giovedì 10 ottobre 2013

SANTI é BEATI :

- Santi Taraco, Probo e Andronico Martiri

11 ottobre

+ Anazarbo, Cilicia, 10 ottobre 304 circa

Martirologio Romano: Ad Ainvarza in Cilicia, nell’odierna Turchia, santi Táraco, Probo e Androníco, martiri, che durante la persecuzione dell’imperatore Diocleziano diedero la vita per testimoniare la fede in Cristo.

Esisteva originariamente una “passio” greca dei santi martiri Taraco, Probo ed Andronico, poi tradotta in latino, dalla qualòe fu tratto l’elogio inserito nel Martirologio d’Usuardo ed in seguito anche nel Martyrologium Romanum. Non pochi studiosi ritennero tale narrazione autentica e degna di fede, anche se molti dettagli in essa contenuti sono frutto dei luoghi comuni dell’agiografia leggendaria, così come la comparsa dei martiri in tre differenti città sarebbe inspiegabile dal punto di vista giuridico.
Pare che Taraco fosse cittadino romano di Claudianopoli in Isauria ed aveva lasciato l’esercito in quanto cristiano., Probo era di Side ed Andronico proveniva da una nobile famiglia di Efeso. In odio alla loro fede i tre vennero processati e torturati barbaramente a Tarso ed a Mopsuestia, per essere infine decapitati presso Anazarbo il 10 ottobre 304. Non a torto Taraco, Probo ed Andronico possone essere considerati i più celebri martiri della Cilicia, il cui culto in breve tempo si diffuse in tutto l’Oriente ed in molte altre lontane regioni.
I martirologi geronimiano e romano li commemorano all’11 ottobre, ma il primo li menzziona anche in altre date: 5 aprile, 13 maggio, 27 settembre, 9, 10 e 12 ottobre. In quest’ultima data i tre martiri sono commemorati dai sinassari bizantini. Aussenzio, vescovo di Mopsuestia, nel V secolo edificò una basilica in loro onore fuori le mura della città, facendo pervenire da Anazarbo alcune reliquie. Il 7 maggio 483 anche Martirio, vescovo di Gerusalemme, depose sotto l’altare del monastero di Sant’Eutimio alcune reliquie dei tre martiri. Severo di Antiochia il 6 settembre 515 pronunziò un panegerico in loro onore. A Costantinopoli, capitale imperiale, furono dedicate ben due chiese alla loro memoria.


Autore: Fabio Arduino

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