martedì 19 febbraio 2013

(Lc 11,29-32) A questa generazione non sarà dato che il segno di Giona.


VANGELO 
(Lc 11,29-32) A questa generazione non sarà dato che il segno di Giona.
+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione. Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona». 

Parola del Signore
(Lc 11,29-32) A questa generazione non sarà dato che il segno di Giona.


LA MIA RIFLESSIONE
PREGHIERA
Vieni o  Santo Spirito di Dio, ad indicarmi i segni che contano per il mio Signore, a dirmi cosa è giusto che veda e che faccia per non sbagliare ai Suoi occhi, perché solo questo io voglio.

 Prima di tutto, facciamo mente locale alla storia di Giona, prendendo questo riassunto da wikipedia:
Nel capitolo 1 la Parola del Signore è rivolta a Giona, figlio di Amittai, e gli viene comandato di andare a predicare a Ninive, la Grande Città. Giona invece fugge a Tarsis via nave; di questa localizzazione si dirà più sotto. Ma la nave è investita da un temporale e rischia di essere colata a picco dalla violenza delle onde. Giona allora ritrova improvvisamente il proprio coraggio e svela ai compagni di viaggio che la colpa dell'ira divina è sua, poiché ha rifiutato di obbedire a JHWH; perché la nave sia salva, egli deve essere gettato in mare.
E così, ecco nel capitolo 2 l'episodio che ha ispirato generazioni di scrittori ed artisti. Giona è gettato in mare, ma un "grande pesce" (da nessuna parte è precisato che si tratti di una balena) lo inghiotte. Dal ventre del pesce, dove rimane tre giorni e tre notti, Giona rivolge a Dio un'intensa preghiera, che ricorda uno dei Salmi. Allora, dietro comando divino, il pesce vomita Giona sulla spiaggia.
Nel capitolo 3, Giona ottempera la sua missione e va a predicare ai niniviti. Questi, contro ogni aspettativa, gli credono, proclamano un digiuno, si vestono di sacco e Dio decide di risparmiare la città. Ma qui riemerge l'istinto ribelle di Giona: lui non è contento del perdono divino, voleva la punizione della città di Ninive. Così, nel capitolo 4, si siede davanti alla città e chiede a Dio di farlo morire.
L'episodio più gustoso del libretto si trova proprio nel capitolo 4. Il Signore fa spuntare un ricino sopra la sua testa per apportargli ombra, ed egli se ne rallegra. Ma all'alba del giorno dopo un verme rode il ricino che muore, il sole e il vento caldo flagellano Giona, che invoca di nuovo la morte. Allora l'autore riporta le parole di Dio, divenute celeberrime:
« Tu ti dai pena per quella pianta di ricino per cui non hai fatto nessuna fatica e che tu non hai fatto spuntare, che in una notte è cresciuta e in una notte è perita; ed io non dovrei aver pietà di Ninive, quella grande città, nella quale sono più di centoventimila persone, che non sanno distinguere fra la mano destra e la sinistra, e una grande quantità di animali? »
Ed ora passiamo a riflettere sulla parola di oggi, in primo luogo, mettendoci di fronte a Gesù con tutti i nostri difetti, ritrovandoci purtroppo, insieme a quelle persone che seguivano Gesù in cerca di segni e non per ascoltare la sua parola e metterla in pratica.
Facendo questo invece, potremmo vedere i segni dentro di noi e sarebbero dei segni di quanto Dio può operare in ogni uomo che segue la sua parola con fede. Giona ragiona con il suo cervello e mette in dubbio quello che Dio gli chiede di fare, non ha fede, ma poi, viste le conseguenze del suo rifiuto al Signore, si pente e ammette la sua colpa. Gli uomini lo gettano in mare per salvarsi, ma il Signore gli concede ancora la possibilità di redimersi e dopo tre giorni lo fa ritrovare sulla spiaggia. Compie la sua missione e nonostante il suo pensiero negativo, il popolo di Ninive si converte, ma lui ancora non ha capito e vorrebbe che Dio punisse quel popolo, dimenticando che anche lui aveva disobbedito a Dio, e che anche lui allora era degno di essere punito. Come facciamo presto noi uomini a giudicare e a condannare gli altri, proprio ieri abbiamo riflettuto sulle parole " rimetti a noi i nostri debiti,come noi li rimettiamo ai nostri debitori."
Dio ama il suo popolo, i suoi figli, non cerca vendetta né cieca obbedienza, ma come un Padre misericordioso, invia suo Figlio tra noi per aiutarci a comprendere il senso del suo amore. Se non crediamo che il Cristo sia la più alta espressione dell’ amore di Dio e non seguiamo la sua parola, non ha senso che cerchiamo dei segni di prodigio negli avvenimenti che ci circondano.,perché il prodigio che conta per il Signore è la conversione di tutti i suoi figli alla sua parola, perché attraverso i suoi insegnamenti riusciamo a passare per quella porta stretta che ci fa entrare nel regno dei cieli, già da questa terra.
Seguiamo la parola di Gesù, ascoltiamola con il cuore e cerchiamo di farla entrare in noi con avidità, perché diventi l’unica strada da percorrere, non giriamo la testa in cerca di segni, perché da soli non saremmo neanche in grado di riconoscere il vero dal falso, e solo grazie all’azione dello Spirito Santo, e per grazia di Dio, possiamo farlo.

