domenica 17 aprile 2011

Mc 1,40-45 La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.

Vangelo
Mc 1,40-45 La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito, la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

Parola del Signore
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LA MIA RIFLESSIONE
PREGHIERA

Se vuoi Signore....fa scendere su me il Tuo Santo Spirito,per illuminarmi e farmi comprendere la tua parola,farmi capire attraverso le tue azioni,narrate dai Vangeli,i tuoi propositi su di noi.
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In questa pagina mi viene subito agli occhi l'immagine del lebbroso,sa di essere malato,di una malattia brutta che lo emargina da tutti,che lo fa soffrire,ma nonostante questo si fa coraggio,passa tra gli altri,che sicuramente lo scansano e lo guardano con ribrezzo,e si presenta davanti a Gesù. Sa che Gesù lo accoglierà senza scansarsi rabbrividendo,per quanto brutto e schifoso possa essere agli occhi degli uomini,e questo preso e rapportato al discorso spirituale,ci fa capire che nessun peccato è poi così orribile agli occhi di Dio,da non poter essere perdonato.
L'atteggiamento del lebbroso è quello di chi umilmente si mette in ginocchio davanti al Signore,e per prima cosa accetta la sua volontà,dicendo: <se tu vuoi> e mi sembra di riconoscere in questo atteggiamento quello che Gesù stesso ci ha insegnato nella preghiera che dobbiamo elevare al Padre.
Andare alla ricerca di Dio,inginocchiarsi davanti a Lui,riconoscerne la regale paternità,sapere che solo da lui può venire la salvezza,che è in lui il potere delle cose,che tutto dipende da lui,ed accettare la sua volontà,continuando nonostante la sua malattia a credere in lui,nel potere della sua salvezza.
Accettare che su questa terra non siamo apprezzati,ne ascoltati,ne accettati,ma che agli occhi di Dio siamo considerati come tutti gli altri,ci deve spingere ad inoltrare a Lui la nostra preghiera,sempre e comunque,in qualunque circostanza,anche quando sembra che proprio lui ci ignori,perchè lui è li e ci aspetta.
Li dove?Bhè ce lo fa capire chiaramente,in chiesa,ce lo dice parlando col lebbroso,ammonendolo di recarsi dal sacerdote del tempio per confermare la sua purificazione,la sua guarigione.
Ora sta a noi mettere in pratica il suo messaggio,accettare anche le cose negative della vita,confidare sempre in Dio,adorarlo e rivolgere con vera umiltà a lui la nostra preghiera,e confermare con la frequentazione della messa,della comunione con Lui ,la nostra fede.

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