martedì 18 marzo 2014

SANTI é BEATI :

Beata Sibillina Biscossi Domenicana
Pavia 1287 - 1367
La Beata Sibillina Biscossi, nata a Pavia nel 1287 e morta nel 1367, era orfana di padre e di madre. Appena ebbe la forza di sfaccendare, venne messa a servizio. Ma a 12 anni divenne cieca. Fu allora raccolta dalle Terziarie domenicane di Pavia. Nei primi anni la bambina infelice pregò a lungo, con la speranza che san Domenico le concedesse il miracolo della vista. Poi capì che la sua cecità poteva essere luce e orientamento per gli altri. Accettò la privazione e si fece reclusa in una celletta attigua alla chiesa, dove restò dai 15 agli 80 anni, nella più severa penitenza, vestita d'estate e d'inverno col medesimo saio, mangiando scarsamente e dormendo sopra una tavola di legno, senza né pagliericcio né copertura. Visitata da prelati e da potenti, da devoti e da dubbiosi, ella fu la Sibilla cristiana, che rispondeva a tutte le richieste di consiglio e di conforto. Era l'occhio luminoso di tutta la città di Pavia, che riconosceva nella cieca veggente una maestra di spirito. (Avvenire)
Etimologia: Sibillina (diminut. di Sibilla) = che fa conoscere la volontà di Dio, dal greco
Martirologio Romano: A Pavia, beata Sibillina Biscossi, vergine, che, rimasta cieca dall’età di dodici anni, visse per sessantacinque anni in clausura presso la chiesa dell’Ordine dei Predicatori, illuminando con la sua luce interiore i molti che ricorrevano a lei.

Sibillina nacque dalla onorata famiglia Biscossi, e fin dai primissimi anni mostrò grande inclinazione alla pietà. A dodici anni, colpita da una dolorosa infermità, rimase del tutto cieca. Sebbene la santa fanciulla accettasse con rassegnazione la dolorosa prova, non cessò però di chiedere a Dio di volerle ridare la vista, tanto necessaria a lei che doveva trarre dal lavoro delle mani il pane d’ogni giorno. Un giorno, mentre così pregava, le apparve il Santo Patriarca Domenico, il quale le mostrò una luce tanto meravigliosa, che le tolse per sempre il desiderio della luce e d’ogni altra cosa di questo mondo. E così, a quindici anni, vestita dell’Abito del Terz’Ordine, e accesa da cosi santo amore, si ritirò in un angusto romitorio, accanto alla chiesa dei Frati Predicatori, iniziando una vita che possiamo definire eroica. Più eroico ancora fu il perseverarvi per 67 anni, senza mai abbandonare la sua cella. Con cuore di martire sopportò le tenebre della cecità, la solitudine completa, i rigori di una severa penitenza. Ma il segreto di tanto coraggio essa l’attinse nell’amorosa contemplazione del Crocifisso. Qui attinse anche la celeste sapienza che la rese maestra e consolatrice di innumerevoli anime che accorrevano a lei, riportandone luce e conforto. Le fu rivelata l’ora della sua morte, avvenuta il 19 marzo 1367, alla veneranda età di ottant'anni, attorniata dai religiosi dell’Ordine, che l’assistettero nell’ora suprema. Fu illustre per miracoli. Il suo corpo è sepolto nella cattedrale di Pavia. Papa Pio IX il 17 agosto 1854 ha confermato il culto.
L'Ordine Domenicano la ricorda il 18 aprile.

Autore:
Franco Mariani
Beata Sibillina Biscossi Domenicana
Pavia 1287 - 1367
La Beata Sibillina Biscossi, nata a Pavia nel 1287 e morta nel 1367, era orfana di padre e di madre. Appena ebbe la forza di sfaccendare, venne messa a servizio. Ma a 12 anni divenne cieca. Fu allora raccolta dalle Terziarie domenicane di Pavia. Nei primi anni la bambina infelice pregò a lungo, con la speranza che san Domenico le concedesse il miracolo della vista. Poi capì che la sua cecità poteva essere luce e orientamento per gli altri. Accettò la privazione e si fece reclusa in una celletta attigua alla chiesa, dove restò dai 15 agli 80 anni, nella più severa penitenza, vestita d'estate e d'inverno col medesimo saio, mangiando scarsamente e dormendo sopra una tavola di legno, senza né pagliericcio né copertura. Visitata da prelati e da potenti, da devoti e da dubbiosi, ella fu la Sibilla cristiana, che rispondeva a tutte le richieste di consiglio e di conforto. Era l'occhio luminoso di tutta la città di Pavia, che riconosceva nella cieca veggente una maestra di spirito. (Avvenire)
Etimologia: Sibillina (diminut. di Sibilla) = che fa conoscere la volontà di Dio, dal greco
Martirologio Romano: A Pavia, beata Sibillina Biscossi, vergine, che, rimasta cieca dall’età di dodici anni, visse per sessantacinque anni in clausura presso la chiesa dell’Ordine dei Predicatori, illuminando con la sua luce interiore i molti che ricorrevano a lei.

Sibillina nacque dalla onorata famiglia Biscossi, e fin dai primissimi anni mostrò grande inclinazione alla pietà. A dodici anni, colpita da una dolorosa infermità, rimase del tutto cieca. Sebbene la santa fanciulla accettasse con rassegnazione la dolorosa prova, non cessò però di chiedere a Dio di volerle ridare la vista, tanto necessaria a lei che doveva trarre dal lavoro delle mani il pane d’ogni giorno. Un giorno, mentre così pregava, le apparve il Santo Patriarca Domenico, il quale le mostrò una luce tanto meravigliosa, che le tolse per sempre il desiderio della luce e d’ogni altra cosa di questo mondo. E così, a quindici anni, vestita dell’Abito del Terz’Ordine, e accesa da cosi santo amore, si ritirò in un angusto romitorio, accanto alla chiesa dei Frati Predicatori, iniziando una vita che possiamo definire eroica. Più eroico ancora fu il perseverarvi per 67 anni, senza mai abbandonare la sua cella. Con cuore di martire sopportò le tenebre della cecità, la solitudine completa, i rigori di una severa penitenza. Ma il segreto di tanto coraggio essa l’attinse nell’amorosa contemplazione del Crocifisso. Qui attinse anche la celeste sapienza che la rese maestra e consolatrice di innumerevoli anime che accorrevano a lei, riportandone luce e conforto. Le fu rivelata l’ora della sua morte, avvenuta il 19 marzo 1367, alla veneranda età di ottant'anni, attorniata dai religiosi dell’Ordine, che l’assistettero nell’ora suprema. Fu illustre per miracoli. Il suo corpo è sepolto nella cattedrale di Pavia. Papa Pio IX il 17 agosto 1854 ha confermato il culto.
L'Ordine Domenicano la ricorda il 18 aprile.

Autore:
Franco Mariani

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