6 commenti:

  1. MI REFLEXIÓN
    ORACIÓN
    Ven Espíritu Santo de Dios que me mostrara los signos que cuentan para mi Señor, me dicen lo que está bien y ves esa cara para hacerlo bien delante de él, sólo porque yo quiero esto.
    En primer lugar, vamos mente local de la historia de Jonás, teniendo este resumen de wikipedia:
    En el capítulo 1, la Palabra del Señor a Jonás hijo de Amitai, y se le ordenó ir a predicar a Nínive, aquella gran ciudad.
    Jonás huye a Tarsis no por barco, esta ubicación se verá más adelante. Pero el barco es golpeado por una tormenta y es probable que se hundió por la violencia de las olas. Jonás y de pronto encuentra a su valentía y revela a sus compañeros de viaje que la culpa de la ira de Dios es suyo, porque se negó a obedecer a YHWH, porque el barco se salva, será arrojado en el mar.
    Y por eso, aquí en el capítulo 2, el episodio que ha inspirado a generaciones de escritores y artistas. Jonás es arrojado al mar, sino un "pez gordo" (en ninguna parte se indica que se trata de una ballena) golondrinas. Desde el vientre del pez, donde permaneció tres días y tres noches, Jonás se dirige a Dios una oración intensa, que recuerda a uno de los Salmos. Entonces, detrás de la orden divina, el pez vomitar a Jonás en la playa. En el capítulo 3, Jonás cumple con su misión y va a predicar a los ninivitas. Estos, a pesar de todo, creen, proclamar un vestido rápido, en saco y Dios decide perdonarle la ciudad. Pero aquí surge de los instintos rebeldes de Jonás, que no está contento con el perdón divino, que quería que el castigo de la ciudad de Nínive. Así, en el capítulo 4, se sienta frente a la ciudad y pidió a Dios que lo matara.
    El más sabroso episodio del libro se encuentra en el Capítulo 4. El Señor hace tictac una calabaza en la cabeza para hacer cualquier sombra, y le da la bienvenida. Pero al amanecer del día siguiente de un gusano que roe el Castor muere, el sol y el viento cálido azotes Jonás, que aboga por la muerte de nuevo. A continuación, el autor cita las palabras de Dios, se hizo mundialmente famoso: "Ustedes están preocupados por la calabacera que usted no hizo ningún esfuerzo y que no comprobó, que se cultiva en una noche y murió en una noche, y no puedo tener piedad de Nínive, aquella gran ciudad , en la que más de ciento veinte mil personas que no saben discernir entre su mano derecha y la izquierda, y una gran cantidad de animales? "
    Y ahora pasamos a reflexionar sobre la palabra de hoy, en primer lugar, hacer frente a Jesús con todos nuestros defectos, la búsqueda de nosotros mismos, por desgracia, junto con los que seguían a Jesús en busca de signos y no a escuchar su palabra y ponerla en práctica .
    Haciendo esto, sin embargo, podríamos ver las señales dentro de nosotros y sería signo de cómo Dios puede obrar en todo hombre que sigue a su palabra con fe. Jonás piensa con su cerebro y pone en tela de juicio lo que Dios le pide que haga, no la fe, pero, dadas las consecuencias de su negativa a Dios, arrepentirse y confesar su culpabilidad. Los hombres lo arrojaron al mar para salvarse, pero el Señor le concedió otra oportunidad de redimirse, y después de tres días que se encuentra en la playa.

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  2. (CONTINUA)Cumple su misión ya pesar de su pensamiento negativo, el pueblo de Nínive se arrepiente, pero todavía no entendía y que Dios iba a castigar al pueblo, olvidando que había desobedecido a Dios, y que él era entonces vale la pena castigados. ¿Cuánto tardan los seres humanos para juzgar y condenar a los demás, ayer hemos reflexionado sobre las palabras "perdónanos nuestras deudas, como también nosotros perdonamos a nuestros deudores". Dios ama a su pueblo, a sus hijos, no busca venganza o la obediencia ciega, sino como un Padre misericordioso envía a su Hijo entre nosotros para ayudarnos a entender el significado de su amor. Si no creemos que Cristo es la máxima expresión del amor de Dios y no siguen su palabra, no tiene sentido que buscamos señales de prodigio en los acontecimientos que nos rodean. Debido a que el milagro que le importa al Señor es la conversión de todos sus hijos a su palabra, porque a través de sus enseñanzas podemos pasar esa puerta estrecha que nos lleva al reino de los cielos, de la tierra.Seguimos a la palabra de Jesús, escuchemos con el corazón y dejar que nos penetre con la codicia, por lo que se convierte en la única manera de ir, no vuelvas la cabeza en busca de signos, porque solos no sería ni siquiera capaz de reconocer lo verdadero de lo falsa, y sólo a través de la acción del Espíritu Santo, y por la gracia de Dios, podemos hacerlo.

