sabato 2 novembre 2013

(Lc 19,1-10) Il Figlio dell’uomo era venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto.

VANGELO
 (Lc 19,1-10) Il Figlio dell’uomo era venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto.
+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!». Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto». Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

Parola del Signore
(Lc 19,1-10) Il Figlio dell’uomo era venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto.
(Lc 19,1-10) Il Figlio dell’uomo era venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto.


LA MIA RIFLESSIONE
PREGHIERA
Vieni Spirito Di Dio e fa che la mia mente non sia offuscata dalle mie idee, ma fa che io possa veramente svuotarmi di me stessa per fare posto a quello che Tu imprimi nella mia mente e nel mio cuore.

Prima che Gesù passasse di lì, Zaccheo era solo un uomo che viveva la sua vita secondo gli schemi del mondo, in fondo come tutti quelli che si sono ben inseriti, che hanno un bel lavoro, che hanno raggiunto un certo benessere e che non guardano tanto per il sottile, pur di raggiungere il loro scopo.
Era un piccolo uomo che in fondo aveva tutto, ed era riuscito ad apparire soddisfatto, ma evidentemente non era poi così, perchè nonostante sia appagato dal suo lavoro che gli rende bene (esattore dei tributi) cerca di nascosto Gesù, forse un po’ per curiosità, forse per gelosia verso chi vede guarito dall’ incontro col Signore, ma non vuole essere lui ad andare a chiedere e si nasconde tra le foglie di un sicomoro, come per osservare senza essere visto.Ma Gesù lo vede e legge nel suo cuore, perché quello che non è possibile agli uomini, è possibile a Dio e la sua risposta non si fa attendere: - «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua».
Come la trova non importa, sa che è la casa di un peccatore, è il cuore di una persona che non ha certo vissuto un’esistenza pulita, ma a Gesù non importa, non è venuto per i giusti, ma per i peccatori, l’ ha detto tante volte. 
La sua insoddisfazione era latente e si percepisce anche dal fatto che si rende subito conto di dover fare qualcosa per rimettersi in riga, come restituire il maltolto e fare la carità ai bisognosi e  a Gesù non è sfuggito al bisogno di pace di Zaccheo. Lo ha scorto e lo ha chiamato, ed ecco che tutto quello che contava prima per Zaccheo, non conta più nulla, è disposto a rinunciare a tutto pur di diventare suo discepolo.
La risposta del Signore è immediata, alla chiamata accorata del pentimento, corrisponde la salvezza, che è per tutti i figli di Dio che si smarriscono nel mondo e vogliono essere riaccolti nella casa del Padre, anche per i più ostinati peccatori, perché Gesù è venuto per offrire se stesso per la salvezza di chi si è perduto.
Zaccheo era una strana persona, che in fondo ci somiglia, perché trova giustificazione a tutto quello che compie, anche ai soprusi e alle azioni disoneste, quasi legittimandole, ma di fronte alla luce di Dio, si arrende. Il fatto di sentirsi accettato da Gesù, abbracciato nonostante, come tutti i peccatori, non se ne senta degno, lo riempie di gioia e lo fa capitolare; immediatamente si converte e promette di riparare al male compiuto restituendo il maltolto ed aiutando i poveri.
Quest’uomo ha capito che la vera conversione viene da Gesù e che in lui si resta soltanto vivendo da fratelli, e amando il prossimo così come siamo amati e perdonati dal Signore.
Mettere immediatamente le nostre scarpe nelle sue impronte per seguire ogni suo passo, per non sbagliare strada, perché Dio ci cerca con amore, ci perdona per amore e non ci giudica, ma ci aiuta a diventare migliori. L’idea che noi abbiamo prevalente di un Dio che giudica è dovuta ai nostri sensi di colpa, verso chi sentiamo come un Padre buono, ma non riusciamo a ricambiare e sappiamo di non meritare.Come spesso mi trovo a ripetere, l’amore di Gesù è veramente singolare, non ha schemi prefissati, ma è veramente a 360°, è per tutti. 
 

2 commenti:

  1. REFLEXION DE LELLA
    PRIERE : "Viens, Esprit de Dieu, et fait que mon esprit ne soit pas obscurci par mes idées, mais fait que je puisse vraiment me tournés sur moi-même pour faire place à ce que tu imprime dans mon esprit et dans mon cœur."

