lunedì 29 settembre 2014

Santi Michele, Gabriele e Raffaele Arcangeli 29 settembre



Santi Michele, Gabriele e Raffaele
Arcangeli
29 settembre
Il Martirologio commemora insieme i santi arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele.
La Bibbia li ricorda con specifiche missioni:
 Michele avversario di Satana,
Gabriele annunciatore e
 Raffaele soccorritore.

Prima della riforma del 1969 si ricordava in questo giorno solamente san Michele arcangelo in memoria della consacrazione del celebre santuario sul monte Gargano a lui dedicato.
Martirologio Romano: Festa dei santi Michele, Gabriele e Raffaele, arcangeli. Nel giorno della dedicazione della basilica intitolata a San Michele anticamente edificata a Roma al sesto miglio della via Salaria, si celebrano insieme i tre arcangeli, di cui la Sacra Scrittura rivela le particolari missioni: giorno e notte essi servono Dio e, contemplando il suo volto, lo glorificano incessantemente. 
Il 29 di settembre la Chiesa commemora la festa liturgica dei santi Arcangeli:

 
San MICHELE
 San GABRIELE
 San RAFFAELE
Michele (Chi è come Dio?) è l’arcangelo che insorge contro Satana e i suoi satelliti (Gd 9; Ap 12, 7; cfr Zc 13, 1-2), difensore degli amici di Dio (Dn 10, 13.21), protettore del suo popolo (Dn 12, 1).

Gabriele (Forza di Dio) è uno degli spiriti che stanno davanti a Dio (Lc 1, 19), rivela a Daniele i segreti del piano di Dio (Dn 8, 16; 9, 21-22), annunzia a Zaccaria la nascita di Giovanni Battista (Lc 1, 11-20) e a Maria quella di Gesù (Lc 1, 26-38).

Raffaele (Dio ha guarito), anch’egli fra i sette angeli che stanno davanti al trono di Dio (Tb 12, 15; cfr Ap 8, 2), accompagna e custodisce Tobia nelle peripezie del suo viaggio e gli guarisce il padre cieco.
La Chiesa pellegrina sulla terra, specialmente nella liturgia eucaristica, è associata alle schiere degli angeli che nella Gerusalemme celeste cantano la gloria di Dio (cfr Ap 5, 11-14; Conc. Vat. II, Costituzione sulla sacra liturgia, «Sacrosanctum Concilium», 8).
Il 29 settembre il martirologio geronimiano (sec. VI) ricorda la dedicazione della basilica di san Michele (sec. V) sulla via Salaria a Roma.
 
L'appellativo «angelo» designa l'ufficio, non la natura

Dalle «Omelie sui vangeli» di san Gregorio Magno, papa
(Om. 34, 8-9; PL 76, 1250-1251)

È da sapere che il termine «angelo» denota l'ufficio, non la natura. Infatti quei santi spiriti della patria celeste sono sempre spiriti, ma non si possono chiamare sempre angeli, poiché solo allora sono angeli, quando per mezzo loro viene dato un annunzio. Quelli che recano annunzi ordinari sono detti angeli, quelli invece che annunziano i più grandi eventi son chiamati arcangeli.

Per questo alla Vergine Maria non viene inviato un angelo qualsiasi, ma l'arcangelo Gabriele. Era ben giusto, infatti, che per questa missione fosse inviato un angelo tra i maggiori, per recare il più grande degli annunzi.

A essi vengono attribuiti nomi particolari, perché anche dal modo di chiamarli appaia quale tipo di ministero è loro affidato. Nella santa città del cielo, resa perfetta dalla piena conoscenza che scaturisce dalla visione di Dio onnipotente, gli angeli non hanno nomi particolari, che contraddistinguano le loro persone. Ma quando vengono a noi per qualche missione, prendono anche il nome dall'ufficio che esercitano.

Così Michele significa: Chi è come Dio?
Gabriele: Fortezza di Dio
Raffaele: Medicina di Dio.

