sabato 9 luglio 2011

I PECCATI CONTRO LO SPIRITO SANTO:LA PRESUNZIONE DI SALVARSI SENZA MERITO


Dalle sue piaghe 
siete stati guariti (1 Pt 2,25)

Davvero tu presumi di salvarti senza merito? 
Davanti a un regalo così grande – perché si tratta di regalo –, tu pretendi, tu esigi? Sei certo che Dio sia un Dio di infinita bontà e che non gli costi nulla a dare il perdono e il premio? Come puoi dire che non gli costa?

Da una parte della bilancia ci stanno i nostri peccati e dall’altra i meriti del Figlio suo che è morto in croce per noi. Dio è Amore, egli è il nostro Padre che non ci vuole servi ma figli, e figli che sanno amare, ad immagine del suo Figlio Gesù.
Dunque tu presumi di salvarti perché pensi di farcela con le tue forze senza aver bisogno di Gesù Cristo: così tu neghi lo Spirito Santo, luce vera che illumina ogni uomo: egli che afferma, per mezzo degli Apostoli, che solo Gesù è l’unico Salvatore del mondo.

Bestemmia imperdonabile contro lo Spirito Santo, afferma Gesù. Infatti “Dio è luce e in lui non ci sono tenebre. Se camminiamo nella luce il sangue di Gesù ci purifica da ogni peccato” (1 Gv 1,5-7).
Presumere di salvarsi senza fare nulla pensando e sperando di ottenere il perdono e il premio senza bisogno di chiedere scusa a nessuno è proprio il modo con il quale si nega l’amore con cui lo Spirito Santo ha accompagnato e sostenuto il Figlio della Vergine Maria, Gesù, nei momenti più terribili della sua passione e morte, quando Lui ha avuto il coraggio di implorare il suo Dio così: Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno.

Bestemmia imperdonabile contro lo Spirito Santo.
Questo peccato è gravissimo perché non viene riconosciuta la divinità di Gesù Cristo e dello Spirito Santo. Sappiamo infatti che i Giudei avevano accusato Gesù di cacciare i demoni nel nome di Belzebul, come suo alleato. La volontà del Padre è chiara: “Dio ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio diletto” (Col 1,13-15). Per cui il Regno è un dono che riceviamo.

Fiducia disordinata

Grave peccato, bestemmia imperdonabile contro lo Spirito Santo è anche la fiducia disordinata in sé stessi, nelle proprie convinzioni, considerando Dio come un bonaccione da poco, che non la pensa come gli uomini di Chiesa, ma alla maniera di quei poveri preti che uniscono in matrimonio religioso i gay affermando che davanti a Dio l’amore vale più di qualsiasi regola della Chiesa. Costoro negano l’assistenza dello Spirito di Gesù sulle Scritture e sulla Chiesa.

Sappiamo che Dio è buono e che egli stesso ha detto di voler salvare tutti gli uomini (cf 1 Tm 2,4). Per fare questo non ha bisogno di prendere in prestito le ipotesi o le congetture umane, i nostri suggerimenti o le nostre idee, egli è l’Amore, e pertanto la salvezza dovrà essere opera del Divino Amore.

La salvezza è gratuita per tutti, è dono, perché Gesù ha pagato per amore. Vengono accolti quelli che si convertono a Dio, pentiti dei loro peccati, e quelli che esercitano con amore le opere di misericordia.
Ma non è per i superbi, gli arroganti, gli orgogliosi, tutti quelli cioè che rifiutano l’Amore. Costoro troveranno la porta del Paradiso chiusa e sbarrata.
Questa è la bestemmia contro lo Spirito Santo, il quale continua a proclamare che Gesù Cristo è l’unico Salvatore del mondo.

Preghiamo con il Salmo 22

Rit.: Signore, guidami per il giusto cammino.

Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla; 
su pascoli erbosi mi fa riposare 
ad acque tranquille mi conduce. Rit.

Se dovessi camminare in una valle oscura, 
non temerei alcun male, perché tu sei con me. 
Il tuo bastone e il tuo vincastro 
mi danno sicurezza. Rit.

Davanti a me tu prepari una mensa 
sotto gli occhi dei miei nemici; 
cospargi di olio il mio capo. 
Il mio calice trabocca. Rit.

Felicità e grazia mi saranno compagne 
tutti i giorni della mia vita, 
e abiterò nella casa del Signore 
per lunghissimi anni. Rit.

Una triste storia

“C’era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente. Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo.

Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando nell’inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura.

Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costì si può attraversare fino a noi. E quegli replicò: Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli.

Li ammonisca, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento. Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro. E lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno. Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi” (Luca 16).