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  3. MY REFLECTION
    PRAYER
    Come Holy Spirit of God to show me the signs that count for my Lord, tell me what is right and you see that face to get it right in His sight, only because I want this.
    First of all, let local mind the story of Jonah, taking this summary from wikipedia:
    In Chapter 1, the Word of the Lord is unto Jonah the son of Amittai, and he is commanded to go and preach to Nineveh, that great city.
    Jonah flees to Tarshish instead by ship, this location will be discussed below. But the ship is hit by a storm and is likely to be sunk by the violence of the waves. Jonah then suddenly finds his courage and reveals to his fellow travelers that the fault of the wrath of God is his, because he refused to obey YHWH, because the ship is saved, he shall be cast into the sea.
    And so, here in chapter 2, the episode that has inspired generations of writers and artists. Jonah is thrown into the sea, but a "big fish" (nowhere is it stated that it is a whale) swallows. From the belly of the fish, where he remained three days and three nights, Jonah turns to God intense prayer, which reminds one of the Psalms. Then, behind the divine command, the fish vomit Jonah on the beach. In chapter 3, Jonah fulfills his mission and goes to preach to the Ninevites. These, against all odds, they believe, proclaim a fast, dress in sackcloth and God decides to spare the city. But here emerges the rebellious instincts of Jonah, he is not happy with the divine forgiveness, he wanted the punishment of the city of Nineveh. Thus, in Chapter 4, sits in front of the city and asked God to kill him.
    The episode tastiest of the book is located in Chapter 4. The Lord does tick a gourd over his head for making any shadow, and he welcomes it. But at the dawn of the day after a worm that gnaws at the Castor dies, the sun and the warm wind whipping Jonah, which calls for death again. Then the author quotes the words of God, became world-famous: "You are concerned for the gourd that you did not make any effort and that you did not check, which is grown in a night and perished in a night: and should not I have pity on Nineveh, that great city , in which more than one hundred and twenty thousand persons that can not discern between their right hand and the left, and a large amount of animals? "
    And now we move on to reflect on the word today, in the first place, confronting Jesus with all our faults, finding ourselves, unfortunately, along with those who followed Jesus for signs and not to listen to his word and put it into practice .
    Doing this however, we could see the signs within us and would be signs of how God can work in every man who follows his word with faith. Jonah thinks with his brain and puts into question what God asked him to do, not faith, but then, given the consequences of his refusal to the Lord, repent and admit his guilt. The men threw him into the sea to save themselves, but the Lord granted him another opportunity to redeem himself, and after three days he does find on the beach. (CONTINUA)

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  4. (CONTINUA) Fulfills its mission and despite his negative thinking, the people of Nineveh repents, but he still did not understand and that God would punish the people, forgetting that he had disobeyed God, and that he was then worth punished. How soon do we humans to judge and condemn others, just yesterday we reflected on the words "forgive us our debts, as we forgive our debtors." God loves his people, his children, does not seek revenge or blind obedience, but as a merciful Father sends his Son among us to help us understand the meaning of his love. If we do not believe that Christ is the highest expression of the love of God and do not follow his word, does not make sense that we look for signs of prodigy in the events that surround us. Because the miracle that matters to the Lord is the conversion of all his children to his word, because through his teachings we can pass that narrow gate that brings us into the kingdom of heaven, from this earth. We follow the word of Jesus, Let us listen with your heart and let it penetrate us with greed, so that it becomes the only way to go, do not turn your head for signs, because alone we would not even be able to recognize the true from the false, and only through the action of the Holy Spirit, and by the grace of God, we can do it.

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  5. REFLEXION DE LELLA

    - PRIERE :


    - Viens ô Saint Esprit de Dieu, pour m'indiquer les signes qui comptent pour mon Seigneur, et me dire les choses juste qu'il voie et que je fasse pour ne pas me tromper à ses yeux, parce que c'est seulement ça que je veux.

