sabato 17 novembre 2012

6 IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE di LORENZO SCUPOLI


CAPITOLO V
Un errore di molti, dai quali la pusillanimità è tenuta per virtù
In questo ancora si ingannano molti, i quali attribuiscono a virtù la pusillanimità e l'inquietudine
che seguono dopo il peccato, perché sono accompagnate da qualche dispiacere: ma essi non
sanno che nascono da occulta superbia e presunzione fondate sulla confidenza in se stessi e nelle
proprie forze nelle quali, perché si stimavano qualche cosa, avevano eccessivamente confidato.
Costoro, scorgendo dalla prova della caduta di sbagliare, si turbano e si meravigliano come di
cosa strana e diventano pusillanimi, vedendo caduto per terra quel sostegno in cui vanamente
avevano riposto la loro confidenza.
Questo non accade all'umile, il quale, confidando nel suo solo Dio e in niente presumendo di sé,
quando incorre in qualsiasi colpa, pur sentendone dolore, non se ne inquieta o se ne meraviglia:
egli sa che tutto ciò gli avviene per sua miseria e propria debolezza da lui molto ben conosciute
con lume di verità.

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