giovedì 21 aprile 2011

(Lc 4,24-30) Gesù come Elìa ed Elisèo è mandato non per i soli Giudei.

VANGELO 
(Lc 4,24-30)  Gesù come Elìa ed Elisèo è mandato non per i soli Giudei. 
+ Dal Vangelo secondo Luca 

In quel tempo, Gesù [cominciò a dire nella sinagoga a Nàzaret:] «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidóne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro». 
All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino. 

Parola del Signore 
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LA MIA RIFLESSIONE 
PREGHIERA 
Ti prego Signore di darmi l'umiltà di mettermi in ginocchio,all'ascolto della tua parola,per saperla comprendere grazie allo Spirito Santo,e per saperla vivere in modo da poter dimostrare ai miei fratelli più lontani,che è possibile seguirti passo passo. 

Ancora una volta Gesù fa il rivoluzionario,e a chi vuole criticarlo per avere una scusa per non doverlo seguire,non pare vero. 
Quando dice che nessun profeta è ben accetto nella sua patria,sa perfettamente quello che dice,è infatti vero che chi crede di conoscerti e ha la presunzione di sapere tutto di te,non ha interesse nei tuoi confronti. 
I giudei vedevano che Gesù era il figlio di Giuseppe il falegname,e non riuscivano ad accettare che in lui si rivelasse Dio,che fosse lui il messia atteso,perchè credevano di sapere ogni cosa di lui,e non volevano neanche minimamente pensare di cambiare il loro modo di agire. 
Un po' così anche noi,che leggiamo il vangelo e continuiamo a vivere come se niente fosse,come se non dovessimo cambiare nulla nella nostra vita,nelle nostre "abitudini". 
Diciamo di credere,ma poi alle prime difficoltà abbiamo paura e ci dimentichiamo di chiedere al Signore la forza di affrontare ed accettare ogni cosa. 
Diciamo di amare gesù,e magari non parliamo con il nostro vicino o con un nostro parente per un motivo magari futile. 
Diciamo di volerci donare al Signore,di accettare la croce,ma ci lamentiamo in continuazione dei nostri acciacchi. 
Una frase che mi ha molto colpito in questo passo è quella che raffigura Gesù,che stanco del loro sdegno,della loro indifferenza,del loro volerlo uccidere per eliminarlo dalla loro vita,gli passa in mezzo...e va oltre. 
Ti prego o Signore di non passare nella mia vita senza che io ti possa accogliere,in ogni occasione,ed in ogni tuo insegnamento,e che non mi senta mai come chi crede di essere sotto un giudice severo che non può capire e che si limita a giudicare e condannare,ma che mi ricordi dell'amore che tu metti in tutte le cose. 

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