giovedì 12 settembre 2013

(Lc 6,39-42) Può forse un cieco guidare un altro cieco?

VANGELO
 (Lc 6,39-42) Può forse un cieco guidare un altro cieco?

 Dal Vangelo secondo Luca

 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».


Parola del Signore



LA MIA RIFLESSIONE
PREGHIERA
Nel mio cuore ti cerco o Signore, ti aspetto e ti desidero, vieni con il tuo Santo Spirito a dare la tua luce alle parole del tuo Vangelo, ed io sarò felice di servirti.

"Annunciare il Vangelo per me è un vanto" così dice San paolo nella prima lettura, scrivendo ai Corinzi.
Quando si riesce a essere un corpo solo con Gesù e con la Chiesa di Cristo, questo compito, non è più un dovere, ma una necessità. Dio si è incarnato e fatto uomo per stare tra di noi, ma non basta , si è umiliato ed è stato deriso, oltraggiato ed ucciso, per amore nostro.
Questa pazzia ci deve entrare nelle ossa ci deve penetrare il cuore, perché solo allora possiamo comprendere come si può arrivare ad amare e a perdonare come ha fatto lui.
Noi uomini siamo veramente dei grossi palloni gonfiati, tronfi, pieni di noi, arroganti, convinti di essere sempre più degli altri, in tutte le nostre manifestazioni ci sentiamo i più sapienti, quelli che soffrono di più, quelli che amano di più.
Ci mettiamo sempre in competizione ed è per questo che spesso non riusciamo a vivere con gli altri un confronto sereno.
Invece di guardare gli errori degli altri, i limiti degli altri, dovremmo essere in grado prima di tutto di vedere i nostri di limiti, avendo come punto di riferimento Gesù, unico Maestro, ed allora potremo forse dire di aver imparato qualcosa, di sapere dove stiamo andando, e come dobbiamo camminare per essere graditi a Dio.
Lo stesso discorso possiamo farlo anche all'inverso, quando siamo un po' sperduti e non riusciamo a capire bene come comportarci, non seguiamo i consigli di chi si mette sul piedistallo e si sente superiore a noi, più giusto, ma solo di chi con umiltà sa farsi servo per servire, come Gesù.
Siamo spesso colpevoli delle stesse cose di cui accusiamo gli altri, perché è molto più facile vedere gli errori degli altri dei nostri.Proprio oggi parlando con una donna le chiedevo se cambiando l'età dell'ucciso, cambiava per caso il reato di omicidio; tra quel guidatore ubriaco che uccideva, quello che uccideva in preda all'ira, quello che lo faceva per sbaglio, o quella donna che uccideva un bimbo innocente e indifeso che voleva solo venire al mondo ... dov’ è la differenza? Chi dei tre va considerato un assassino e chi no? Qual' è il metro con cui l'uomo misura il reato? Il reato ed il peccato sono la stessa cosa? Se abbandonare il marito o la moglie ed i figli oggi è permesso per legge, è ancora peccato?
Troppe volte si fa confusione, troppi giudici ingannano e rubano, prendono mazzette per far assolvere o condannare come gli fa più comodo, sono meno colpevoli di un sacerdote che pecca?
Uno solo è il maestro, solo Gesù poteva vantarsi di essere giusto, e neanche l'ha mai fatto....anzi si è sempre fatto più piccolo degli altri.
Nato povero, vissuto braccato e perseguitato, al referendum scelsero Barabba , un ladro e assassino per liberarlo al suo posto, e lui morì nel modo più ingiurioso possibile.....
eppure dopo 2010 anni ancora cerchiamo di imitarlo e non ne siamo capaci.


3 commenti:

  1. MI REFLEXIÓN
    ORACIÓN
    En mi corazón, yo te busco, Señor, te espero y deseo que, ven con tu Espíritu Santo para dar a su luz a las palabras de su Evangelio, y yo estaré encantado de atenderle.

