dans la cour et s'assit avec les serviteurs pour voir comment cela finirait. Les chefs des prêtres et tout le grand conseil cherchaient un faux témoignage contre Jésus pour le faire condamner à mort. Ils n'en trouvèrent pas; pourtant beaucoup de faux témoins s'étaient présentés. Finalement il s'en présenta deux, qui déclarèrent: «Cet homme a dit: ‘Je peux détruire le Temple de Dieu et, en trois jours, le rebâtir’». Alors le grand prêtre se leva et lui dit: «Tu ne réponds rien à tous ces témoignages portés contre toi?». Mais Jésus gardait le silence. Le grand prêtre lui dit: «Je t'adjure, par le Dieu vivant, de nous dire si tu es le Messie, le Fils de Dieu». Jésus lui répond: «C'est toi qui l'as dit; mais en tout cas, je vous le déclare: désormais vous verrez le Fils de l'homme siéger à la droite du Tout-Puissant et venir sur les nuées du ciel». Alors le grand prêtre déchira ses vêtements, en disant: «Il a blasphémé! Pourquoi nous faut-il encore des témoins? Vous venez d'entendre le blasphème! Quel est votre avis?». Ils répondirent: «Il mérite la mort». Alors ils lui crachèrent au visage et le rouèrent de coups; d'autres le giflèrent en disant: «Fais-nous le prophète, Messie! qui est-ce qui t'a frappé?». Quant à Pierre, il était assis dehors dans la cour. Une servante s'approcha de lui: «Toi aussi, tu étais avec Jésus le Galiléen!».

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    Mais il nia devant tout le monde: «Je ne sais pas ce que tu veux dire». Comme il se retirait vers le portail, une autre le vit et dit aux gens qui étaient là: «Celui-ci était avec Jésus de Nazareth». De nouveau, Pierre le nia: «Je jure que je ne connais pas cet homme». Peu après, ceux qui se tenaient là s'approchèrent de Pierre : « Sûrement, toi aussi, tu fais partie de ces gens-là ; d'ailleurs ton accent te trahit». Alors, il se mit à protester violemment et à jurer: «Je ne connais pas cet homme». Aussitôt un coq chanta. Et Pierre se rappela ce que Jésus lui avait dit: «Avant que le coq chante, tu m'auras renié trois fois». Il sortit et pleura amèrement. Le matin venu, tous les chefs des prêtres et les anciens du peuple tinrent conseil contre Jésus pour le faire condamner à mort. Après l'avoir ligoté, ils l'emmenèrent pour le livrer à Pilate, le gouverneur. Alors Judas, le traître, fut pris de remords en le voyant condamné; il rapporta les trente pièces d'argent aux chefs des prêtres et aux anciens. Il leur dit: «J'ai péché en livrant à la mort un innocent». Ils répliquèrent: «Qu'est-ce que cela nous fait? Cela te regarde!». Jetant alors les pièces d'argent dans le Temple, il se retira et alla se pendre. Les chefs des prêtres ramassèrent l'argent et se dirent: «Il n'est pas permis de le verser dans le trésor, puisque c'est le prix du sang». Après avoir tenu conseil, ils achetèrent avec cette somme le Champ-du-Potier pour y enterrer les étrangers. Voilà pourquoi ce champ a été appelé jusqu'à ce jour le Champ-du-Sang. Alors s'est accomplie la parole transmise par le prophète Jérémie: Ils prirent les trente pièces d'argent, le prix de celui qui fut mis à prix par les enfants d'Israël, et ils les donnèrent pour le champ du potier, comme le Seigneur me l'avait ordonné. On fit comparaître Jésus devant Pilate, le gouverneur, qui l'interrogea: «Es-tu le roi des Juifs?». Jésus déclara: «C'est toi qui le dis». Mais, tandis que les chefs des prêtres et les anciens l'accusaient, il ne répondit rien. Alors Pilate lui dit: «Tu n'entends pas tous les témoignages portés contre toi?». Mais Jésus ne lui répondit plus un mot, si bien que le gouverneur était très étonné. Or, à chaque fête, celui-ci avait coutume de relâcher un prisonnier, celui que la foule demandait. Il y avait alors un prisonnier bien connu, nommé Barabbas. La foule s'étant donc rassemblée, Pilate leur dit: «Qui voulez-vous que je vous relâche: Barabbas?