Preghiera

O mio buon Signore Gesù, quando io penso a te e a tutto quello che tu hai fatto per me, come potrei pretendere di seguirti, e quindi di salvarmi, e allo stesso tempo di stare con le mani in mano, senza far nulla? Quale premio potrei attendere dal Padre tuo?

È da insipienti pensare di potermi sedere davanti a una tavola ben imbandita senza darmi da fare, senza sudare, senza avere i calli alle mani.
Ho visto che gli agricoltori arano con arte i loro campi e preparano con cura i semi da gettare nei solchi. E poi attendono con pazienza e fiducia le piogge di autunno e di primavera, per poter quindi tornare, a suo tempo, gioiosi alle loro case con un carico abbondante di spighe dorate.

Mi rendo conto che se presumo di salvarmi senza far nulla, commetto un grave affronto contro lo Spirito Santo. Per questo ti prego, caro Gesù, effondi su di me il tuo Santo Spirito perché faccia di me una creatura nuova, capace di lavorare con buona volontà nella vigna del Padre. Tu stesso mi hai insegnato che l’opera delle opere è questa: amare Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze, e amare il mio prossimo come me stesso. Allora la salvezza sarà un regalo insuperabile.

Chiedo pertanto il tuo amore e il tuo aiuto, o mio buon Gesù, perché io possa essere sempre attento alla voce dello Spirito che mi fa conoscere la volontà del Padre e mi dà la forza di attuarla nelle parole e nelle opere. Amen.

D. Timoteo Munari sdb

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IMMAGINI:
1 Pensare di salvarsi senza bisogno di chiedere perdono significa negare l’amore di Dio.
2 La presunzione e l’orgoglio accecano l’uomo anche davanti alla luce di Dio. Sono esse a deformare il nostro vero volto e ad impedirci di sentire il bisogno dell’amore divino.
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I PECCATI CONTRO LO SPIRITO SANTO: 
LA PRESUNZIONE 
DI SALVARSI SENZA MERITO / 2 


La presunzione ci porta in un vicolo cieco. La salvezza non è una questione di dare e avere: do ut des. Dò a Dio affinché Lui mi dia in cambio qualcosa. È un problema di peccatori da una parte e di misericordia e di amore dall’altra, perché Dio è amore. La salvezza è un dono dato a chi si pente e si impegna a cambiare vita.

Tutti gli uomini portano scritta nella loro coscienza la legge di Dio, osservando la quale possono salvarsi. I battezzati nell’acqua e nello Spirito Santo, hanno in più un sigillo indelebile impresso nel loro essere: l’amore del Padre e del Figlio incarnato e la comunione dello Spirito Santo.

La fede che abbiamo ricevuto come dono ci dice con chiarezza che Gesù Cristo ha subito passione e morte per salvarci dalla morte eterna. Sulla croce ci ha amati tutti con il suo grande cuore umano. La nostra salvezza gli è costata sangue, versato fino all’ultima goccia e un corpo inchiodato sulla croce.
Allora come posso pensare di salvarmi senza dire di cuore: Signore Gesù, abbi pietà di me peccatore. Proprio come ha detto il ladrone pentito.

Noi siamo il tempio del Dio vivente, come egli stesso ha detto: Abiterò in mezzo a voi e con voi camminerò e sarò il vostro Dio, e voi sarete il mio popolo. In possesso dunque di queste promesse, carissimi, purifichiamoci da ogni macchia della carne e dello spirito, portando a compimento la nostra santificazione nel timore di Dio (cf 2Cor 6,18;7.1).

Soltanto l’amore ci salva

Dio che ha creato l’uomo a sua immagine, e ha scolpito nel cuore umano l’amore, getta allo stesso uomo una sfida: la sfida dell’amore. Per tornare a Lui bisogna amare.
La salvezza è dono che viene dall’alto. Il Padre, solo per amore, ha offerto all’uomo la salvezza nella persona del Figlio suo Gesù, il quale solo per il suo grande amore per noi peccatori, ha scelto la follia della croce offrendo il suo sangue quale unico prezzo per la nostra salvezza, garante lo Spirito Santo.
Nessun battezzato può scappare da questo Sigillo d’amore, pena la morte eterna. Fatevi imitatori di Dio – grida a tutti San Paolo –.
Siate benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda, proprio come Dio è pronto a perdonare a voi in Cristo.

Tutti coloro che pensano che Dio non è così rigido e preciso come insegnano gli Apostoli e i loro successori, e quindi la Chiesa, devono ricredersi e ammettere, invece, che sono figli carissimi di Dio e che in loro è lo Spirito Santo che grida: Abbà, Padre (cf Ef 4-5) e che infonde l’amore, unico passaporto per la salvezza.