    - Avant que Jésus passât par là, Zacchée était seulement un homme qui vivait sa vie selon les schémas du monde, au fond comme tous ceux qui sont bien insérés, qui ont un bon travail, qui ont atteint un certain bien-être et qui ne sont pas trop pointilleux, pour atteindre leur but.
    C'était un petit homme qui avait tout au fond, et il avait réussi à paraître satisfait, mais il ne l'était évidemment pas, parce que bien qu'il sois assouvi par son travail qui le lui rend bien, ( percepteur des contributions), il cherche à se caché de Jésus, peut-être un peu par curiosité, peut-être par jalousie envers ceux qu'il voit guéri par leur rencontre avec le Seigneur, mais il ne veut pas que ce soit à lui d'aller demander et il se cache dans les feuilles d'un sycomore, comme pour observer sans être vu. Mais Jésus le voit et il lit dans son coeur, parce que ce qui n'est pas possible aux hommes est possible à Dieu et sa réponse ne se fait pas attendre: Tout de suite il dit : " Zacchèe descend, parce qu'aujourd'hui je dois m'arrêter chez toi."
    Comment la t-il trouvé peu importe, il sait que c'est la maison d'un pécheur, c'est le coeur d'une personne qui n'a certainement pas vécu une existence propre, mais pour Jésus cela importe peu, il n'est pas venu pour les justes, mais pour les pécheurs, il l'a dit plusieurs fois.
    Son insatisfaction était latente et on le perçoit du fait aussi que tout de suite il se rend compte de devoir faire quelque chose pour se remettre en ligne, comme rendre ce qu'il à mal gagné et faire la charité aux indigents, cela n'a pas échappé à Jésus ce besoin de paix de Zacchée. Il l'a aperçu et il l'a appelé, et voilà que tout ce qui comptait avant pour Zacchée, rien ne compte plus, il est disposé à renoncer à tout pour devenir son disciple. La réponse du Seigneur est immédiate, à l'appel affligé du repentir, il paie le salut qui est pour tous les enfants de Dieu qui se perdent dans le monde et veulent être reçu dans la maison du Père, même pour les pécheurs les plus obstinés, parce que Jésus est venu pour s'offrir lui même pour le salut de celui qui est perdu. Zacchée était une personne étrange, qui nous ressemble au fond, parce qu'il trouve une justification à tout ce qu'il accomplit, même aux injustices et aux actions malhonnêtes, presque en les légitimant, mais devant la lumière de Dieu, il se rend. Le fait de se sentir accepté par Jésus enlacé malgré tous, comme tous les pécheurs, il ne s'en sent pas digne, et cela la rempli de joie et le fait capituler; il se convertit immédiatement et promet de réparer le mal fait en rendant ce qu'il n'avait pas gagné honnêtement et en aidant les pauvres. Cet homme a compris que la vraie conversion vient de Jésus et qu'en lui on reste en vivant en frères seulement, et aimant son prochain comme nous sommes aimés et pardonné par le Seigneur.
    Mettons immédiatement nos pas dans ses empreintes pour suivre sa trace, pour ne pas se tromper de voie, parce que Dieu nous cherche avec amour, il nous pardonne par amour et il ne nous juges pas, mais il nous aide à devenir meilleurs.
    L'idée prédominante que nous avons d'un Dieu qui juge, est due à nos sens de la faute, envers celui que nous sentons comme un bon Père, mais nous ne réussissons pas à changer et nous savons que nous ne le méritons pas. Comme je me trouve souvent à répéter, l'amour de Jésus est vraiment singulier, il n'a pas schémas préétablis, mais il est vraiment à 360°, il est pour tous.

    RispondiElimina
  2. Zaccheo fa uno sforzo per vedere Gesù. E' piccolo di statura, consapevole di ciò che gli manca per incontrarLo. Si arrangia con i mezzi a cui è avvezzo: arrampicarsi è tipico di chi non conosce stade dritte e piane, strade di giustizia e di verità. Ma Gesù non si formalizza, perchè guarda il cuore e spiazza lo sprovveduto Zaccheo. "Scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua". Gesù va oltre ogni umana immaginazione. Chi glielo avrebbe detto a Zaccheo che solo il desiderio di vederlo, gli avrebbe aperto la strada ad un'intimità così grande! Il sentirsi guardato e accettato, nonostante la fama di pubblico peccatore lo riempie di gioia. Gesù che va a casa sua, Gesù che non fa lo schizzinoso, quando ci presentiamo a Lui nella nostra inadeguatezza, nel nostro limite, opera il miracolo di rimetterci in piedi, di ridonarci la dignità perrduta, sì da desiderare di restituire il mal tolto, di spogliarci di ciò che non ci appartiene, come ha fatto Zaccheo-



    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.