lunedì 25 aprile 2011

(Gv 13,21-33.36-38) Uno di voi mi tradirà… Non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte.

VANGELO
 (Gv 13,21-33.36-38) Uno di voi mi tradirà… Non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte. 
+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, [mentre era a mensa con i suoi discepoli,] Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». 
I discepoli si guardavano l’un l’altro, non sapendo bene di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose Gesù: «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò». E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariòta. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui. 
Gli disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare, fallo presto». Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte.
Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire». 
Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte».

Parola del Signore

------------------------------------------------------------------------------------------
LA MIA RIFLESSIONE

PREGHIERA

Spirito Santo,amico mio,fammi capire che cosa vuole Gesù dirmi con queste parole,fammi sentire che tutto illumini,alla luce dell'amore che Lui nutre per me,non certo per i miei meriti o la mia fedeltà,che può crollare nel momento del pericolo come quella di Pietro.

Gesù è con i suoi amici,ed in mezzo a loro c'è quello che lo tradirà;una grande tristezza lo assale,mentre lo comunica agli altri.Vicino a Lui c'era Giovanni,che qui non è chiamato per nome,ma viene definito il discepolo che Gesù amava,ed è tanto evidente questo,che persino Pietro,che aveva comunque già nei tratti caratteriali il carisma del capo,si rivolge a lui per far chiedere a Gesù il nome del traditore.
E Gesù illumina il suo discepolo,lo illumina con un gesto che mi fa pensare,che niente accade per caso,il pezzo di pane,intinto nel piatto stesso di Gesù,produce per Giuda la condanna.
Uscito Giuda,Gesù resta con i suoi amici,che pur nelle loro imperfezioni,gli restano fedeli,ed a loro annuncia la sua partenza.Non gli dice apertamente che sarà ucciso,ne' come questo avverrà,ma gli dice che sarà glorificato,per la gloria di Dio.
Anche Pietro,che crede di essere in una posizione di sicurezza per quanto riguarda la lealtà a Gesù,sembra disposto ad accettare ogni prova pur di poterlo seguire,ma Gesù ,che è verità,che sa ogni cosa perchè è Dio,lo ammonisce con dolcezza,come per dire,non essere sicuro di te ,perchè anche tu nella prova ,se resterai da solo e smarrito,potrai cadere.In questo ultimo atteggiamento di <gesù,c'è molto di più di quello che sembra così,a prima vista;devo confessarvi che a questa frase di Gesù,è legata la mia conversione.Vi rubo ancora un attimo per raccontarvi che in un periodo particolare della mia vita,quando ormai stavo per cedere all'insistente richiamo del Signore,avevo pero' una forte remora a recarmi da un confessore,non mi sembrava giusto che un sacerdote,che sicuramente non era perfetto.potesse giustificare i miei peccati agli occhi di Dio.Era il giorno di san Pietro e Paolo ,nel santuario del Divino Amore di Roma,quando capii che se gesù aveva giustificato la debolezza di Pietro,io non potevo oppormi ancora al suo volere....da quella confessione alla caduta di cavallo come san Paolo,è stato tutt'uno.
Per questo io mi rivolgo a voi che ancora non riuscite a trovare la forza di mettervi davanti ad un confessore...non indugiate ancora,nell'uomo imperfetto che vi accoglierà,troverete lo Spirito di perfezione di Gesù stesso.E' a Lui che chiederete perdono,non fate passare questa Pasqua senza confessarvi e comunicarvi,la strada è ancora lunga e dura,e se al canto del gallo non vogliamo tradire il Signore,dobbiamo nutrirci del suo corpo e del suo sangue.

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.