Questo Spirito del Padre e del Figlio ci sostiene e ci sollecita a testimoniare Gesù con tutte le nostre forze, rendendogli grazie perché ha fatto della sua Chiesa la guida sicura che ci permette di camminare nella luce. Seguiamolo dunque perché egli ama, consola, soccorre tutti, poveri e peccatori. La nostra sapienza e il nostro orgoglio e la nostra sicurezza crollano di fronte a lui.

Dal Salmo 79

Rit.: Volgiti a noi, Signore, per amore del tuo popolo.

Tu, pastore d’Israele, ascolta. Assiso sui Cherubini rifulgi, risveglia la tua potenza e vieni in nostro soccorso. Rit.

Dio degli eserciti, volgiti, guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna. Rit.

Proteggi il ceppo che la tua destra ha piantato, 
il germoglio che ti sei coltivato. Rit.

Rialzaci, Signore, nostro Dio, fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi. Rit.

Lasciamoci amare da Dio

L’Evangelista Marco ci invita a imitare l’esempio del cieco di Gerico (Mc 10, 46-52), il quale, al passaggio di Gesù Nazareno, si mise a gridare: “Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me! ”. La gente lo sgridava per farlo tacere, ma egli gridava ancor più forte: “Figlio di Davide, abbi pietà di me!”. 
Gli dicono: “Coraggio! Alzati, ti chiama!”. Gesù gli disse: “Che vuoi che io ti faccia? ”. E il cieco a lui: “Rabbunì, che io riabbia la vista!”. “Va’, la tua fede ti ha salvato”. Fu la risposta. 
Anche tu, grida forte: “Figlio di Davide, Gesù, fa’ che io veda!”. Getta via il mantello e tutto ciò che ti impedisce di credere. Salta in piedi dal tuo giaciglio e corri verso di lui senza pensarci due volte. Guarda intorno a te, tirati su le maniche e fa qualcosa.

L’Evangelista Matteo ti dice che cosa devi fare (Mt 25,31-46).
Non aver paura di sporcarti le mani e getta via dalla tua mente ogni pensiero razzista. 
In Africa ci sono milioni di bambini che muoiono di sete e di fame. Se tu non puoi andare laggiù ad aiutarli, ci sono associazioni umanitarie che stanno facendo l’impossibile per salvarli. Concorri anche tu.

Con un pizzico di umanità uno può accorgersi che nella sua scala o in quella vicina c’è una famiglia povera; un altro venendo a conoscenza di casi di usura può dare una buona mano interessando chi di dovere; un altro che ha qualche alloggio sfitto si mette in contatto con chi cerca casa senza fare l’esoso.

E ancora: qualcuno può studiare di incrementare i posti di lavoro per i disoccupati; altri hanno la possibilità di fare adozioni a distanza; non pochi già si esercitano a sfoltire il proprio guardaroba per vestire chi ha freddo; e, infine, altri recano sollievo agli anziani, e vanno a trovare chi è ammalato.
E così mille altre scintille d’amore per lasciarci amare dal Padre nostro.
Gesù allora dirà a questa gente di buona volontà: “Venite avanti benedetti del Padre mio. La salvezza è per voi. Perché avevo fame e sete, ero forestiero e nudo, malato e carcerato, e voi mi avete soccorso”.

Preghiera a Gesù

O Gesù, tu che sei la Luce illuminaci, tu che sei l’eterno Sacerdote, presentaci al Padre e mostraci il suo vero volto.
Liberaci dalla tentazione di crearci un “dio” a nostra immagine e somiglianza, attribuendo a lui modi di pensare e di giudicare alla moda del mondo.

Fa’ che non prevalga il nostro comodo, ma quello che tu ci insegni per mezzo della Chiesa. 
Amare Dio e il prossimo, nel rispetto della dignità della persona umana, contro ogni sorta inqualificabile di profitto.

Aiutaci a vivere il vero spirito di famiglia, con amore e sacrificio e fedeltà, così come tu ci ami.
Le nostre feste si svolgano nel segno della gioia e dell’interesse fattivo verso i bisognosi come hanno sempre fatto le famiglie cristiane, per esempio, quella della santa donna Teresa di Calcutta.

Tu ci insegni che non possiamo pensare di salvarci senza vivere con coraggio lo spirito delle Beatitudini, e cioè rinnegare noi stessi e prendere la croce ogni giorno e seguirti.
Tutto ciò ci porterà all’abbraccio del Padre.

O Gesù di infinita bontà, che nella croce hai liberato l’uomo da qualsiasi schiavitù, donaci di vivere sempre in rendimento di grazie e di manifestare al mondo la gioia della salvezza.


D. Timoteo Munari sdb
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IMMAGINI:
1 L’offuscamento del senso di Dio provoca nell’uomo contemporaneo smarrimento e tristezza.

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