lunedì 25 aprile 2011

(Gv 20,11-18) Ho visto il Signore e mi ha detto queste cose.

VANGELO
(Gv 20,11-18) Ho visto il Signore e mi ha detto queste cose. 

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto».
Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» - che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”».
Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.

Parola del Signore
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LA MIA RIFLESSIONE
PREGHIERA
Vieni o Santo Spirito,come Gesù ci ha promesso,a illuminare la mia mente e la mia vita,perchè possa sempre capire e vivere alla Tua luce,anche se non comprendo in pieno i disegni di Dio,ma mi fido di Lui.

Il giorno di pentecoste era il giorno che rappresentava per i giudei il ricordo del dono della legge data a Mosè sul monte Sinai,in quel giorno,Pietro si fa coraggio,e con una forza nuova,esce allo scoperto.Parla ai giudei,e gli dice che quel Gesù che loro avevano rigettato e messo in croce,era stato mandato da Dio.
Ora che Gesù li aveva lasciati per gli apostoli comincia un lavoro duro e pericoloso,contro chi si contrapponeva all’accettazione di Gesù come Signore e re della nostra vita,lo fanno con una forza nuova,che li esalta e li sconvolge,con la forza dello Spirito Santo ,che Gesù aveva promesso loro,e che li porta a rischiare la propria vita,pur di annunciare la salvezza che viene dall’adesione a Cristo.
Maria di Magdala cerca Gesù,e non vedendolo nella tomba,si chiede dove sia,rimane lì,vicino al sepolcro e non riesce a muoversi,in questo io vedo l’immobilità dell’essere umano,che attaccato agli schemi della terra,non riesce ad andare oltre.Il dolore e lo sconforto ci bloccano,li’ dove quel corpo non c’è più,ma in quel dolore,il Signore invia i suoi angeli ai quali chiedere aiuto,poi arriva e chiamandoci per nome come chi ci conosce profondamente, si fa riconoscere.
Lui ci conosce e sa che staremmo immobili nel nostro dolore per questo ci spinge ad andare oltre la morte,per farci comprendere che la vita su questa terra non termina con la morte,ma come Lui anche noi saliremo al Padre,è Gesù stesso che ce lo dice:”PADRE MIO E PADRE NOSTRO - DIO MIO E DIO NOSTRO”
Invita Maria ad andare da quelli che Lui definisce i suoi fratelli,perché possa annunciare loro di averlo visto e quello che Lui aveva detto.
Se riconosciamo in Gesù il nostro maestro,il nostro fratello e ci riconosciamo figli di Dio,non possiamo rimanere fermi davanti a una tomba vuota,ma annunciare a tutti i nostri fratelli che Cristo è vivo,è in mezzo a noi,che la sua morte non è un qualcosa che ci ha separato per sempre,ma anzi,è servita per permetterci di poter salire dopo di Lui al Paradiso,nella casa del Padre.

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