    - Avant tout faisons un esprit local à l'histoire de Jonas en prenant ce résumé sur wikipedia,:

    Dans le chapitre 1 la Parole du Seigneur est tourné vers Jonas, fils d'Amittai, et elle lui commande d'aller prêcher à Ninive la Grande Ville. Par contre Jonas fuit à Tarses par voie fluviale; cette localisation se déclarera plus bas. Mais le navire est renversé par un orage et il risque d'être coulée au pic dans la violence des flots. Alors Jonas retrouve son propre courage à l'improviste et il dévoile aux camarades de voyage que la faute de la colère divine est sienne, car il a refusé d'obéir au JHWH; pour que le navire soit sauvé, il doit être jeté en mer. Et ainsi, voilà que dans le second chapitre l'épisode qui a inspiré des générations d'écrivains et d'artistes. Jonas est jeté en mer mais un "grand poisson", (nulle part il est précisé qu'il s'agit d'une baleine), l'avale. Du ventre du poisson, où il reste trois jours et trois nuit, Jonas tourne vers Dieu une prière intense, qui rappelle un des Psaumes. Alors, derrière le commandement divin, le poisson vomit Jonas sur la plage.
    Dans le troisième chapitre, Jonas obtempère sa mission et va prêcher aux Ninive. Ceux-ci, contre toute attente, le croient, ils proclament un jeûne, ils s'habillent de sac et Dieu décide d'épargner la ville. Mais l'instinct rebelle de Jonas émerge ici: il n'est pas content du pardon divin, il voulait la punition de la ville de Ninive. Ainsi, dans le quatrième chapitre il s'assied devant la ville et demande à Dieu de le faire mourir.
    L'épisode le plus savoureux du livre se trouve vraiment dans le quatrième chapitre. Le Seigneur fait épointer un ricin sur sa tête pour lui apporter de l'ombre, et il s'en réjouit. Mais à l'aube du jour d'après un ver le ronge le ricin meurt, le soleil et le vent chaud flagellent Jonas, qui invoque la mort de nouveau. Alors l'auteur reporte les Paroles de Dieu, devenue très célèbre: " Toi tu te consacres pour cette plante de ricin pour laquelle tu ne t'es pas fatigué et que tu n'as pas fait épointer, en une nuit elle a grandie et en une nuit elle a péri; et est-ce que je ne devrais pas avoir pitié de Ninive, cette grande ville ou vivent plus de cent vingt mille personnes, qui ne savent pas distinguer entre leur main droite et la gauche et une grande quantité d'animaux ? "

    Et maintenant nous passons à la réflexion sur la Parole d'aujourd'hui, surtout, en nous mettant devant Jésus avec tous nos défauts, en nous retrouvant malheureusement, avec ces gens qui suivaient Jésus en quête de signes et non pour écouter sa Parole et la mettre en pratique.
    Par contre en faisant cela, nous pourrions voir les signes en nous et ce seraient des signes que Dieu peut opérer en chaque homme qui suit sa Parole avec foi. Jonas raisonne avec son cerveau et il met en doute ce que lui demande de faire Dieu, il n'a pas de foi, mais ensuite vue les conséquences de son refus envers le Seigneur, il se repent et admet sa faute. Les hommes le jettent en mer pour se sauver eux, mais le Seigneur lui accorde encore la possibilité de se racheter et après trois jours il le fait se retrouver sur la plage. Il accomplit sa mission et malgré sa pensée négative, le peuple de Ninive se convertit, mais encore il n'a pas compris et il voudrait que Dieu punît ce peuple, en oubliant que lui aussi il avait désobéi à Dieu, et qu'alors il était digne lui aussi d'être puni. Comme nous faisons nous les hommes à juger et à condamner les autres, nous avons réfléchi vraiment hier sur ces Paroles " remets nous nos dettes, comme nous les remettons à nos débiteurs."( CONTINUA)

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  6. ( CONTINUA)Dieu aime son peuple, et ses enfants ils ne cherchent ni vengeance ni obéissance aveugle, mais comme un Père miséricordieux, il envoie son Fils parmi nous pour nous aider à comprendre le sens de son amour. Si nous ne croyons pas que le Christ est la plus haute expression de l'amour de Dieu et que nous ne suivons pas sa Parole, cela n'a aucun sens que nous cherchons des signes de prodige dans les événements qui nous entourent, parce que le prodige qui est la conversion de tous ses enfants à sa Parole, parce qu'à travers ses enseignements nous réussissons à passer par cette porte étroite qui nous fait entrer dans le royaume des cieux, déjà sur cette terre.
    Suivons la Parole de Jésus, écoutons-la avec le coeur et cherchons à la faire entrer en nous avec de l'avidité, parce que c'est la seule voie que nous devons parcourir, ne tournons pas la tête en quête de signes, parce que nous ne serions pas non plus tout seul apte à reconnaître le vrai du faux, et seulement grâce à l'action de l'Esprit Saint, et par la grâce de Dieu, nous pouvons le faire.

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