lunedì 2 maggio 2016

(Gv 14,6-14) Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo?

VANGELO
(Gv 14,6-14) Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo?

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù a Tommaso: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta».
Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò».

Parola del Signore


LA MIA RIFLESSIONE
PREGHIERA
Vieni o Santo Spirito e aiutami a leggere tra le righe, le intenzioni che il Signore ha per ognuno di noi, aiutami a far si che la tua parola si agganci nella nostra mente, ed azioni tutto il nostro essere, per vivere in comunione con il Cristo, che è l'Unica via, l' Unica verità, l' unica vita!
Oggi la chiesa ci invita a ricordare gli apostoli Giacomo e Filippo e lo fa proponendoci due letture che meritano tutta la nostra attenzione.
La 1° lettera di Paolo ai Corinzi, annuncia che il Signore dopo la sua morte, apparve risorto ai suoi discepoli e nel Vangelo di Giovanni, veniamo esortati a credere che tutto quello che Gesù ha fatto, quello che ha detto, non è stata un'effimera illusione creata dal bisogno di credere in qualcosa o in qualcuno, ma una straordinaria realtà che non finiremo mai di scoprire.
Da quanto tempo sentiamo parlare di Gesù? Da quanto tempo abbiamo stabilito questo contatto... e ancora non riusciamo a conoscerlo veramente!
Essere discepoli sembrava facile, sicuramente per un pò i primi discepoli, pensavano di aver trovato un condottiero che li conducesse alla gloria, ma presto hanno capito che quell' uomo che parlava con autorità e attraeva le folle, non era un abile condottiero, ma un umile uomo proprio quanto il bambino nato in una stalla.
La sua famiglia terrena, santa, ma modesta, aveva impresso in lui i segni della umiltà, dell' obbedienza, e questo che sembrava un segno di debolezza è invece la forza dell' amore.
Credere in Gesù significa anche riconoscersi in lui, nelle sue opere e nelle sue azioni, perché tutto quello che faremo nel suo nome, sarà benedetto da Dio.
Questa è una cosa fondamentale della nostra fede religiosa, credere che Gesù è il Figlio di Dio, mandato dal Padre, per tracciare quella via che dobbiamo seguire, per avere la vita eterna nella casa del Padre.
In questo brano, come negli ultimi che abbiamo letto, Gesù torna a sottolineare la sua unicità col Padre, quindi non ci soffermeremo a ripetere le stesse cose, ma voglio invece sottolineare come stare in comunione con Gesù significa stare in comunione col Padre. È Gesù stesso che lo afferma e ci dice che attraverso questa comunione il Padre compie le sue opere, ma quello che mi colpisce è che ci dice che chiunque entrerà in questa comunione, farà opere altrettanto grandi.
Quindi Gesù ci spinge a considerarci importanti agli occhi di Dio, perché credendo in Lui, crederemo in colui che l’ ha mandato, e qualunque cosa chiederemo nel suo nome ci verrà concessa. Sono parole importanti, e poiché sappiamo che le parole di Gesù sono verità, non vedo perché dovremmo credere solo in parte alle sue parole…Quando pensiamo che Gesù ha dato la vita per noi, dovremmo accompagnare questo pensiero alla consapevolezza che in Gesù c’è il Padre ed il suo immenso amore.Questo è importante perché credendo in questo ,noi affidiamo le nostre certezze a Dio.
Dimentichiamo forse che gli apostoli compivano miracoli nel suo nome…e i Santi, ancora oggi persone che erano esattamente come noi, ma che da noi differenziavano per la grande fede e l’ abbandono alla volontà di Dio. Abbiamo tanti esempi da imitare, tocca cominciare a fare sul serio, non credete?
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6 commenti:

