martedì 20 settembre 2016

(Mt 9,9-13) Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori.

VANGELO DI MERCOLEDì 21 SETTEMBRE 2016
(Mt 9,9-13) Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori.
+ Dal Vangelo secondo Matteo


In quel tempo, mentre andava via, Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».


Parola del Signore




LA MIA RIFLESSIONE
VANGELO
Ti prego o Spirito santo di penetrare in ogni ruga della mia pelle, in ogni piega del mio cuore. Fa che solo tua sia la voce che canta alle mie orecchie, che il tuo amore che mi circonda mi faccia esprimere con altrettanto amore, per Cristo nostro Signore, che col suo sangue ha purificato la mia colpa.
Tutti quelli che conoscono Gesù, vengono ogni volta stupiti da come si comporta, da come parla; specialmente quelli che sono i più colti, che credono di avere più diritto degli altri di parlare, quelli che si sentono sempre un gradino più su.
Gesù ancora una volta stupisce tutti ed è lo stesso Matteo che ci racconta come fu chiamato a seguirlo.
Questa è quella che noi oggi potremmo chiamare testimonianza di una conversione.
Matteo era un esattore delle tasse e quasi sicuramente un po’ disonesto, frequentava gente senza fede e disonesta come lui, ma proprio a lui il Signore dice :- Vieni e seguimi - A Matteo, che era abituato ad esigere le imposte, viene chiesto di imparare dal Signore ad elargire misericordia, perché con quella verrà giudicato, e tanta ne userà agli altri, altrettanta ne sarà usata per lui.
Quando sceglie Matteo, lo fa mentre era occupato ad incassare le tasse per i romani, un uomo che era abituato a far quadrare i conti, ad esigere quello che gli veniva chiesto di esigere, un uomo che infondo rendeva agli altri l’ obbligazione che a lui stesso era fatta, perché dalla sua capacità ad esigere i pagamenti, dipendeva il suo lavoro e quindi la sua vita e quella della sua famiglia.
Non gli doveva interessare molto, delle difficoltà che potevano avere i debitori, come un banchiere dei giorni nostri, uno strozzino, valutava tutto con aridità, senza un minimo di comprensione, anche se non era lui ad intascare le somme dovute, ma con una complicità aberrante con gli aguzzini dei poveri.
Eppure davanti a Gesù rimane colpito, non ci pensa un attimo a seguirlo, forse attirato dalla dolcezza che c’è nei suoi occhi, lui certo non era guardato da nessuno con quella dolcezza, ne dai suoi padroni, né tanto meno dalle persone che opprimeva, ma forse è attirato anche dall’ idea di cambiare vita.
Essere odiati, essere obbligati alla durezza di cuore con inflessibilità, non doveva piacergli poi molto in fondo, a chi piacerebbe far soffrire se non a chi ha un animo crudele e gode dell’infelicità altrui. Racconta Matteo di una cena alla quale Gesù partecipò, in cui c’erano alcuni pubblicani, suoi colleghi e dei peccatori, e i farisei guardavano con il loro solito fare sospetto, mormorando contro Gesù, perché si accompagnava con questa gente, e per loro, che avevano una mentalità molto rigida, certo non era facile comprendere, quel Gesù che era sempre più vicino ai peccatori, a quelli che loro ritenevano gli impuri della società e che invece quando si rivolgeva a loro, che si ritenevano giusti, li chiamava sepolcri imbiancati. Ed anche adesso Gesù li gela, riportando una frase del profeta Osea presa dall’ antico testamento e gli dice: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, per fargli capire che pur conoscendo bene la legge di Dio, non sapevano interpretarla. Dio non voleva sacrifici, ma misericordia e nella loro ottusità non volevano capirlo, e tanto meno essere messi allo stesso livello per il Signore di pubblicani, peccatori e reietti della società.
Ancora oggi molti Cristiani, che rispettano secondo loro le regole, ritengono di dover essere considerati degni agli occhi di Dio, molto di più di tanti peccatori, e forse sarebbe bene che ascoltassero questa parola, ma sul serio, fino a farla entrare nel più profondo del loro cuore.
Gesù non chiede tasse, non si paga con il denaro quello che Lui offre, ma con quella che chiameremo “la stessa moneta”.
Perdona e sarai perdonato… Abbi pietà dei fratelli ed il Signore avrà pietà di te…. Ma quello che forse non salta subito agli occhi, ma che ci richiede un momento di riflessione e di silenzio interiore, è CHE PER PRIMO LUI FA QUESTO CON NOI… ci dona la sua misericordia; a noi miseri e peccatori di tutte le razze; a noi che siamo assenti mentre ha bisogno di noi; a noi che non vogliamo pensare ad altro che alle cose materiali; a noi che non ci sediamo mai vicino a lui raccolti in preghiera; a noi che giudichiamo il prossimo; a noi che portiamo rancore per ogni torto subito, ed ancora potrei continuare per ore elencando quelli che sono tutti i nostri peccati…
Cerchiamo di riflettere su quanto siamo immeritevoli di tanto amore e cominciamo a provare ad essere migliori, ad avere più amore e misericordia fra di noi, chiediamo a Lui che è il Maestro di aiutarci.
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9 commenti:

