giovedì 3 ottobre 2013

(Mt 11,25-30) Hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.

VANGELO 
(Mt 11,25-30) Hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.
+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Parola del Signore





LA MIA RIFLESSIONE
PREGHIERA
Colletta
O Dio, che in san Francesco d’Assisi, povero e umile, hai offerto alla tua Chiesa una viva immagine del Cristo, concedi anche a noi di seguire il tuo Figlio nella via del Vangelo e di unirci a te in carità e letizia.
Plasmaci Signore, dacci forma, perché dalla terra ci hai creato e a te solo dobbiamo la vita; siamo figli tuoi e possiamo essere degni di te, vivere a tua immagine e somiglianza, insegnaci a farlo, proteggici dal fango del peccato che vuole impedirvi di risplendere della tua luce.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

Questa si che è preghiera ragazzi!!!!!
Ti rendo lode,Padre,Signore del cielo e della terra……
Gesù non si stanca mai di ringraziare il Padre,di lodare le meraviglie del creato … e guarda caso, oggi ricordiamo il piccolo per eccellenza, San Francesco, che sapeva vedere in ogni angolo del mondo Dio.
Il collegamento che fa la Chiesa in questa pagina tra Paolo e Francesco può essere collegato al fatto che
" forse " ambedue erano stigmatizzati, come vediamo che ci dice Paolo stesso:- D’ora innanzi nessuno mi procuri fastidi: io porto le stigmate di Gesù sul mio corpo.- Non è questo però che li accomuna ,ma il fatto che Francesco e Paolo, così diversi tra loro eppure tutti e due arrivano ad una conclusione simile, amano la croce perché amano Cristo. Quelle parole di Gesù li colpiscono e glielo fanno amare in tutta la sua bellezza.
Bellezza della croce, perché solo una cosa bella si può amare in questo modo…e questo ci porta mille miglia lontani da loro e dalla loro santità, simile a quella di Gesù, il Santo di Dio, il Figlio prediletto…
Ci pensate … il figlio prediletto di Dio…. come vorremmo raggiungere anche solo l’idea di essere graditi agli occhi di Dio, sarebbe già qualcosa, ma Francesco e Paolo hanno capito che solo attraverso l’imitazione di Cristo avrebbero potuto sperare di vedere Dio, attraverso i suoi occhi, le sue piaghe, il suo dolore… IL SUO AMORE.
Nella grande umiltà di riconoscersi ancora imperfetti, ci si lascia andare tra le braccia di Gesù e ci si lascia plasmare dal suo amore.
Lui si che sa amare e perdonare, non ci sono regole da imparare, né riti da eseguire, non è importante essere ebrei, circoncisi, preti o monache, quello che conta è diventare suoi, amarlo e accettare di amare in quel modo sublime, assurdo si, ma trascinante, che non si ferma a riflettere, a guardare l’oggetto del suo amore, se merita o no…. ama e basta, ama anche il dolore che gli dai ,come una madre ed un padre insieme, che amano il figlio che li trascura, li ferisce, che bramano un suo sguardo, una sua carezza, che aspettano solo di vederlo tornare sano e salvo per stare bene, che sono in ansia se è lontano…L’amore di Dio è quello di tutte le madri e i padri del mondo e tanto, tanto di più.
In queste letture,vediamo che la cosa più importante che dobbiamo tenere presente è che tutto dipende da Dio. Ma spesso il nostro orgoglio ci fa diventare superbi e pensiamo che siamo noi, con la nostra sapienza il nostro savoir faire, che dirigiamo i nostri passi. Noi senza il Signore non siamo nulla e non possiamo nulla, ma mettendoci al suo servizio con l’umiltà di servi avremo la possibilità di essere quei piccoli a cui Cristo rivela e si rivela. Servi per amore e non per obbligo, perché Gesù stesso ci ha detto ” non vi chiamo servi , ma amici”, quindi in nome di questa grandissima amicizia che ci dimostra, doniamo a Lui la nostra fedeltà.
Impariamo ad entrare in intimità con Lui, a conoscere Gesù così come lui ci conosce, a fidarci di quello che ci dirà di fare, a mettere la nostra vita nelle sue mani e, più di tutto, a capire che tutto quello che riusciremo a fare, non sarà opera nostra, ma sua.
Ci vuole coraggio per pensare questo, non è facile sentirsi strumenti di Dio, ma l’evidenza dei fatti ci deve far trovare il coraggio e al tempo stesso, l’ umiltà per farlo. Rispondere a Dio, accettare di essere partecipi al suo progetto, non è un’ azione isolata, ma ha bisogno di farci sentire parte di un tutt’ uno, come ingranaggi di una stessa macchina che si intrinsecano l’uno con l’altro, a cui il Signore stesso dà ordine e forma.
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5 commenti:

  1. MY REFLECTION
    PRAYER
    O God, in St. Francis, poor and humble, you have offered to your Church a living image of Christ, grant that we too may follow your Son in the way of the Gospel and join with you in love and joy.
    Plasmaci Lord, give us the form, because we have created the earth and you only owe our lives, we are your children and we may be worthy of you, live in your own image and likeness, teach us to do so, protect us from the mire of sin that wants to stop you from shining of your light.
    Through our Lord Jesus Christ ..
    This prayer is that you guys!!
    I praise you, Father, of heaven and earth ......
    Jesus never tired of thanking the Father, to praise the wonders of creation ... and coincidentally, today we remember the small par excellence, St. Francis, who could see in every corner of the world God
    The connection that makes the Church on this page between Paul and Francis can be connected to the fact that
    "Maybe" both were stigmatized, as we see that Paul himself tells us: - From henceforth let no man trouble me: for I bear the marks of Jesus on my body. - But this is not that unites them, but the fact that Francis and Paul , so different and yet both come to a similar conclusion, love the cross because they love Christ. Those words of Jesus they hit him and make love in all its beauty.Beauty of the cross, because only one thing you can love this way ... and this brings us to one thousand miles away from them and from their holiness, similar to that of Jesus, the Holy One of God, the beloved Son ...
    You think about it ... the beloved son of God .... as we would like to reach even the idea of ​​being pleasing in the sight of God, it would be something, but Francesco and Paolo have realized that only through the imitation of Christ would have hoped to see God, through his eyes, his wounds, his pain ... HIS LOVE.
    In great humility to recognize still imperfect, you let go in the arms of Jesus and let yourself be molded by his love.
    He who knows how to love and forgive, there are no rules to learn, nor rites to be performed, it is important to be Jews, circumcision, priests or nuns, what matters is to become his, love and accept love in that way sublime, absurd yes, but compelling, that does not stop to think, to look at the object of his love, if he deserves it or not .... love and nothing else, also loves the pain that you give him, as a mother and a father together, they love the son who neglects them, hurts them, they crave his gaze, his caress, just waiting to see him back safe and sound to feel good, who are anxious if it is far away ... the love of God is that of all the mothers and fathers of the world and much, much more.
    In these readings, we see that the most important thing to bear in mind is that everything depends on God, but often our pride makes us proud and we think we are, with our wisdom, our savoir faire, that we direct our steps . We are nothing without the Lord and we can do nothing, but putting ourselves in his service with the humility of servants have the chance to be those little ones to whom Christ reveals and is revealed. Servants of love and not out of obligation, because Jesus himself said "do not call you servants, but friends", so in the name of this great friendship that shows us, we give him our loyalty.We learn to be intimate with Him, to know Jesus as well as he knows us, to trust what we tell you to do, to put our lives in his hands and, most of all, to realize that all that we can do it will not be our doing, but his.
    It takes courage to think this, it is easy to feel God's instruments, but the evidence of the facts should make us find the courage and at the same time, the humility to do it. Respond to God, accept being participates in the project, is not a isolated action, but it needs to make us feel part of a whole one, as cogs in the same machine that you intrinsecano with each other, to which the Lord himself gave the order and form