  1. VERSIONE IN SPAGNOLO DI MARTEDì 3 MAGGIO 2016
    Día litúrgico: 3 de Mayo: Santos Felipe y Santiago, apóstoles
    Texto del Evangelio (Jn 14,6-14): En aquel tiempo, Jesús dijo a Tomás: «Yo soy el camino, la verdad y la vida. Nadie va al Padre sino por mí. Si me conocéis a mí, conoceréis también a mi Padre; desde ahora lo conocéis y lo habéis visto». Le dice Felipe: «Señor, muéstranos al Padre y nos basta». Le dice Jesús: «¿Tanto tiempo hace que estoy con vosotros y no me conoces Felipe? El que me ha visto a mí, ha visto al Padre. ¿Cómo dices tú: ‘Muéstranos al Padre’? ¿No crees que yo estoy en el Padre y el Padre está en mí? Las palabras que os digo, no las digo por mi cuenta; el Padre que permanece en mí es el que realiza las obras. Creedme: yo estoy en el Padre y el Padre está en mí. Al menos, creedlo por las obras. En verdad, en verdad os digo: el que crea en mí, hará él también las obras que yo hago, y hará mayores aún, porque yo voy al Padre. Y todo lo que pidáis en mi nombre, yo lo haré, para que el Padre sea glorificado en el Hijo. Si me pedís algo en mi nombre, yo lo haré».

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    1. MI REFLEXIÓN
      ORACIÓN
      Ven Espíritu Santo y ayúdame a leer entre líneas, las intenciones que el Señor tiene para cada uno de nosotros, me ayudan a asegurarme de que su palabra para participar en nuestras mentes y acciones de todo nuestro ser, de vivir en comunión con el Cristo, que es el único camino, la única verdad, la única vida!
      Hoy la Iglesia nos invita a recordar los apóstoles Santiago y Felipe, y lo hace proponiendo dos lecturas que merecen nuestra atención.
      La primera papel de Pablo a los Corintios, anuncia que el Señor después de su muerte, se apareció a sus discípulos y resucitado; en el Evangelio de Juan, nos exhorta a creer que todo lo que Jesús hizo, lo que dijo, que no era un ilusión efímera creada por la necesidad de creer en algo o alguien, sino una realidad inquietante que nunca se detuvo a averiguarlo.
      ¿Cuánto tiempo nos enteramos de Jesús? ¿Cuánto tiempo hemos establecido este contacto ... y sin embargo, realmente no lo sabemos!
      Ser discípulos parecía fácil, sin duda, un poco a los primeros discípulos, pensaron que habían encontrado a un líder que los llevaría a la gloria, pero pronto se dieron cuenta de que el hombre que hablaba con autoridad y atrajo a las multitudes, que no era un líder hábil, sino un humilde justo cuando el bebé nace en un establo.Su familia terrenal, santo, aunque modesto, había impreso en él los signos de la humildad, de la obediencia, y esto parecía una señal de debilidad, sin embargo, es el poder del amor.
      Creer en Jesús significa también reconocer en él, en sus obras y en sus acciones, porque todo lo que hacemos en su nombre, será bendecido por Dios
      Esto es una cosa importante de nuestra fe religiosa, creer que Jesús es el Hijo de Dios, enviado por el Padre, para trazar el camino que debemos seguir para tener la vida eterna en la casa del Padre.
      En este pasaje, como en el pasado hemos leído, Jesús vuelve a hacer hincapié en su singularidad con el Padre, por lo que no morará en la repetición de las mismas cosas, pero en su lugar Quiero destacar como estar en comunión con Jesús significa estar en comunión con el Padre. Es Jesús mismo quien dice y nos dice que a través de esta comunión del Padre hace las obras, pero lo que me llama la atención es que se nos dice que cualquier persona que entre en esta comunión, funcionará igual de bien.
      Así que Jesús nos insta a considerar nos importante a los ojos de Dios, porque creer en Él, creer en Él Quien Está envió, y todo lo que pidamos en su nombre será otorgado. Estas palabras son importantes, y como sabemos que las palabras de Jesús son la verdad, no veo por qué debemos creer sólo en parte a sus palabras ... Cuando pensamos que Jesús dio su vida por nosotros, debemos acompañar a este pensamiento a la constatación de que en Jesús está la Padre y su inmenso amor.
      Esto es importante porque creer en esto, nos apoyamos en nuestras creencias a Dios
      Nos olvidamos, acaso, que los apóstoles estaban haciendo milagros en su nombre ... y los santos, incluso hoy en día las personas que estaban igual que nosotros, pero que diferían de nosotros por la gran fe y el "abandono a la voluntad de Dios
      Tenemos muchos ejemplos a imitar, toque empezar a tomar en serio, ¿no os parece?