  1. VERSIONS IN FRANCESE DI MERCOLEDI 21 SETTEMBRE 2016

    Jour liturgique : Temps ordinaire - 13e Semaine: Vendredi
    Texte de l'Évangile (Mt 9,9-13): Jésus, sortant de Capharnaüm, vit un homme, du nom de Matthieu, assis à son bureau de publicain (collecteur d'impôts). Il lui dit: «Suis-moi». L'homme se leva et le suivit. Comme Jésus était à table à la maison, voici que beaucoup de publicains et de pécheurs vinrent prendre place avec lui et ses disciples. Voyant cela, les pharisiens disaient aux disciples: «Pourquoi votre maître mange-t-il avec les publicains et les pécheurs?». Jésus, qui avait entendu, déclara: «Ce ne sont pas les gens bien portants qui ont besoin du médecin, mais les malades. Allez apprendre ce que veut dire cette parole: C'est la miséricorde que je désire, et non les sacrifices. Car je suis venu appeler non pas les justes, mais les pécheurs».




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    1. REFLEXION DE LELLA

      PRIERE : "Je te prie ô Esprit saint de pénétrer en chaque ride de ma peau, en chaque pli de mon coeur. Fait que tu soit la seule voix qui chante à mes oreilles que ton amour qui m'entoure soit exprimer avec autant d'amour, par Christ notre Seigneur, quiavec son sang a purifié ma faute."

      - Tous ceux qui connaissent Jésus, chaque fois viennent toujours plus étonné de la façon qu'il se conduit, et qu'il parle; spécialement ceux qui sont le plus cultivés, qui croient avoir plus de droit que les autres de parler, ceux qui se sentent toujours plus haut d'une marche.
      Mais Jésus encore une fois les étonnent tous et c'est le même Mathieu qui nous racontes comment il fut appelé à le suivre.
      Celle-ci est ce que nous pourrions appeler aujourd'hui témoignage d'une conversion.
      Mathieu était un percepteur des taxes et presque sûrement un peu malhonnête, les gens qu'il fréquentaient étaient sans foi et malhonnête comme lui, mais vraiment à lui le Seigneur dit: "Viens et suis moi" À Mathieu, qui était habitué à exiger les impôts, il a demandé d'apprendre du Seigneur à accorder la miséricorde, parce que c'est avec elle qu'il sera jugé, et il en utilisera autant pour les autres, autant qu'il en sera utilisée pour lui.
      Quand Mathieu est choisit, il le fait pendant qu'il était occupé à encaisser les taxes pour les Romains, un homme qui au fond était habitué à faire correspondre les comptes, à exiger ce qui lui était demandé d'exiger, un homme qui rendait aux autres l'obligation qui à lui même était faite, parce que son travail dépendait de sa capacité à exiger les payements, et sa vie et celle de sa famille. Cela ne devait pas lui intéresser beaucoup, les difficultés que pouvaient avoir les débiteurs comme un banquier de nos jours, un usurier qui évaluait tout avec aridité, sans un minimum de compréhension, même si ce n'était pas à lui d'empocher les sommes dûes, mais avec une complicité aberrante avec les bourreaux des pauvres.
      Pourtant devant Jésus il est frappé, il ne pense pas un instant à le suivre, peut-être attiré par la douceur qu'il y a dans ses yeux, certainement qu'il ne s'était jamais fait regardé par personne avec cette douceur, ni ses patrons, ni par les gens qu'il opprimait, mais peut-être il est attiré par l'idée de changer de vie. Être haï, être obligé à la dureté de coeur avec de l'inflexibilité ne devait pas trop lui plaire au fond, mais à qui cela plairait de faire souffrir si ce n'est pas celui qui a une âme cruelle et jouit du malheur d'autrui.
      Mathieu raconte le dîner ou il participa et dans lequel étaient quelques publicains, des collègues, des pécheurs et les pharisiens regardaient avec leur air suspect habituel, en murmurant contre Jésus, parce qu'il accompagnait ces gens, et pour eux, qui avaient une mentalité très rigide, certainement que ce n'était pas facile de comprendre, ce Jésus qui était de plus en plus proche des pécheurs, eux qui les croyaient impuretés de la société et par contre quand il s'adressait à eux, qui se considéraient justes, il les appelait sépulcres blanchis..... et maintenant aussi Jésus les refroidit, en reportant une phrase du prophète Osée pris de l'ancien testament et il lui dit: pour lui faire comprendre que même en connaissant bien la loi de Dieu, ils ne savaient pas l'interpréter. Dieu ne voulait pas de sacrifices mais de la miséricorde et dans leur stupidité ils ne voulaient pas le comprendre, et beaucoup moins être mis au même niveau par le Seigneur des publicains, pécheurs et réprouvés de la société.