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  2. MI REFLEXIÓN
    ORACIÓN
    Oh Dios, en San Francisco, pobre y humilde, que se han ofrecido a su Iglesia una imagen viva de Cristo, haz que también nosotros podamos seguir a tu Hijo en el camino del Evangelio y unirse con usted en el amor y la alegría.
    Plasmaci Señor, danos la forma, porque hemos creado la tierra y sólo debemos nuestras vidas, somos sus hijos y que puede ser digno de ti, vive en su propia imagen y semejanza, nos enseña a hacerlo, nos protege del lodo del pecado que quiere que deje de brillar de tu luz.
    Por nuestro Señor Jesucristo ...
    Esta oración es que ustedes chicos!
    Te alabo, Padre, del cielo y de la tierra ......
    Jesús nunca se cansó de dar las gracias al Padre, para alabar las maravillas de la creación ... y casualmente, hoy recordamos el pequeño por excelencia, San Francisco, que se podía ver en cada rincón del mundo, Dios
    La conexión que hace que la Iglesia en esta página entre Paul y Francis se puede conectar al hecho de que "Tal vez", ambos fueron estigmatizados, como vemos que el mismo Pablo nos dice: - De aquí en adelante nadie me cause molestias. Porque yo llevo las marcas de Jesús en mi cuerpo - Pero esto no es que los une, pero el hecho de que Francisco y San Pablo , tan diferentes y sin embargo, ambos llegan a una conclusión similar, amar la cruz porque aman a Cristo. Esas palabras de Jesús lo golpearon y hacen el amor en toda su belleza.
    Belleza de la cruz, porque sólo una cosa que se puede amar de esta manera ... y esto nos lleva a mil kilómetros de distancia de ellos y de su santidad, similar a la de Jesús, el Santo de Dios, el Hijo amado ...
    Piensa en ello ... el hijo amado de Dios .... como nos gustaría llegar incluso a la idea de ser agradable a los ojos de Dios, sería algo, pero Francesco y Paolo se han dado cuenta de que sólo a través de la imitación de Cristo habría esperado ver a Dios, a través de sus ojos, sus heridas, su dolor ... SU AMOR.
    (CONTINUA)

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  3. (CONTINUA) En gran humildad para reconocer todavía imperfecta, deja ir en los brazos de Jesús y dejarse modelar por su amor.
    El que sabe amar y perdonar, no hay reglas para aprender, ni los ritos que se deben realizar, es importante ser Judios, la circuncisión, los sacerdotes o monjas, lo que importa es llegar a ser la suya, amar y aceptar el amor de esa manera sublime, absurdo sí, pero convincente, que no se detiene a pensar, a mirar el objeto de su amor, si lo merece o no .... amor y nada más, también le gusta el dolor que le das, como madre y padre juntos, les encanta el hijo que les deja de lado, les duele, que anhelan su mirada, sus caricias, a la espera de verlo sano y salvo sentirse bien, que están ansiosos si es muy lejos ... el amor de Dios es la de todas las madres y padres del mundo, y mucho, mucho más.En estas lecturas, vemos que la cosa más importante a tener en cuenta es que todo depende de Dios, pero a menudo nuestro orgullo nos hace orgullosos y creemos que somos, con nuestra sabiduría, nuestro saber hacer, que dirigimos nuestros pasos . No somos nada sin el Señor, y no podemos hacer nada, pero poniéndonos a su servicio con la humildad de los funcionarios tienen la oportunidad de ser los más pequeños a los que Cristo se revela y se revela. Siervos de amor y no por obligación, porque Jesús mismo dijo "no os llamo siervos, sino amigos", por lo que en el nombre de esta gran amistad que nos muestra, le damos nuestra lealtad.We learn to be intimate with Him, to know Jesus as well as he knows us, to trust what we tell you to do, to put our lives in his hands and, most of all, to realize that all that we can do it will not be our doing, but his.
    It takes courage to think this, it is easy to feel God's instruments, but the evidence of the facts should make us find the courage and at the same time, the humility to do it. Respond to God, accept being participates in the project, is not a isolated action, but it needs to make us feel part of a whole one, as cogs in the same machine that you intrinsecano with each other, to which the Lord himself gave the order and form.Aprendemos a tener intimidad con Él, a conocer a Jesús, así como él nos conoce, a confiar en lo que les decimos que hagan, de poner nuestras vidas en sus manos y, sobre todo, para darse cuenta de que todo lo que podemos hacer no será nuestro hacer, sino de él.
    Se necesita valor para pensar en esto, es fácil sentirse como instrumentos de Dios, pero la evidencia de los hechos debe hacernos encontrar el valor y, al mismo tiempo, la humildad para hacerlo. Responda a Dios, aceptar que participa en el proyecto, no es una acción aislada, sino que debe hacernos sentir parte de un todo uno, como engranajes de la misma máquina que intrinsecano con los demás, a los que el Señor mismo dio la orden y la forma.

