martedì 15 dicembre 2015

(Lc 7,19-23) Riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito.

VANGELO.
(Lc 7,19-23) Riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Giovanni chiamati due dei suoi discepoli li mandò a dire al Signore: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Venuti da lui, quegli uomini dissero: «Giovanni il Battista ci ha mandati da te per domandarti: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”». In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi. Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
Parola del Signore





LA MIA RIFLESSIONE 

 PREGHIERA
 Vieni o spirito Di Dio, e d illumina il mio cuore e la mente, fa che nella mia piccolezza io possa percepire la grandezza del messaggio Divino e la faccia mia. Torniamo a leggere anche oggi la pagina che ci racconta Luca, in cui il povero Giovanni Battista manda a chiedere a Gesù se è Lui l’uomo mandato da Dio o debbono aspettare ancora un altro. Tornando indietro vediamo che al momento del battesimo di Gesù nelle acque del fiume Giordano, Lo Spirito aveva rivelato e se vogliamo aggiungere, confermato quello che già dal grembo della mamma Elisabetta, il piccolo Giovanni aveva intuito alla visita di Maria. Allora perché Giovanni manda i suoi uomini? Lui è in prigione e quindi quelli che sono i suoi discepoli, si fanno e gli pongono delle domande; quel Gesù che Giovanni annunciava era dunque questo. Questo "andate e chiedete di Giovanni", è un andate e conoscete chi è Gesù, quello che fa guarire i malati, che ridà la vista ai ciechi, che porta la speranza ai poveri, agli esclusi, agli emarginati, a quelli che hanno fiducia in Lui e lo invocano. E’ da Gesù che anche Giovanni attende una risposta, lui prigioniero nel suo nome, attende e spera, ma non chiede di essere liberato, accetta questa sua condizione e non si vergogna di essere suo discepolo, ma anzi, proprio in questo suo accettare la prova, si rivela la sua grazia. “Beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!” dice il Signore, beato colui che accetta le prove come occasione per pregare, per crescere, per cercare il Signore e non si fa trascinare dal nemico nel rinnegare Cristo. Beato colui che riconosce nel nostro essere peccatori, nella disobbedienza a Dio, la causa della distruzione del corpo e nella grazia e misericordia da parte di Gesù Cristo, la vittoria sulla morte, la vittoria sul peccato. Quando le cose vanno bene è facile ringraziare il Signore e riconoscerlo come Signore della nostra vita, ma quando vanno male, riusciamo ancora a farlo? Impariamo dai discepoli di Gesù che cosa vuol dire seguire Gesù, non cerchiamo di farci un Messia che ci piace, ma seguiamo quello che ci ridà la dignità di essere figli di Dio.
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6 commenti:

  1. VERSIONE IN INGLESE DI MERCOLEDì 16 DICEMBRE 2015
    Liturgic day: Wednesday 3th of Advent
    Gospel text (Lc 7,19-23): The disciples of John gave him all this news. So he called two of them and sent them to the Lord with this message, «Are you the one we are expecting, or should we wait for another?». These men came to Jesus and said, «John the Baptist sent us to ask you: ‘Are you the one we are to expect, or should we wait for another?’».
    At that time Jesus healed many people of their sicknesses or diseases; He freed them from evil spirits and He gave sight to the blind. Then He answered the messengers, «Go back and tell John what you have seen and heard: the blind see again, the lame walk, lepers are made clean, the deaf hear, the dead are raised to life, and the poor are given good news. Now, listen: Fortunate are those who encounter me, but not for their downfall».

