mercoledì 26 febbraio 2014

SANTI é BEATI :

Beata Maria di Gesù Deluil-Martiny

27 febbraio

Marsiglia, 28 maggio 1841 - La Servianne, Marsiglia, 27 febbraio 1884

Il cardinale Dechamps, al tempo arcivescovo di Malines-Bruxelles, l'ha definita "la Teresa d'Avila del nostro secolo". Siamo nell'Ottocento e Maria Deluil-Martiny, nata a Marsiglia nel 1841, è a contatto con importanti personalità. Non solo francesi. Il vescovo missionario Daniele Comboni, infatti, quando è in Francia ricorre al suo consiglio. Da giovinetta ha come confessore il Curato d'Ars e a lei si interessa persino Papa Pio IX. Sotto la guida del padre Calage giunge - dopo essersi votata alla castità rimanendo in famiglia e aiutando i genitori, i poveri e i sacerdoti missionari - a fondare con alcune consorelle, in Belgio, l'Istituto claustrale delle Figlie del Cuore di Gesù, dedite all'adorazione eucaristica e alla preghiera per missioni e santificazione del clero. Prende il nome di Maria di Gesù. Dà vita a due monasteri ad Aix-en-Provence e a La Servianne (Marsiglia). Qui il giardiniere del monastero la uccide a colpi di pistola in odio alla fede il 27 febbraio del 1884. È beata dal 1989. (Avvenire)

Martirologio Romano: A Marsiglia in Francia, beata Maria di Gesù Deluil Martiny, vergine, che fondò la Congregazione delle Figlie del Cuore di Gesù e, ferita a morte da un uomo violento, concluse con l’effusione del sangue una vita intimamente unita alla Passione di Cristo.

Maria Deluil-Martiny nata a Marsiglia il 28 maggio 1841, da distintissima famiglia ancora rapisce chiunque l’avvicina per la profondità della sua dottrina e la santità della vita. Vivace, brillante, coltissima e assai dentro alle cose della società e della storia, volle consacrarsi a Dio in una missione singolare che avrebbe scoperto gradualmente fino ad una esplosione d’amore. Era ancora bambina e, combinando qualche marachella nel collegio dove studiava, le suore si lamentavano di lei con l’Arcivescovo di Marsiglia, Mons. Eugenio de Mazenod, il quale senza scomporsi rispondeva: "Sarà la Santa Maria di Marsiglia”.
A 17 anni andò a confessarsi dal Curato d’Ars che le disse: “Sì, sarà tutta di Dio, ma dovrà attendere a lungo nel mondo”. In un cammino impervio, Maria offrí il suo voto di verginità per sempre, pur stando nella sua famiglia a occuparsi dei suoi genitori e di cento opere di bene per l’annuncio di Cristo, il servizio ai poveri, l’aiuto ai sacerdoti e alle missioni, diffondendo, in accordo con la Visitazione di Bourg e di Marsiglia, il culto al cuore di Gesú. Anche Mons. Comboni, nei suoi viaggi in Francia, ebbe aiuto dalla giovane Maria. Grazie alla guida spirituale del Padre Calage, ella trova a poco a poco la sua via. Si interessano di lei Papa Pio IX e il Card. Dechamps, Arcivescovo di Malines-Bruxelles, il quale la definisce “la S.Teresa D’Avila del nostro secolo”. Finalmente, il 20 giugno 1873, solennità del Sacro Cuore di Gesú, con alcune consorelle, fonda in Belgio l’Istituto delle Figlie del Cuore di Gesú, dedite, nella clausura, all’adorazione all’Eucarestia, alla preghiera e all’immolazione per la conversione del mondo lontano da Dio e per la santificazione dei sacerdoti.
Il centro, anzi l’Unico della sua vita è Gesú eucaristico offerto al Padre su tutti gli altari del mondo, presente nel Tabernacolo, adorato giorno e notte, vissuto nell’intimità della grazia santificante e della carità. Il suo modello, come ella stessa ha spiegato, è la Madonna.
Seguono anni brevi e densi. Molte giovani accorrono nella nuova fondazione e Madre Maria di Gesú - così si chiama da quando è diventata religiosa - fonda altri due monasteri, a Aix-en-Provence e nella proprietà lasciatale in eredità dalla mamma, a La Servianne presso Marsiglia. Cresce nell’intimità con Gesú, educa nell’intimitá con Lui e al dono totale le sue “Figlie” che la amano come una mamma.
Poi, il 27 febbraio 1884, nel giardino della Servianne, Madre Maria di Gesú è uccisa dal giardiniere del monastero, che le scarica addosso la rivoltella, in odio alla fede. E’ vergine e martire, come aveva sempre desiderato. Il 22 ottobre 1989, Papa Giovanni Paolo II con la solenne beatificazione in S. Pietro a Roma la eleva agli onori degli altari:la beata Maria di Gesú.
Con la sua esistenza umile e straordinaria, intessuta di amore e di una immensa gioia di donare, ci indica Gesu’ Crocifisso ed Eucaristico, come il Centro di tutto, l’unica Fonte cui attingere la vita vera della grazia e della santità. E la Madonna, modello e guida verso Lui.

Per informazioni rivolgersi a:
Figlie del Cuore di Gesu'
Via dei Villini, 34
00161 Roma

Autore: Dario Di Maso

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