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  12. SUITE
    Ou Jésus qu'on appelle le Messie?». Il savait en effet que c'était par jalousie qu'on l'avait livré. Tandis qu'il siégeait au tribunal, sa femme lui fit dire: «Ne te mêle pas de l'affaire de ce juste, car aujourd'hui j'ai beaucoup souffert en songe à cause de lui». Les chefs des prêtres et les anciens poussèrent les foules à réclamer Barabbas et à faire périr Jésus. Le gouverneur reprit: «Lequel des deux voulez-vous que je vous relâche?». Ils répondirent: «Barabbas!». Il reprit: «Que ferai-je donc de Jésus, celui qu'on appelle le Messie?». Ils répondirent tous: «Qu'on le crucifie!». Il poursuivit: «Quel mal a-t-il donc fait?». Ils criaient encore plus fort: «Qu'on le crucifie!». Pilate vit que ses efforts ne servaient à rien, sinon à augmenter le désordre; alors il prit de l'eau et se lava les mains devant la foule, en disant: «Je ne suis pas responsable du sang de cet homme: cela vous regarde!». Tout le peuple répondit: «Son sang, qu'il soit sur nous et sur nos enfants!». Il leur relâcha donc Barabbas; quant à Jésus, il le fit flageller, et le leur livra pour qu'il soit crucifié. Alors les soldats du gouverneur emmenèrent Jésus dans le prétoire et rassemblèrent autour de lui toute la garde. Ils lui enlevèrent ses vêtements et le couvrirent d'un manteau rouge. Puis, avec des épines, ils tressèrent une couronne, et la posèrent sur sa tête; ils lui mirent un roseau dans la main droite et, pour se moquer de lui, ils s'agenouillaient en lui disant: «Salut, roi des Juifs!». Et, crachant sur lui, ils prirent le roseau, et ils le frappaient à la tête. Quand ils se furent bien moqués de lui, ils lui enlevèrent le manteau, lui remirent ses vêtements, et l'emmenèrent pour le crucifier. En sortant, ils trouvèrent un nommé Simon, originaire de Cyrène, et ils le réquisitionnèrent pour porter la croix. Arrivés à l'endroit appelé Golgotha, c'est-à-dire: Lieu-du-Crâne, ou Calvaire, ils donnèrent à boire à Jésus du vin mêlé de fiel; il en goûta, mais ne voulut pas boire. Après l'avoir crucifié, ils se partagèrent ses vêtements en tirant au sort; et ils restaient là, assis, à le garder. Au-dessus de sa tête on inscrivit le motif de sa condamnation: «Celui-ci est Jésus, le roi des Juifs». En même temps, on crucifie avec lui deux bandits, l'un à droite et l'autre à gauche. Les passants l'injuriaient en hochant la tête: «Toi qui détruis le Temple et le rebâtis en trois jours, sauve-toi toi-même, si tu es Fils de Dieu, et descends de la croix!».

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  13. SUITE
    De même, les chefs des prêtres se moquaient de lui avec les scribes et les anciens, en disant: «Il en a sauvé d'autres, et il ne peut pas se sauver lui-même! C'est le roi d'Israël: qu'il descende maintenant de la croix et nous croirons en lui! Il a mis sa confiance en Dieu; que Dieu le délivre maintenant s'il l'aime! Car il a dit: ‘Je suis Fils de Dieu’». Les bandits crucifiés avec lui l'insultaient de la même manière. A partir de midi, l'obscurité se fit sur toute la terre jusqu'à trois heures. Vers trois heures, Jésus cria d'une voix forte: «Éli, Éli, lama sabactani?», ce qui veut dire: «Mon Dieu, mon Dieu, pourquoi m'as-tu abandonné?». Quelques-uns de ceux qui étaient là disaient en l'entendant: «Le voilà qui appelle le prophète Élie!». Aussitôt l'un d'eux courut prendre une éponge qu'il trempa dans une boisson vinaigrée; il la mit au bout d'un roseau, et il lui donnait à boire. Les autres dirent: «Attends! nous verrons bien si Élie va venir le sauver». Mais Jésus, poussant de nouveau un grand cri, rendit l'esprit. Et voici que le rideau du Temple se déchira en deux, du haut en bas; la terre trembla et les rochers se fendirent. Les tombeaux s'ouvrirent; les corps de nombreux saints qui étaient morts ressuscitèrent, et, sortant des tombeaux après la résurrection de Jésus, ils entrèrent dans la ville sainte, et se montrèrent à un grand nombre de gens. A la vue du tremblement de terre et de tous ces événements, le centurion et ceux qui, avec lui, gardaient Jésus, furent saisis d'une grande crainte et dirent: «Vraiment, celui-ci était le Fils de Dieu!». Il y avait là plusieurs femmes qui regardaient à distance: elles avaient suivi Jésus depuis la Galilée pour le servir. Parmi elles se trouvaient Marie Madeleine, Marie, mère de Jacques et de Joseph, et la mère des fils de Zébédée. Le soir venu, arriva un homme riche, originaire d'Arimathie, qui s'appelait Joseph, et qui était devenu lui aussi disciple de Jésus. Il alla trouver Pilate pour demander le corps de Jésus. Alors Pilate ordonna de le lui remettre. Prenant le corps, Joseph l'enveloppa dans un linceul neuf, et le déposa dans le tombeau qu'il venait de se faire tailler dans le roc. Puis il roula une grande pierre à l'entrée du tombeau et s'en alla. Cependant Marie Madeleine et l'autre Marie étaient là, assises en face du tombeau. Quand la journée des préparatifs de la fête fut achevée, les chefs des prêtres et les pharisiens s'assemblèrent chez Pilate, en disant: «Seigneur, nous nous sommes rappelé que cet imposteur a dit, de son vivant: ‘Trois jours après, je ressusciterai’. Donne donc l'ordre que le tombeau soit étroitement surveillé jusqu'au troisième jour, de peur que ses disciples ne viennent voler le corps et ne disent au peuple: ‘Il est ressuscité d'entre les morts’ Cette dernière imposture serait pire que la première». Pilate leur déclara: «Je vous donne une garde; allez, organisez la surveillance comme vous l'entendez». Ils partirent donc et assurèrent la surveillance du tombeau en mettant les scellés sur la pierre et en y plaçant la garde.