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  2. VERSIONE IN INGLESE DI MARTEDì 3 MAGGIO 2016
    Liturgical day: May 3rd: Philip and James, apostles
    Gospel text (Jn 14,6-14): Jesus said, «I am the way, the truth and the life; no one comes to the Father but through me. If you know me, you will know the Father also; indeed you know him and you have seen him». Philip asked him, «Lord, show us the Father and that is enough». Jesus said to him, «What! I have been with you so long and you still do not know me, Philip? Whoever sees me sees the Father; how can you say: ‘Show us the Father’? Do you not believe that I am in the Father and the Father is in me?. All that I say to you, I do not say of myself. The Father who dwells in me is doing his own work. Believe me when I say that I am in the Father and the Father is in me; at least believe it on the evidence of these works that I do. Truly, I say to you, the one who believes in me will do the same works that I do; and he will even do greater than these, for I am going to the Father. Everything you ask in my name, I will do, so that the Father may be glorified in the Son. And everything you ask in calling upon my Name, I will do».

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    1. MY REFLECTION
      PRAYER
      Come Holy Spirit and help me to read between the lines, the intention that the Lord has for each of us, help me to make sure that your word to engage in our minds, and actions our whole being, to live in communion with the Christ, who is the only Way, the one truth, the only life!

      Today the Church invites us to remember the Apostles James and Philip, and it does proposing two readings that deserve our attention.
      The 1st Epistle of Paul to the Corinthians, announces that the Lord after his death, he appeared to his disciples and rose again in the Gospel of John, we are called upon to believe that all that Jesus has done, what he said, was not a 'ephemeral illusion created by the need to believe in something or someone, but an extraordinary fact that we never stop discovering.
      From the time we hear about Jesus? How long have we established this contact ... and yet we do not really know him! Being disciples seemed easy, certainly for a while the first disciples, thought they had found a leader who would lead them to glory, but soon they realized that the man who spoke with authority and attracted the crowds, it was not a skilled leader, but a humble man just as the baby born in a stable.
      His earthly family, santa, but modest, she had impressed upon him the signs of humility, of obedience, and this looked like a sign of weakness, however, is the power of love.
      Believing in Jesus means also recognize in him, in his works and in his actions, because everything we do in his name, he will be blessed by God
      This is an important thing of our religious faith, to believe that Jesus is the Son of God, sent by the Father, to trace the path that we must follow in order to have eternal life in the Father's house.
      In this passage, as in the past we have read, Jesus returns to emphasize its uniqueness with the Father, so we will not dwell on repeating the same things, but instead I want to emphasize as being in communion with Jesus means to be in communion with the Father.
      It is Jesus himself who says and tells us that through this fellowship the Father doeth the works, but what strikes me is that it tells us that anyone who enters into this communion, will work just as great.
      So Jesus urges us to consider us important in the eyes of God, because believing in Him, believe in Him who sent him, and whatever we ask in his name will be awarded. These words are important, and since we know that Jesus' words are the truth, I do not see why we should believe only in part to his words ... When we think that Jesus gave his life for us, we should accompany this thought to the realization that in Jesus there is the Father and his immense love.This is important because believing in this, we rely on our beliefs to God
      We forget, perhaps, that the apostles were making miracles in his name ... and the Saints, even today people who were just like us, but who differed from us for the great faith and the 'abandonment to God's will
      We have many examples to be imitated, tap start to get serious, do not you think?

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  3. VERSIONE IN FRANCESE DI MARTEDì 3 MAGGIO 2016
    Jour liturgique : 3 mai: Philippe et Jacques
    Texte de l'Évangile (Jn 14,6-14): Jésus lui répond: «Moi, je suis le Chemin, la Vérité et la Vie; personne ne va vers le Père sans passer par moi. Puisque vous me connaissez, vous connaîtrez aussi mon Père. Dès maintenant vous le connaissez, et vous l'avez vu». Philippe lui dit: «Seigneur, montre-nous le Père; cela nous suffit». Jésus lui répond: «Il y a si longtemps que je suis avec vous, et tu ne me connais pas, Philippe! Celui qui m'a vu a vu le Père. Comment peux-tu dire: ‘Montre-nous le Père’? Tu ne crois donc pas que je suis dans le Père et que le Père est en moi! Les paroles que je vous dis, je ne les dis pas de moi-même; mais c'est le Père qui demeure en moi, et qui accomplit ses propres oeuvres. Croyez ce que je vous dis: je suis dans le Père, et le Père est en moi; si vous ne croyez pas ma parole, croyez au moins à cause des oeuvres. Amen, amen, je vous le dis: celui qui croit en moi accomplira les mêmes oeuvres que moi. Il en accomplira même de plus grandes, puisque je pars vers le Père. Tout ce que vous demanderez en invoquant mon nom, je le ferai, afin que le Père soit glorifié dans le Fils. Si vous me demandez quelque chose en invoquant mon nom, moi, je le ferai».
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    1. REFLEXION