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    2. SUITE :
      Encore aujourd'hui nombreux Chrétiens, qui respectent selon eux les règles, croient de devoir être considéré dignes aux yeux de Dieu, bien plus que beaucoup de pécheurs, et il serait peut-être bien qu'ils écoutent cette Parole, mais sérieusement, jusqu'à la faire entrer au plus profond de leur coeur.
      Jésus ne demande pas de taxes, il ne se paie pas avec de l'argent, mais avec ce que nous appellerons "la même monnaie"
      Pardonne et tu seras pardonné......

      Aie pitié de tes frères et le Seigneur aura pitié de toi.....
      Mais ce qui ne saute peut-être pas tout de suite aux yeux, mais qui nous demande un moment de réflexion et de silence intérieur, c'est QU'AVANT IL FAIT CECI AVEC NOUS. il nous donne sa miséricorde; à nous misérables et pécheurs de toutes les races; à nous que nous sommes absent pendant qu'il a besoin de nous; à nous qui ne voulons pas penser à autre qu'aux choses matérielles; à nous qui ne nous asseyons jamais près de lui recueilli en prière; à nous qui jugeons le prochain; à nous qui tout de suite gardons rancune pour chaque tort, et je pourrais encore continuer pour des heures en énumérant ceux que sont nos dommages.
      Tâchons de réfléchir sur tout ce que nous sommes indignes de tant d'amour et commençons par essayer à être meilleurs, à avoir plus d'amour et de miséricorde entre nous, demandons à Lui qui est le Maître de nous aider.

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  2. VERSIONE IN INGLESE DI LUNEDì 21 SETTEMBRE 2016
    Liturgic day: September 21st: Matthew, Apostle & Evangelist

    Gospel text (Mt 9,9-13): As Jesus moved on, He saw a man named Matthew at his seat in the custom-house, and He said to him, «Follow me». And Matthew got up and followed him. Now it happened, while Jesus was at table in Matthew's house, many tax collectors and other sinners joined Jesus and his disciples. When the Pharisees saw this they said to his disciples, «Why is it that your master eats with those sinners and tax collectors?». When Jesus heard this he said, «Healthy people do not need a doctor, but sick people do. Go and find out what this means: What I want is mercy, not sacrifice. I did not come to call the righteous but sinners».