Quando deve compiersi qualcosa che richiede grande coraggio e forza, si dice che è mandato Michele, perché si possa comprendere, dall'azione e dal nome, che nessuno può agire come Dio. L'antico avversario che bramò, nella sua superbia, di essere simile a Dio, dicendo: Salirò in cielo (cfr. Is 14, 13-14), sulle stelle di Dio innalzerò il trono, mi farò uguale all'Altissimo, alla fine del mondo sarà abbandonato a se stesso e condannato all'estremo supplizio. Orbene egli viene presentato in atto di combattere con l'arcangelo Michele, come è detto da Giovanni: «Scoppiò una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago» (Ap 12, 7).

A Maria è mandato Gabriele, che è chiamato Fortezza di Dio; egli veniva ad annunziare colui che si degnò di apparire nell'umiltà per debellare le potenze maligne dell'aria. Doveva dunque essere annunziato da «Fortezza di Dio» colui che veniva quale Signore degli eserciti e forte guerriero.

Raffaele, come abbiamo detto, significa Medicina di Dio. Egli infatti toccò gli occhi di Tobia, quasi in atto di medicarli, e dissipò le tenebre della sua cecità. Fu giusto dunque che venisse chiamato «Medicina di Dio» colui che venne inviato a operare guarigioni.

 
Invocazione ai Tre Arcangeli
Glorioso San Michele arcangelo, principe delle milizie celesti, difendici contro tutti i nostri nemici visibili ed invisibili, affinché nessun male ci possa colpire.
San Gabriele arcangelo, tu che giustamente sei chiamato la forza di Dio, poiché sei stato scelto per annunciare a Maria il mistero dell’incarnazione, svelaci i tesori racchiusi nella persona del Figlio di Dio, perché come te possiamo adorare il Verbo incarnato nel seno di Maria Vergine.
San Raffaele arcangelo, guida sicura dei viaggiatori, tu che, con la potenza divina, operi miracolose guarigioni, guidaci nel corso del nostro pellegrinaggio terreno e suggeriscici i veri rimedi che possono guarire le nostre anime e i nostri corpi.

San Michele arcangelo
Michele vuol dire "Chi come Dio". Fu questo il grido di battaglia con cui debellò Lucifero e gli angeli ribelli suoi seguaci e riunì sotto la sua bandiera tutti gli angeli fedeli. Il suo stesso nome è perciò una protesta di fedeltà, un grido di amore, un programma di vita. "Chi come Dio?" sia anche per noi la divisa di fedele servitore di Cristo per opporlo al "non serviam" degli schiavi di Satana, del mondo, delle passioni. San Michele era il grande protettore della sinagoga ed ora è il protettore della Chiesa.
PREGHIERA A SAN MICHELE
San Michele arcangelo, difendici nella lotta: sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del demonio.
Supplichevoli preghiamo che Dio lo domini e tu, Capo della Milizia Celeste, con il potere che ti viene da Dio, incatena nell’inferno satana e gli altri spiriti maligni che si aggirano per il mondo per perdere le anime. Amen.
 
San Gabriele arcangelo 
Gabriele significa forza di Dio ed è l’angelo dell’incarnazione.
Egli annuncia a Zaccaria la nascita del Battista, a Maria santissima ed ai pastori quella di Cristo, a san Giuseppe svela il mistero della Maternità di Maria e, quale custode della divina Famiglia, avverte in sogno san Giuseppe di fuggire e poi di ritornare in Palestina.
Si pensa che sia l’angelo apparso a Gesù nella sua Passione nel Getsemani, per con fortarlo.
  
