giovedì 19 settembre 2013

SANTI é BEATI :

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San Giuseppe Maria de Yermo y Parres Sacerdote

20 settembre

Jalmolonga, Messico, 10 novembre 1851 - Puebla de los Angeles, 20 settembre 1904

Nacque nella tenuta di Jalmolonga, municipio di Malinalco, nello Stato del Messico il 10 novembre 1851. All'età di 16 anni lasciò la casa paterna per fare ingresso nella Congregazione della Missione a Città del Messico. Dopo una sofferta crisi vocazionale abbandonò quella famiglia religiosa e continuò la strada verso il sacerdozio nella diocesi di León, e ivi fu ordinato sacerdote il 24 agosto 1879. Nel suo ministero sentì l'esigenza di fondare una casa di accoglienza per i bambini abbandonati. Il 13 dicembre 1885, seguito da quattro giovani coraggiose, diede inizio all'Asilo del Sagrado Corazón sulla collina del Calvario. Quel giorno è anche l'inizio della nuova famiglia religiosa delle «Serve del Sacro Cuore di Gesù e dei Poveri». Fondò poi scuole, ospedali, case di accoglienza per anziani, orfanotrofi, una casa di rigenerazione della donna, e poco prima della sua morte avvenuta nel 1904, portò la sua famiglia religiosa nella difficile missione tra gli indigeni tarahumaras del nord del Messico. Fu beatificato da Giovanni Paolo II il 6 maggio 1990. (Avvenire)

Martirologio Romano: A Puebla in Messico, beato Giuseppe Maria de Yermo y Parres, sacerdote, che fondò la Congregazione delle Serve del Sacro Cuore di Gesù e dei Poveri per soccorrere i bisognosi nelle necessità dell’anima e del corpo.

Anche quando la vita sembra andare completamente per storto si può fare qualcosa di bello per Dio. Per José Maria de Yermo y Parres la vita comincia a “girare storta” cinquanta giorni dopo la nascita, con la morte improvvisa di mamma. Buon per lui che una sorella di papà, zia Carmen, se lo prende in casa, allevandolo ed educandolo con tenerezza di mamma, senza dimenticare di trasmettergli l’istruzione religiosa e l’amore per la preghiera. Nato nel 1851 a Città del Messico, studia da privatista con ottimi risultati fino quando a 16 anni entra nella Congregazione della Missione di san Vincenzo de’ Paoli. Il Messico sta attraversando un buio periodo di persecuzione religiosa, e così a 18 anni il giovane novizio viene inviato a Parigi per gli studi di teologia. Torna a casa portandosi dietro, insieme a problemi di salute, una tormentata crisi vocazionale, che a 26 anni gli fa abbandonare definitivamente la Congregazione. Completa i suoi studi nel seminario diocesano e a 28 anni viene ordinato prete. A questo punto le cose per lui sembrano finalmente girare per il verso giusto: inizia brillantemente il suo ministero, predica con successo, la gente apprezza lo stile brillante con cui scrive articoli di formazione per le mamme sul giornale cattolico locale. Arrivano però nuovi problemi di salute e il vescovo lo solleva da ogni incarico di predicazione e di catechesi, affidandogli la cura di due piccoli santuari posti nelle vicinanze della città di Leon. Per il brillante oratore il nuovo modesto incarico pastorale equivale ad un umiliante declassamento. Anche gli amici soffiano sul fuoco, e lo consigliano di non accettare un incarico che sottovaluta le sue capacità. Quando è sul punto di cedere e di contestare il suo vescovo, ecco farsi strada in lui il principio che ispirerà da quel momento in poi tutta la sua vita: “amo devotamente la chiesa ed è mia ferma volontà obbedirla e rispettarla sempre”. Questa sofferta obbedienza gli fa aprire gli occhi sulle povertà del suo tempo. Un giorno vede sulla riva del fiume alcuni maiali che stanno divorando due bambini appena nati e subito abbandonati dalla loro mamma. Da questo fatto orrendo di cui è testimone arriva la scintilla che gli fa fare una radicale “opzione per i poveri”. Apre immediatamente una casa di assistenza per i poveri, ma non trova nessuna congregazione di suore disposta a prendersene cura. Raduna allora quattro giovani volontarie con le quali pochi mesi dopo inaugura il primo “Asilo del Sagrado Corazon de Jesùs”. Padre Yermo non sa che in quel modo semplice e per niente programmato nasce la sua congregazione delle “Serve del Sacro Cuore di Gesù e dei Poveri”, che oggi conta 700 suore, ancora impegnate nelle scuole, nelle case-famiglia, negli ambulatori e accanto ai bambini disabili. Difficoltà, maldicenze e persecuzioni non abbandonano Padre Yermo, che però ha imparato ad affrontarle confidando in Dio e con il sorriso sulle labbra. E sorridendo muore a 53 anni appena, il 20 settembre 1904. Papa Giovanni Paolo II lo ha proclamato “beato” il 6 maggio 1990 ed infine “santo” il 21 maggio 2000.


Autore: Gianpiero Pettiti

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