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    1. MY REFLECTION
      GOSPEL
      Please or the Holy Spirit to penetrate every wrinkle of my skin, in every fold of my cuore.Fa that yours is the only voice that sings to my ears, that your love around me let me express the same love for Christ our Lord, who with his blood he cleansed my guilt.
      All those who know Jesus, come every time amazed by how he behaves, from the way he talks, especially those who are the most educated, who believe they have more right of others to speak, those who always feel a step up.
      But Jesus once again surprised everyone and is the same Matthew who tells us how he was called to follow him.This is what we might call today a testimony of conversion.
      Matthew was a tax collector and almost certainly a po'disonesto, attended faithless people and dishonest like him, but to him the Lord says-Come, follow me-
      In Matthew, who was accustomed to demand taxes, you are asked to learn from the Lord to bestow mercy, because with that will be judged, and so they will use to others, just as it will be used for him.When choosing Matthew, he does while he was busy collecting taxes for the Romans, a man who was accustomed to make ends meet, to demand what he was being asked to require, a man who made ​​it to the other infuses the obligation that he the same was done, because of its ability to demand payments, depended on his job and then his life and that of his family. He did not had to be very interested in the difficulties that could have the debtors, as a banker to the present day, a loan shark, all evaluated with dryness, without a hint of understanding, even if it was not him to pocket the sums due, but with a complicity aberrant with the torturers of the poor.Yet before Jesus was struck, do not think for a moment to follow him, perhaps attracted by the sweetness that is in his eyes, he certainly was not watched by anyone with that sweetness, nor by his masters, or even from the people who oppressed, but perhaps it is also attracted by the idea of ​​changing lives. Be hated, be obliged to hardness of heart with inflexibility, did not have to like that much after all, who would like to hurt it unless he has a cruel mind and enjoys the unhappiness of others.(continua)

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    2. (continua)
      Matthew tells of a dinner to which Jesus participated, in which there were some publicans, his colleagues and sinners, and the Pharisees watched with their usual old suspect, murmuring against Jesus, because it was accompanied with these people, and for them, that they had a very rigid mindset, it certainly was not easy to understand, that Jesus who was closer to sinners, to those who believed their society and that of the impure, however, when he spoke to them, who thought they were righteous, and called them whitewashed tombs ... Jesus even now freezes them, bringing a phrase taken from the old Testament prophet Hosea and says to let him know that I knew well the law of God, did not know how to interpret it.God did not want sacrifice, but mercy and in their stupidity did not want to understand it, much less be put on the same level for the Lord of publicans, sinners and outcasts of society. Even today many Christians who respect the rules according to them, feel that they must be considered worthy in the eyes of God, much more than many sinners, and perhaps it would be good to be listening this word, but seriously, to bring it into the deepest of their hearts.
      Jesus does not ask for taxes, you do not pay with money what He offers, but with what we shall call "the same coin"
      Forgive and you will be forgiven ...
      Have pity on the brothers and the Lord will have mercy on you ....But what you might not immediately jumps to the eyes, but that requires a moment of reflection and inner silence, it is THAT FIRST HE DOES THIS WITH U.S. ... gives us his mercy on us miserable sinners and of all races, to we who are absent as he needs us, we do not want to think of anything but the material things in us that we do not ever sit next to him in prayer, we judge that the neighbor to us that we bear a grudge for any wrong suffered, and still i could go on for hours listing the ones that are all our sins ...
      Let us reflect on what we are unworthy of so much love and begin to try to be better, to have more love and mercy among us, ask Him who is the Master to help us.

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  3. VERSIONE IN SPAGNOLO DI LUNEDì 21 SETTEMBRE 2016
    Día litúrgico: 21 de Septiembre: San Mateo, apóstol y evangelista

    Texto del Evangelio (Mt 9,9-13): En aquel tiempo, cuando Jesús se iba de allí, al pasar vio a un hombre llamado Mateo, sentado en el despacho de impuestos, y le dice: «Sígueme». Él se levantó y le siguió. Y sucedió que estando él a la mesa en casa de Mateo, vinieron muchos publicanos y pecadores, y estaban a la mesa con Jesús y sus discípulos. Al verlo los fariseos decían a los discípulos: «¿Por qué come vuestro maestro con los publicanos y pecadores?». Mas Él, al oírlo, dijo: «No necesitan médico los que están fuertes sino los que están mal. Id, pues, a aprender qué significa aquello de: Misericordia quiero, que no sacrificio. Porque no he venido a llamar a justos, sino a pecadores».