      ET PRIERE DE LELLA : Viens ô Saint Esprit et aide-moi à lire entre les lignes, les intentions que tu a pour chacun de nous, aide moi à faire que ta Parole s'accroche dans notre esprit, et actionnes tout notre être, pour vivre en communion avec le Christ qui est la seule voie, l'unique vérité, la vie unique!

      - Aujourd'hui l'église nous invite à se rappeler des apôtres Jacques et Philippe, et le fait en nous proposant deux lectures qui méritent toute notre attention. La 1° lettre de Paul aux Corinthiens annonce que le Seigneur après sa mort apparut ressuscitée à ses disciples et dans l'Évangile de Jean, nous sommes exhorté à croire que tout ce qu'il a fait, ce qu'il a dit n'a pas été une illusion éphémère créée pour le besoin de croire en quelque chose ou en quelqu'un mais une réalité extraordinaire que nous ne finirons jamais de découvrir. Depuis combien de temps nous entendons parler de Jésus? Depuis combien temps nous avons établi ce contact...... et encore nous ne réussissons pas à le connaître vraiment! Être disciples semblait facile, sûrement les premiers disciples pensaient avoir trouvé un conducteur qui les menât à la gloire, mais ils ont compris que cet homme qui parlait avec de l'autorité et attirait les foules, n'était pas vraiment qu'un conducteur adroit mais un homme humble l'enfant né dans une étable. Sa famille terrestre, sainte, mais modeste, avait gravé en lui les signes de l'humilité, de l'obéissance et ce qui semblait un signe de faiblesse est au contraire la force de l'amour. Croire en Jésus signifie se reconnaître en lui, et aussi dans ses oeuvres et dans ses actions, parce que tout ce que nous ferons en son nom sera béni par Dieu. Ceci est une chose fondamentale de notre foi religieuse, croire que Jésus est le Fils de Dieu, envoyé par le Père, pour tracer cette voie que nous devons suivre pour avoir la vie éternelle dans la maison du Père.
      Dans ce passage, comme dans les derniers que nous avons lu, Jésus revient souligner son union avec le Père, donc nous ne nous arrêterons pas pour répéter les mêmes choses, mais je veux souligner par contre comment rester en communion avec Jésus signifie rester en communion avec le Père. C'est Jésus lui même qui l'affirme et il nous dit qu'à travers cette communion le Père accomplit ses oeuvres mais ce qui me frappe est qu'il nous dit que quiconque entrera dans cette communion, fera autant de grandes oeuvres. Jésus nous pousse ensuite à nous considérer importants aux yeux de Dieu, parce qu'en croyant en Lui, nous croirons en celui qui l'a envoyé, et quoi que nous demandions en son nom nous sera accordée. Ce sont des Paroles importantes, car nous savons que les paroles de Jésus sont vérité, je ne vois pas pourquoi nous devrions croire seulement en partie à ses paroles.Quand nous pensons que Jésus a donné sa vie pour nous, nous devrions accompagner cette pensée à la conscience qu'en Jésus il y a le Père et son amour immense.
      Ceci est important parce qu'en croyant en ça, nous confions nos certitudes à Dieu.
      Nous oublions peut-être que les apôtres accomplissaient des miracles en son nom. et les Saints, encore aujourd'hui des gens qui étaient comme nous exactement, mais qui ce différenciaient de nous par leur grande foi et l'abandon à la volonté de Dieu. Nous avons beaucoup d'exemples à imiter, qui nous touche commencer à le faire sérieusement, vous ne croyez pas?

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