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    1. REFLEXION DE LELLA

      La Passion de Jésus vue par mon coeur. Enlace-moi Jésus!.
      - Il m'a été demandé de parler de Ta Passion Jésus. Déjà à la parole "PASSION j'ai eu un sursaut. Tout ce que nous représentons avec ce mot en temps qu'êtres humains est quelque chose qui nous fait penser à un sentiment fort, irrésistible, intense, plus que chaque raisonnement qui pourrait nous détourner. Ceci est Ton amour Jésus, ta manière merveilleuse, sans réserves, sans limites, de nous aimer. Pour nous tu as sacrifié ta vie et non seulement parce que tu es mort pour nous, mais aussi parce que TU L' AS DÉPENSÉ pour nous. Dans tout tes pas, dans l'aller d'une place à l'autre, en défiant toutes les forces de la nature, Tu t'es révélé pour ce que tu es, et je t'entends dans toute ta puissance, dans ton savoir humain incommensurable, dans ta force et ta puissance. Aimer qui nous aimes parfois ce n'est pas facile non plus, il n'y aurait pas autrement tant d'amours non payés sur la terre, mais Tu veux plus, Tu fais plus, et je veux te suivre sur cette voie, parce que seul en te suivant je pourrai vivre pas à pas avec toi. Ta voie de la croix n'est pas seulement une voie sur laquelle nous devons nous mettre pour te regarder quand tu souffres, mais nous devons comprendre que nous sommes cette croix. Se bois élargis à enlacer ces frères confus et lointains, ce bois qui puis semble s'élever vers le ciel comme ton regard en prière tournée vers Dieu. Amour infini, victime de l'amour qui n'est pas payé, larmes et sang versés pour nous, ceci est ton calvaire. Hommes qui gouvernent le monde, attachés au pouvoir et à la gloire terrestre ils te condamnèrent il y a 2000 ans et aujourd'hui ils te condamnent à rester en silence, pour la liberté d'idées et de religion; hommes qui hurlent et crient ils veulent libéré Barabas à ta place, ce Barabas qui se nomme amusement, luxe, profanation, méchanceté, égoïsme, prévarication. oui Barabbas à ta place toi le Saint Ange, pendant qu'ils s'enivrent pour fêter la mort de leur âme! Parler de ta passion veut dire être avec Toi, et souffrir avec toi pour nous hommes, mais cela veut dire accepter de souffrir aussi pour celui qui nous hais surtout, parce que Tu l'aime. Nous ne sommes pas capables de beaucoup d'AMOUR mais la manière unique pour réparer toutes les souffrances que nous te causons, c'est de partager avec toi le désir de salut du monde. Cette croix que tu élargis sur nous. je veux l'enlacer avec Toi, je veux t'aider Jésus, moi aussi à porter seulement un éclat, mais fait que je sois toujours fixe dans ma chair, pour me rappeler que je suis une pécheresse et que cette croix tu la porte pour moi aussi. Je veux monter avec toi sur le Calvaire et lever les yeux vers le Père, je veux demander pardon pour être pardonnée et sauvée; alors oui cette croix donnera un sens à ma vie aussi. Ce seront tes bras pour me soulever avec toi vers le royaume que Dieu a préparé pour nous. Je pouvais en dire beaucoup plus sur ta passion, sur Pâques, sur le passage de l'esclavage au salut, mais si je ne passe pas de l'amour à la croix, ce sera seulement des mots !!!!!!!! Je voudrais t'aimer comme Toi Jésus tu m'aimes, mais je sais que tu te contentes de mon misérable amour, pour cela je te consacre ma vie, comme Tu as consacré, (dédié), la Tienne pour moi.

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