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    1. MI REFLEXIÓN
      EVANGELIO
      Por favor, o el Espíritu Santo para penetrar todas las arrugas de la piel, en cada pliegue de mi cuore. Haces que la suya es la única voz que canta a mis oídos, que tu amor a mi alrededor permítanme expresar el mismo amor a Cristo nuestro Señor, que con su sangre limpió mi culpa.
      Todos los que conocen a Jesús, es que cada vez sorprendido por la forma en que se comporta, de la forma en que habla, sobre todo aquellos que son los más educados, que creen que tienen más derecho de los demás a hablar, a los que siempre se siente un paso adelante.
      Pero Jesús se sorprendió una vez más a todos y es el mismo que Mateo nos dice cómo fue llamado a seguirlo. Esto es lo que podríamos llamar hoy un testimonio de la conversión.
      Mateo era un recaudador de impuestos, y casi con toda seguridad un hombre deshonestos, asistió a la gente sin fe y deshonestas como él, pero el Señor le dice-Ven, sígueme-
      En Mateo, que estaba acostumbrado a los impuestos a la vista, se le pedirá que aprender del Señor que tenga misericordia, porque con que se juzga, por lo que van a utilizar a los demás, al igual que se va a utilizar por él.
      Al elegir Mateo, lo hace mientras él estaba ocupado la recaudación de impuestos para los romanos, un hombre que utiliza a fin de mes, para reclamar lo que se le pedía a exigir, un hombre que hizo a otros sin fundamento la obligación de él el mismo se hizo, debido a su capacidad para exigir pagos, dependía de su trabajo y por lo tanto su vida y la de su familia.
      Él no tenía que estar muy interesado en las dificultades que puedan tener los deudores, como banquero hasta la actualidad, un usurero, todo evaluado con sequedad, sin una pizca de comprensión, incluso si no era él a meter las cantidades adeudadas, pero con una complicidad aberrante con los verdugos de los pobres.
      ( continua)

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    2. Sin embargo, antes de que Jesús fue golpeado, no creo que por un momento a seguirlo, tal vez atraídos por la dulzura que hay en sus ojos, desde luego, no fue visto por cualquier persona con esa dulzura, ni por sus amos, o incluso de las personas oprimidas, pero tal vez también se siente atraído por la idea de cambiar vidas. Ser odiado, ser obligado a la dureza del corazón con la inflexibilidad, no tiene que gustar mucho, después de todo, que le gustaría hacerle daño a menos que tenga una mente cruel y disfruta de la infelicidad de los demás.Mateo habla de una cena a la que Jesús participó, en la que había unos publicanos, sus colegas y con los pecadores, y los fariseos observaba con su habitual sospechoso de edad, murmurando en contra de Jesús, ya que fue acompañado con estas personas, y para ellos, que tenían una mentalidad muy rígida, sin duda no era fácil de entender, ese Jesús que estaba más cerca de los pecadores, a los que creen su sociedad y la de los impuros, sin embargo, cuando habló con ellos, que pensaban que eran justos, y los llamaron a sepulcros blanqueados … Jesús incluso ahora los congela, trayendo una frase tomada del libro del profeta Oseas Antiguo Testamento y dice que le hizo saber que yo conocía bien la ley de Dios, no sabían interpretarlo.Dios no quiere sacrificios, pero la misericordia y en su estupidez no quería entender, y mucho menos puede poner en el mismo nivel que el Señor de los publicanos, pecadores y marginados de la sociedad. Incluso hoy en día muchos cristianos que se respetan las normas de acuerdo con ellos, sienten que deben ser considerados dignos a los ojos de Dios, más que muchos pecadores, y tal vez sería bueno estar escuchando esta palabra, pero en serio, para ponerlo en lo más profundo de sus corazones.
      Jesús no pide a los impuestos, no pagar con dinero lo que ofrece, pero con lo que llamaremos “la misma moneda”
      Perdonad y seréis perdonados …
      Ten piedad de los hermanos y el Señor tenga misericordia de ti ..Pero lo que no puede ser que salta inmediatamente a la vista, sino que requiere de un momento de reflexión y silencio interior, es que primero él hace esto con nosotros,nos da su misericordia de nosotros miserables pecadores y de todas las razas, para somos nosotros los que estamos ausentes cuando nos necesita, nosotros no queremos pensar en nada más que las cosas materiales en nosotros que nosotros no siempre sentarse junto a él en la oración, juzgamos que el vecino para nosotros que nos guarda rencor por cualquier agravio que ha sufrido, y todavía podría seguir durante horas enumerando los que son nuestros pecados …
      Reflexionemos sobre lo que somos indignos de tanto amor y empezar a tratar de ser mejor, a tener más amor y misericordia entre nosotros, le pedimos que es el Maestro que nos ayude

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