sabato 17 novembre 2012

17 IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE di LORENZO SCUPOLI


CAPITOLO XVI
In qual modo la mattina di buon'ora debba scendere in campo il soldato di Cristo
Appena sveglia, la prima cosa che dovranno osservare i tuoi occhi interiori è il vederti dentro
uno steccato chiuso con questa legge: chi non vi combatte, vi resta morto per sempre.
In questo steccato immaginerai di vedere innanzi  a te da una parte quel nemico e quella tua
cattiva inclinazione, già individuati per espugnarli e che invece sono armati per ferirti e darti la
morte; e dal lato destro il tuo vittorioso Capitano Cristo Gesù con la sua santissima madre Maria
Vergine insieme al suo carissimo sposo Giuseppe, con molte squadre di angeli e santi e
particolarmente con san Michele arcangelo; dal lato sinistro, poi, crederai di vedere il demonio
infernale con i suoi per eccitare la suddetta tua passione, istigandoti a cedere ad essa.
In tale steccato ti sembrerà di sentire una voce forse del tuo angelo custode, che cosi ti dice: “Tu
oggi devi combattere contro questo e contro altri tuoi nemici. Non s'impaurisca il tuo cuore né si
perda d'animo, non ceda ad essi per timore o per altro rispetto a cosa alcuna, perché nostro
Signore e tuo Capitano è qui con te con tutte queste gloriose squadre: egli combatterà contro
tutti i tuoi nemici, non permettendo che prevalgano su di te in forze e capacità (cfr. Dt 20,3-4).
Sta' salda, fatti violenza e sopporta la pena che talora sentirai nel farti violenza. Grida spesso
dall'intimo del cuore e chiama il tuo Signore, Maria Vergine e tutti i santi, perché senza dubbio
ne riporterai vittoria. Se tu sei fiacca, impedita dalle tue cattive abitudini, e se i tuoi nemici sono
molti e forti, moltissimi sono gli aiuti di chi ti ha creata e redenta; oltremodo e senza paragone
alcuno più forte è il tuo Dio e ha  più voglia lui di salvarti che non il nemico di perderti.
Combatti pure e non ti rincresca talora la sofferenza, perché dalla fatica, dalla violenza contro
le tue cattive inclinazioni e dalla pena che si sente per le cattive abitudini nascono la vittoria e il
grande tesoro con cui si compra il regno dei cieli e l'anima si unisce per sempre con Dio”.
Nel nome del Signore comincerai a combattere con le armi della diffidenza di te stessa e della
confidenza in Dio, con l'orazione e con l'esercizio chiamando a battaglia quel nemico e quella tua
inclinazione che, secondo l'ordine suddetto, ti sei risoluta di vincere ora con la resistenza, ora con
l'odio e ora con gli atti della virtù contraria ferendoli più e più volte a morte per far piacere al tuo
Signore, che con tutta la chiesa trionfante sta a vedere il tuo combattimento. Di nuovo ti dico che
non ti deve rincrescere di combattere, se consideri l'obbligo che tutti abbiamo di servire e di
piacere a Dio e la necessità di combattere, non potendo fuggire da questa battaglia senza ferite e
senza morirne. Ti dico di più: quando tu come ribelle volessi fuggire da Dio e darti al mondo e
alle delizie della carne, a tuo dispetto ti è necessario combattere con tante e tante contrarietà, che
spesse volte suderai in volto e il cuore sarà penetrato  da angosce mortali. A questo punto
considera che sorta di pazzia sarebbe il sostenere quella fatica e quella pena che comportano
maggior fatica e pena insieme alla morte senza fine, se tu fuggissi quella che, finendo invece
presto, ci unisce alla vita eterna e infinitamente beata dove godremo per sempre il nostro Dio.

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