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  4. REFLEXION de Lella:

    PRIERE de Collecte: "O mon Dieu, qu'en san François d'Assise, pauvre et humble, as offert à ton Église une image vive du Christ, accordes nous aussi de suivre ton Fils dans la voie de l'Évangile et de nous unir à toi en charité et joie. Modèle-nous Seigneur, donne-nous forme, parce que de la terre tu nous as créés et à toi seul nous devons la vie; nous sommes tes fils et nous pouvons être dignes de toi, vivre à ton image et à ta ressemblance, enseigne-nous à le faire, protège-nous de la fange du péché qui veut nous empêcher de resplendir de ta lumière. Par notre Seigneur Jésus Christ..."

    -
    OUI Ceci est une prière mes enfants!!!!!Je te rends éloge, Père, Seigneur du ciel et de la terre..... Jésus ne se fatigue jamais de remercier le Père de louer les merveilles de la création...... et il regarde ce cas, aujourd'hui rappelons nous le petit par excellence, Saint François, qui savait voir DIEU en chaque angle du monde. La liaison que fait l'Église dans cette page entre Paul et François peut être réunie au fait qui peut être lié au fait que «peut-être» les deux ont été stigmatisés, comme nous voyons que Paul lui-même nous dit: "
    Maintenant devant personne je me procures d'embarras: je porte les stigmates de Jésus sur mon corps.- ce n'est pas cela cependant qui les rend similaire mais le fait que François et Paul, pourtant si différents entre eux, tous les deux arrivent à une conclusion semblable, ils aiment la croix parce qu'ils aiment le Christ. Ces Paroles de Jésus les frappent et le lui font aimer en toute sa beauté.

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  5. SUITE ; Beauté de la croix, parce que on peut aimer seulement une belle chose de cette manière..... et cela nous apporte mille kilomètres loin d'eux et de leur sainteté, semblable à celle de Jésus, le Saint de Dieu, le Fils préféré..vous y pensez?...le fils préféré de Dieu.....comme nous aimerions atteindre même juste l'idée d'être agréable aux yeux de Dieu, ce serait quelque chose, mais François et Paul ont compris que c'est seulement par l'imitation du Christ qu'ils auraient espéré voir Dieu, à travers ses yeux, ses blessures, sa douleur ... son amour. Dans la grande humilité de se reconnaître imparfait, il se laisse aller entre les bras de Jésus et il se laisse modeler par son amour.Oui il sait aimer et pardonner, il y n'a pas de règles à apprendre, ni de rites à exécuter ce n'est pas important d'êtres juif, circoncis, prêtres ou religieus, ce qui compte c'est devenir siens, l'aimer et accepter d'aimer de cette manière sublime, absurde oui mais fascinante, qui ne s'arrête pas pour réfléchir, pour regarder l'objet de son amour, si le mérite ou non....il aime et cela suffit...il aime aussi la douleur qu'ont lui donnes, comme une mère et un père ensemble, qui aiment leurs enfants qui les négligent, les blessent, ils désirent ardemment son regard, sa caresse, ils attendent seulement de le voir revenir sain et sauf, qui sont en anxiété si il est loin. En ces lecture, nous voyons que la chose la plus importante que nous devons tenir présent est que tout dépend de Dieu. Mais souvent notre orgueil nous fait devenir hautains et nous pensons que c'est nous, avec notre savoir faire, que nous dirigeons nos pas. Nous sans le Seigneur ne sommes rien et nous ne pouvons rien, mais en nous mettant à son service avec l'humilité de serviteurs nous aurons la possibilité d'être le petits auquel Christ révèle et se révèle. Serviteurs par amour et pas par obligation, parce que Jésus lui même nous a dit "je ne vous appelle pas serviteurs , mais amis", donc au nom de cette grande amitié qu'il nous montre, donnons Lui notre fidélité. Apprenons à entrer en intimité avec Lui, à connaître Jésus comme il nous connaît, à nous confier à ce qu'il nous dira de faire, à mettre notre vie dans ses mains et, plus de tout, à comprendre que tout ce que nous réussirons à faire ne sera pas notre oeuvre mais son oeuvre. Il nous faut être courageux pour penser ceci, ce n'est pas facile de se sentir instrument de Dieu, mais l'évidence des faits doit nous faire trouver le courage et en même temps, l'humilité pour le faire. Répondre à Dieu, accepter d'être participant à son projet, ce n'est pas une' action isolée, mais il a besoin de nous faire entendre part d'un tout comme un engrenages d'une même voiture qui se mélange l'un avec l'autre à qui le Seigneur même donne des ordres et des formes.

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