domenica 27 ottobre 2013

(Lc 6,12-19) Ne scelse dodici ai quali diede anche il nome di apostoli.

VANGELO
 (Lc 6,12-19) Ne scelse dodici ai quali diede anche il nome di apostoli.
Dal Vangelo secondo Luca

In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore.Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.

Parola del Signore
(Lc 6,12-19) Ne scelse dodici ai quali diede anche il nome di apostoli.
(Lc 6,12-19) Ne scelse dodici ai quali diede anche il nome di apostoli.


LA MIA RIFLESSIONE
PREGHIERA

Vieni in me, Spirito Santo, Spirito di sapienza: donami lo sguardo e l'udito interiore, perché non mi attacchi alle cose materiali, ma ricerchi sempre le realtà spirituali.(Sant'Agostino)

Notiamo per prima cosa come ad ogni decisione importante Gesù fa precedere un’intera nottata in preghiera, per essere in sintonia con il Padre prima di scegliere i dodici apostoli.
Stranissima scelta, non poteva cercarli più diversi tra loro, eppure li riunì tutti sotto il suo nome e questo è un dato importante che non dobbiamo mai dimenticare. Nessuno può sapere da cosa ci giudica il Signore, perché non è importante quello che siamo prima dell’incontro con lui, ma quanto ci lasciamo trasformare dalla sua venuta nel nostro cuore.
Gesù guarisce ogni ferita, fisica o spirituale, scaccia la parte di noi che è schiava del peccato, perché la forza che viene da Lui è più forte d’ogni male, ma per fare questo ha bisogno del nostro consenso, del nostro accettare di seguirlo e di seguire la sua parola.
C’è un brano del vangelo che ci parla dei fratelli di Gesù, che lui riconosce negli apostoli, e questo ci dovrebbe far pensare che essere apostoli è entrare, aderire alla famigliarità con Gesù, entrare nella sua intimità, nel suo modo di pensare, di vedere, di sentire che siamo tutti fratelli, figli dello stesso Padre, perché Gesù stesso ci ha insegnato a pregare: - Padre nostro che sei nei cieli…-

3 commenti:

  1. MY REFLECTION
    PRAYER

    Come into me, Holy Spirit, Spirit of wisdom: give me the eye and inner ear, why do not attack me with material things, but always looks for spiritual realities. (St. Augustine)

    We note first of all as Jesus prefaces every major decision a whole night in prayer,to be in tune with the Father before choosing the twelve apostles.
    Strange choice, could not look more different, yet united them all under his name and this is an important finding that we must never forget. No one can know what the Lord judges us, because it is important that we first encounter with him, but how much we let ourselves be transformed by his coming into our hearts.
    Jesus heals all wounds, physical or spiritual, dispels the part of ourselves that is enslaved by sin, because the strength that comes from him is stronger than any evil,but to do that he needs our consent, agree to follow our and follow his word.
    There's a song that speaks of the gospel of Jesus' brothers, he recognizes the apostles, and this should make us think that you get to be apostles, adhere to the familiarity with Jesus, into his intimacy, his way of thinking, to see, to feel that we are all brothers, children of one Father, for Jesus himself taught us to pray - our Father who art in heaven ... –
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  2. MI REFLEXIÓN
    ORACIÓN

    Ven a mí, Espíritu Santo, Espíritu de sabiduría: dame el ojo y el oído interno, ¿por qué no me atacan con las cosas materiales, pero siempre se ve por las realidades espirituales (San Agustín).

    Observamos en primer lugar como prefacios Jesús se doble toda decisión importante de una noche entera en oración, para estar en sintonía con el Padreantes de la elección de los doce apóstoles.
    Extraña elección, no podrían ser más diferentes, pero unidos todos ellos bajo su nombre y este es un hallazgo importante que no debemos olvidar nunca. Nadie puede saber lo que el Señor nos juzga, porque es importante que el primer encuentro con él, pero ¿cuánto nos dejamos transformar por su entrada en nuestros corazones.
    Jesús cura todas las heridas, físicas o espirituales, disipa la parte de nosotros queestá esclavizado por el pecado, porque la fuerza que viene de él es más fuerte quetodo mal, pero para ello necesita nuestro consentimiento, de acuerdo en seguirnuestros y seguir su palabra.
    Hay una canción que habla del evangelio de los hermanos de Jesús, que reconocea los apóstoles, y esto debería hacernos pensar que llegar a ser apóstoles, se adhieren a la familiaridad con Jesús, en su intimidad, su manera de pensar, a ver, a sentir que todos somos hermanos, hijos de un Padre, porque Jesús mismo nos enseñó a orar - Padre nuestro que estás en los cielos ... -

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  3. REFLEXION DE LELLA
    PRIERE : "Viens en moi, Esprit Saint, Esprit de savoir: donne-moi le regard et l'ouïe intérieure, pour que je ne m'attaches pas aux choses matérielles, mais que je recherches toujours les réalités spirituelles.(Saint Augustin)"

    - Nous remarquons avant tout comment à chaque décision importante Jésus fait précéder une nuit entière de prière, pour être en syntonie avec le Père avant de choisir les douze apôtres.
    Étrange choix, il ne pouvait pas les chercher plus différents les uns des autres, pourtant il les réunit tous sous son nom et ceci est une donnée importante à ne jamais oublier. Personne ne peut savoir de quoi le Seigneur nous juges, parce que ce n'est pas important ce que nous sommes avant sa rencontre, mais combien nous nous laissons transformer par sa venue dans notre coeur.
    Jésus guérit chaque blessure, physique ou spirituelle, il chasse la partie de nous qui est esclave du péché, pour que la force qui vient de Lui est plus forte que chaque mal, mais pour faire cela il a besoin de notre consentement, de nôtre acceptation de le suivre et de suivre sa Parole.
    Il y a un passage de l'évangile qui nous parle des frères de Jésus, qu'il reconnaît dans les apôtres, et cela devrait nous faire penser qu'être apôtres c'est entrer, adhérer en familiarité avec Jésus, entrer dans son intimité, dans sa manière de penser, de voir, d'entendre que nous sommes tous frère, fils du même Père, parce que Jésus lui même nous a enseignés à prier: " Nôtre Père qui es aux cieux "

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