    "El anuncio del Evangelio es para mí un motivo de orgullo" por lo que dice St. Paul en la primera lectura, escribiendo a los Corintios.
    Cuando te las arreglas para ser un solo cuerpo con Jesús y la Iglesia de Cristo, esta tarea ya no es un deber, sino una necesidad.
    Dios se encarnó y se hizo hombre para estar entre nosotros, pero no es suficiente, se humilló a sí mismo y se burló de, insultado y asesinado, por amor a nosotros.
    Esta locura hay que entrar en el hueso tiene que penetrar en el corazón, porque sólo entonces podremos entender cómo se puede llegar a amar y perdonar como él.
    Nosotros, los hombres son realmente los grandes globos inflados, pomposo, lleno de nosotros, arrogante, convencido de que son siempre más que los demás, en todos nuestros actos nos parecen los más sabios, los que más sufren, los que más aman.
    Siempre nos ponemos en la competencia y es por eso que a menudo no vivir con los demás de una confrontación pacífica.
    En vez de mirar las faltas de los demás, los límites de los demás, debe en primer lugar ser capaz de ver nuestros límites, que tienen a Jesús como un punto de referencia, el único Maestro, y luego tal vez podamos decir que he aprendido algo, ya sabes donde vamos y cómo debemos caminar con el fin de agradar a Dios
    El mismo argumento se puede hacer a la inversa, cuando estamos un poco perdidos y no puedo entender cómo comportarse, no seguimos los consejos de los que se ponen en un pedestal y se siente superior a nosotros, más justo, sino sólo de aquellos que humildemente sabe convertirse en el siervo de servir como Jesús.
    A menudo somos culpables de las mismas cosas de las que acusan a otros, porque es mucho más fácil ver los errores de los demás de la nuestra.
    Hoy mismo hablando con una mujer que se pregunta si el cambio de la edad de la muerte, en el caso de cambiar el delito de asesinato, entre el conductor ebrio que mató, el que mató a presa de la ira, lo que lo hizo por error, oa la mujer que mató a un niño indefenso e inocente que sólo quería venir al mundo ... ¿dónde está la diferencia? ¿Quién de los tres se considera una asesina y quién no lo es? ¿Cuál es el criterio por el cual el hombre medir la delincuencia? El crimen y el pecado son la misma cosa? Si deja a su esposo o esposa y los niños de hoy es permitido por la ley, sigue siendo pecado?
    Demasiadas veces hay confusión, muchos jueces engañan y roban, aceptan sobornos para absolver o condenar, ya que es conveniente, es menos culpable de un sacerdote que practica el pecado?
    Sólo hay un maestro, Jesús sólo podía presumir de tener la razón, y ninguno de los dos ha hecho nunca .... de hecho, siempre ha sido más pequeño que los otros.
    Nació pobre, vivió cazado y perseguido, el referéndum escogió a Barrabás, un ladrón y homicida para liberarlo en su lugar, y murió en la más insultante posible .....
    Sin embargo, después de 2010 años tratamos de imitarlo, y no somos capaces.

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  2. MY REFLECTION
    PRAYER
    In my heart I seek you, O Lord, I wait for you and I want you, come with your Holy Spirit to give your light to the words of your Gospel, and I will be happy to serve you.

    "Proclaiming the Gospel to me is a source of pride" so says St. Paul in the first reading, writing to the Corinthians.
    When you manage to be one body with Jesus and the Church of Christ, this task is no longer a duty, but a necessity.
    God became incarnate and became man to stand between us, but not enough, has humbled himself and has been jeered at, insulted and killed, for love of us.
    This madness we must enter into the bones there must penetrate the heart, because only then can we understand how you can get to love and forgive as he did.
    We men are really the big balloons inflated, pompous, full of us, arrogant, convinced that they are always more than others, in all of our events we feel the wisest, the ones who suffer the most, the ones they love the most.
    We always put ourselves in competition and that is why we often fail to live with others a peaceful confrontation.
    Instead of looking at the faults of others, the boundaries of others, we should first of all be able to see our limits, having Jesus as a reference point, the only Master, and then we can perhaps say that I have learned something, you know where we are going, and how we must walk in order to be pleasing to God
    The same argument we can also do the reverse, when we are a little lost and can not understand how to behave, we do not follow the advice of those who put themselves on a pedestal and feels superior to us, more just, but only of those who humbly know become the servant to serve as Jesus.
    We are often guilty of the same things of which we accuse others, because it is much easier to see the mistakes of others of our own.
    Just today talking to a woman wondering if changing the age of the killed, the case for changing the crime of murder; between the drunk driver who killed, the one who killed prey to anger, what did it by mistake, or that woman who killed a helpless and innocent child who just wanted to come into the world ... where is the difference? Who of the three is considered a murderess and who is not? What is the yardstick by which the man measuring crime? The crime and sin are the same thing? If you leave your husband or wife and children today is permitted by law, it is still sin?
    Too many times there is confusion, too many judges cheat and steal, take bribes to absolve or condemn as it is convenient, they are less guilty of a priest who sins?
    There is only one master, Jesus could only boast of being right, and neither one has ever done .... in fact it has always been smaller than the others.
    Born poor, lived hunted and persecuted, the referendum chose Barabbas, a thief and murderess to free him in his place, and he died in the most insulting possible .....
    Yet after 2010 years still try to imitate him, and we are not capable.