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    1. MY REFLECTION
      PRAYER
      Come Of God or spirit, and illuminates my heart and mind, it is that in my smallness I can perceive the magnitude of the Divine message and I can do.
      Let's go back to read today the page that tells Luke, in which poor John the Baptist sends to ask Jesus if He is the man sent from God or must wait another.
      Looking back we see that at the time of Jesus baptism in the River Jordan, the Spirit had revealed and if we want to add, confirmed what we already from the womb of mother Elizabeth, the little John had sensed the visit of Mary. So why John sent his men? He is in jail and then those who are his disciples, do you and they ask questions; that Jesus announced that John was therefore this.
      This "go and ask" John, it's a go and you know who Jesus is; what it does heal the sick; Who gives sight to the blind; that brings hope to the poor; the excluded; the marginalized; to those who trust in Him and call upon Him.
      It is by Jesus that John waits for a response, he prisoner in his name, waits and hopes, but does not ask to be released, accepts his condition and is not ashamed to be his disciple, but rather, precisely in this accept evidence , reveals his grace. "Blessed is he who does not find me a source of scandal!" Says the Lord, blessed is he who accepts the evidence as an occasion to pray, to grow, to seek the Lord and not get carried away by the enemy in denying Christ. Blessed is he who recognizes our sinfulness, disobedience to God, the cause of the destruction of the body and in the grace and mercy of Jesus Christ, the victory over death, victory over sin.
      When things go well it's easy to thank God and acknowledge Him as Lord of our lives, but when they go wrong, we can still do it? We learn from Jesus' disciples what it means to follow Jesus, we do not try to make us a Messiah who we like, but we follow what it gives back the dignity of being children of God.

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  2. VERSIONE IN SPAGNOLO DI MERCOLEDì 16 DICEMBRE 2015
    Día litúrgico: Miércoles III de Adviento
    Texto del Evangelio (Lc 7,19-23): En aquel tiempo, Juan envió a dos de sus discípulos a decir al Señor: «¿Eres tú el que ha de venir, o debemos esperar a otro?». Llegando donde Él aquellos hombres, dijeron: «Juan el Bautista nos ha enviado a decirte: ‘¿Eres tú el que ha de venir o debemos esperar a otro?’».
    En aquel momento curó a muchos de sus enfermedades y dolencias, y de malos espíritus, y dio vista a muchos ciegos. Y les respondió: «Id y contad a Juan lo que habéis visto y oído: Los ciegos ven, los cojos andan, los leprosos quedan limpios, los sordos oyen, los muertos resucitan, se anuncia a los pobres la Buena Nueva; ¡y dichoso aquel que no halle escándalo en mí!».

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    1. MI REFLEXIÓN
      ORACIÓN
      Ven Espíritu de Dios, e ilumina mi corazón y de la mente, es que en mi pequeñez puedo percibir la magnitud del mensaje divino y lo que puedo hacer.
      Volvamos a leer hoy la página que dice Lucas, en el que el pobre Juan el Bautista envía a preguntar a Jesús si Él es el hombre enviado por Dios o debe esperar otro.
      Mirando hacia atrás, vemos que en el momento del bautismo de Jesús en el río Jordán, el Espíritu había revelado y si queremos añadir, confirmamos lo que ya desde el vientre de la madre de Elizabeth, el pequeño Juan había sentido la visita de María.
      Entonces ¿ por qué Juan envió a sus hombres? Él está en la cárcel y los que son sus discípulos, y se hacen preguntas; él Jesús que anunció Juan era, por lo tanto esto.
      Este "ir y pedir" Juan, es un ir y usted sabe quién es Jesús; lo que hace sanar a los enfermos; ¿Quién da vista a los ciegos; que trae esperanza a los pobres; los excluidos; los marginados; a los que confían en Él y le invocan.
      Es por Jesús que Juan espera una respuesta, él prisionero en su nombre, esperas y esperanzas, pero no pide que se publicará, acepta su condición y no se avergüenza de ser su discípulo, sino más bien, precisamente en esta evidencia aceptar , revela su gracia. "Beato el que no encuentre en mi una fuente de escándalo!" Dice el Señor, beato el que acepta la evidencia como una ocasión para orar, para crecer, para buscar al Señor y no dejarse llevar por el enemigo en negar a Cristo. Beato el que reconoce nuestro ser pecadores, la desobediencia a Dios, la causa de la destrucción del cuerpo y en la gracia y la misericordia de Jesucristo, la victoria sobre la muerte, la victoria sobre el pecado. Cuando las cosas van bien es fácil gracias a Dios y reconocer Él como Señor de nuestras vidas, pero cuando van mal, todavía puede hacerlo? Aprendemos de los discípulos de Jesús lo que significa seguir a Jesús, nosotros no tratamos de hacernos un Mesías que nos gusta, pero seguimos lo que devuelve la dignidad de ser hijos de Dios.