PREGHIERA A SAN GABRIELE
O glorioso arcangelo san Gabriele, mi unisco alla gioia che hai provato nel recarti come celeste messaggero a Maria: ti sei presentato a lei con rispetto, l’hai salutata con devozione e con amore, e primo fra gli angeli, hai adorato il Verbo incarnato nel suo seno.
Ti prego di ottenermi di ripetere, con gli stessi tuoi sentimenti, il saluto che allora hai rivolto a Maria e di manifestare lo stesso amore con cui hai accolto il Verbo fatto uomo.
San Raffaele arcangelo
 "Rafa-EI" significa: "Dio guarisce".
 Egli si è fatto conoscere dalla storia di Tobia nell’Antico Testamento; la tradizione gli attribuisce uffici specifici: Raffaele presiede agli spiriti degli uomini, è patrono dei viaggiatori che ne invocano la custodia e veglia su tutte le ferite e le malattie degli uomini.
PREGHIERA A SAN RAFFAELE
Glorioso arcangelo san Raffaele, grande principe della corte celeste, illustre per i doni di grazia e saggezza, guida dei viandanti per terra e per mare, consolatore degli infelici e rifugio dei peccatori, voglio supplicarti di assistermi in tutte le mie necessità e pene di questa vita, come hai sostenuto il giovane Tobia nelle sue peregrinazioni.
Poiché tu sei il rimedio di Dio, voglio pregarti umilmente di guarire la mia anima dalle sue numerose infermità e il mio corpo dai mali che lo affliggono, se questa grazia mi è concessa.
Voglio chiedere in particolare un’angelica purezza così da poter meritare di essere il tempio vivente dello Spirito Santo.
  • " Gli angeli "  di don Giuseppe Tomaselli 
    • " Gli Angeli ribelli "  di don Giuseppe Tomaselli  
    •  "Gli angeli " di Padre Angel Peña 
    • "Gli Angeli,una verità di fede
  • I santi e gli angeli
  • Cosa dicono i santi sull’angelo custode

per approfondire i pdf scaricabili qui :
     
    «L’angelo custode ha molto più desiderio di aiutarvi di quanto voi ne abbiate nell’essere aiutati da lui …
     In ogni afflizione accorrete a lui con fiducia ed egli vi aiuterà». 
    San Giovanni Bosco

    «Abbi confidenza con il tuo angelo custode.
    Trattalo come un amico intimo ed egli saprà renderti
    mille servizi nelle faccende ordinarie di ogni giorno».  
    San JosèMaria Escribà de Balaguer

    "L'intera città celeste ci guarda e ci sprona: gli angeli ed i santi ci sono compagni...
    Il nostro compito è preciso: consegnare alle generazioni venture ed ai secoli venturi una città,
     una civiltà ed una storia che riflettano, da tutte le parti ed in tutte le strutture,
     la bellezza di Cristo, l'amore di Cristo, la pace e la gioia di Cristo.
    Giorgio La Pira, laico domenicano
     
     



    LODATE DIO SCHIERE BEATE
    Lodate Dio, schiere beate del cielo.
    Lodate Dio, genti di tutta la terra.
    Cantate a lui, che l'universo creò,
    somma sapienza e splendore.
    Lodate Dio, Padre che dona ogni bene.
    Lodate Dio, ricco di grazia e perdono.
    Cantate a lui, che tanto gli uomini amò
    da dare l'unico Figlio.
    Lodate Dio, uno e trino Signore.
    Lodate Dio, meta e premio dei buoni.
    Cantate a lui, sorgente d'ogni bontà,
    per tutti i secoli.
    Amen.

    "... - ELL "

    MICHELE........."...- ELL"
    GABRIELE......."...- ELL"
    RAFFAELE......"...- ELL"
    Angeli che esprimono la stessa radice del nome di Dio
    nella radice del loro nome.

    Come a dire che loro sono l'emanazione di una particolare e diversa
    per ciascuno realtà di Dio.

    Lo stesso Dio attraverso gli Angeli si manifesta in modo diverso;
    la stessa Trinità diventa manifestazione di un identica angelicità
     rivissuta in Dio in modo triplice e diverso,
    pur restando sempre angelicità.

    E così, questi Angeli che sono l'immagine riflessa della Trinità riportano a noi l'esperienza di Dio nella loro intercessione e manifestazione particolare.

    Andare e venire da Dio e da noi: questo è il loro compito e la loro identità: angeli come messaggeri tra Dio e l'umanità: salire e scendere, dalla terra al cielo, da Dio all'uomo e viceversa: un continuo movimento vissuto quasi come un gioco, nella gioia, nella vivacità, nella potenza dell'amore che arde: serafini di particolare importanza, questi tre, quasi dei segretari della Trinità, dei "Vice" della potenza divina, ad esprimere che Dio non lo si incontra mai di persona, ma nel rispetto di un Mistero amoroso.
    dalle omelie di don Luciano Sanvito
               


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