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  3. REFLEXION de Lella:

    PRIERE : "Dans mon cœur, je te cherche, Seigneur, je t'attends et je veux que tu viens avec ton Esprit Saint pour donner ta lumière aux paroles de ton Evangile, et je serai heureux de te servir."

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    "Annoncer l'Évangile pour moi est un orgueil" à dit ainsi Saint paul dans la première lecture, en écrivant aux Corinthiens.

    Quand on réussit à être un seul corps avec Jésus et avec l'Église du Christ, ce devoir n'est plus un devoir mais une nécessité. Dieu s'est incarné et fait homme pour rester parmi nous, mais cela ne suffit pas, il s'est humilié et a été moqué, outragé et tué, pour notre amour.
    Cette folie doit entrer dans nos os elle doit pénétrer notre coeur, parce que seulement alors nous pouvons comprendre comment on peut arriver à aimer et à pardonner comme il l'a fait.
    Nous hommes nous sommes vraiment des gros ballons gonflés, hautains, pleins de notre égo, arrogants, convaincus d'être toujours mieux que les autres dans toutes nos manifestations nous nous sentons les plus savants, ceux qui souffrent le plus, ceux qui aiment le plus.
    Nous nous mettons toujours en compétition et c'est pourquoi nous manquons souvent de vivre avec les autres une confrontation pacifique.
    Au lieu de regarder les fautes, les limites des autres on devraient être à même avant tout de voir nos limites, en ayant comme point de référence Jésus, l'unique Maître, et alors peut-être nous pourrons dire que nous avons appris quelque chose, de savoir où nous sommes en train d'aller, et comment nous devons marcher pour être apprécié de Dieu.
    Ce même discours nous pouvons le faire aussi à l'inverse, quand nous sommes un peu perdus et que nous ne réussissons pas à bien comprendre comment nous comporter, ne suivons pas les conseils de celui qui se met sur un piédestal et qui se sent supérieur à nous, ou plus juste, mais seulement de celui qui avec de l'humilité sait se faire serviteur pour servir, comme Jésus.
    Nous sommes souvent coupables des mêmes choses dont nous accusons les autres, parce qu'il est très facile de voir les fautes des autres au lieux de voir les nôtres. Vraiment aujourd'hui en parlant avec une femme je lui demandais si en changeant l'âge de celui qui est tué, elle changeait le crime; entre ce conducteur ivre qui tuait, celui qui tuait en proie à de la colère, celui qui le faisait par erreur ou cette femme qui tuait un enfant innocent et sans défense qui voulait venir seulement au monde... ou est la différence?
    Lequel des trois va être considéré comme un assassin et lequel ne le sera pas? Quel est le mètre avec lequel l'homme mesure le crime? Est-ce que le crime et le péché sont la même chose? Si aujourd'hui abandonner son mari ou sa femme et ses enfants est permis par la loi, c'est encore un péché. Trop souvent c'est la confusion, trop de juges trompent et volent, est-ce qu'ils prennent des marteaux pour faire acquitter ou condamner comme il leur est plus confortable, sont-ils moins coupables qu'un prêtre qui pèche ?
    Un seul est le maître, seul Jésus pouvait se vanter d'être juste, et il l'a jamais fait. il s'est toujours fait plus petit que les autres.
    Né pauvre, il a vécu traqué et persécuté, au référendum Barabbas, un voleur et assassin fut choisit pour être libérer à sa place, et il mourut de la manière la plus injurieuse possible......pourtant après 2010 ans nous cherchons encore de l'imiter et nous n'y arrivons pas.

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