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  3. VERSIONE IN FRANSSE DI MERCOLEDì 16 DICEMBRE 2015
    Jour liturgique : 3eme Mercredi de l'Avent
    Évangile de Jésus Christ selon saint Luc 7,18b-23.
    En ce temps-là, Jean le Baptiste appela deux de ses disciples
    et les envoya demander au Seigneur : « Es-tu celui qui doit venir, ou devons-nous en attendre un autre ? »
    Arrivés près de Jésus, ils lui dirent : « Jean le Baptiste nous a envoyés te demander : Es-tu celui qui doit venir, ou devons-nous en attendre un autre ? »
    À cette heure-là, Jésus guérit beaucoup de gens de leurs maladies, de leurs infirmités et des esprits mauvais dont ils étaient affligés, et à beaucoup d’aveugles, il accorda de voir.
    Puis il répondit aux envoyés : « Allez annoncer à Jean ce que vous avez vu et entendu : les aveugles retrouvent la vue, les boiteux marchent, les lépreux sont purifiés, les sourds entendent, les morts ressuscitent, les pauvres reçoivent la Bonne Nouvelle.
    Heureux celui qui ne trébuchera pas à cause de moi ! »

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    1. REFLEXION DE LELLA.

      ET PRIERE : Viens O esprit De Dieu, et éclaire mon coeur et mon esprit, fait que dans ma petitesse je puisse percevoir la grandeur du message Divin et que je le fasse mien.

      - Revenons pour lire aujourd'hui aussi la page que Luc nous raconte dans lequel le pauvre Jean Baptiste envoie demander à Jésus s'il c'est Iui l'homme envoyé par Dieu ou s'ils doivent en attendre encore un autre. En revenant en arrière nous voyons qu'au moment du baptême de Jésus dans les eaux du fleuve Jordanien, L'Esprit avait révélé et si nous voulons ajouter, confirmé cela déjà dans le ventre de la maman Elisabeth, le petit Jean l'avait deviné à la visite de Marie.
      Alors pourquoi Jean envoie ses hommes? Il est en prison et ensuite ceux qui sont ses disciples le font et lui posent des questions; ce Jésus que Jean annonçait était-il donc celui-ci. Ceci "aller à la demande de Jean", c'est une aller et connaissez qui est Jésus, celui qui fait guérir les malades qui rend la vue aux aveugles qui porte l'espoir aux pauvres, aux excluts, aux marginaux, à ceux qui ont confiance en Lui et l'invoquent. C'est de Jésus que Jean attend aussi une réponse, il est prisonnier en son nom, il attend et espère, mais il ne demande pas d'être libéré, et accepte sa condition il n'a pas honte d'être son disciple, mais, vraiment l'acceptation de l'épreuve, se révèle sa grâce. "Bienheureux est celui qui ne trouve pas en moi un motif de scandale! dit le Seigneur, bienheureux celui qui accepte les épreuves comme une occasion pour prier, pour grandir, pour chercher le Seigneur et ne se fait pas entraîner par l'ennemi en reniant le Christ. Bienheureux celui qui reconnaît dans notre être pécheurs, la désobéissance à Dieu, la cause de la destruction du corps et dans la grâce et miséricorde de la part de Jésus Christ, la victoire sur la mort, la victoire sur le péché. Quand les choses vont bien il est facile de remercier le Seigneur et de le reconnaître comme Seigneur de notre vie, mais quand elles vont mal, est-ce que nous réussissons encore à le faire? Apprenons des disciples de Jésus qu'est-ce que veut dire suivre Jésus, ne cherchons pas à nous faire un Messie qui nous plaît, mais suivons celui qui nous rend la dignité d'être fils de Dieu.

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